monti confessa:soros lo chiamo'

Il magnate di origine ungherese fece capire all’allora premier – in carica da poco – che Roma avrebbe fatto bene a chiedere l’aiuto dell’Unione Europea. Lo stesso Professore lo ha rivelato lunedì sera nel corso della trasmissione “Otto e mezzo” su La7.

Quando nello studio televisivo di Otto e mezzo, il programma di Lilli Gruber su La7, viene evocato il norme di George Soros, Mario Monti, ospite della trasmissione, rivela un particolare inedito: “Soros mi chiamò, era preoccupatissimo all’idea della crisi in Italia e mi suggerì di chiedere aiuto all’Europa e al Fmi ma noi volevamo evitare di far entrare la troika e non seguimmo quel consiglio. Ma Soros era molto preoccupato per la situazione italiana”.
 

Il riferimento è al periodo dell’attacco dei mercati internazionali del 2011 contro l’Italia, quando Monti era alla guida del governo e intraprese una cura drastica per la nostra economia in base alle canoniche ricette dell’austerity (aumento delle tasse e riforma del welfare e delle pensioni) facendo aumentare il debito pubblico di miliardi di euro.

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13 ore fa, director12 ha scritto:

Il magnate di origine ungherese fece capire all’allora premier – in carica da poco – che Roma avrebbe fatto bene a chiedere l’aiuto dell’Unione Europea. Lo stesso Professore lo ha rivelato lunedì sera nel corso della trasmissione “Otto e mezzo” su La7.

Quando nello studio televisivo di Otto e mezzo, il programma di Lilli Gruber su La7, viene evocato il norme di George Soros, Mario Monti, ospite della trasmissione, rivela un particolare inedito: “Soros mi chiamò, era preoccupatissimo all’idea della crisi in Italia e mi suggerì di chiedere aiuto all’Europa e al Fmi ma noi volevamo evitare di far entrare la troika e non seguimmo quel consiglio. Ma Soros era molto preoccupato per la situazione italiana”.
 

Il riferimento è al periodo dell’attacco dei mercati internazionali del 2011 contro l’Italia, quando Monti era alla guida del governo e intraprese una cura drastica per la nostra economia in base alle canoniche ricette dell’austerity (aumento delle tasse e riforma del welfare e delle pensioni) facendo aumentare il debito pubblico di miliardi di euro.

 

Se ne faccia una ragione, i governi spendaccioni fanno rima con Berlusconi (e Gentiloni).

Fonte: banca d'Italia

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