Giornaloni in via di rottamazione

A giudicare da questi comunicati dei comitati di redazione di Repubblica e del Giornale,  ma soprattutto a giudicare dall'andamento delle vendite, direi che i due giornaloni politicamente più rappresentativi della disastrosa, e per molti aspetti soprattutto vergognosa fase storica denominata Seconda Repubblica, siano ormai quasi alla canna del gas, alla vigilia della rottamazione o di un vistoso ridimensionamento che potrebbe ridurli all'irrilevanza.

https://www.ilpost.it/2018/09/15/repubblica-sciopero-cinque-giorni/

https://www.ilpost.it/2018/09/06/comunicato-giornalisti-giornale/

Consentitemi di dire: finalmente! Non vedo l'ora che spariscano ambedue, sarebbe oltretutto un gran risparmio di carta, utile per limitare l'effetto serra. Naturalmente dispiace per i dipendenti, che avranno diritto a tutte le tutele e tutte le garanzie. Dispiace assai meno per certi giornalisti che non avranno grossi problemi economici anche se sono professionalmente corresponsabili del crollo delle vendite e soprattutto dell'immagine dei due quotidiani (specie quella di Repubblica, dell'immagine del Giornale dopo l'era Montanelli era rimasto poco). A questi giornalisti auguro sinceramente che trovino un nuovo mestiere. D'altra parte ambedue le testate hanno sempre sostenuto, da posizioni diverse, la flessibilità del lavoro come se fosse un paradigma intoccabile della modernità. A questo punto resta da capire se spariranno prima dalle edicole Repubblica e il Giornale, o dal Parlamento i rispettivi e decotti partiti di riferimento, Pd e Forza Italia. Non lo so, prevedo solo che saranno quattro estinzioni ravvicinate nel tempo e segneranno in modo chiaro e definitivo la fine della Seconda Repubblica, come la dissoluzione della Dc e del Pci segnarono la fine della Prima. 

Naturalmente è doveroso fare qualche distinguo tra le due testate. Dopo la discesa in campo dell'editore Berlusconi nel '94 e il conseguente addio del fondatore Montanelli e dei suoi fedelissimi (tra i quali i giovani Travaglio e Gomez, quelli che il mitico direttore chiamava "i miei puledri"), il Giornale è sempre stato l'house organ del berlusconismo e non mette conto dire altro. Quasi impensabile che possa sopravvivere al suo padrone.

A Repubblica bisogna invece riconoscere che in questo quarto di secolo ha saputo regalarci pagine di grande giornalismo. Cosa peraltro ovvia stante la qualità delle sue firme. Ma bisogna anche dire che le sue pur meritorie battaglie contro Berlusconi e il berlusconismo ci apparvero all'epoca più infuocate, più eroiche, più sincere di quello che in realtà furono. Possiamo dirlo a posteriori, a ragion veduta. L'acme dello scontro tra il giornale di Scalfari e l'ex cavaliere fu raggiunto nel periodo degli scandali privati dell'allora premier (Noemi Letizia, Patrizia D'Addario, le olgettine, la "nipote di Mubarak", le "cene eleganti", il bunga bunga). Tuttavia va ricordato che in quei mesi da tregenda per l'immagine di un paese governato ("a tempo perso") da un sexual addicted incapace di controllare le pulsioni morbose, perfino l'austero Corriere della Sera nelle pagine interne sembrava una via di mezzo tra Novella2000 e Cronaca Vera. Scese in campo perfino la Conferenza Episcopale a bollare i "comportamenti tristi e vacui" del presidente del Consiglio, "non compatibili con il decoro delle istituzioni". A distanza di anni da quelle vergogne oggi io trovo francamente strano che un giornale laico come Repubblica abbia dedicato molto più spazio ai vizi privati di Berlusconi che a quelli pubblici, in primis il conflitto d'interesse e la posizione dominante nei media e nella pubblicità. Per  molti mesi il quotidiano uscì con le famose 10 domande di Giuseppe D'Avanzo al premier, inerenti allo scandalo. Le due parti finirono in tribunale, che diede ragione a Repubblica. Ma oggi io mi chiedo, per esempio, perché negli anni dei governi Prodi e D'Alema Repubblica non usciva tutti i giorni con due semplici domande rivolte al governo? E cioè: Perché non fate una legge rigorosa sul conflitto di interessi? Perché non fate una legge rigorosa per il riordino del sistema televisivo in senso pluralistico? Ambedue erano ai primi posti nei programmi elettorali delle varie coalizioni di centrosinistra, ma non furono mai varate e Repubblica fece poco o nulla per sollecitarne l'approvazione. Poi a fine 2011 si poteva dare il colpo di grazia a un Berlusconi logorato dagli scandali e dal malgoverno e irriso come uno zimbello in Europa, ma Repubblica appoggiò ciecamente prima il governo Monti e poi il governo Letta, che per l'ex cavaliere furono due salvagenti mandati dalla Provvidenza, cioè da Napolitano. Negli anni del renzismo non c'è stato un appiattimento totale sul "pifferaio" Renzi. Così lo definiva Scalfari, che però a giorni alterni lo paragonava a Giolitti. Ma in sostanza Repubblica, eccetto alcune voci isolate, non si oppose in modo serio e compatto né al patto del Nazareno né alla riformaccia costituzionale. E di conseguenza molti elettori che abbandonavano il Pd, delusi e nauseati dal pinocchio di Rignano, erano anche lettori che abbandonavano Repubblica (incluso il sottoscritto). Però credo che molti lettori di sinistra si siano davvero stancati di Repubblica solo in seguito a due episodi oltremodo spiacevoli per chi ama la legalità e detesta Berlusconi e i conflitti di interessi. L'affaire Renzi-De Benedetti (la presunta soffiata che consentì all'ingegnere di speculare in Borsa) e l'incredibile confessione di Eugenio Scalfari, fino a quel giorno considerato con Travaglio un campione dell'antiberlusconismo, che in piena campagna elettorale andò in TV a dire che, dovendo scegliere tra Di Maio e Berlusconi, lui avrebbe votato Berlusconi. Con ciò, l'editore e il fondatore di Repubblica passeranno ai posteri anche come i becchini del glorioso quotidiano.

 

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7 messaggi in questa discussione

Eh...beh...adesso è il momento de "il fatto quotidiano"....come dar torto ai vari momenti di negligenza in pieno o in parte di "la Repubblica", de il giornale proprio....ma nel corso degli anni non sempre i giornalisti si mantengono su quel piano, o forse per molti il piano è proprio quello....comunque il fatto pur essendo un quotidiano ancora giovane rispetto agli altri due di svariate dichiarazioni di parte ne ha fatte e fra diversi anni magari anche lui....

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Guarda, per quella che è la mia modesta esperienza di oltre 40 anni di letture di quotidiani ti posso dire che prima del 2009 io non avevo mai letto un giornale italiano politicamente più imparziale e obbiettivo del Fatto e più dritto di schiena davanti ai poteri forti. Perfino il Giornale del grande Montanelli (quello degli anni '70 e '80) un po' fazioso lo era, stante il viscerale anticomunismo del direttore/fondatore. Sono sicuro che Travaglio non direbbe mai ai suoi lettori di turarsi il naso e di votare per un certo partito come fece Montanelli con la DC. Anche se non dobbiamo dimenticare che quelli erano gli anni della Guerra Fredda e gli anni di piombo e che di lì a poco Montanelli sarebbe stato gambizzato dalle Brigate Rosse (poi perdonò e strinse la mano ai terroristi che gli avevano piantato 4 proiettili nelle scheletriche gambe). Credo che oggi solo i lettori fedeli del FQ siano assolutamente sicuri di acquistare un giornale senza padroni. I suoi giornalisti sono troppo seri e troppo bravi per ridursi a fare i pennivendoli di qualcuno, e l'indipendenza economica raggiunta dal giornale di Travaglio è una ulteriore garanzia in tal senso. Anche perché è stata raggiunta senza prendere un euro di finanziamento pubblico e con relativamente poca pubblicità. Leggiti un po' questo recente comunicato dei redattori del Fatto. Anch'essi protestano, ma per motivi ben diversi da quelli dei loro colleghi di Repubblica e Giornale.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/06/19/comunicato-sindacale-i-giornalisti-del-fatto-e-il-dividendo-da-2-milioni-di-euro/4435587/

 

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2 ore fa, sempre135 ha scritto:

Eh...beh...adesso è il momento de "il fatto quotidiano"....come dar torto ai vari momenti di negligenza in pieno o in parte di "la Repubblica", de il giornale proprio....ma nel corso degli anni non sempre i giornalisti si mantengono su quel piano, o forse per molti il piano è proprio quello....comunque il fatto pur essendo un quotidiano ancora giovane rispetto agli altri due di svariate dichiarazioni di parte ne ha fatte e fra diversi anni magari anche lui....

L'editoriale di oggi di Marco Travaglio ti darà un'idea della differenza, abissale, che corre tra i giornaloni al servizio dei loro padroni e dei poteri forti, e un giornale al servizio dei lettori e della Verità. Molto interessante il caso Nava.

https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/la-nava-e-la-fava/

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37 minuti fa, fosforo41 ha scritto:

L'editoriale di oggi di Marco Travaglio ti darà un'idea della differenza, abissale, che corre tra i giornaloni al servizio dei loro padroni e dei poteri forti, e un giornale al servizio dei lettori e della Verità. Molto interessante il caso Nava.

https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/la-nava-e-la-fava/

Meno male che ne’ il Fatto Quotidiano , ne’ Travaglio , ne’ tutti gli idio ti come te contano un caz.z.o . Al contrario saremmo tutti alla disperazione . Cazzaro ...!! 

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9 ore fa, fosforo41 ha scritto:

Travaglio non direbbe mai ai suoi lettori di turarsi il naso e di votare per un certo partito

il travaglio è un  ottimo poliedrico...e come per il fatto, dato che li considero ambedue sulla stessa strada vorrei dar loro un pò più di tempo.....anche perchè fin qui mi pare che le cose giuste per loro siano solo dà una parte....e non è affatto vero...

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23 minuti fa, sempre135 ha scritto:

il travaglio è un  ottimo poliedrico...e come per il fatto, dato che li considero ambedue sulla stessa strada vorrei dar loro un pò più di tempo.....anche perchè fin qui mi pare che le cose giuste per loro siano solo dà una parte....e non è affatto vero...

“Un giornale imparziale , libero . Un giornale al servizio dei lettori e della verità “.                       

( Fosforo , Cazzaro di Napoli , il 14/09/2018 ore 23,00)

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5 ore fa, mark222220 ha scritto:

“Un giornale imparziale , libero . Un giornale al servizio dei lettori e della verità “.                       

( Fosforo , Cazzaro di Napoli , il 14/09/2018 ore 23,00)

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Uno di quei giornali che vanno molto a fondo....xD

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