Beppe GRUllo

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Grillo contro Quirinale, "Troppi poteri". Ma il Movimento lo scarica: "Non ha ruoli: fiducia in Mattarella"Grillo contro Quirinale, "Troppi poteri". Ma il Movimento lo scarica: "Non ha ruoli: fiducia in Mattarella"

(agf)

Durante l'intervento conclusivo di Italia a 5 Stelle il fondatore del Movimento 5 Stelle attacca il Colle: "Il Capo dello Stato ha troppi poteri". I 5S: "Niente in discussione". Le reazioni delle opposizioni

 

 

ROMA - Troppi poteri. Troppe cariche. Va tutto cambiato. Anzi, no. L'intervento conclusivo della kermesse grillina Italia a 5 Stelle, firmato da Beppe Grillo, diventa un attacco del fondatore del partito di maggioranza relativa ai poteri e alle prerogative del Capo dello Stato. "Dovremmo togliergli i poteri". Parole minacciose che fanno scattare subito le reazioni delle opposizioni. E dello stesso Movimento Cinque Stelle che è costretto a prendere le distanze da Grillo: "La riforma dei poteri del Capo dello Stato non è nel contratto di governo. Fiducia in Mattarella: Beppe non ha ruoli". E Dal Pd a Forza Italia, quasi tutte le forze che esulano dalla maggioranza gialloverde inviano lo stesso messaggio ai grillini: .

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8 messaggi in questa discussione

Grullo? Ma che dici! Quello che dice Beppe lo dicono e lo scrivono non da oggi ma da decenni autorevoli giuristi e costituzionalisti, e ancora di più sono quelli che lo pensano senza avere il coraggio di dirlo. Molto probabilmente non esiste al mondo una democrazia parlamentare in cui un capo dello Stato non eletto dal popolo, sia esso un presidente della repubblica o un monarca ereditario, abbia più poteri e privilegi del nostro. A cominciare dalla residenza (principale), una reggia sfarzosa, uno dei più grandi palazzi del pianeta, costruito dai papi, poi abitato dai Savoia e grande 20 volte la Casa Bianca. A mio avviso il palazzo del Quirinale andrebbe trasformato in museo storico con un risparmio di oltre 200 milioni l'anno. La regina Elisabetta forse è l'unica che può competere su questo terreno, ma i poteri effettivi di Mattarella non se li sogna neppure. Basta pensare che negli ultimi tre secoli nessun sovrano inglese ha mai osato rimandare indietro una legge alle Camere, pur potendo, in teoria, farlo. La nostra Costituzione conferisce al capo dello Stato un raggio d'azione amplissimo che si estende su tutti e tre i poteri dello Stato. Viene eletto dal Parlamento che in genere sceglie un parlamentare, un politico attivo, quindi non una figura super partes ab origine. L'uomo del Colle può respingere, almeno in prima istanza, leggi approvate dal Parlamento, ha il potere di sciogliere le Camere e di emanare decreti aventi forza di legge. Può nominare fino a 5 senatori a vita e per giunta a fine mandato (ben 7 anni, un mandato lunghissimo e in teoria rinnovabile ad libitum) diventa egli stesso senatore a vita. E 5 senatori più uno possono essere decisivi per gli equilibri politici di una legislatura. Nomina il presidente del Consiglio e, su proposta di questi, i ministri. Ma, come abbiamo constatato nel caso Savona, di fatto ha anche potere di veto, perfino per mere ragioni politiche, sui ministri proposti dal premier, anche se ciò deriva, a mio avviso, da una interpretazione palesemente contraria allo spirito e alla lettera della Costituzione. Ma la lista dei poteri del capo dello Stato è ancora lunga. Nomina un terzo dei giudici costituzionali, cioè tanti quanti ne nomina il Parlamento (un altro terzo è scelto dalla Magistratura). Una quantità decisamente abnorme, vieppiù se si pensa che la Corte Costituzionale è l'unico organo che può giudicare non solo gli atti del Parlamento e del governo ma anche gli atti del presidente della Repubblica inerenti all'esercizio della sue funzioni, sia pure in casi estremi. Infatti il presidente gode di una larghissima immunità e non è responsabile dei suoi atti eccetto i casi di alto tradimento e attentato alla Costituzione. Ma come si conciliano questa immunità e questa irresponsabilità con i numerosi, forti e concreti poteri che la stessa Costituzione riserva al capo dello Stato? Il quale è anche il capo delle forze armate e il presidente del Consiglio Superiore della Magistratura (pur provenendo, in genere, non dalla Magistratura ma dalla politica). E può concedere la grazia a chi è stato condannato dai magistrati in tre gradi di giudizio. Troppi poteri, decisamente troppi per una repubblica parlamentare.

Dunque Grillo ha, a mio avviso, ragione da vendere nel merito, però il suo intervento è politicamente quanto mai inopportuno. Con una manovra economica in deficit da approvare, con un governo anomalo che sembra un'alleanza tra cani e gatti, con le tensioni nei mercati e con i mal di pancia delle istituzioni europee (ma questo è davvero l'ultimo dei problemi), al momento c'è ben altro cui pensare che una complessa riforma costituzionale che riduca i poteri del capo dello Stato (però senza nemmeno ridurlo a mero cerimoniere). Ma Grillo non è un politico, è uno che fa satira politica. Il suo dovere è dire alla gente la verità, o almeno la sua verità, per quanto scomoda o inopportuna. E, come fa quasi sempre, l'ha fatto.

 

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Grillo il suo intervento lo avrà fatto al coperto perchè se pioveva mica poteva dire di chiudere gli ombrelli mentre l'acqua li trascinava via tutti, anzi penso che se ci fosse stato un altro sindaco avrebbe menzionato qualcosa di simile, ma dato che al momento il sindaco è una sua riuscita meglio distogliere lo sguardo e posarlo su altri obbiettivi, additandoli come sbagliati, come faceva con altri sindaci, e avvalersi delle sue cavo.late per proporre dei suoi ideali, che magari domani faranno le stesse cavo.late di tanti suoi beneficiari....xD

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5 ore fa, fosforo41 ha scritto:

Grullo? Ma che dici! Quello che dice Beppe lo dicono e lo scrivono non da oggi ma da decenni autorevoli giuristi e costituzionalisti, e ancora di più sono quelli che lo pensano senza avere il coraggio di dirlo. Molto probabilmente non esiste al mondo una democrazia parlamentare in cui un capo dello Stato non eletto dal popolo, sia esso un presidente della repubblica o un monarca ereditario, abbia più poteri e privilegi del nostro. A cominciare dalla residenza (principale), una reggia sfarzosa, uno dei più grandi palazzi del pianeta, costruito dai papi, poi abitato dai Savoia e grande 20 volte la Casa Bianca. A mio avviso il palazzo del Quirinale andrebbe trasformato in museo storico con un risparmio di oltre 200 milioni l'anno. La regina Elisabetta forse è l'unica che può competere su questo terreno, ma i poteri effettivi di Mattarella non se li sogna neppure. Basta pensare che negli ultimi tre secoli nessun sovrano inglese ha mai osato rimandare indietro una legge alle Camere, pur potendo, in teoria, farlo. La nostra Costituzione conferisce al capo dello Stato un raggio d'azione amplissimo che si estende su tutti e tre i poteri dello Stato. Viene eletto dal Parlamento che in genere sceglie un parlamentare, un politico attivo, quindi non una figura super partes ab origine. L'uomo del Colle può respingere, almeno in prima istanza, leggi approvate dal Parlamento, ha il potere di sciogliere le Camere e di emanare decreti aventi forza di legge. Può nominare fino a 5 senatori a vita e per giunta a fine mandato (ben 7 anni, un mandato lunghissimo e in teoria rinnovabile ad libitum) diventa egli stesso senatore a vita. E 5 senatori più uno possono essere decisivi per gli equilibri politici di una legislatura. Nomina il presidente del Consiglio e, su proposta di questi, i ministri. Ma, come abbiamo constatato nel caso Savona, di fatto ha anche potere di veto, perfino per mere ragioni politiche, sui ministri proposti dal premier, anche se ciò deriva, a mio avviso, da una interpretazione palesemente contraria allo spirito e alla lettera della Costituzione. Ma la lista dei poteri del capo dello Stato è ancora lunga. Nomina un terzo dei giudici costituzionali, cioè tanti quanti ne nomina il Parlamento (un altro terzo è scelto dalla Magistratura). Una quantità decisamente abnorme, vieppiù se si pensa che la Corte Costituzionale è l'unico organo che può giudicare non solo gli atti del Parlamento e del governo ma anche gli atti del presidente della Repubblica inerenti all'esercizio della sue funzioni, sia pure in casi estremi. Infatti il presidente gode di una larghissima immunità e non è responsabile dei suoi atti eccetto i casi di alto tradimento e attentato alla Costituzione. Ma come si conciliano questa immunità e questa irresponsabilità con i numerosi, forti e concreti poteri che la stessa Costituzione riserva al capo dello Stato? Il quale è anche il capo delle forze armate e il presidente del Consiglio Superiore della Magistratura (pur provenendo, in genere, non dalla Magistratura ma dalla politica). E può concedere la grazia a chi è stato condannato dai magistrati in tre gradi di giudizio. Troppi poteri, decisamente troppi per una repubblica parlamentare.

Dunque Grillo ha, a mio avviso, ragione da vendere nel merito, però il suo intervento è politicamente quanto mai inopportuno. Con una manovra economica in deficit da approvare, con un governo anomalo che sembra un'alleanza tra cani e gatti, con le tensioni nei mercati e con i mal di pancia delle istituzioni europee (ma questo è davvero l'ultimo dei problemi), al momento c'è ben altro cui pensare che una complessa riforma costituzionale che riduca i poteri del capo dello Stato (però senza nemmeno ridurlo a mero cerimoniere). Ma Grillo non è un politico, è uno che fa satira politica. Il suo dovere è dire alla gente la verità, o almeno la sua verità, per quanto scomoda o inopportuna. E, come fa quasi sempre, l'ha fatto.

 

 

 
Beh , insomma , il Cazzaro torna alle origini e scopre nuovamente il Grillo privato cittadino che riporta fedelmente quel che “ da decenni ripetono in coro illustri giuristi e costituzionalisti “ senza nemmeno l’onore di farci neanche un nome uno degli illustri . Ma detto ciò appare del tutto evidente il giochino delle 3 carte
del Cazzaro Napoletano che quando li fa comodo e’ uno strenuo difensore della Costituzione , quando invece comodo non gliela fa , non esiterebbe manco un minuto ad abolire quegli “ampi “ poteri che la Costituzione stessa concede ( motivandolo ) al Presudente della Repubblica . Tralascio per amor di patria la parte inerente al pensiero narcisista del Cazzaro che oggi si “sente” costituzionalista e ci tiene a farci sapere il suo dotto parere da esperto circa alcuni poteri che per l’illustre costituzionalista di Scampia sarebbero , addirittura , contrari allo spirito costituzionale . Diciamo che letto il suo giudizio me la cavo con uno sguaiato sorriso. Lo stesso sorriso mi anima dopo aver letto a cosa destinerebbe , sempre il Cazzaro di Napoli , il Quirinale . Il Quirinale inteso come sede istituzionale del PDR. Ammettero’ che mi ero un “ tantinello “ spaventato appena il Cazzaro ha iniziato a parlarne . Il pensiero mi e’ subito corso alla sua variazione edilizia con relative immissioni di un paio di cento di appartamenti da destinare ai bisognosi delle periferie romane. Invece almeno la sostituzione in Museo potrebbe trovare pure l’accordo anche di tutti gli altri costituzionalisti al par suo ( mi riferisco al Cazzaro di Napoli ). Entrando allora nello specifico degli altri poteri del Capo dello Stato , ramnento al Cazzaro che si meraviglia della di lui  nomina dei senatori a vita per poi anch’esso diventarlo, che lo stesso Cazzaro , un po’ di tempo fa , nel referendum costituzionale,  ha votato perché ciò rimanesse così come e’ , quando addirittura si sarebbe abolito il Senato stesso . Ed ora analizziamo un paio di punti che stanno a cuore al Cazzaro e che lui , da dotto giurista, eliminerebbe all’istante : iniziamo da quello che vede il PDR presiedere  il CSM.  Il Capo dello  Stato presiede il CSM, solo sulla carta. Nei fatti, fa tutto il Vice Presidente e la prova ci e’ stata data dagli strilli Grillebeti con la nomina del PD Ermini . Pensa un po’ che se dipendesse da me glielo farei presiedere effettivamente .  Per quanto riguarda le FFAA, il PdR è il capo dal punto di vista gerarchico, ma non decide praticamente nulla, in materia di impiego. Tale prerogativa è demandata al Governo, che la esercita, tramite il Ministro della Difesa. Ergo, il Cazzaro di Napoli si astenga nel comnentare fatti di cui non ha la minima contezza e spinto solamente da tifo politico che lo fanno  stare dalla parte di un pluripregiudicato condannato innumerevoli volte nei 3 gradi di giudizio e per “omicidio” colposo plurimo oltre che ad omissione di soccorso . 
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Il comico miliardario prenda in giro  
 chi vuole, non c'è alcun problema a    
 farsi due risate al circo di domenica, 
 ma lasci stare la Costituzione e il    
 ruolo di garanzia del Quirinale". Così 
 il segretario del Partito democratico, 
 Martina sulle parole di Grillo dal pal-
 co della manifestazione dei 5 Stelle a 
 Roma.                                  

 "Il Capo dello Stato non si tocca caro 
 Grillo", conclude Martina.             

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Inviata (modificato)

2 ore fa, wronschi ha scritto:

Il comico miliardario prenda in giro  
 chi vuole, non c'è alcun problema a    
 farsi due risate al circo di domenica, 
 ma lasci stare la Costituzione e il    
 ruolo di garanzia del Quirinale". Così 
 il segretario del Partito democratico, 
 Martina sulle parole di Grillo dal pal-
 co della manifestazione dei 5 Stelle a 
 Roma.                                  

 "Il Capo dello Stato non si tocca caro 
 Grillo", conclude Martina.             

Con questa risposta il patetico Martina ha preso in giro, per l'ennesima volta, solo se stesso. Diciamoci la verità, il ragazzo è onesto e volenteroso, ha anche fatto discretamente il ministro dell'Agricoltura, pur senza risolvere la crisi del settore, ma il Q.I. è quello che è. Da coordinatore locale di un piccolo partito, non  da segretario nazionale di  un grande partito. E non gli consente di rispondere nel merito alla questione sollevata da Grillo, che in realtà è vecchia quanto la Costituzione. Gli consente solo un risibile tentativo di liquidarla come la trovata di un comico miliardario che si esibisce al circo. Il circo e i pagliacci, caro Maurizio Martina, ce li hai da un pezzo dentro casa - basta guardare l'ultima pagliacciata leopoldina tra automobiline e guitti televisivi - e la colpa è anche tua che li sopporti e li tolleri. Un ruolo di garanzia, caro Martina, non è un ruolo di potere. O, se lo è, non può essere scevro di responsabilità individuale. Un arbitro che fa un errore clamoroso, come quello di Mattarella nel caso Savona, viene tenuto lontano dai campi di gioco per almeno tre mesi. Un potere di garanzia deve essere necessariamente un potere neutro e non certo un potere "iperpolitico" come viene definito dal prof. Antonio Baldassarre, presidente emerito della Corte Costituzionale, quello attribuito al capo dello Stato. E del quale abbiamo avuto esempi chiarissimi, e a mio avviso preoccupanti. In Inghilterra, dove è nata la moderna democrazia parlamentare, non potrebbero neanche lontanamente concepire un "governo della regina": il popolo, per quanto devoto alla regina, scenderebbe nelle piazze e forse prenderebbe d'assalto Buckingham Palace. Mentre nel paese di Pulcinella e nella democrazia di Pulcinella nessuno scende in piazza quando si parla di governo del presidente (come nei mesi scorsi) e nessuno assalta il Quirinale quando un governo del presidente viene realmente nominato, in barba alla democrazia parlamentare. Nel 2011 Napolitano, invece di sciogliere le Camere davanti all'evidente assenza di una maggioranza politica, nominò Monti senatore a vita e forzò la nascita di un governo tecnico, o governo del presidente. Poi, dopo la sua inopinata rielezione, con un discorso dal sapore minaccioso e ricattatorio, forzò un altro inciucio parlamentare e l'avvio di riforme che non ci avrebbero portato da nessuna parte. Con un altro intervento a gamba tesa forzò la distruzione di nastri di intercettazioni dal contenuto evidentemente per lui imbarazzante. Non a caso molti lo chiamano Re Giorgio. A 90 anni decise di dimettersi, ma se fosse stato un po' meno anziano starebbe ancora al Quirinale e lo lascerebbe nel 2020, dopo 14 anni di regno. E questo il patetico Martina lo chiama ruolo di garanzia? Roba da matti! In questo Pd allo sbando hanno dimenticato perfino il significato della parola democrazia.

Modificato da fosforo41

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13 minuti fa, fosforo41 ha scritto:

Con questa risposta il patetico Martina ha preso in giro, per l'ennesima volta, solo se stesso. Diciamoci la verità, il ragazzo è onesto e volenteroso, ha anche fatto discretamente il ministro dell'Agricoltura, pur senza risolvere la crisi del settore, ma il Q.I. è quello che è. Da coordinatore locale di un piccolo partito, non  da segretario nazionale di  un grande partito. E non gli consente di rispondere nel merito alla questione sollevata da Grillo, che in realtà è vecchia quanto la Costituzione. Gli consente solo un risibile tentativo di liquidarla come la trovata di un comico miliardario che si esibisce al circo. Il circo e i pagliacci, caro Maurizio Martina, ce li hai da un pezzo dentro casa - basta guardare l'ultima pagliacciata leopoldina tra automobiline e guitti televisivi - e la colpa è anche tua che li sopporti e li tolleri. Un ruolo di garanzia, caro Martina, non è un ruolo di potere. O, se lo è, non può essere scevro di responsabilità individuale. Un arbitro che fa un errore clamoroso, come quello di Mattarella nel caso Savona, viene tenuto lontano dai campi di gioco per almeno tre mesi. Un potere di garanzia deve essere necessariamente un potere neutro e non certo un potere "iperpolitico" come viene definito dal prof. Antonio Baldassarre, presidente emerito della Corte Costituzionale, quello attribuito al capo dello Stato. E del quale abbiamo avuto esempi chiarissimi, e a mio avviso preoccupanti. In Inghilterra, dove è nata la moderna democrazia parlamentare, non potrebbero neanche lontanamente concepire un "governo della regina": il popolo, per quanto devoto alla regina, scenderebbe nelle piazze e forse prenderebbe d'assalto Buckingham Palace. Mentre nel paese di Pulcinella e nella democrazia di Pulcinella nessuno scende in piazza quando si parla di governo del presidente (come nei mesi scorsi) e nessuno assalta il Quirinale quando un governo del presidente viene realmente nominato, in barba alla democrazia parlamentare. Nel 2011 Napolitano, invece di sciogliere le Camere davanti all'evidente assenza di una maggioranza politica, nominò Monti senatore a vita e forzò la nascita di un governo tecnico, o governo del presidente. Poi, dopo la sua inopinata rielezione, con un discorso dal sapore minaccioso e ricattatorio, forzò un altro inciucio parlamentare e l'avvio di riforme che non ci avrebbero portato da nessuna parte. Con un altro intervento a gamba tesa forzò la distruzione di nastri di intercettazioni dal contenuto evidentemente per lui imbarazzante. Non a caso molti lo chiamano Re Giorgio. A 90 anni decise di dimettersi, ma se fosse stato un po' meno anziano starebbe ancora al Quirinale e lo lascerebbe nel 2020, dopo 14 anni di regno. E questo il patetico Martina lo chiama ruolo di garanzia? Roba da matti! In questo Pd allo sbando hanno dimenticato perfino il significato della parola democrazia.

Il pd sarà allo sbando, tutto da rifare, possibilmente in meglio.

Ma oggi vedo l Italia allo sbando con promesse che neanche Renzi faceva.

Cosa si ottiene con salvini da una parte e il cantastorie di maio dall'altra ?

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P.S. il patetico Martina parla di Beppe Grillo come di un "comico miliardario". Come è noto, Martina si atteggia a strenuo difensore dell'euro e sparge allarmi apocalittici sull'uscita dall'euro, e addirittura dall'Europa, che rischieremmo con questo governo. Però il segretario del Pd, nella sua testa, pensa ancora in lire.

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25 minuti fa, fosforo41 ha scritto:

Con questa risposta il patetico Martina ha preso in giro, per l'ennesima volta, solo se stesso. Diciamoci la verità, il ragazzo è onesto e volenteroso, ha anche fatto discretamente il ministro dell'Agricoltura, pur senza risolvere la crisi del settore, ma il Q.I. è quello che è. Da coordinatore locale di un piccolo partito, non  da segretario nazionale di  un grande partito. E non gli consente di rispondere nel merito alla questione sollevata da Grillo, che in realtà è vecchia quanto la Costituzione. Gli consente solo un risibile tentativo di liquidarla come la trovata di un comico miliardario che si esibisce al circo. Il circo e i pagliacci, caro Maurizio Martina, ce li hai da un pezzo dentro casa - basta guardare l'ultima pagliacciata leopoldina tra automobiline e guitti televisivi - e la colpa è anche tua che li sopporti e li tolleri. Un ruolo di garanzia, caro Martina, non è un ruolo di potere. O, se lo è, non può essere scevro di responsabilità individuale. Un arbitro che fa un errore clamoroso, come quello di Mattarella nel caso Savona, viene tenuto lontano dai campi di gioco per almeno tre mesi. Un potere di garanzia deve essere necessariamente un potere neutro e non certo un potere "iperpolitico" come viene definito dal prof. Antonio Baldassarre, presidente emerito della Corte Costituzionale, quello attribuito al capo dello Stato. E del quale abbiamo avuto esempi chiarissimi, e a mio avviso preoccupanti. In Inghilterra, dove è nata la moderna democrazia parlamentare, non potrebbero neanche lontanamente concepire un "governo della regina": il popolo, per quanto devoto alla regina, scenderebbe nelle piazze e forse prenderebbe d'assalto Buckingham Palace. Mentre nel paese di Pulcinella e nella democrazia di Pulcinella nessuno scende in piazza quando si parla di governo del presidente (come nei mesi scorsi) e nessuno assalta il Quirinale quando un governo del presidente viene realmente nominato, in barba alla democrazia parlamentare. Nel 2011 Napolitano, invece di sciogliere le Camere davanti all'evidente assenza di una maggioranza politica, nominò Monti senatore a vita e forzò la nascita di un governo tecnico, o governo del presidente. Poi, dopo la sua inopinata rielezione, con un discorso dal sapore minaccioso e ricattatorio, forzò un altro inciucio parlamentare e l'avvio di riforme che non ci avrebbero portato da nessuna parte. Con un altro intervento a gamba tesa forzò la distruzione di nastri di intercettazioni dal contenuto evidentemente per lui imbarazzante. Non a caso molti lo chiamano Re Giorgio. A 90 anni decise di dimettersi, ma se fosse stato un po' meno anziano starebbe ancora al Quirinale e lo lascerebbe nel 2020, dopo 14 anni di regno. E questo il patetico Martina lo chiama ruolo di garanzia? Roba da matti! In questo Pd allo sbando hanno dimenticato perfino il significato della parola democrazia.

Comunico al men che mediocre Cazzaro di Napoli , probabilmente afflitto dal risultato del M5S e da quelli della sx più sx che sx non si può in TAA , che deve astenersi dal fare inutili e costosi ,circa il tempo impiegato , post su Martina che , forse il Cazzaro lo dimentica , e’ il Segretario del secondo partito italiano e unica deriva al potere fasciorazzistoide che grazie a Giggino O’Fischer che lo ha voluto come alleato di governo , ha raddoppiato i suoi voti . Per quel che concerne Grillo consiglio di nuovo al Cazzaro di Napoli di soprassedere di nuovo a citare Martina visto che a definirsi “buffone “ vi ha direttamente pensato il suo nuovo idolo : Il pluripregiudicato è colpevole di omicidio colposo Giuseppe Grillo miliardario alla facciaccia brutta del Comunista Comunitarista Cazzaro Partenopeo Fosforo 41 (volte idio ta ). 

POLITICA
22/10/2018 10:27 CEST | Aggiornato 1 ora fa

"Mai prendersi troppo sul serio". Beppe Grillo il giorno dopo si rifugia nell'ironia

M5S mobilitato per porre un argine alle parole del garante su Mattarella, e non solo. Di Maio: "Ha esposto la sua idea, non quella del Governo"

 

È potere del "buffone" - così si è autodefinito ieri al Circo Massimo - dire che stava scherzando. Anche quando si esagerato al punto da mettere in difficoltà la propria parte politica, il Movimento 5 Stelle, mobilitato per porre un argine alle parole di Beppe Grillo su Sergio Mattarella, e non solo. "Mai prendersi troppo sul serio, perché senza ironia non c'è umanità" scrive oggi Grillo sul suo blog, rilanciando il video del suo intervento sul palco di Italia 5 Stelle.

 

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