Un impostore certificato ...

 Sta tentando di far passare l’idea che un bene dello Stato debba necessariamente essere gestito dallo Stato: se invece lo dai in concessione, sei un criminale o un intrallazzatore. Il servizio autostradale, come tanti altri (ad esempio il servizio idrico integrato, o lo smaltimento rifiuti) è un monopolio naturale: vuol dire che le caratteristiche del settore (essenzialmente altissimi costi fissi e bassissimi costi marginali) fanno si’ che sia tecnicamente impossibile la concorrenza in quel mercato: solo un operatore può, infatti, gestire il servizio. Spesso lo Stato non ha le competenze per poter gestire tutti i monopoli naturali, così come non è a priori detto che lo sappia fare meglio di altri. Allora lo Stato mette a gara la gestione del bene/servizio (=la concessione) cercando l’operatore privato in grado di fornire il servizio migliore a costi inferiori (=la gara). Una volta vinta la gara, il privato è il padrone assoluto del bene e può fare quello che vuole? Niente affatto. Il livello delle tariffe è deciso dal pubblico (=organo di regolamentazione):  il Ministero nel caso di autostrade, gli AATO , composti dai sindaci dei comuni ,  nel caso dell’acqua). Le tariffe ,  così come la durata della concessione , sono determinate tra le altre cose sulla base dell’efficienza del gestore e sul livello di investimenti che ad esso è richiesto dal pubblico. Ad esempio recentemente era stata prolungata dal 2038 al 2042 la concessione ad Autostrade Spa in cambio della costruzione della Gronda (la strada alternativa al ponte crollato, quell’opera che il M5S non voleva fare e che Toninelli stava per bloccare). Se la gestione di un monopolio naturale non va bene, quasi sempre la colpa è della cattiva qualità della regolamentazione da parte del pubblico. Così è, infatti, se la gara non è competitiva (ad esempio si affida sempre in-house o si rinnova perennemente la concessione); o se gli investimenti a cui il gestore si era impegnato non vengono effettivamente realizzati (e nessuno controlla), o se le tariffe vengono fissate male perché il regolatore pubblico non è capace di osservare i costi effettivi del gestore. Nel caso di Autostrade Spa c’era addirittura un aspetto in più: fino al febbraio scorso i dettagli della concessione erano segreti. Ci ha pensato l’ex-ministro Delrio a rendere tutto pubblico e trasparente. In conclusione. Fermo restando che a scoprire cosa è successo al Ponte Morandi deve essere una seria indagine della magistratura (che deve punire severamente i colpevoli), l’affidamento di un monopolio naturale ad un privato non è un crimine: è il modo in cui in tutto il mondo vengono gestiti settori fondamentali per la vita pubblica !! Questo e’ per la buona pace di testediminkia e testadikazzo che vorrebbero farci tornare al medioevo o, più precisamente , al Venezuela di Maduro.  Quello che non è mai stato chiaro in questo strampalato Paese è che in questi casi il ruolo del potere pubblico non è sminuito (solo perché non gestisce lui), ma è anzi molto più importante e cruciale, perché deve decidere le condizioni del servizio ed essere in grado di renderle effettive. E spesso è da lì che vengono i problemi. Chi ha a cuore il ruolo del pubblico quindi, non tifa affinché sia sempre e comunque lui a gestire tutto, ma fa in modo che esso sia efficiente e efficace nell’attività di regolamentazione. Saluti 

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