FLAT TAX PER TUTTI O PER NESSUNO

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Flat tax 2019 e Irpef: ecco le vere intenzioni del Governo Conte

Nota di accompagnamento Se in un primo momento si era parlato di questa possibile tassazione rivolgendola a tutti i contribuenti e parlando addirittura di un nuovo “agglomerato reddituale”, ovvero il reddito familiare,  ora riguarderà esclusivamente i redditi derivanti da partite Iva i cui ricavi annuali non superino i 65.000 euro.

La Flat tax, anche detta tassa piatta, non sarà applicabile ai redditi risultanti da partecipazioni societarie quindi potrà applicarsi ai redditi percepiti da ditte individuali e professionisti

Reddito imponibile Aliquota Irpef in vigore Aliquota Irpef prospettata
fino a 15.000 euro 23% 23%
da 15.001 a 28.000 euro 27%
da 28.001 a 55.000 euro 38%
da 55.001 a 75.000 euro 41%
oltre 75.000 euro 43% 33%

Fonte: Fisco e Tasse

E così io ho due figli gemelli. Romolo e Remo.

REMO fa il rappresentante di farmaci, e, al netto delle spese gli rimane un reddito lordo di 30.000 euro. Con la Flat Tax pagherà il 23% pari a 6.900 euro di tasse. Reddito netto 23.100 €.

ROMOLO  invece lavora come dipendente in una farmacia. Ha un reddito lordo di 30.000 euro. Con l'aliquota a scaglioni pagherà (3450+3510+760)= 7.720 € con un reddito netto quindi di 22.280 €.

Bisogna essere aquile per capire che è incostituzionale ? Che discrimina i lavoratori dipendenti ? Che si tratti solo di aumentare di 15.000 euro il tetto dei ricavi (da 50.000 a 65.000) della vecchia normativa targata PD non è una scusa.

TEMO CHE ROMOLO UCCIDA REMO PER INVIDIA ! 

A PARI REDDITO STESSA I.R.P.E.F., GOVERNO LADRO !!!


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3 messaggi in questa discussione

EH...BEH...quando il salvi disse che chi guadagna di più non è giusto che paghi di più, sapeva bene chi andava a parare...e lui di guadagni ne sà bene, e paga poco e a rate...:D

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Come  volevasi  dimostrare   tolgono  ai  poveri  per  dare  ai  ricchi  di certo  con  questa  falstax   i meno abbienti  la  pigliano nel.........

Il Governo studia il taglio dell’agevolazione fiscale per finanziare la manovra. Dal 2019, il cittadino potrà recuperare meno soldi.

Se finora stai beneficiando della detrazione fiscale del 19% sul mutuo e sulle spese mediche, puoi cominciare a pensare che ti sta andando ancora bene, perché – per usare parole care al vicepremier Matteo Salvini – «la pacchia sta per finire». Il Governo cerca dei soldi per finanziare la manovra in modo da mantenere le rassicurazioni su reddito di cittadinanza, flat tax, pace fiscale, pensioni a quota 100 e via promettendo. Ed in questo tentativo di reperire risorse, spunta la proposta di tagliare le detrazioni su mutui e spese mediche nella nuova legge di bilancio. Significa che potrai recuperare meno soldi di quelli che adesso riporti a casa per le rate del prestito che stai restituendo e per quello che ti lasci in visite mediche, esami specialistici o farmaci. Questi soldi in meno che tu incasserai se li terrà lo Stato.

Stop detrazioni: che cosa cambia?

L’idea è quella di portare per il 2019 l’attuale detrazione su mutui e spese mediche del 19% al 17%. In altre parole: oggi, puoi recuperare il 19% su quello che spendi per visite mediche, esami o farmaci (attraverso il famoso scontrino parlante delle farmacie) su quello che eccede dalla franchigia di 129,11 euro. L’idea del Governo è che tu possa recuperare soltanto il 17%, cioè il 2% in meno. Lo stesso vale per le spese legate alle rate del mutuo o alle tasse universitarie dei figli.

Insomma, se su una spesa di 500 euro per curare la tua salute (cifra abbastanza facile da raggiungere visto che, ad esempio, in Lombardia una sola Tac ti costa 66 euro) oggi recuperi 95 euro, con il provvedimento previsto dal Governo di Giuseppe Conte potrai riavere 85 euro, cioè 10 euro in meno. Buttali via.

Il conto su quello che potrai recuperare dagli interessi passivi del mutuo ipotecario sulla prima casa è subito fatto. Oggi la legge consente di detrarre il 19% fino a 4.000 euro all’anno, cioè di riavere indietro 760 euro. Portando l’agevolazione al 17% riuscirai ad ottenere 680 euro, cioè 80 euro in meno.

Cifre simili per quanto riguarda le spese universitarie, visto che il tetto massimo detraibile (in alcuni casi ben inferiore da quello che realmente si spende) si avvicina molto ai 4.000 euro dei mutui.

Detrazioni giù e franchigia su?

E non è tutto: oltre ad abbassare la percentuale della detrazione fiscale dal 19% al 17% si sta valutando anche di aumentare la franchigia entro la quale non è possibile recuperare un centesimo. Quella soglia, come detto, oggi è fissata per le spese sanitarie a 129,11 euro. Vuol dire dare ancora meno possibilità al cittadino di beneficiare delle detrazioni, poiché occorrerà spendere di più per cominciare ad usufruire dell’agevolazione fiscale. Il tutto per far entrare nelle casse dello Stato un miliardo di euro in più.

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RENDERE   I  49 MILIONI  RUBATI

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