Moneglia (GE)

Moneglia - Prosegue l’appuntamento alla scoperta delle curiosità e dei luoghi insoliti del Levante: a Moneglia ci accompagna, in un minuto, Marzia Dentone, archeologa e guida turistica. Ci troviamo davanti alla casa natale dei fratelli Botto, vissuti all’inizio dell’Ottocento: Gerolamo, medico e docente di clinica all’Università di Genova, e Domenico, fisico.

Le loro origini sono ricordate da una lapide affissa sull’edificio, nel centro storico del borgo: Domenico Botto ideò infatti un prototipo del motore, di cui è conservato un modellino al museo della Scienza di Torino.

I due fratelli appartenevano probabilmente a una famiglia agiata di Moneglia: Gerolamo, specializzato in clinica, lavorava all’Università di Genova, mentre il fratello Domenico nell’ateneo torinese.

Nato nel 1791, Giuseppe Domenico Botto, questo il suo nome completo, aveva in realtà studiato architettura al Politecnico di Parigi, per poi rientrare in Italia dove divenne anche un patriota: dopo aver intrapreso lacarriera militare, partecipa infatti ai moti di Alessandria contro l’Austria dopo il fallimento dei quali è costretto ad abbandonare l’esercito e a “ripiegare” sulla carriera accademica.

Nell’agosto del 1834 in una nota riferisce la realizzazione di un prototipo di motore elettrico di cui sta sperimentando un modello, oggi conservato a Chiavari nel museo scientifico Sanguineti-Leonardini.

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