Inviata (modificato)

Come è noto, e dunque non conosciuto (Hegel), nella storia delle privatizzazioni in Italia c'è una data fatidica: 2 giugno 1992. Nel febbraio dello stesso anno era stato firmato il Trattato di Maastricht ed era scoppiato lo scandalo Tangentopoli, le elezioni di aprile avevano dato un primo scossone alla Prima Repubblica (che poi finì rapidamente travolta dall'inchiesta Mani Pulite), pochi giorni prima era stato ammazzato Giovanni Falcone. Negli USA e nel Regno Unito si erano da poco concluse due lunghe stagioni iperliberiste con i due mandati di Ronald Reagan e i tre di Margaret Thatcher (fra tagli sanguinosi alla spesa pubblica e privatizzazioni a profusione: da British Petroleum a British Airways, da British Telecom a Jaguar e Rolls Royce). Ebbene, quel 2 giugno 1992 al largo di Civitavecchia, sul regale yacht da 126 metri della corona britannica, si diedero appuntamento banchieri, finanzieri e affaristi di USA e UK con banchieri e manager italiani, pubblici e privati. In totale un centinaio di invitati tra i quali l'allora governatore della Banca d'Italia Azeglio Ciampi e l'allora direttore del Tesoro Mario Draghi. Una vecchia bufala circolante in rete vuole che tra i big della finanza si fosse imbucato a bordo del BRITANNIA pure un comico, all'epoca quasi disoccupato e ben lungi dal buttarsi in politica, Beppe Grillo. Ma non è una bufala complottista quella che fa risalire proprio a quel meeting galleggiante l'input dei poteri forti mondialisti affinché l'Italia avviasse una radicale politica di privatizzazioni. Input allietato a bordo del panfilo di sua maestà la regina da un'orchestra della Royal Navy e da uno spettacolare lancio di paracadutisti provenienti da un incrociatore, ma poi corroborato, per convincere i dubbiosi, da un durissimo attacco speculativo che costrinse il governo Amato a svalutare la lira e a varare in autunno la famigerata manovra "lacrime e sangue". La mancanza di liquidità, il debito pubblico e i vincoli di Maastricht indussero negli anni seguenti i governi Ciampi, Prodi e D'Alema, sotto il banale e ipocrita slogan "Ce lo chiede l'Europa", a frettolose e per lo più malfatte dismissioni (leggasi svendite) di grandi banche e imprese pubbliche: dal Credito Italiano (oggi Unicredit) a Banca Commerciale, dalla Società Autostrade alla SIP (oggi Telecom o TIM), etc. L'autorevole editorialista del Corriere, Sergio Romano, che fu anche ambasciatore a Londra e professore ad Harvard, dunque tutt'altro che un pericoloso bolscevico, nel rispondere a un lettore sul caso BRITANNIA minimizzava sulla teoria del complotto ma concludeva con queste testuali e illuminanti parole:

"Non c'è privatizzazione italiana degli anni seguenti in cui la finanza anglo-americana non abbia esercitato un ruolo importante". 

Solo per fare un piccolo esempio, nella privatizzazione di Credito Italiano l'advisor era Goldman Sachs, la gigantesca banca d'affari americana che poi sarebbe passata alle cronache per la truffa dei subprime che innescò la crisi mondiale nel 2007, e da sempre nota per la sua politica delle "porte girevoli", ovvero dei politici che diventano manager della banca e dei manager che passano direttamente dalla banca alla politica.

Credo che questa breve storia delle privatizzazioni italiane sia una necessaria premessa per intavolare una discussione seria sul tema del giorno che è quello delle rinazionalizzazioni.  Prego gli incivili e i faziosi di astenersi.  

 

Modificato da fosforo41

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

1 messaggio in questa discussione

Chiedo scusa, io sarei l’incivile ed il fazioso e venendo incontro alla sua richiesta non sono intervenuto. Pero’, come potra’ vedere, anche tutti gli altri la caga no zero perché hanno capito che razza di firumista sei. Un ottuso propalatore e propagatore di bufale a getto continuo con predisposizione naturale all’odio personale verso Renzi ed il PD . Complimenti Cazxaro , ti schivano e ti schifano tutti . O quasi !! 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per commentare

È necessario essere registrati per poter lasciare un messaggio

Crea un account

Non sei ancora iscritto? Registrati subito


Registra un nuovo account

Accedi

Hai già un account? Accedi qui.


Accedi ora