Travaglio massacra Repubblica

Inviata (modificato)

È ormai da qualche anno che, per meditata scelta, non acquisto più Repubblica in edicola. Chi mi legge può facilmente indovinare i motivi. Qui mi limito a dire generaliter che i cosiddetti "giornaloni", politicamente schierati ma ipocriti nel non ammetterlo, generalmente schierati con i poteri forti, nazionali ed esteri, e spesso manovrati da editori "impuri", portatori di colossali conflitti di interessi, hanno fatto il loro tempo, hanno ormai imboccato il viale del tramonto, e questa è una buona notizia per i lettori e per l'ambiente. I lettori affezionati al cartaceo e desiderosi di una informazione corretta e indipendente si orienteranno sempre più verso il "giornalismo puro" dei piccoli giornali senza padroni come il FQ. Mentre è ormai insostenibile anche dal punto di vista ambientale (è di pochi giorni fa l'ultimo drammatico allarme dell'IPCC sul riscaldamento globale) la stampa quotidiana di centinaia migliaia di copie cartacee, copie di 50 e passa pagine fatte per lo più di pubblicità e di articoli leggibili solo dai fannulloni, e per giunta in buona parte invendute e destinate al macero. 

Potete quindi immaginare con che goduria abbia letto questo splendido editoriale di Marco Travaglio, a mio avviso il miglior rappresentante di quel giornalismo puro, libero e appassionato, piccolo e bello, che ha poco o nulla da temere da Internet. Con la sua certosina e impietosa precisione Travaglio mette a nudo la disinformazione perpetrata negli ultimi anni dal quotidiano-partito fondato da Scalfari. Ma alla fine rivendica la solidarietà espressa dal comitato di redazione del Fatto a Repubblica per le parole del vicepremier Di Maio. Su questo non sono d'accordo con Travaglio, ma sto con Di Maio. A mio avviso un giornale, per quanto glorioso, come l'Unità o Repubblica, se si riduce alla faziosità patetica e un po' servile dei Rondolino e dei Lavia o all'antigrillismo viscerale e altrettanto patetico di Repubblica degli ultimi mesi, merita un solo destino: sparire. 

https://infosannio.wordpress.com/2018/10/09/trova-le-differenze/

 

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8 messaggi in questa discussione

Giggino inveisce contro "La Repubblica" ed immediatamente il travaglia calca la dose contro lo stesso, direi malignamente che il folgorato dai grillini è perfettamente in linea, magari non da adesso anche....quelli che si vantavano di voler fare i cambiamenti....li stanno mettendo in pratica...

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7 ore fa, fosforo41 ha scritto:

È ormai da qualche anno che, per meditata scelta, non acquisto più Repubblica in edicola. Chi mi legge può facilmente indovinare i motivi. Qui mi limito a dire generaliter che i cosiddetti "giornaloni", politicamente schierati ma ipocriti nel non ammetterlo, generalmente schierati con i poteri forti, nazionali ed esteri, e spesso manovrati da editori "impuri", portatori di colossali conflitti di interessi, hanno fatto il loro tempo, hanno ormai imboccato il viale del tramonto, e questa è una buona notizia per i lettori e per l'ambiente. I lettori affezionati al cartaceo e desiderosi di una informazione corretta e indipendente si orienteranno sempre più verso il "giornalismo puro" dei piccoli giornali senza padroni come il FQ. Mentre è ormai insostenibile anche dal punto di vista ambientale (è di pochi giorni fa l'ultimo drammatico allarme dell'IPCC sul riscaldamento globale) la stampa quotidiana di centinaia migliaia di copie cartacee, copie di 50 e passa pagine fatte per lo più di pubblicità e di articoli leggibili solo dai fannulloni, e per giunta in buona parte invendute e destinate al macero. 

Potete quindi immaginare con che goduria abbia letto questo splendido editoriale di Marco Travaglio, a mio avviso il miglior rappresentante di quel giornalismo puro, libero e appassionato, piccolo e bello, che ha poco o nulla da temere da Internet. Con la sua certosina e impietosa precisione Travaglio mette a nudo la disinformazione perpetrata negli ultimi anni dal quotidiano-partito fondato da Scalfari. Ma alla fine rivendica la solidarietà espressa dal comitato di redazione del Fatto a Repubblica per le parole del vicepremier Di Maio. Su questo non sono d'accordo con Travaglio, ma sto con Di Maio. A mio avviso un giornale, per quanto glorioso, come l'Unità o Repubblica, se si riduce alla faziosità patetica e un po' servile dei Rondolino e dei Lavia o all'antigrillismo viscerale e altrettanto patetico di Repubblica degli ultimi mesi, merita un solo destino: sparire. 

https://infosannio.wordpress.com/2018/10/09/trova-le-differenze/

 

EJA, EJA, ALALA' ! !

Quando farete dell'aula sorda e grigia del Senato un bivacco di manipoli ?

Se dovessero sparire i faziosi, da Feltri a Giordano, da Sallustri a Travaglio, dovrebbero essere morti tutti.

Il grande giornalista è fazioso per definizione. Da Bocca a Montanelli a Travaglio, da Fallaci a Ravera, tutti i grandi giornalisti sono stati faziosi.

Il tuo problema è un altro: il grillismo sta mostrando la corda. Nato per contestare la disonestà di un ceto politico e finito a fare maggioranza e votare in senato assieme a Umberto Bossi, el ladrun lumbard..... In assoluto silenzio: doppia morale e doppiopesismo di chi voleva la pelle del gatto del cugino della Boschi e faceva gazebo per far rinchiudere al canile il coker di papà Renzi.....

 

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2 ore fa, cortomaltese-*** ha scritto:

 

Il grande giornalista è fazioso per definizione. Da Bocca a Montanelli a Travaglio, da Fallaci a Ravera, tutti i grandi giornalisti sono stati faziosi.

 

Caro Maltese, temo che tu sia in difficoltà anche con l'italiano oltre che con la matematica. Il grande giornalista, per definizione, NON può essere fazioso. Enzo Biagi diceva che non si può raccontare nessuna storia senza un punto di vista. Giusto: un grande giornalista avrà le sue idee e una sua posizione politica (i neutrali in genere sono quelli sempre in vendita), ma queste non possono prevalere sull'obbiettività come, per definizione, si verifica con i faziosi. Riporto dal dizionario Treccani alla voce fazioso: ...Con significato più generico, nell'uso moderno, di persona che subordina tutto alla propria ideologia assumendo consapevolmente atteggiamenti privi di obbiettività e quindi settari. I grandi giornalisti che hai citato non erano faziosi, eccetto l'ultima Fallaci che nell'ultima parte della sua carriera diventò una fanatica anti-islamica e dunque cessò di essere quella grandissima giornalista che era stata. Pur con qualche umana giustificazione. L'11 settembre 2001 Oriana viveva a Manhattan, restò traumatizzata dalla strage delle torri gemelle. Ed era malata di cancro, un male che lei, accanita fumatrice, attribuiva ai fumi dei pozzi di petrolio bruciati da Saddam in Kuwait dove si trovava per seguire la Guerra del Golfo. Faziosa, platealmente faziosa, ma priva di giustificazioni, è l'ultima Repubblica che, come impietosamente mostrato da Travaglio, arriva a dare o a riportare notizie false e a nascondere notizie vere, cioè in definitiva a ingannare i suoi lettori per motivi politici. E per questo, a mio giudizio, essa merita di sparire. Non solo le sparate di Salvini e Di Maio: anche un grande giornale che fa disinformazione e che condiziona in modo disonesto l'orientamento politico dei lettori è un pericolo per la democrazia. Saluti.

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7 ore fa, fosforo41 ha scritto:

Caro Maltese, temo che tu sia in difficoltà anche con l'italiano oltre che con la matematica. Il grande giornalista, per definizione, NON può essere fazioso. Enzo Biagi diceva che non si può raccontare nessuna storia senza un punto di vista. Giusto: un grande giornalista avrà le sue idee e una sua posizione politica (i neutrali in genere sono quelli sempre in vendita), ma queste non possono prevalere sull'obbiettività come, per definizione, si verifica con i faziosi. Riporto dal dizionario Treccani alla voce fazioso: ...Con significato più generico, nell'uso moderno, di persona che subordina tutto alla propria ideologia assumendo consapevolmente atteggiamenti privi di obbiettività e quindi settari. I grandi giornalisti che hai citato non erano faziosi, eccetto l'ultima Fallaci che nell'ultima parte della sua carriera diventò una fanatica anti-islamica e dunque cessò di essere quella grandissima giornalista che era stata. Pur con qualche umana giustificazione. L'11 settembre 2001 Oriana viveva a Manhattan, restò traumatizzata dalla strage delle torri gemelle. Ed era malata di cancro, un male che lei, accanita fumatrice, attribuiva ai fumi dei pozzi di petrolio bruciati da Saddam in Kuwait dove si trovava per seguire la Guerra del Golfo. Faziosa, platealmente faziosa, ma priva di giustificazioni, è l'ultima Repubblica che, come impietosamente mostrato da Travaglio, arriva a dare o a riportare notizie false e a nascondere notizie vere, cioè in definitiva a ingannare i suoi lettori per motivi politici. E per questo, a mio giudizio, essa merita di sparire. Non solo le sparate di Salvini e Di Maio: anche un grande giornale che fa disinformazione e che condiziona in modo disonesto l'orientamento politico dei lettori è un pericolo per la democrazia. Saluti.

Allora facciamo così, io rettifico l'aggettivo da "fazioso" a "partigiano" per definire i grandi giornali di parte. Dal Manifesto al Giornale.

Lei in cambio risponde alla domanda:

"Quando i senatori del M5stelle chiederanno le dimissioni di un senatore pregiudicato di nome Umberto e cognome Bossi ?"

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21 minuti fa, cortomaltese-*** ha scritto:

Allora facciamo così, io rettifico l'aggettivo da "fazioso" a "partigiano" per definire i grandi giornali di parte. Dal Manifesto al Giornale.

Lei in cambio risponde alla domanda:

"Quando i senatori del M5stelle chiederanno le dimissioni di un senatore pregiudicato di nome Umberto e cognome Bossi ?"

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37 minuti fa, cortomaltese-*** ha scritto:

Allora facciamo così, io rettifico l'aggettivo da "fazioso" a "partigiano" per definire i grandi giornali di parte. Dal Manifesto al Giornale.

Lei in cambio risponde alla domanda:

"Quando i senatori del M5stelle chiederanno le dimissioni di un senatore pregiudicato di nome Umberto e cognome Bossi ?"

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Inviata (modificato)

Caro Maltese, devi essere molto giovane e/o molto ingenuo.

Ti informo che da quando se ne andò il direttore e fondatore Montanelli (nel 1994, sbattendo la porta in faccia all'editore Berlusconi sceso in politica) il Giornale è uno dei quotidiani più faziosi dell'Universo.

Bossi politicamente (e anche fisicamente) è un rottame, tuttavia la sua figura e il suo passato sono tuttora un piccolo argine, all'interno della Lega, allo straripare di Salvini. Il quale straripa nei consensi ma a sua volta è la palla al piede di questo governo, almeno sui fronti dell'economia, della giustizia sociale e di quella penale. Salvini in sostanza, come solo gli ingenui non hanno ancora capito, è la quinta colonna della conservazione all'interno del cosiddetto governo del cambiamento. Falliti miseramente Berlusconi e Renzi, oggi l'uomo della conservazione e dei poteri forti è Salvini. Tutto questo Di Maio lo sa, ma per ovvi motivi non può dirlo. Ha scelto, sbagliando, di avventurarsi in questo strano, improbabile governo con la Lega, e ora per coerenza cerca di andare avanti a suon di compromessi e nel modo meno peggiore possibile. Non so come andrà a finire ma ritengo assai improbabile che finirà peggio dei disastri di Berlusconi e di Renzi (leggasi intere legislature buttate nel cesso e irripetibili occasioni sprecate di agganciarsi alla ripresa economica globale, agganciata perfino da paesini che erano sull'orlo della bancarotta come Irlanda e Portogallo). Ora avrebbe poco senso chiedere le dimissioni del rottame Bossi senza chiedere quelle di Salvini (es. per la faccenda dei 49 milioni). In compenso il M5s fa una cosa del tutto inedita e lodevole nel paese delle caste, delle partigianerie e degli amici degli amici. Il ministro Bonafede merita un plauso.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/10/09/vilipendio-al-capo-dello-stato-il-ministro-bonafede-firmate-nove-autorizzazioni-a-procedere-tra-cui-grillo-e-salvini/4681548/

 

 

 

 

 

Modificato da fosforo41

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6 minuti fa, fosforo41 ha scritto:

Caro Maltese, devi essere molto giovane e/o molto ingenuo.

Ti informo che da quando se ne andò il direttore e fondatore Montanelli (nel 1994, sbattendo la porta in faccia all'editore Berlusconi sceso in politica) il Giornale è uno dei quotidiani più faziosi dell'Universo.

Bossi politicamente (e anche fisicamente) è un rottame, tuttavia la sua figura e il suo passato sono tuttora un piccolo argine, all'interno della Lega, allo straripare di Salvini. Il quale straripa nei consensi ma a sua volta è la palla al piede di questo governo, almeno sui fronti dell'economia, della giustizia sociale e di quella penale. Salvini in sostanza, come solo gli ingenui non hanno ancora capito, è la quinta colonna della conservazione all'interno del cosiddetto governo del cambiamento. Falliti miseramente Berlusconi e Renzi, oggi l'uomo della conservazione e dei poteri forti è Salvini. Tutto questo Di Maio lo sa, ma per ovvi motivi non può dirlo. Ha scelto, sbagliando, di avventurarsi in questo strano, improbabile governo con la Lega, e ora per coerenza cerca di andare avanti a suon di compromessi e nel modo meno peggiore possibile. Non so come andrà a finire ma ritengo assai improbabile che finirà peggio dei disastri di Berlusconi e di Renzi (leggasi intere legislature buttate nel cesso e irripetibili occasioni sprecate di agganciarsi alla ripresa economica globale, agganciata perfino da paesini che erano sull'orlo della bancarotta come Irlanda e Portogallo). Ora avrebbe poco senso chiedere le dimissioni del rottame Bossi senza chiedere quelle di Salvini (es. per la faccenda dei 49 milioni). In compenso il M5s fa una cosa del tutto inedita e lodevole nel paese delle caste, delle partigianerie e degli amici degli amici. Il ministro Bonafede merita un plauso.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/10/09/vilipendio-al-capo-dello-stato-il-ministro-bonafede-firmate-nove-autorizzazioni-a-procedere-tra-cui-grillo-e-salvini/4681548/

 

 

 

 

 

Plaudiamo a Buonafede.

Ma quando chiederanno i 5stelle le dimissioni del rottame pregiudicato ?

Poi se vogliono possono anche chiedere quelle del Molinari, pregiudicato capogruppo leghista alla Camera.

E se vogliono anche quelle del Celoduro.

Sulla base di un principio sostenuto da sempre dal M5S, ossia che i pregiudicati non devono sedere in Parlamento.

MA NON LO FARANNO MAI. 

Scommetto un caffè. 

Matteo Celoduro Salvini non vuole. Non si fa. Non si fa. Si vota invece assieme ai pregiudicati leghisti contro la reintroduzione dell'art.18.

 

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