Il privato risparmia sulla pelle dei cittadini

Nel mio primo post dopo il crollo del viadotto Morandi, qualche ora dopo la tragedia, mi chiedevo come mai non fosse scattato un allarme, o comunque una segnalazione di criticità, nel sistema di monitoraggio. Non potevo proprio immaginare che nel 2018 un viadotto di quella importanza, di quella densità di traffico e di quella età, fosse privo di un moderno sistema di monitoraggio strutturale  (SHM) basato su una fitta rete di sensori in grado di rilevare, istante per istante h24, ogni minima variazione anomala dei parametri fisici e geometrici della struttura.

Poi abbiamo appreso che il viadotto era tutt'altro che privo di problemi strutturali, segnalati fin dal lontano 1969 quando un collaboratore dell'ingegner Morandi già chiedeva l'installazione di sensori (peraltro all'epoca assai meno sensibili e più costosi di quelli disponibili oggi), e che delle forti criticità segnalate negli ultimi anni il gestore privato dell'opera era perfettamente a conoscenza. Così sono tornato più volte sulla questione del monitoraggio, per esempio in alcuni post di questa discussione:

In sostanza la mia tesi era (ed è) questa: se il ponte fosse stato dotato di un moderno sistema di monitoraggio (come quello dell'Harbour Bridge di Sidney, costruito negli anni '20 e sorvegliato fin dal 2011 da ben 2400 sensori, o dei moderni ponti di Hong Kong, o del vecchio ponte di Brooklyn, inaugurato nel 1883, o del ponte strallato di Rion Antirion in Grecia, o del viadotto Marchetti nel Canavese, etc. etc.), per una modica spesa dell'ordine di 1 milione di euro ci sarebbero state buone possibilità di evitare la tragedia. 

Ebbene, oggi Repubblica esce con questo titolo in prima pagina:

Interrogati i prof del Politecnico: "I sensori avrebbero impedito la strage".

L'articolo dovrebbe essere questo:

https://genova.repubblica.it/cronaca/2018/09/01/news/ponte_morandi_il_mistero_dei_sensori-205369513/

Leggiamo che nello studio del 2017 commissionato da Autostrade per l'Italia gli ingegneri del Politecnico di Milano dopo avere rilevato varie criticità raccomandavano (il verbo testuale è "consigliavano"), in attesa dei lavori di rinforzo, che sarebbero iniziati solo a ottobre 2018, di installare intanto dei sensori sui piloni, sugli stralli, sulle solette e su tutte le strutture soggette a criticità. Costo complessivo del sistema di monitoraggio: tra i 700 e gli 800mila euro (in buon accordo con la mia stima). Orbene, immaginiamo che il ponte fosse stato ancora a gestione pubblica. Uno Stato notoriamente sprecone e spendaccione avrebbe detto ai prof del Politecnico: ci costa davvero così poco monitorare h24 quel grande viadotto quasi pericolante per prevenire disastri? Perché non installiamo qualcosa di più sofisticato e costoso? La sicurezza dei cittadini non ha prezzo. Vediamo invece cosa ha fatto il gestore privato che fa 1 miliardo di utili l'anno sulle autostrade in concessione e che su quel viadotto incassava i pedaggi di oltre 25 milioni di veicoli in transito. Il privato, cinico e ingordo adoratore del dio Profitto, scrive una lettera al Politecnico chiedendo se ci sono in alternativa dispositivi meno costosi. Alla fine si opta per un sistema meno sofisticato ma neppure questo viene installato. Nel 2017 il gestore privato decide di lasciare il malandato ponte senza nessun monitoraggio costante fino all'ottobre 2018, inizio previsto dei lavori. Intanto continuano a transitarvi 70.000 veicoli al giorno, inclusi gli autotreni da 40 tonnellate e passa. Il ponte cede il 14 agosto 2018, 43 innocenti ci rimettono la vita, centinaia di famiglie perdono la casa, il danno di immagine per l'Italia è inestimabile. Spendendo appena 700.000 euro, cioè i pedaggi che Autostrade incassa in circa un'ora, forse si potevano salvare. Il privato paghi i danni e la ricostruzione, e si faccia qualche annetto di CARCERE VERO. Ma io lo infliggerei pure ai politicanti che ebbero la scellerata idea di privatizzare e di svendere le autostrade. E lo Stato italiano si riprenda subito le sue autostrade! 

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4 messaggi in questa discussione

34 minuti fa, fosforo41 ha scritto:

Ma io lo infliggerei pure ai politicanti che ebbero la scellerata idea di privatizzare e di svendere le autostrade. E lo Stato italiano si riprenda subito le sue autostrade! 

Se era lo stato ad avere il pieno possesso delle autostrade, e sapendo come funziona in Italia, fin dal dopo guerra, se succedeva una puttanata del genere che si sarebbe detto? o sarebbe stato detto a seconda di chi in quel momento era al Gov.?....se le autostrade sono del privato come adesso, ed in particolare questo caso, non si guarda ai vari Gov. che si sono succeduti, neanche tanto si guarda al privato che non gliene importato nulla della manutenzione, si guarda a coloro che fecero in modo di darle ad altri, con il benestare anche di altre forze politiche...ma se diciamo senza storia che la colpa è del P.D. senza se e senza ma,non si fà prima?...lo stesso salvi ha detto che la colpa è del P.D. nel riguardo di quel prefetto sentito al telefono che parlava dei migranti, neanche si sogna di dire che avrebbe anche potuto dire di no, anzi quel prefetto lo ha chiamato a Roma per se....

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1 ora fa, fosforo41 ha scritto:

Nel mio primo post dopo il crollo del viadotto Morandi, qualche ora dopo la tragedia, mi chiedevo come mai non fosse scattato un allarme, o comunque una segnalazione di criticità, nel sistema di monitoraggio. Non potevo proprio immaginare che nel 2018 un viadotto di quella importanza, di quella densità di traffico e di quella età, fosse privo di un moderno sistema di monitoraggio strutturale  (SHM) basato su una fitta rete di sensori in grado di rilevare, istante per istante h24, ogni minima variazione anomala dei parametri fisici e geometrici della struttura.

Poi abbiamo appreso che il viadotto era tutt'altro che privo di problemi strutturali, segnalati fin dal lontano 1969 quando un collaboratore dell'ingegner Morandi già chiedeva l'installazione di sensori (peraltro all'epoca assai meno sensibili e più costosi di quelli disponibili oggi), e che delle forti criticità segnalate negli ultimi anni il gestore privato dell'opera era perfettamente a conoscenza. Così sono tornato più volte sulla questione del monitoraggio, per esempio in alcuni post di questa discussione:

In sostanza la mia tesi era (ed è) questa: se il ponte fosse stato dotato di un moderno sistema di monitoraggio (come quello dell'Harbour Bridge di Sidney, costruito negli anni '20 e sorvegliato fin dal 2011 da ben 2400 sensori, o dei moderni ponti di Hong Kong, o del vecchio ponte di Brooklyn, inaugurato nel 1883, o del ponte strallato di Rion Antirion in Grecia, o del viadotto Marchetti nel Canavese, etc. etc.), per una modica spesa dell'ordine di 1 milione di euro ci sarebbero state buone possibilità di evitare la tragedia. 

Ebbene, oggi Repubblica esce con questo titolo in prima pagina:

Interrogati i prof del Politecnico: "I sensori avrebbero impedito la strage".

L'articolo dovrebbe essere questo:

https://genova.repubblica.it/cronaca/2018/09/01/news/ponte_morandi_il_mistero_dei_sensori-205369513/

Leggiamo che nello studio del 2017 commissionato da Autostrade per l'Italia gli ingegneri del Politecnico di Milano dopo avere rilevato varie criticità raccomandavano (il verbo testuale è "consigliavano"), in attesa dei lavori di rinforzo, che sarebbero iniziati solo a ottobre 2018, di installare intanto dei sensori sui piloni, sugli stralli, sulle solette e su tutte le strutture soggette a criticità. Costo complessivo del sistema di monitoraggio: tra i 700 e gli 800mila euro (in buon accordo con la mia stima). Orbene, immaginiamo che il ponte fosse stato ancora a gestione pubblica. Uno Stato notoriamente sprecone e spendaccione avrebbe detto ai prof del Politecnico: ci costa davvero così poco monitorare h24 quel grande viadotto quasi pericolante per prevenire disastri? Perché non installiamo qualcosa di più sofisticato e costoso? La sicurezza dei cittadini non ha prezzo. Vediamo invece cosa ha fatto il gestore privato che fa 1 miliardo di utili l'anno sulle autostrade in concessione e che su quel viadotto incassava i pedaggi di oltre 25 milioni di veicoli in transito. Il privato, cinico e ingordo adoratore del dio Profitto, scrive una lettera al Politecnico chiedendo se ci sono in alternativa dispositivi meno costosi. Alla fine si opta per un sistema meno sofisticato ma neppure questo viene installato. Nel 2017 il gestore privato decide di lasciare il malandato ponte senza nessun monitoraggio costante fino all'ottobre 2018, inizio previsto dei lavori. Intanto continuano a transitarvi 70.000 veicoli al giorno, inclusi gli autotreni da 40 tonnellate e passa. Il ponte cede il 14 agosto 2018, 43 innocenti ci rimettono la vita, centinaia di famiglie perdono la casa, il danno di immagine per l'Italia è inestimabile. Spendendo appena 700.000 euro, cioè i pedaggi che Autostrade incassa in circa un'ora, forse si potevano salvare. Il privato paghi i danni e la ricostruzione, e si faccia qualche annetto di CARCERE VERO. Ma io lo infliggerei pure ai politicanti che ebbero la scellerata idea di privatizzare e di svendere le autostrade. E lo Stato italiano si riprenda subito le sue autostrade! 

Vedi Cazzaro di Napoli , scorrendo qua e la , alcune considerazioni sarebbero pure condivisibili . Ti tradisci in fondo quando viene fuori la tua indole nanettara che vorrebbe mandare in galera chiunque sia ( basta che non faccia parte della tua parte politica, nda) senza aspettare gli esiti della Magistratura. Ma soprattutto viene fuori la tua vera identità : quella di essere considerato un Cazzaro ma , soprattutto un semianalfabeta dedito al sistematico copoaincollaggio al fine di voler essere considerato in bravo forumista mentre ti stai accorgendo , giorno dopo giorno che non ti ca ga quasi più nessuno .  Vedi Cazzaro , te , pur di perseguire  il tuo obbiettivo , quello di convincere più gente possibile della bontà delle nazionalizzazioni , e quindi portarci in Venezuela , affermi che le autostrade debbono essere nazionalizzate !! Ah siii ?? Perché ora sono privatizzate ?? Eh eh eh Cazzaro di Napoli , nun c’è prova’ eh ?? Il caro Bufalaro Partenopeo non vi dice , in quanto semianalfabeta , che le autostrade sono di proprietà dello Stato Italiano e che quest’ultimo le da , soltanto in concessione , al privato . Il quale privato paga , per la concessione , una quota stabilita con lo Stato italiano che e’ e ne rimane il proprietario . E questo avviene fin dagli anni 90 !! Per esempio : e’ come un proprietario di un immobile che affitta la casa ad un soggetto che paga mensilmente una quota per poterla condurre . Quindi a che titolo e chi vorresti mandare in galera tra i politici di un tempo od odierni non e’ dato di saperlo . Se qualcuno andrà in galera sarà dopo che i magistrati avranno individuato responsabilità penali precise . E dopo il processo !! Ci siamo Cazzaro ?? Nel frattempo vai a fare un giretto in via Toledo a sobillare qualche disoccupato organizzato , senza dimenticare che il mio amico Trombaio , subito dopo l’estate verrà a fare il tagliando sai te a chi !! 

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43 minuti fa, sempre135 ha scritto:

Se era lo stato ad avere il pieno possesso delle autostrade, e sapendo come funziona in Italia, fin dal dopo guerra, se succedeva una puttanata del genere che si sarebbe detto? o sarebbe stato detto a seconda di chi in quel momento era al Gov.?....se le autostrade sono del privato come adesso, ed in particolare questo caso, non si guarda ai vari Gov. che si sono succeduti, neanche tanto si guarda al privato che non gliene importato nulla della manutenzione, si guarda a coloro che fecero in modo di darle ad altri, con il benestare anche di altre forze politiche...ma se diciamo senza storia che la colpa è del P.D. senza se e senza ma,non si fà prima?...lo stesso salvi ha detto che la colpa è del P.D. nel riguardo di quel prefetto sentito al telefono che parlava dei migranti, neanche si sogna di dire che avrebbe anche potuto dire di no, anzi quel prefetto lo ha chiamato a Roma per se....

Egregio Sempre, lo Stato ha gestito per 40 anni le sue autostrade, costruite da lui con i soldi dei contribuenti, e non si era mai verificato un crollo, una disgrazia lontanamente paragonabile a quella di Genova. Che poi non è stata una disgrazia ma una catastrofe prevedibile, e probabilmente evitabile, anche se veniamo a saperlo solo ora. Non mi convincerai mai che uno Stato che spende 150 milioni per prendere a noleggio un aereo istituzionale, avendone già dieci di sua proprietà, e che spende oltre 50 milioni l'anno solo per i parcheggi privati della  sua flotta aerea antincendio (hanno semi-privatizzato pure questo servizio essenziale), non avrebbe speso 700.000 euro una tantum per monitorare a vita un grande viadotto a rischio crollo. Tu mi dirai: ma i viadotti nel frattempo sono invecchiati. Vero, ma il gestore si è accollato le spese di sorveglianza e manutenzione ed evidentemente non ha controllato e non ha manutenuto bene. Peraltro oggi i sensori non si installano solo sui vecchi ponti ma anche su quelli nuovi, perché migliorano la sicurezza a un costo davvero minimo in rapporto al costo dell'opera. Invece il gestore privato del ponte di Genova i soldi dei sensori, a quanto pare, intendeva proprio risparmiarli, contando sui lavori di rinforzo che dovevano iniziare a ottobre per i quali aveva stanziato 20 milioni. Un risparmio sulla sicurezza e sulla pelle dei cittadini. Il ponte poteva crollare prima, come difatti è crollato, o durante i lavori, e anche dopo i lavori il monitoraggio elettronico del ponte sarebbe stato utile e doveroso.

Quanto al Pd, oggi viene incolpato pure se grandina: temo che la sua immagine e la sua credibilità siano irrimediabilmente compromesse (e qui c'è un ben noto e indiscusso colpevole) e che sia necessario ribattezzarlo prima delle europee. Anche se cambiargli nome servirà poco se non se ne andrà o non verrà cacciato quel ben noto sciagurato con tutta la sua ignobile cerchia. Nella fattispecie però bisogna dire che il titolare del ministero delle Infrastrutture era un pidino, e questo ministero è gravemente sospettabile di omessa vigilanza. Ci sono indagini in corso. Sembra addirittura che gli ispettori preposti alle verifiche tecniche sulla rete autostradale ultimamente lavorassero poco per mancanza di fondi del ministero. Poi si è scoperto che le spese di queste ispezioni ministeriali in realtà avrebbero dovuto essere totalmente coperte del gestore in base al contratto di concessione.

Saluti

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17 ore fa, fosforo41 ha scritto:

costruite da lui con i soldi dei contribuenti, e non si era mai verificato un crollo, una disgrazia lontanamente paragonabile a quella di Genova.

Il ponte di Genova sembra avesse già delle pecche, denunciate da tecnici, già dà molti anni, che certe strutture non debbano cadere è un fatto, che poi cadano appena fatte è alquanto ridicolo, e il tempo si è fatto sentire, per mancanza di manutenzione, sul ponte di Genova, poi per le infiltrazioni mafiose nei lavori dello stato ci sarebbe un esagerazione da dire, il titolare di quel ministero era di quella maggioranza che c'era allora, cosi come adesso ci sono persone preposte da questo Gov., e non è che non ci sia niente da dire, non solo per savona...rimango fermo nella totale speranza che facciano pagare il giusto a chi di dovere, e per conto mio personale trovo una scusa ridicola incolpare di ogni cosa il P.D....il comodo di farlo alle volte è solo la scusa per salvare altri...

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