Bruno va in Vespa

Non è l'Europa il vero nemico del governo Lega-M5s ma i mercati. "La prima è arcigna, lamentosa, ipocrita, ma alla fine assai meno pericolosa dei secondi", scrive Bruno Vespa su Il Giorno. I secondi invece "vivono di soldi, speculano dove si può, approfittano delle debolezze dei singoli paesi" e l'Italia "è debole da vent'anni".

Tanto che il debito, ricorda il direttore di Porta a Porta, "è passato da 1900 a 2300 miliardi, il suo rapporto con il Pil da 116 a 130. Al Quirinale siede un uomo che non ama questo governo, ma lo rispetta e soprattutto il gabinetto gode di un consenso enormemente superiore a tutti i precedenti. In nome della sua popolarità, il governo ha fatto l'inosabile: una manovra interamente in deficit prendendo a schiaffi le regole condivise con Bruxelles con trattati sfinenti fino alla frustrazione".

Ma ora Matteo Salvini e Luigi Di Maio, "con l'assenso di Conte e la soffertissima complicità di Tria, che resta lì solo perché Mattarella glielo ha chiesto" hanno una scommessa "affascinante e mortale" da vincere. Devono "innescare una crescita che sfondi di slancio il 2 per cento, ci metta in paro con i primi d' Europa, faccia esplodere il prodotto interno lordo e al tempo stesso discendere il rapporto con deficit e debito". Perché se la perdono questa scommessa, conclude Vespa, se il governo "si limiterà a distribuire soldi con il reddito di cittadinanza, ad abbassare le tasse e mandarci prima in pensione senza far partire senza indugio miliardi di investimenti, allora saranno guai seri".

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