ponte morandi come il vajont

La tragedia del crollo del ponte morandi ha delle analogie con la diga del vajont LEGGI QUI

Genova_Ponte_Morandi.jpg

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7 messaggi in questa discussione

verissimo.

della tragedia del Vajont ne narra bene Marco Paolini nel documentario (l'ho registrato) passato in Rai in occasione anniversario del disastro x il quale prese spunti e riportò fatti narrati sul libro "Sulla pelle viva. Come si costruisce una catastrofe. il caso Vajont" scritto da Lina Merlin.  vero ke lo smottamento del Toc, (in sto caso la costruzione resse)  e la caduta del Ponte a GE, son avvenimenti materialmente differenti ma hanno almeno due analogie sempre presenti nelle tragedie:  incuria dell'uomo x la sete di guadagno e vekkio rebus mai risolto: ki controlla i controllori?   morale: gli innocenti pagano, i colpevoli... forse. 

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l'unica analogia è il denaro.

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6 minuti fa, ahaha.ha ha scritto:

l'unica analogia è il denaro.

... tua personalissima opinione. 

x me vale anke l'altra ke ho scritto.  anzi aggiungerei pure la terza e cioé ke a pagare son sempre le vittime, i colpevoli ... forse.

 

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non volevo contestare il suo pensiero signora uvabianca per il semplice fatto che lo condivido.

Ma ai tempi del Vajont  era difficilissimo che qualcuno si assumesse la responsabilità di fermare i lavori, solo per gli allarmi lanciati dai boscaioli e dai pastori dei quali la Merlin si fece megafono. 

Al momento delle prime proteste e avvisaglie della frana erano già stati spesi un mucchio di denari. Denari che in caso del fermo dei lavori sarebbero stati buttati al vento.

I lavori sono stati ultimati e cominciavano a produrre utili, quando l'acqua che lambiva il terreno cominciava a risalire per capillarità creando un cuscinetto scivoloso tra il terreno e la roccia sottostante.

 

Anche per il ponte c'erano avvisaglie che qualcosa non andava, ma anche qui i soldini arrivavano , non solo per Atlantia ma anche per Genova e per i genovesi, se il ponte funzionava, quindi anche qui  nessuno ha avuto il coraggio di bloccare il traffico.

Il Dio denaro prima di tutto.

Prima i genovesi e prima gli italiani vengono dopo.

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Il dio denaro, ma direi anche il dio progresso, guidarono le scelte dei politici che sposarono un progetto assolutamente abnorme per l'epoca (un ponte strallato e per giunta con gli stralli non in acciaio ma in cemento pretensionato). E che convinsero o costrinsero centinaia di famiglie a farsi sovrastare non più dal cielo ma da una struttura architettonica indubbiamente suggestiva e avveniristica ma assai meno spettacolare e commovente del firmamento (due cose solamente mi commuovono...). E a respirare tutto il peggio di quello che esce dai tubi di scappamento di 70.000 veicoli al giorno. Sulle mancate misure di controllo e prevenzione c'è poco da dire. In certi paesi i responsabili di questi disastri finiscono dritti davanti a un plotone di esecuzione, o gli vengono espropriati tutti i beni e interdetti a vita da ogni attività d'impresa. Mentre qui da noi soloni della politica e del giornalismo si scandalizzano per la revoca di una concessione.

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2 minuti fa, ahaha.ha ha scritto:

non volevo contestare il suo pensiero signora uvabianca per il semplice fatto che lo condivido.

Ma ai tempi del Vajont  era difficilissimo che qualcuno si assumesse la responsabilità di fermare i lavori, solo per gli allarmi lanciati dai boscaioli e dai pastori dei quali la Merlin si fece megafono. 

Al momento delle prime proteste e avvisaglie della frana erano già stati spesi un mucchio di denari. Denari che in caso del fermo dei lavori sarebbero stati buttati al vento.

I lavori sono stati ultimati e cominciavano a produrre utili, quando l'acqua che lambiva il terreno cominciava a risalire per capillarità creando un cuscinetto scivoloso tra il terreno e la roccia sottostante.

 

Anche per il ponte c'erano avvisaglie che qualcosa non andava, ma anche qui i soldini arrivavano , non solo per Atlantia ma anche per Genova e per i genovesi, se il ponte funzionava, quindi anche qui  nessuno ha avuto il coraggio di bloccare il traffico.

Il Dio denaro prima di tutto.

Prima i genovesi e prima gli italiani vengono dopo.

a quanto pare, nn solo al tempo del Vajont nessuno si prese la briga di fermare lavori così come il traffico x il ponte di GE e qui torna il solito ki controlla i controllori, valido al tempo del Vajont com'é valido tuttora.

giusto prima gli itaGliani ed avrebbe dovuto aver la stessa opinione ki si fidò di controlli eseguiti dagli stessi concessionari ai quali premeva incassare pedaggi post vacanze ed in seguito pensare ai lavori.

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Al Vajont sapevano benissimo cosa stava succedendo, ma non gli importava, la diga resse benissimo perchè era fatta bene, ma nel posto sbagliato, non si prese certo la briga il sig conte titolare del ministero fascista di far controllare meglio, proprio non gli importava, anche il ponte forse era fatto bene ma per il traffico di allora, e nonostante le avvisaglie che qualcosa non andava bene, non fecero nulla, anche con già il Gov. grilli\fasci insediato, adesso si parla di revocare ma se è un contratto poi qualcuno un giorno dovrà pagare...meglio sarebbe se facessero pagare tutto a chi adesso ha in mano la gestione..

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