Quando dico che Shinycaghetta e Docgalileo sono testedikazzo, lo provo !! Ahahahahahahaha

Ma Ma

Il 15 dicembre 2008 la procura di Pescara dispone gli arresti domiciliari per l'allora sindaco D'Alfonso con una serie di imputazioni relative a attività di tangenti e scambio di favori tra imprenditori e il comune di Pescara, per favorire una collaborazione del sindaco, nel periodo compreso tra il 2004 e il 2007.

Tra gli elementi a carico dell'accusa erano elencati una serie di favori ricevuti dal costruttore Carlo Toto in cambio dell'assegnazione di appalti e di trattamenti di favore, come biglietti gratuiti per voli della compagnia Airone, vacanze regalate in diversi luoghi del Mediterraneo e cene di rappresentanza.

Sempre nell'ambito dell'inchiesta, D'Alfonso, il dirigente Dezio e Marco Molisani furono accusati in concorso di truffa per aver predisposto una determina con la quale si faceva apparire il conferimento alla pro-loco di Pescara di un finanziamento di 12.200 euro complessivi per varia pubblicità istituzionale («prestazione mai resa e neanche effettivamente richiesta»). Questo denaro sarebbe stato erogato con un preciso ordine impartito alla pro-loco da Marco Molisano. Inoltre è stata avanzata un'accusa di concussione per aver chiesto alla ditta Fanì (che lavorava per il Comune) il pagamento di cene elettorali.

Altro capo di imputazione era il concorso in concussione per aver indotto Tommaso Di Nardo, legale rappresentante dell'Aquila S.r.l., a consegnare una somma di denaro per la proroga del contratto di sorveglianza del tribunale venendo inoltre contestata insieme a Dezio la concussione in concorso per aver chiesto somme di denaro anche ai gestori provvisori del bar del Tribunale (la Di Pentima Sas), promettendo in cambio un aiuto per l'aggiudicazione dell'appalto.

Il 23 febbraio 2011 il Gup di Pescara rinvia a giudizio D'Alfonso e altre 23 persone tra imprenditori e dirigenti comunali prosciogliendo però D'Alfonso da due capi di accusa per concussione e uno per corruzione ovvero i fatti più importanti dell'indagine. Il giudice inoltre ha assolto D'Alfonso anche da due accuse di corruzione con la motivazione che il fatto non sussiste.

Il PM di Pescara aveva chiesto 6 anni di reclusione per D'Alfonso con l'interdizione perpetua dai pubblici uffici e la confisca della villa di Lettomanoppello, chiedendo un'analoga condanna per il dirigente Dezio, socio secondo l'accusa del sistema corruttivo.

Il 23 febbraio 2013 il giudice monocratico ha assolto d'Alfonso da tutte le accuse con formula piena per non aver commesso il fatto, facendo decadere i 25 capi di accusa. Nelle motivazioni emerge la mancanza di prove utili a certificare la responsabilità penale e il concorso morale dell'ex sindaco Luciano D'Alfonso.[4]

Sempre in merito allo stesso procedimento, il giudice ha emesso sentenza di assoluzione piena sia rispetto all'accusa di corruzione relativa al project financing dei cimiteri cittadini[5] giudicando regolari sia la procedura che l'attribuzione delle consulenze a Ferragina e Mariani, che riguardo all'accusa di associazione a delinquere tra gli imputati[6]riscontrando «un ritorno di utili concreti solo per D'Alfonso» e non, dunque, per gli altri. Sempre nell'ambito della stessa sentenza, i giudici hanno concluso che i numerosi benefit di viaggi e vacanze offerte dagli imprenditori Toto all'ex sindaco non avrebbero influito nel suo agire amministrativo[7].

Il 30 marzo 2015 la Corte d'Appellodell'Aquila conferma la sentenza di proscioglimento.[8]

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6 messaggi in questa discussione

Sei un analfabeta terminale con seri problemi psichiatrici.

Di seguito trovi l'ultima pagina della sentenza pronunciata nel febbraio 2013.

Per l'analfabetismo direi che non possiamo fare più nulla.

Rassegnati.

Per i problemi psichiatrici telefona allo 050-992647

http://www.ao-pisa.toscana.it/index.php?option=com_content&id=375%3Apsichiatria-1d&Itemid=80

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

314-d123639527.jpg

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33 minuti fa, docgalileo ha scritto:

Sei un analfabeta terminale con seri problemi psichiatrici.

Di seguito trovi l'ultima pagina della sentenza pronunciata nel febbraio 2013.

Per l'analfabetismo direi che non possiamo fare più nulla.

Rassegnati.

Per i problemi psichiatrici telefona allo 050-992647

http://www.ao-pisa.toscana.it/index.php?option=com_content&id=375%3Apsichiatria-1d&Itemid=80

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

314-d123639527.jpg

Quando dico che te a scuola sei arrivato, forse , alla scuola dell'obbligo , uso un eufemismo . Leggi ed impara ...ebete !! 

 

Il richiamo contenuto nell'art. 531 comma 1 c.p.p. all'art. 129 comma 2 c.p.p. come regola di giudizio nella scelta tra le formule di proscioglimento delle sentenze dibattimentali è indicativo della volontà del legislatore di non restringere la possibilità di un proscioglimento ampio nel merito in presenza di un fenomeno estintivo ai soli casi di prova manifesta. Il concetto di "evidenza" richiamato dall'art. 129 comma 2 c.p.p. non può infatti essere inteso come prova "prima facie" dell'innocenza dell'imputato, immediatamente rilevabile dalla lettura degli atti, perché l'estraneità dell'imputato al fatto può anche costituire la conclusione logico-giuridica del percorso seguito dal giudice nella valutazione della prova. Perciò, in presenza di una prova insufficiente o contraddittoria in merito alla sussistenza del fatto, alla sua attribuibilità all'imputato, alla sua configurabilità come reato, all'imputabilità, deve essere adottata la formula ampiamente liberatoria in luogo della pronuncia estintiva del reato (nella specie, per prescrizione).

Cassazione penale sez. I  16 settembre 2004 n. 40386  

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Procediamo alla so do mi zza zione dell'analfabeta terminale con seri problemi psichiatrici.

Di seguito troviamo la pagina della sentenza pronunciata nel febbraio 2013 con l'indicazione dei reati di cui al punto G e al punto S-bis.

Reati per i quali l'onestissimo d'Alfonso è stato assolto

PER INTERVENUTA PRESCRIZIONE ,

come si legge nell'ultima pagina della sentenza.

Per l'analfabetismo ormai non possiamo fare più nulla.

L'analfabeta terminale pisano mark525 si rassegni.

Per i problemi psichiatrici invece il somaro pisano telefoni senza ulteriori indugi allo 050-992647

http://www.ao-pisa.toscana.it/index.php?option=com_content&id=375%3Apsichiatria-1d&Itemid=80

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti11-c9a8b8c870.jpg18-1ba259818a.jpg

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16 ore fa, docgalileo ha scritto:

Procediamo alla so do mi zza zione dell'analfabeta terminale con seri problemi psichiatrici.

Di seguito troviamo la pagina della sentenza pronunciata nel febbraio 2013 con l'indicazione dei reati di cui al punto G e al punto S-bis.

Reati per i quali l'onestissimo d'Alfonso è stato assolto

PER INTERVENUTA PRESCRIZIONE ,

come si legge nell'ultima pagina della sentenza.

Per l'analfabetismo ormai non possiamo fare più nulla.

L'analfabeta terminale pisano mark525 si rassegni.

Per i problemi psichiatrici invece il somaro pisano telefoni senza ulteriori indugi allo 050-992647

http://www.ao-pisa.toscana.it/index.php?option=com_content&id=375%3Apsichiatria-1d&Itemid=80

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti11-c9a8b8c870.jpg18-1ba259818a.jpg

Ahahahaha, ma che fai testadiminkia ?? Pubblichi le richieste del P.M. ??? Ahahahahahaha

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Il 15 dicembre 2008 la procura di Pescara dispone gli arresti domiciliari per l'allora sindaco D'Alfonso con una serie di imputazioni relative a attività di tangenti e scambio di favori tra imprenditori e il comune di Pescara, per favorire una collaborazione del sindaco, nel periodo compreso tra il 2004 e il 2007.

Tra gli elementi a carico dell'accusa erano elencati una serie di favori ricevuti dal costruttore Carlo Toto in cambio dell'assegnazione di appalti e di trattamenti di favore, come biglietti gratuiti per voli della compagnia Airone, vacanze regalate in diversi luoghi del Mediterraneo e cene di rappresentanza.

Sempre nell'ambito dell'inchiesta, D'Alfonso, il dirigente Dezio e Marco Molisani furono accusati in concorso di truffa per aver predisposto una determina con la quale si faceva apparire il conferimento alla pro-loco di Pescara di un finanziamento di 12.200 euro complessivi per varia pubblicità istituzionale («prestazione mai resa e neanche effettivamente richiesta»). Questo denaro sarebbe stato erogato con un preciso ordine impartito alla pro-loco da Marco Molisano. Inoltre è stata avanzata un'accusa di concussione per aver chiesto alla ditta Fanì (che lavorava per il Comune) il pagamento di cene elettorali.

Altro capo di imputazione era il concorso in concussione per aver indotto Tommaso Di Nardo, legale rappresentante dell'Aquila S.r.l., a consegnare una somma di denaro per la proroga del contratto di sorveglianza del tribunale venendo inoltre contestata insieme a Dezio la concussione in concorso per aver chiesto somme di denaro anche ai gestori provvisori del bar del Tribunale (la Di Pentima Sas), promettendo in cambio un aiuto per l'aggiudicazione dell'appalto.

Il 23 febbraio 2011 il Gup di Pescara rinvia a giudizio D'Alfonso e altre 23 persone tra imprenditori e dirigenti comunali prosciogliendo però D'Alfonso da due capi di accusa per concussione e uno per corruzione ovvero i fatti più importanti dell'indagine. Il giudice inoltre ha assolto D'Alfonso anche da due accuse di corruzione con la motivazione che il fatto non sussiste.

Il PM di Pescara aveva chiesto 6 anni di reclusione per D'Alfonso con l'interdizione perpetua dai pubblici uffici e la confisca della villa di Lettomanoppello, chiedendo un'analoga condanna per il dirigente Dezio, socio secondo l'accusa del sistema corruttivo.

Il 23 febbraio 2013 il giudice monocratico ha assolto d'Alfonso da tutte le accuse con formula piena per non aver commesso il fatto, facendo decadere i 25 capi di accusa. Nelle motivazioni emerge la mancanza di prove utili a certificare la responsabilità penale e il concorso morale dell'ex sindaco Luciano D'Alfonso.[4]

Sempre in merito allo stesso procedimento, il giudice ha emesso sentenza di assoluzione piena sia rispetto all'accusa di corruzione relativa al project financing dei cimiteri cittadini[5] giudicando regolari sia la procedura che l'attribuzione delle consulenze a Ferragina e Mariani, che riguardo all'accusa di associazione a delinquere tra gli imputati[6]riscontrando «un ritorno di utili concreti solo per D'Alfonso» e non, dunque, per gli altri. Sempre nell'ambito della stessa sentenza, i giudici hanno concluso che i numerosi benefit di viaggi e vacanze offerte dagli imprenditori Toto all'ex sindaco non avrebbero influito nel suo agire amministrativo[7].

Il 30 marzo 2015 la Corte d'Appellodell'Aquila conferma la sentenza di proscioglimento.[8]

 
 

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Il 15 dicembre 2008 la procura di Pescara dispone gli arresti domiciliari per l'allora sindaco D'Alfonso con una serie di imputazioni relative a attività di tangenti e scambio di favori tra imprenditori e il comune di Pescara, per favorire una collaborazione del sindaco, nel periodo compreso tra il 2004 e il 2007.

Tra gli elementi a carico dell'accusa erano elencati una serie di favori ricevuti dal costruttore Carlo Toto in cambio dell'assegnazione di appalti e di trattamenti di favore, come biglietti gratuiti per voli della compagnia Airone, vacanze regalate in diversi luoghi del Mediterraneo e cene di rappresentanza.

Sempre nell'ambito dell'inchiesta, D'Alfonso, il dirigente Dezio e Marco Molisani furono accusati in concorso di truffa per aver predisposto una determina con la quale si faceva apparire il conferimento alla pro-loco di Pescara di un finanziamento di 12.200 euro complessivi per varia pubblicità istituzionale («prestazione mai resa e neanche effettivamente richiesta»). Questo denaro sarebbe stato erogato con un preciso ordine impartito alla pro-loco da Marco Molisano. Inoltre è stata avanzata un'accusa di concussione per aver chiesto alla ditta Fanì (che lavorava per il Comune) il pagamento di cene elettorali.

Altro capo di imputazione era il concorso in concussione per aver indotto Tommaso Di Nardo, legale rappresentante dell'Aquila S.r.l., a consegnare una somma di denaro per la proroga del contratto di sorveglianza del tribunale venendo inoltre contestata insieme a Dezio la concussione in concorso per aver chiesto somme di denaro anche ai gestori provvisori del bar del Tribunale (la Di Pentima Sas), promettendo in cambio un aiuto per l'aggiudicazione dell'appalto.

Il 23 febbraio 2011 il Gup di Pescara rinvia a giudizio D'Alfonso e altre 23 persone tra imprenditori e dirigenti comunali prosciogliendo però D'Alfonso da due capi di accusa per concussione e uno per corruzione ovvero i fatti più importanti dell'indagine. Il giudice inoltre ha assolto D'Alfonso anche da due accuse di corruzione con la motivazione che il fatto non sussiste.

Il PM di Pescara aveva chiesto 6 anni di reclusione per D'Alfonso con l'interdizione perpetua dai pubblici uffici e la confisca della villa di Lettomanoppello, chiedendo un'analoga condanna per il dirigente Dezio, socio secondo l'accusa del sistema corruttivo.

Il 23 febbraio 2013 il giudice monocratico ha assolto d'Alfonso da tutte le accuse con formula piena per non aver commesso il fatto, facendo decadere i 25 capi di accusa. Nelle motivazioni emerge la mancanza di prove utili a certificare la responsabilità penale e il concorso morale dell'ex sindaco Luciano D'Alfonso.[4]

Sempre in merito allo stesso procedimento, il giudice ha emesso sentenza di assoluzione piena sia rispetto all'accusa di corruzione relativa al project financing dei cimiteri cittadini[5] giudicando regolari sia la procedura che l'attribuzione delle consulenze a Ferragina e Mariani, che riguardo all'accusa di associazione a delinquere tra gli imputati[6]riscontrando «un ritorno di utili concreti solo per D'Alfonso» e non, dunque, per gli altri. Sempre nell'ambito della stessa sentenza, i giudici hanno concluso che i numerosi benefit di viaggi e vacanze offerte dagli imprenditori Toto all'ex sindaco non avrebbero influito nel suo agire amministrativo[7].

Il 30 marzo 2015 la Corte d'Appellodell'Aquila conferma la sentenza di proscioglimento.[8]

 
 

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