La "manina" di Salvini: il primo passo falso del capitano (dei miei stivali)

Pochi giorni fa Salvini si era fratturato un polso e deve indossare un piccolo tutor. Lui che recita il Rosario poteva interpretare l'incidente come un avvertimento divino. E invece non ha saputo resistere alla tentazione diabolica di infilare la manina nel decreto fiscale. Non per dare una mano ai contribuenti in difficoltà (come da contratto di governo) ma per fare l'ennesimo favore ai professionisti dell'evasione e dell'autoriciclaggio, forse ricordandosi dei vecchi tempi e dei suoi amici Berlusconi e Tremonti. Sapevo che questo furbo mestierante prima o poi avrebbe fatto un passo falso. Ora vedremo se farà un passo indietro (limitando i danni a una figuradicacca o poco più) o se la cosa avrà conseguenza serie per il governo e per lui. Come scrive Tommaso Merlo nel magnifico articolo che allego, Salvini rischia di passare rapidamente dagli altari alla polvere. Il suo gesto vergognoso e una eventuale rottura con Di Maio potrebbero far aprire gli occhi ai milioni di polli che vedevano in lui, incallito mestierante della politica, un uomo nuovo, un rottamatore vero e onesto. Come spesso accade ai presuntuosi di successo ma non all'altezza del loro ruolo, Salvini potrebbe essersi montato la testa. Non doveva azzardarsi a violare il contratto di governo, il patto di lealtà con l'alleato. La manina peccaminosa e sleale di Salvini potrebbe essere un sintomo premonitore di quella  renzite fulminante che non lascia scampo agli avidi cacciatori di consenso che ne vengono colpiti. 

https://infosannio.wordpress.com/2018/10/18/salvini-vuol-fare-lo-***/

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21 messaggi in questa discussione

31 minuti fa, fosforo41 ha scritto:

Pochi giorni fa Salvini si era fratturato un polso e deve indossare un piccolo tutor. Lui che recita il Rosario poteva interpretare l'incidente come un avvertimento divino. E invece non ha saputo resistere alla tentazione diabolica di infilare la manina nel decreto fiscale. Non per dare una mano ai contribuenti in difficoltà (come da contratto di governo) ma per fare l'ennesimo favore ai professionisti dell'evasione e dell'autoriciclaggio, forse ricordandosi dei vecchi tempi e dei suoi amici Berlusconi e Tremonti. Sapevo che questo furbo mestierante prima o poi avrebbe fatto un passo falso. Ora vedremo se farà un passo indietro (limitando i danni a una figuradicacca o poco più) o se la cosa avrà conseguenza serie per il governo e per lui. Come scrive Tommaso Merlo nel magnifico articolo che allego, Salvini rischia di passare rapidamente dagli altari alla polvere. Il suo gesto vergognoso e una eventuale rottura con Di Maio potrebbero far aprire gli occhi ai milioni di polli che vedevano in lui, incallito mestierante della politica, un uomo nuovo, un rottamatore vero e onesto. Come spesso accade ai presuntuosi di successo ma non all'altezza del loro ruolo, Salvini potrebbe essersi montato la testa. Non doveva azzardarsi a violare il contratto di governo, il patto di lealtà con l'alleato. La manina peccaminosa e sleale di Salvini potrebbe essere un sintomo premonitore di quella  renzite fulminante che non lascia scampo agli avidi cacciatori di consenso che ne vengono colpiti. 

https://infosannio.wordpress.com/2018/10/18/salvini-vuol-fare-lo-***/

Mhmhmmhm , credo che il passo falso l’abbia fatto il tuo concittadino Giggino . Comunque il tuo protetto aveva giurato che sarebbe corso in Procura ha denunciare il proprietario della manina . Perché non l’ha fatto visto che ne conosce nome e cognome  ?? Già , perché ?? Prova a farglielo chiedere dal “magnifico sconosciuto” Tommaso Merlo del  Benevento post word press e candidato al premio Pulitzer ...!! Ahahahahaha , che ebe te !! 

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Scoperto il mistero....non è che salvi si sia intromesso per avidità e amicizie furbesche, ma è la "renzite" che ha guastato la cosa.....

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SALVI , più volte ti ho "parato" il cu . lo in questo forum , ma se continui così rimpiangero il toscano.

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3 minuti fa, robby565 ha scritto:

SALVI , più volte ti ho "parato" il cu . lo in questo forum , ma se continui così rimpiangero il toscano.

L uomo di Bologna ha parlato xD

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7 ore fa, fosforo41 ha scritto:

Pochi giorni fa Salvini si era fratturato un polso e deve indossare un piccolo tutor. Lui che recita il Rosario poteva interpretare l'incidente come un avvertimento divino. E invece non ha saputo resistere alla tentazione diabolica di infilare la manina nel decreto fiscale. Non per dare una mano ai contribuenti in difficoltà (come da contratto di governo) ma per fare l'ennesimo favore ai professionisti dell'evasione e dell'autoriciclaggio, forse ricordandosi dei vecchi tempi e dei suoi amici Berlusconi e Tremonti. Sapevo che questo furbo mestierante prima o poi avrebbe fatto un passo falso. Ora vedremo se farà un passo indietro (limitando i danni a una figuradicacca o poco più) o se la cosa avrà conseguenza serie per il governo e per lui. Come scrive Tommaso Merlo nel magnifico articolo che allego, Salvini rischia di passare rapidamente dagli altari alla polvere. Il suo gesto vergognoso e una eventuale rottura con Di Maio potrebbero far aprire gli occhi ai milioni di polli che vedevano in lui, incallito mestierante della politica, un uomo nuovo, un rottamatore vero e onesto. Come spesso accade ai presuntuosi di successo ma non all'altezza del loro ruolo, Salvini potrebbe essersi montato la testa. Non doveva azzardarsi a violare il contratto di governo, il patto di lealtà con l'alleato. La manina peccaminosa e sleale di Salvini potrebbe essere un sintomo premonitore di quella  renzite fulminante che non lascia scampo agli avidi cacciatori di consenso che ne vengono colpiti. 

https://infosannio.wordpress.com/2018/10/18/salvini-vuol-fare-lo-***/

E se Capitan Fracassa el Fanfaron fa un passettino indietro, Giggino gli darà un buffetto sulla manina sana, in attesa di affidare i lavori del Ponte Morandi alla società Autostrade.

 

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Inviata (modificato)

1 ora fa, cortomaltese-*** ha scritto:

E se Capitan Fracassa el Fanfaron fa un passettino indietro, Giggino gli darà un buffetto sulla manina sana, in attesa di affidare i lavori del Ponte Morandi alla società Autostrade.

 

ma  il  di mejo   cosa   aveva  firmato in  consiglio  dei  ministri quella  sera  ,  avrà  letto  e  sopratutto  capito  quello  che  firmava  sarà  mica   come  le  famose   email ?  Certo  poi   glielo  hanno  spiegato e  senza  fraintendimenti  qualche   suo elettore  e  allora  non  sapendo  come   uscirne ha  pensato  bene   di accusare  altri  come    è  nella sua  e grullesche uniche   capacità . P.S.  Ricordo  al Fosforo   che  è  un  suo alleato  contro   il  criminale  Renzi ... ahahahaha    ma   questi    cosa  devono fare  ancora  per  perdere  qualche  voto  ?

Modificato da pm610

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8 ore fa, sempre135 ha scritto:

Scoperto il mistero....non è che salvi si sia intromesso per avidità e amicizie furbesche, ma è la "renzite" che ha guastato la cosa.....

Chiamala renzite, chiamala berlusconite, chiamala salvinite o come ti pare, ma la personalizzazione estrema della politica, con l'avvento di personaggi di pura comunicazione e narrazione, egoarchi presuntuosi ma inconsistenti sul piano delle idee e del rigore morale, abili venditori di fumo e della propria immagine ma irrispettosi della democrazia e del Parlamento, e perfino dei loro stessi partiti ridotti a comitati elettorali e a cortigiani del capo, è la vera malattia di questa Seconda Repubblica. La quale non lascerà il posto a una Terza fino a quando saranno al governo, a fare danni e a garantire la conservazione, a difendere i privilegiati, i parassiti e gli evasori, vecchi mestieranti e gattopardi alla Matteo Salvini.

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3 ore fa, pm610 ha scritto:

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A mio modesto avviso la vera vergogna sono quelli che li hanno preceduti e che non hanno aperto la strada, e nemmeno un'autostrada, ma praterie a Di Maio e a Salvini.

Non mi stanco di ripetere che senza la colossale anomalia di Berlusconi e del suo conflitto d'interessi (problema vigliaccamente mai risolto e nemmeno affrontato dai governi di centrosinistra) il Movimento 5 Stelle probabilmente non sarebbe neppure nato. E che prima dell'era Renzi la Lega di Salvini era al 4%. 

Saluti

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... il di maio, con boutade comica, ha cercato rimediare all'ormai famosa riga extra con una riparazione + costosa del danno appigliandosi alla manina degli Addams da portare in procura o dove gli pare. 

nn ha scaltrezza: parla, scopre le carte in anticipo senza aver cariki e l'UE, abituata ai precedenti signorsì, x nn perdere il controllo dell'ItaGlia, fa la carogna condannando ciò ke nn ha ancora letto x provocare febbre da spread nella kimera di ridurci ancora suoi lakkè.

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Inviata (modificato)

3 ore fa, fosforo41 ha scritto:

A mio modesto avviso la vera vergogna sono quelli che li hanno preceduti e che non hanno aperto la strada, e nemmeno un'autostrada, ma praterie a Di Maio e a Salvini.

Non mi stanco di ripetere che senza la colossale anomalia di Berlusconi e del suo conflitto d'interessi (problema vigliaccamente mai risolto e nemmeno affrontato dai governi di centrosinistra) il Movimento 5 Stelle probabilmente non sarebbe neppure nato. E che prima dell'era Renzi la Lega di Salvini era al 4%. 

Saluti

Idio ta !! Lo era anche prima dell’era ...Di Maio !!  Anzi con la nomina da parte di Giggino come alleato di governo e’ passato al 33% . Ari idio ta !! 

Modificato da mark222220

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Colto con la manina nella marmellata, la manina sua o di un suo tirapiedi, Salvini come al solito la butta in caciara. Ma non  viene bacchettato sulle manine, come avrebbe meritato, da Repubblica e dagli altri giornaloni del  vecchio regime. Che per un attimo hanno tremato, insieme ai resti di Pd e FI, al pensiero della crisi di governo e delle elezioni sotto Natale.  A parti invertite, cioè se la furbata pro evasori l'avesse tentata Di Maio e l'avesse denunciata Salvini, potete scommettere che il primo sarebbe stato messo al muro, fucilato, crocifisso da Repubblica & C. Ennesima conferma che nel governo del cambiamento l'uomo del cambiamento, l'uomo scomodo è Di Maio, mentre l'uomo della conservazione è Salvini. Molto interessante e condivisibile anche questo secondo articolo dell'ottimo Tommaso Merlo sulla vicenda:

https://infosannio.wordpress.com/2018/10/19/la-manina-della-lega-e-la-pace-fiscale/

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15 ore fa, fosforo41 ha scritto:

pura comunicazione e narrazione, egoarchi presuntuosi ma inconsistenti sul piano delle idee e del rigore morale, abili venditori di fumo e della propria immagine ma irrispettosi della democrazia e del Parlamento, e perfino dei loro stessi partiti ridotti a comitati elettorali e a cortigiani del capo, è la vera malattia di questa Seconda Repubblica.

Si questo la condivido in pieno...

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16 ore fa, fosforo41 ha scritto:

Chiamala renzite, chiamala berlusconite, chiamala salvinite o come ti pare, ma la personalizzazione estrema della politica, con l'avvento di personaggi di pura comunicazione e narrazione, egoarchi presuntuosi ma inconsistenti sul piano delle idee e del rigore morale, abili venditori di fumo e della propria immagine ma irrispettosi della democrazia e del Parlamento, e perfino dei loro stessi partiti ridotti a comitati elettorali e a cortigiani del capo, è la vera malattia di questa Seconda Repubblica. La quale non lascerà il posto a una Terza fino a quando saranno al governo, a fare danni e a garantire la conservazione, a difendere i privilegiati, i parassiti e gli evasori, vecchi mestieranti e gattopardi alla Matteo Salvini.

Condivido. Comunque tra gli egoarchi pieni di se stessi ho sempre messo anche l'insetto genovese. Sfido chiunque a misurare l'ego di Beppe Grillo......potrebbe superare quello di Matteo Renzi.

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7 ore fa, fosforo41 ha scritto:

Colto con la manina nella marmellata, la manina sua o di un suo tirapiedi, Salvini come al solito la butta in caciara. Ma non  viene bacchettato sulle manine, come avrebbe meritato, da Repubblica e dagli altri giornaloni del  vecchio regime. Che per un attimo hanno tremato, insieme ai resti di Pd e FI, al pensiero della crisi di governo e delle elezioni sotto Natale.  A parti invertite, cioè se la furbata pro evasori l'avesse tentata Di Maio e l'avesse denunciata Salvini, potete scommettere che il primo sarebbe stato messo al muro, fucilato, crocifisso da Repubblica & C. Ennesima conferma che nel governo del cambiamento l'uomo del cambiamento, l'uomo scomodo è Di Maio, mentre l'uomo della conservazione è Salvini. Molto interessante e condivisibile anche questo secondo articolo dell'ottimo Tommaso Merlo sulla vicenda:

https://infosannio.wordpress.com/2018/10/19/la-manina-della-lega-e-la-pace-fiscale/

L’uomo scomodo e’ Giggino ...Ahahahaha https://www.facebook.com/alessiamoranipd/videos/529648560778999/

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Inviata (modificato)

3 ore fa, cortomaltese-*** ha scritto:

Condivido. Comunque tra gli egoarchi pieni di se stessi ho sempre messo anche l'insetto genovese. Sfido chiunque a misurare l'ego di Beppe Grillo......potrebbe superare quello di Matteo Renzi.

Grazie per il like, ma su Grillo hai cannato. Lui avrà anche un ego debordante, una personalità forte come tutti i mattatori da palcoscenico del resto, ma non è affatto un egoarca. Ha fondato dal nulla e condotto per mano, sacrificando una parte della sua carriera artistica, un movimento d'opinione e di protesta che è presto diventato una grande forza politica. Per la verità non lo ha fatto da solo ma con l'amico Gianroberto Casaleggio. Persona timida e introversa in contrapposizione all'esuberanza del comico genovese. I due formarono una diarchia piuttosto autoritaria all'interno del Movimento, finalizzata più che altro a mantenerlo rigidamente nel solco delle idee e dei valori sui quali l'avevano plasmato e a evitare contaminazioni. Non di rado eccedendo nella loro intransigenza, come nel caso dell'espulsione di Pizzarotti. Ma non aspirarono mai, neppure lontanamente, a cariche politiche, a posti di comando nelle istituzioni. Morto Gianroberto, Beppe avrebbe potuto fare il capo assoluto, l'egoarca della sua creatura. E invece si è umilmente fatto da parte, facendo largo ai giovani e cedendo la leadership a un ragazzo di 30 anni, il più giovane leader di un grande partito nella storia repubblicana. Vinte le elezioni, Grillo avrebbe potuto facilmente accomodarsi su una poltrona, che so, di ministro del Turismo e dello Spettacolo o dei Beni artistici e culturali, oppure andarsi a pappare un lauto stipendio come direttore artistico della Rai (e magari con la sua esperienza avrebbe dato una mano alla TV pubblica) e invece è tornato a fare a tempo pieno il suo amato lavoro, il comico, la satira: a 70 anni si è rimesso a girare per l'Italia con i suoi spettacoli dal vivo. Beppe Grillo è un animale da palcoscenico, il suo ego si manifesta nel teatro, quasi a contatto fisico con il pubblico. Non è raro vederlo scendere dal palco in mezzo agli spettatori. Ha vissuto anche la politica come un palcoscenico. Sul palco dei Vaffa Day e dei comizi elettorali era nel suo terreno. Del resto la satira, fin dai tempi dei Greci, non è fatta solo per divertire il pubblico ma ha o dovrebbe avere una finalità politica, etica, sociale. I politicanti affabulatori, i cosiddetti storytellers, i tappetari, gli abili venditori di aria fritta cui siamo purtroppo abituati, sono anch'essi uomini da palcoscenico, anche se preferiscono la TV al teatro, il talk show al comizio in piazza. Qualcuno, come  Berlusconi, ha anche fatto in gioventù il cantante e cabarettista. Ma essi vogliono dal loro pubblico, gli elettori, voti e potere. Il comico prestato alla politica Beppe Grillo vuole invece dare lui qualcosa al suo pubblico: un sorriso e un messaggio che possa aiutare a migliorare la società e la politica mettendone alla berlina le storture. In cambio vuole solo una cosa: un applauso. 

Modificato da fosforo41

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1 minuto fa, fosforo41 ha scritto:

Grazie per il like, ma su Grillo hai cannato. Lui avrà anche un ego debordante, una personalità forte come tutti i mattatori da palcoscenico del resto, ma non è affatto un egoarca. Ha fondato dal nulla e condotto per mano, sacrificando una parte della sua carriera artistica, un movimento d'opinione e di protesta che è presto diventato una grande forza politica. Per la verità non lo ha fatto da solo ma con l'amico Gianroberto Casaleggio. Persona timida e introversa in contrapposizione all'esuberanza del comico genovese. I due formarono una diarchia piuttosto autoritaria all'interno del Movimento, finalizzata più che altro a mantenerlo rigidamente nel solco delle idee e dei valori sui quali l'avevano plasmato e a evitare contaminazioni. Non di rado eccedendo nella loro intransigenza, come nel caso dell'espulsione di Pizzarotti. Ma non aspirarono mai, neppure lontanamente, a cariche politiche, a posti di comando nelle istituzioni. Morto Gianroberto, Beppe avrebbe potuto fare il capo assoluto, l'egoarca della sua creatura. E invece si è umilmente fatto da parte, facendo largo ai giovani e cedendo la leadership a un ragazzo di 30 anni, il più giovane leader di un grande partito nella storia repubblicana. Vinte le elezioni, Grillo avrebbe potuto facilmente accomodarsi su una poltrona, che so, di ministro del Turismo e dello Spettacolo o dei Beni artistici e culturali, oppure andarsi a pappare un lauto stipendio come direttore artistico della Rai (e magari con la sua esperienza avrebbe dato una mano alla TV pubblica) e invece è tornato a fare a tempo pieno il suo amato lavoro, il comico, la satira: a 70 anni si è rimesso a girare per l'Italia con i suoi spettacoli dal vivo. Beppe Grillo è un animale da palcoscenico, il suo ego si manifesta nel teatro, quasi a contatto fisico con il pubblico. Non è raro vederlo scendere dal palco in mezzo agli spettatori. Ha vissuto anche la politica come un palcoscenico. Sul palco dei Vaffa Day e dei comizi elettorali era nel suo terreno. Del resto la satira, fin dai tempi dei Greci, non è fatta solo per divertire il pubblico ma ha o dovrebbe avere una finalità politica, etica, sociale. I politicanti affabulatori, i cosiddetti storytellers, i tappetari, gli abili venditori di aria fritta cui siamo purtroppo abituati, sono anch'essi ***  da palcoscenico. Qualcuno, come  Berlusconi, ha anche fatto in gioventù il cantante e cabarettista. Ma essi vogliono dal loro pubblico, gli elettori, voti e potere. Il comico prestato alla politica Beppe Grillo vuole invece dare lui qualcosa al suo pubblico: un sorriso e un messaggio che possa aiutare a migliorare la società e la politica mettendone alla berlina le storture. In cambio vuole solo una cosa: un applauso. 

Ti risponde robyrossa 😂

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49 minuti fa, fosforo41 ha scritto:

Grazie per il like, ma su Grillo hai cannato. Lui avrà anche un ego debordante, una personalità forte come tutti i mattatori da palcoscenico del resto, ma non è affatto un egoarca. Ha fondato dal nulla e condotto per mano, sacrificando una parte della sua carriera artistica, un movimento d'opinione e di protesta che è presto diventato una grande forza politica. Per la verità non lo ha fatto da solo ma con l'amico Gianroberto Casaleggio. Persona timida e introversa in contrapposizione all'esuberanza del comico genovese. I due formarono una diarchia piuttosto autoritaria all'interno del Movimento, finalizzata più che altro a mantenerlo rigidamente nel solco delle idee e dei valori sui quali l'avevano plasmato e a evitare contaminazioni. Non di rado eccedendo nella loro intransigenza, come nel caso dell'espulsione di Pizzarotti. Ma non aspirarono mai, neppure lontanamente, a cariche politiche, a posti di comando nelle istituzioni. Morto Gianroberto, Beppe avrebbe potuto fare il capo assoluto, l'egoarca della sua creatura. E invece si è umilmente fatto da parte, facendo largo ai giovani e cedendo la leadership a un ragazzo di 30 anni, il più giovane leader di un grande partito nella storia repubblicana. Vinte le elezioni, Grillo avrebbe potuto facilmente accomodarsi su una poltrona, che so, di ministro del Turismo e dello Spettacolo o dei Beni artistici e culturali, oppure andarsi a pappare un lauto stipendio come direttore artistico della Rai (e magari con la sua esperienza avrebbe dato una mano alla TV pubblica) e invece è tornato a fare a tempo pieno il suo amato lavoro, il comico, la satira: a 70 anni si è rimesso a girare per l'Italia con i suoi spettacoli dal vivo. Beppe Grillo è un animale da palcoscenico, il suo ego si manifesta nel teatro, quasi a contatto fisico con il pubblico. Non è raro vederlo scendere dal palco in mezzo agli spettatori. Ha vissuto anche la politica come un palcoscenico. Sul palco dei Vaffa Day e dei comizi elettorali era nel suo terreno. Del resto la satira, fin dai tempi dei Greci, non è fatta solo per divertire il pubblico ma ha o dovrebbe avere una finalità politica, etica, sociale. I politicanti affabulatori, i cosiddetti storytellers, i tappetari, gli abili venditori di aria fritta cui siamo purtroppo abituati, sono anch'essi uomini da palcoscenico, anche se preferiscono la TV al teatro, il talk show al comizio in piazza. Qualcuno, come  Berlusconi, ha anche fatto in gioventù il cantante e cabarettista. Ma essi vogliono dal loro pubblico, gli elettori, voti e potere. Il comico prestato alla politica Beppe Grillo vuole invece dare lui qualcosa al suo pubblico: un sorriso e un messaggio che possa aiutare a migliorare la società e la politica mettendone alla berlina le storture. In cambio vuole solo una cosa: un applauso. 

Ahahahahahaha !! Cosa gli vuoi rispondere ad un idio ta simile ?? 

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Inviata (modificato)

Dunque a Salvini e ai suoi amici evasori è andata male. Cancellati dal premier Conte condono tombale e scudo penale. Ci avevano provato, ci avevano infilato la manina sporca nel decreto fiscale, ma deve ancora nascere il padano che fa fesso un napoletano. Purtroppo però contro i media del vecchio regime, gli zombie come li chiama Tommaso Merlo, c'è poco da fare, se non appellarsi all'intelligenza di lettori e telespettatori. In un paese normale, con un'informazione obbiettiva e al servizio dei cittadini onesti, oggi il baro Salvini sarebbe crocifisso da articoli al curaro, mentre Di Maio sarebbe elogiato e ringraziato anche da chi non la pensa come lui, dato che l'onestà è, o dovrebbe essere, un valore condiviso e trasversale. E invece, nella migliore delle ipotesi ed eccettuati quei pochi giornali indipendenti come il FQ, l'onesto Di Maio viene messo sullo stesso piano del baro Salvini. E vi ho già spiegato perché, ma ve lo spiega meglio Tommaso Merlo nell'articolo allegato (non c'è due senza tre). Mi vengono in mente gli anni bui del berlusconismo quando le guardie (i magistrati) venivano maltrattati da stampa e televisione quanto i ladri (i corrotti e i corruttori) se non addirittura peggio.

https://infosannio.wordpress.com/2018/10/20/il-vecchio-regime-tifa-salvini/

Una doverosa precisazione. Non rubo le idee a Tommaso, né lui le ruba a me. Su questa faccenda scriviamo praticamente le stesse cose (lui molto meglio di me) semplicemente perché la pensiamo allo stesso modo. E forse anche perché la verità è una e indivisibile. 

Modificato da fosforo41

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