SONO BUFALARI NELL’ANIMA

9 messaggi in questa discussione

Passando dal governo all'opposizione, cioè dalla padella alla brace per uno con le sue modeste capacità, il patetico Martina pensava che bastasse farsi crescere la barba per trasformarsi in tupamaro. E invece si è trasformato in bufalaro. Secondo lui questo governo distruggerà l'Italia, distruggerà l'euro, distruggerà l'Europa. Per lui Salvini è Attila, Di Maio é il supervulcano dei Campi Flegrei e il ministro Tria una bomba a neutroni vagante nell'Eurozona. Nel frattempo il povero Maurizio ha le sue rogne con il partito e sta dimagrendo quasi al livello di Fassino. Non mangia, non dorme la notte, i suoi incubi costanti sono l'esplosione della bomba Tria e il Pd al 4% alle europee con Calenda che lo trasforma in Fronte repubblicano. Ma come può uno in queste condizioni dirigere un partito e organizzare un congresso? 

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21 minuti fa, fosforo41 ha scritto:

Passando dal governo all'opposizione, cioè dalla padella alla brace per uno con le sue modeste capacità, il patetico Martina pensava che bastasse farsi crescere la barba per trasformarsi in tupamaro. E invece si è trasformato in bufalaro. Secondo lui questo governo distruggerà l'Italia, distruggerà l'euro, distruggerà l'Europa. Per lui Salvini è Attila, Di Maio é il supervulcano dei Campi Flegrei e il ministro Tria una bomba a neutroni vagante nell'Eurozona. Nel frattempo il povero Maurizio ha le sue rogne con il partito e sta dimagrendo quasi al livello di Fassino. Non mangia, non dorme la notte, i suoi incubi costanti sono l'esplosione della bomba Tria e il Pd al 4% alle europee con Calenda che lo trasforma in Fronte repubblicano. Ma come può uno in queste condizioni dirigere un partito e organizzare un congresso? 

Se invece di pensare a Martina e al PD, tu pensassi al TUO governicchio di dx, e alle caxxate che sta facendo e  alle menzogne che spara faresti meglio. Sembreresti almeno più serio e credibile.

E' inutile che cerchi di distogliere l'attenzione... vi siete alleati con salvini e di conseguenza anche con berlusconi. E se metti insieme l'incapacità dei 5s e la pericolosità di salvini, non può uscirne niente di buono. 

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2 ore fa, ariafresca123 ha scritto:

Se invece di pensare a Martina e al PD, tu pensassi al TUO governicchio di dx, e alle caxxate che sta facendo e  alle menzogne che spara faresti meglio. Sembreresti almeno più serio e credibile.

E' inutile che cerchi di distogliere l'attenzione... vi siete alleati con salvini e di conseguenza anche con berlusconi. E se metti insieme l'incapacità dei 5s e la pericolosità di salvini, non può uscirne niente di buono. 

Alleati con chi faceva PIÙ SCHIFO DI RENZI E BERLUSCONI MESSI INSIEME.

Parole a 5stelle del 13/10/2017.

E pensare che avevano anche ragione!!

Oggi lingua in bocca con il Celoduro.

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2 ore fa, ariafresca123 ha scritto:

Se invece di pensare a Martina e al PD, tu pensassi al TUO governicchio di dx, e alle caxxate che sta facendo e  alle menzogne che spara faresti meglio. Sembreresti almeno più serio e credibile.

E' inutile che cerchi di distogliere l'attenzione... vi siete alleati con salvini e di conseguenza anche con berlusconi. E se metti insieme l'incapacità dei 5s e la pericolosità di salvini, non può uscirne niente di buono. 

Stranamente, dopo la presentazione della temuta manovra, non è arrivata l'apocalisse bensì è salita la Borsa ed è calato lo spread. Ma l'apocalittico Martina (pardon, apocalittico è una parola grossa per un bufalaro irresponsabile, meglio parlare di uccello del malaugurio) stamane continuava a spargere allarmi campati in aria ("questa manovra ci porterà fuori dall'euro"). Meno male che nessuno lo ascolta: non i mercati e nemmeno la base del partito (o quel poco che ne resta). Sono mesi che lo iettatore cerca qualcuno che lo proponga come candidato al Congresso. Poveraccio, non ne può più di fare il segretario eternamente dimezzato, ma non trova un cane disposto a sostenerlo. 

Quanto a me, io non mi sono alleato con nessuno, il 4 marzo ho votato PaP. E ribadisco che Di Maio ha sbagliato ad allearsi con Salvini (anche se le alternative erano poche e difficili), ma questo strano governo, anche dopo una prima occhiata alla manovra, per ora mi sembra meno peggio di quelli che lo hanno preceduto nella Seconda Repubblica. 

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Mi permetto di fare presente a tutti che la regola del deficit limitato al 3% del PIL non ha alcun particolare significato economico, come viene detto in tutte le aule universitarie.

Quindi in futuro sarebbe auspicabile che postiate il vostro pensiero tenendo conto di quanto ho scritto in precedenza.

Buona lunga opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

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5 ore fa, fosforo41 ha scritto:

Passando dal governo all'opposizione, cioè dalla padella alla brace per uno con le sue modeste capacità, il patetico Martina pensava che bastasse farsi crescere la barba per trasformarsi in tupamaro. E invece si è trasformato in bufalaro. Secondo lui questo governo distruggerà l'Italia, distruggerà l'euro, distruggerà l'Europa. Per lui Salvini è Attila, Di Maio é il supervulcano dei Campi Flegrei e il ministro Tria una bomba a neutroni vagante nell'Eurozona. Nel frattempo il povero Maurizio ha le sue rogne con il partito e sta dimagrendo quasi al livello di Fassino. Non mangia, non dorme la notte, i suoi incubi costanti sono l'esplosione della bomba Tria e il Pd al 4% alle europee con Calenda che lo trasforma in Fronte repubblicano. Ma come può uno in queste condizioni dirigere un partito e organizzare un congresso? 

Ma davvero il Cazzaro di Napoli ha il coraggio di parlare di Martina ?? Insomma il Cazzaro sembra pure soddisfatto dell’azione del governo . Ed allora disquisisce su Martina . Ma e’ lo stesso Cazzaro che voleva mettere in galera i commercianti sorpresi a non emettere gli scontrini ed ora plaude ad un governo che fa un condono per gli evasori penalizzando le persone oneste come il  Cazzaro che ha pagato fino all’ultimo centesimo ?? Ma e’ lo stesso Cazzaro contrario al Tap che invece si farà ?? Ma e’ lo stesso Cazzaro tutto verde/ambientalista e per le energie pulite a cui questo governo non destina un euro ?? Ma e’ lo stesso Cazzaro che voleva smantellare i gasdotti e che il Governo suo amico conferma ?? Ma e’ lo stesso Cazzaro che voleva che fossero aboliti voli ed auto blu che il Governo invece incrementa ?? Ma e’ lo stesso Cazzaro che voleva fosse reintrodotto l’art 18 e che invece il suo governo amico non reintroduce ?  Ma e’ Lo stesso Cazzaro che voleva l’abolizione del progetto scuola- lavoro che il suo governo con il caz.z.o abolisce ?? Ma e’ lo stesso Cazzaro che pretendeva risorse doppie per il problema idrogeologico , incendi boschivi e controllo delle acque che invece il suo governo amico riduce ?? Ma e’ lo stesso Cazzaro che promise perfino il voto ad un governo che avesse fatto una lotta senza quartiere agli evasori e che invece li premia ??   Insomma in tutto questo Bailamne , il Cazzaro parla di Martina ?? Ahahaha . Cazzaro fammi un piacere : caga ti sulle mani e prenditi a schiaffi !! 

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Credo sia opportuno, dopo la precisazione di Sardonico, ricordare questa lunga lettera inviata al Sole24Ore nel luglio 2017, non dal populista Luigi Di Maio né dal populista Matteo Salvini, bensì dall'iperpopulista Matteo Renzi. Potete saltare il lungo e retorico preambolo sugli ideali di Ventotene etc. e andare alla parte finale dove l'allora segretario del Pd proponeva all'Europa, non per il governo Gentiloni ma per quello che sarebbe venuto dopo, un patto di legislatura. La proposta, o meglio la sfida del tappetaro era la seguente. L'Italia avrebbe posto il veto sul fiscal compact nei trattati ma si sarebbe impegnata a ridurre il rapporto debito/Pil tramite la crescita del Pil e tramite una non meglio precisata, ma possiamo immaginare imponente, operazione sul patrimonio pubblico (dismissioni? privatizzazioni di grandi aziende come Eni e Enel?). In cambio l'Italia avrebbe dovuto ottenere dall'Europa il via libera a ben 5 anni consecutivi di deficit al 2,9% del Pil. In questo modo il futuro governo (il tappetaro non pensava neppure lontanamente a un Salvimaio ma forse a un Renzusconi) avrebbe avuto a disposizione 30 miliardi da usare, precisava l'iperpopulista, solo e unicamente in ulteriori tagli di tasse. Dunque non una lira in più in investimenti pubblici, in Italia in caduta libera dal 2009 e ben sotto la media europea, ma ulteriori bonus fiscali: venghino signori, venghino...

http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/notizie/2017-07-08/la-sfida-renzi-ue-deficit-29percento-cinque-anni-231710.shtml?uuid=AEaMTNuB&refresh_ce=1 

Orbene, la manovra per il 2019 appena varata dal governo Conte prevede un deficit al 2,4% e in diminuzione negli anni successivi, e un ritorno alla politica degli investimenti. Ma viene giudicata dal successore di Renzi, il catastrofista Martina, una "manovra iniqua, pericolosa, irresponsabile, che rischia di portarci fuori dall'euro". Mentre Renzi parlava di "manovra devastante" e nel weekend lui e Padoan presenteranno la loro "contromanovra". Avrà il coraggio il tappetaro di confermare, sebbene solo nella realtà virtuale della Leopolda, un deficit al 2,9 per 5 anni? E in tal caso il catastrofista Martina che dirà? Che rischieremmo di uscire dall'Onu? Per momento possiamo solo immaginare quello che diranno Juncker & C. Non diranno nulla, si faranno una gran risata e penseranno: buon per l'Italia e per l'Europa che gli italiani hanno mandato a casa quel bamboccio che credeva di essere uno statista. 

 

 

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13 ore fa, fosforo41 ha scritto:

Credo sia opportuno, dopo la precisazione di Sardonico, ricordare questa lunga lettera inviata al Sole24Ore nel luglio 2017, non dal populista Luigi Di Maio né dal populista Matteo Salvini, bensì dall'iperpopulista Matteo Renzi. Potete saltare il lungo e retorico preambolo sugli ideali di Ventotene etc. e andare alla parte finale dove l'allora segretario del Pd proponeva all'Europa, non per il governo Gentiloni ma per quello che sarebbe venuto dopo, un patto di legislatura. La proposta, o meglio la sfida del tappetaro era la seguente. L'Italia avrebbe posto il veto sul fiscal compact nei trattati ma si sarebbe impegnata a ridurre il rapporto debito/Pil tramite la crescita del Pil e tramite una non meglio precisata, ma possiamo immaginare imponente, operazione sul patrimonio pubblico (dismissioni? privatizzazioni di grandi aziende come Eni e Enel?). In cambio l'Italia avrebbe dovuto ottenere dall'Europa il via libera a ben 5 anni consecutivi di deficit al 2,9% del Pil. In questo modo il futuro governo (il tappetaro non pensava neppure lontanamente a un Salvimaio ma forse a un Renzusconi) avrebbe avuto a disposizione 30 miliardi da usare, precisava l'iperpopulista, solo e unicamente in ulteriori tagli di tasse. Dunque non una lira in più in investimenti pubblici, in Italia in caduta libera dal 2009 e ben sotto la media europea, ma ulteriori bonus fiscali: venghino signori, venghino...

http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/notizie/2017-07-08/la-sfida-renzi-ue-deficit-29percento-cinque-anni-231710.shtml?uuid=AEaMTNuB&refresh_ce=1 

Orbene, la manovra per il 2019 appena varata dal governo Conte prevede un deficit al 2,4% e in diminuzione negli anni successivi, e un ritorno alla politica degli investimenti. Ma viene giudicata dal successore di Renzi, il catastrofista Martina, una "manovra iniqua, pericolosa, irresponsabile, che rischia di portarci fuori dall'euro". Mentre Renzi parlava di "manovra devastante" e nel weekend lui e Padoan presenteranno la loro "contromanovra". Avrà il coraggio il tappetaro di confermare, sebbene solo nella realtà virtuale della Leopolda, un deficit al 2,9 per 5 anni? E in tal caso il catastrofista Martina che dirà? Che rischieremmo di uscire dall'Onu? Per momento possiamo solo immaginare quello che diranno Juncker & C. Non diranno nulla, si faranno una gran risata e penseranno: buon per l'Italia e per l'Europa che gli italiani hanno mandato a casa quel bamboccio che credeva di essere uno statista. 

 

 

Ho il piacere di constatare che finalmente ti avvicini a una corretta analisi della realtà. Capire che tra PD renziano e M5S le differenze sono più di facciata che di sostanza. Uno ci ha tolto l'art.18, l'altro ha votato contro la reintroduzione. Uno diffondeva a valanga anti parlamentarismo referendario, l'altro arriva a teorizzare il superamento del sistema parlamentare, uno elemosino' 80 euro per  circa 11 milioni di persone e l'altro 780 euro per circa 6 milioni, uno faceva gli scudi fiscali, l'altro i condoni.

La continuità è assai più forte degli elementi di discontinuità e rottura.

Infatti Renzi fece accordi con Berlusconi, e Di Maio con Salvini.

Per chi si riconosce nella sinistra, roba da voltastomaco tra la fine della Seconda Repubblica e l'inizio della Terza, non resta che rimpiangere la Prima.

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Inviata (modificato)

2 ore fa, cortomaltese-*** ha scritto:

Ho il piacere di constatare che finalmente ti avvicini a una corretta analisi della realtà. Capire che tra PD renziano e M5S le differenze sono più di facciata che di sostanza. Uno ci ha tolto l'art.18, l'altro ha votato contro la reintroduzione. Uno diffondeva a valanga anti parlamentarismo referendario, l'altro arriva a teorizzare il superamento del sistema parlamentare, uno elemosino' 80 euro per  circa 11 milioni di persone e l'altro 780 euro per circa 6 milioni, uno faceva gli scudi fiscali, l'altro i condoni.

La continuità è assai più forte degli elementi di discontinuità e rottura.

Infatti Renzi fece accordi con Berlusconi, e Di Maio con Salvini.

Per chi si riconosce nella sinistra, roba da voltastomaco tra la fine della Seconda Repubblica e l'inizio della Terza, non resta che rimpiangere la Prima.

Semplifichi con qualche elemento di verità ma ti sfuggono dettagli essenziali. Io non vedo nessuna continuità tra Renzi e Di Maio, ne vedo tra Renzi e Salvini. Basta pensare che sono due mestieranti della politica che basano tutto sulla comunicazione o meglio sulla narrazione. Salvini è più diretto, meno ipocrita e meno presuntuoso, in breve è più bravo nel recitare la parte del salvatore della patria (al punto che lui, un ex secessionista, oggi è visto da molti ingenui come un patriota), ma alla fine anche lui vende aria fritta o poco più. Durerà più di Renzi ma non molto di più. Di Maio è più pragmatico e meno appariscente, tra 4 anni lascerà la politica e dunque crede in quello che fa, giusto o sbagliato che sia. Naturalmente il suo, come quello di tutti i membri storici del Movimento, è un credo assai più religioso che razionale. I grillini li conosco abbastanza bene, ho partecipato ad alcuni meet up e ho capito che si sentono dei missionari. Pertanto un razionalista come me non aderirà mai al M5s. Tuttavia la religione, quando non degenera nel fanatismo dogmatico, è molto affine alla buona politica. Ambedue perseguono fini sociali anche se con mezzi diversi. Prima che i Greci inventassero la politica le società erano tenute insieme dalla religione (dal lat. religare, legare insieme, unire). Al contrario di Di Maio, Salvini, ma soprattutto Renzi e Berlusconi, non coltivano idee particolari, hanno solo idee usa e getta, il loro vero culto è quello di se stessi.

Ti sfugge per esempio il fatto che l'abolizione dell'art.18 non era nel programma elettorale del Pd del 2013, e in precedenti dichiarazioni lo stesso Renzi lo aveva difeso, poi cambiò idea (usa e getta per l'appunto) per fare un regalo a Confindustria. Mentre la sua reintroduzione non era nel contratto di governo stipulato da Di Maio e Salvini. Naturale, dato che Salvini difende gli interessi degli industriali del Nord. Era nel programma dei 5s, ma è chiaro che tra una norma profondamente laica come l'art.18 e una profondamente "religiosa" come il reddito di cittadinanza, da sempre bandiera delle loro crociate, i grillini hanno scelto di salvare la seconda.

Assurdo poi il tuo paragone del patto del Nazareno con l'accordo gialloverde. Renzi non aveva alcuna necessità di accordarsi con un pregiudicato appena condannato ed espulso dal Parlamento. Il suo fu solo un cinico (e sballato) calcolo politico. Il Nazareno si colloca temporalmente tra la sentenza della Consulta sul Porcellum (dicembre 2013) e la pugnalata a Enrico Letta (febbraio 2014). All'aspirante caudillo di Rignano servivano un forte alleato e un escamotage (la pseudo-riforma della Costituzione) per tenere in piedi fino alla scadenza naturale, con lui al timone, una legislatura viziata in origine da una legge elettorale incostituzionale. E gli serviva la legge elettorale da sempre agognata da Berlusconi: il primo partito si prende la maggioranza assoluta del parlamento. Cioè l'Italicum, inizialmente votato anche da Forza Italia. Un piano, bisogna riconoscere, diabolicamente studiato: il combinato disposto dell'Italcum e del Senato non elettivo (ma nominato) e senza poteri avrebbe dato un enorme potere al premier (cioè, nei sogni di un tappetaro di provincia, a Matteo Renzi). Al contrario, il patto di governo tra Lega e 5stelle nasce quasi come una dolorosa necessità, come una scelta quasi obbligata, in un contesto drammatico conseguente al pasticcio Rosatellum e al voto del 4 marzo. Quali erano le alternative? Il voto in agosto? Un governicchio tecnico? Non scherziamo! L'unica seria possibilità, come ho scritto più volte, era che Di Maio "andasse a vedere" le carte coperte del Pd. Ma serviva la freddezza di un consumato giocatore di poker. Di Maio doveva impuntarsi, resistere a Mattarella, alla pressione dei mercati, prolungare la drammatica crisi istituzionale, ma restare fermo come un macigno sull'idea vincente della sua splendida campagna elettorale: governo monocolore dei 5s con lui premier ed appoggio esterno. Resto convinto che il Pd, di fronte alla scelta tra il rischio di sparire dopo una sanguinosa ordalia elettorale e il buttare fuori Renzi, avrebbe optato, anche su pressione di Mattarella, per la seconda. 

Saluti

Modificato da fosforo41

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