Berlusconate

Nella speranza che la parte dell’Italia indignata dalle ultime berlusconate, esternazioni omofobe annesse, sia maggioritaria; nella speranza che quella stessa parte d’Italia, un minuto prima di entrare dentro la prossima cabina elettorale, non scelga di abdicare il proprio cervello alla demenza mediatica imperante scegliendo quantomeno con ragionevolezza, è triste constatare come la nocività del singolo spesso sia contagiosa. “Meglio guardare le belle ragazze che essere gay”: l’esternazione è spregevole, omofoba, discriminatoria. Però chissà quanti uomini, sentendola, hanno reagito a tali parole con il ghigno beffardo di soddisfazione. Qualcuno, pochi mi auguro, si sarà detto “Bravo Silvio! Diglielo tu quanto sei virile!”. Parlare alla pancia delle persone è uno stratagemma facile e subdolo ma, non me ne vogliano gli uomini, è altrettanto facile fare breccia nel loro orgoglio virile! Temo, purtroppo, che anche molte donne abbiano sorriso ugualmente. Saranno state le stesse che, sentita la notizia che il Presidente del Consiglio ha a cuore le sorti di una diciassettenne pagata 7.000 euro per fargli “compagnia”, abbiano esclamato “*** lei!” piuttosto che “Schifoso lui…”, rimuovendo automaticamente il dettaglio, che però fa la differenza, che Ruby, anzi, Karima aveva soli 17 anni fino a ieri e dormiva sulle panchine, prima di finire ad Arcore. Poi c’è stato chi, tantissimi, preso dall’indignazione e, sono certa, nella buona fede, ha inteso parafrasare Berlusconi. Si sono susseguiti in un tamtam via web i “Meglio Gay che Berlusconi; meglio gay che sporcaccione; meglio gay che malato di mente; meglio gay che ***; meglio gay che la peggiore cosa del mondo…” e via dicendo. Un pò senza rendersi conto, narcotizzati ormai dal linguaggio, che il gioco alla rovescia risulta ugualmente omofobo, ugualmente discriminatorio, ugualmente irragionevole. Perchè “gay” non è una condizione scelta, non è una categoria sociale, non è un dare o avere, non è nemmeno una tendenza sessuale o una moda, non è una qualità migliore o peggiore di un essere umano. E’ appunto un essere umano. Oggi anche queste declinazioni sono nei nostri vocabolari e purtroppo non ne usciranno più facilmente. Oggi è toccato ai gay…come altre volte…come alle donne. Perchè le “veline” nelle liste elettorali hanno consentito a molti, troppi, di umiliare tutte le donne impegnate in politica, di bollarle facilmente come facili e stupide. Perchè una che è stata dodici mesi con il seno al vento, scelta da uomini a ricoprire l’incarico di Ministro della Repubblica, ha permesso di svilire un concetto così fine e indispensabile per una democrazia o anche solo per la civiltà che è quello delle “pari opportunità per tutti”, pari diritti, pari dignità. Non so se Berlusconi sia davvero un uomo malato, ma noi siamo ammalati da tempo

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8 messaggi in questa discussione

4 minuti fa, wronschi ha scritto:

Nella speranza che la parte dell’Italia indignata dalle ultime berlusconate, esternazioni omofobe annesse, sia maggioritaria; nella speranza che quella stessa parte d’Italia, un minuto prima di entrare dentro la prossima cabina elettorale, non scelga di abdicare il proprio cervello alla demenza mediatica imperante scegliendo quantomeno con ragionevolezza, è triste constatare come la nocività del singolo spesso sia contagiosa. “Meglio guardare le belle ragazze che essere gay”: l’esternazione è spregevole, omofoba, discriminatoria. Però chissà quanti uomini, sentendola, hanno reagito a tali parole con il ghigno beffardo di soddisfazione. Qualcuno, pochi mi auguro, si sarà detto “Bravo Silvio! Diglielo tu quanto sei virile!”. Parlare alla pancia delle persone è uno stratagemma facile e subdolo ma, non me ne vogliano gli uomini, è altrettanto facile fare breccia nel loro orgoglio virile! Temo, purtroppo, che anche molte donne abbiano sorriso ugualmente. Saranno state le stesse che, sentita la notizia che il Presidente del Consiglio ha a cuore le sorti di una diciassettenne pagata 7.000 euro per fargli “compagnia”, abbiano esclamato “*** lei!” piuttosto che “Schifoso lui…”, rimuovendo automaticamente il dettaglio, che però fa la differenza, che Ruby, anzi, Karima aveva soli 17 anni fino a ieri e dormiva sulle panchine, prima di finire ad Arcore. Poi c’è stato chi, tantissimi, preso dall’indignazione e, sono certa, nella buona fede, ha inteso parafrasare Berlusconi. Si sono susseguiti in un tamtam via web i “Meglio Gay che Berlusconi; meglio gay che sporcaccione; meglio gay che malato di mente; meglio gay che ***; meglio gay che la peggiore cosa del mondo…” e via dicendo. Un pò senza rendersi conto, narcotizzati ormai dal linguaggio, che il gioco alla rovescia risulta ugualmente omofobo, ugualmente discriminatorio, ugualmente irragionevole. Perchè “gay” non è una condizione scelta, non è una categoria sociale, non è un dare o avere, non è nemmeno una tendenza sessuale o una moda, non è una qualità migliore o peggiore di un essere umano. E’ appunto un essere umano. Oggi anche queste declinazioni sono nei nostri vocabolari e purtroppo non ne usciranno più facilmente. Oggi è toccato ai gay…come altre volte…come alle donne. Perchè le “veline” nelle liste elettorali hanno consentito a molti, troppi, di umiliare tutte le donne impegnate in politica, di bollarle facilmente come facili e stupide. Perchè una che è stata dodici mesi con il seno al vento, scelta da uomini a ricoprire l’incarico di Ministro della Repubblica, ha permesso di svilire un concetto così fine e indispensabile per una democrazia o anche solo per la civiltà che è quello delle “pari opportunità per tutti”, pari diritti, pari dignità. Non so se Berlusconi sia davvero un uomo malato, ma noi siamo ammalati da tempo

Sono malati...

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Molto malati..terminali...

 

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Per tuti quelli che l hanno votato 20anni...

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40 minuti fa, pm610 ha scritto:

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Pensa che Silvio piangeva per gli immigrati nel 1999

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1 ora fa, wronschi ha scritto:

Pensa che Silvio piangeva per gli immigrati nel 1999

Ma  no !  Era  tutta   una  scena  perchè  non  era  lui  al governo assieme  ai celoduri..

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21 minuti fa, pm610 ha scritto:

Ma  no !  Era  tutta   una  scena  perchè  non  era  lui  al governo assieme  ai celoduri..

Certamente 👍

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berlusconata

Neologismi (2008)

berlusconata s. f. (iron.) Comportamento o affermazione tipici di Silvio Berlusconi. ◆ I collaboratori cercano disperatamente di farla passare per l’ennesima «berlusconata»: parole in libertà del presidente del Consiglio contro i giudici che sarebbero «mentalmente disturbati», affetti da «turbe psichiche». (Massimo Franco, Corriere della sera, 5 settembre 2003, p. 2, In primo piano) • [tit.] Basta confondere berlusconate e realtà [testo] […] Beninteso, non gliene perdoneremo una, e non ve ne faremo perdere una: ogni giorno - se il Cavaliere, come temiamo, continuerà questa sua irresponsabile e devastante galoppata verso la trasformazione della lunga campagna elettorale già in corso in un referendum di tipo plebiscitario sulla sua persona e sul suo diritto a governare senza dover dare conto a niente e a nessuno - pubblicheremo una colonnina intitolata «Berlusconate» (neologismo a cavallo fra buffonate, provocazioni e atti di autentico avventurismo politico). (Alessandro Curzi, Liberazione, 29 febbraio 2004, p. 28, Noi loro & gli altri) • [Silvio Berlusconi e WalterVeltroni] si occupano, seppure da versanti diversi, di fiction e di cinema, uno con la Medusa e le berlusconate e l’altro con la festa e le veltronerie. Sono due leader televisivi. (Marcello Veneziani, Libero, 2 dicembre 2007, p. 2, Primo piano).
Derivato dal nome proprio (Silvio) Berlusconi con l’aggiunta del suffisso-ata1.
Già attestato nel Corriere della seradel 30 dicembre 1992, p. 31 (LucaValdiserri).

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