Lo ammetto : avevo sopravvalutato Tria . Mi sbagliavo ed ecco perché !!

Oggi tocca al Ministro Tria far capire chi c’è sul ponte di comando della terza economia più indebitata del mondo :  1) dopo mesi di annunci, viene finalmente svelato qualche dettaglio sul grande, grandissimo, storico, meraviglioso, mirabolante piano di investimenti pubblici (del popolo, ovviamente) che questo governo si appresta a stanziare nella legge di bilancio: “per gli investimenti abbiamo messo in bilancio circa lo 0.2% di Pil nel 2019”. Accipicchia! Poffarbacco! E Keynes starà festeggiando nella tomba, in preda all’entusiasmo. 2) Tria, con la sua armatura scintillante, si lamenta delle clausola di salvaguardia basate sulle entrate (cioè aumenti di Iva e accise), e poi regolarmente sminate facendo più deficit. “Non è credibile prevedere, se le cose vanno male, che aumentino le tasse, visto che poi si finisce sempre a fare più deficit”, dice il Ministro. 

Poffarbacco, è vero. E allora cosa propone?  “Ho trovato la soluzione. Da ora, le clausole di salvaguardia saranno sulla spesa. Se la crescita sarà inferiore al previsto, ad esempio, si prevede negli anni futuri di tagliare la spesa pubblica!”

Hai capito Tria. Ma come abbiamo fatto a non pensarci prima. Visto che l’aumento delle tasse non è credibile, per evitare di fare più deficit prevediamo di tagliare la spesa. Detto da un governo che ha appena fatto esplodere  sia il deficit sia  la spesa corrente.

Abbiamo considerato Tria un gigante, perché era meglio della Castelli (e vabbè...) e perché difendeva gli ultimi baluardi di ragione in mezzo ad un governo di irresponsabili. Non vorrei ci fossimo troppo lasciati trasportare, ecco. Saluti 

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