Riprendiamoci le nostre autostrade!

Stamane l'illuminante analisi del prof. Ugo Arrigo, già segnalata da director,  era in seconda pagina sul FQ. Ho potuto leggerla e meditarla con più calma, e alla fine mi sono indignato di più. Riporto la conclusione, che è anche la sintesi di una situazione da teatro dell'assurdo.

... il concedente in caso di grave inadempienza del concessionario può far decadere la concessione, ma in tal caso deve immediatamente indennizzarlo di tutti i profitti che avrebbe conseguito per tutti gli anni residui della concessione. Questa clausola è davvero stupenda: se devo chiudere un contratto per grave violazione del contraente, sono io a doverlo indennizzare garantendogli tutti i profitti futuri.

Tradotto in pratica: se il mio concessionario nell'ultimo anno ha fatto un miliardo di utile netto ma ha commesso una grave inadempienza, io posso revocargli la concessione, ma se questa ha la scadenza naturale tra 20 anni io devo dare all'inadempiente 20 miliardi. Roba da matti! I politici che conducono uno Stato sovrano a sobbarcarsi una clausola capestro del genere bisognerebbe, nella migliore delle ipotesi, chiuderli in manicomio e buttare via le chiavi. Paradossalmente il concessionario potrebbe addirittura essere invogliato a commettere gravissime inadempienze per indurre lo Stato a revocargli la concessione, in base alla semplice logica: meglio una gallina certa oggi che una gallina incerta domani (perché non è detto che nei prossimi 20 anni la concessione frutterà una media di un miliardo di profitto l'anno). Mi si dirà che una gravissima inadempienza (es. lasciar crollare un viadotto per incuria) potrebbe portare il concessionario in galera. Vero, ma se il concessionario ha quasi 80 anni (l'età media dei 4 fratelli Benetton) con i tempi della giustizia italiana è praticamente certo che in carcere non metterà mai piede. Non sono un competente della materia, ma talora l'intuito prevale sulla competenza. E l'intuito in questo caso mi dice che lo Stato italiano PUÒ infischiarsene altamente di quella clausola assurda e revocare la concessione senza dare una lira ai Benetton ma obbligandoli a risarcire le famiglie delle vittime, e a pagare i danni e le spese della ricostruzione del ponte. Lo Stato - e questo non è solo l'intuito che me lo dice - é qualcosa di più, di molto di più dei politici che lo rappresentano in modo contingente. Quindi, se un governo accidentalmente ha firmato un contratto assurdo con un privato, lo Stato, nella sua sovranità, che non è accidentale ma necessaria, PUÒ stracciare quel contratto, considerarlo NULLO. Anzi a mio avviso DEVE stracciarlo, dato che esso contrasta in modo  palese con l'interesse supremo della collettività.

D'altra parte, il prof. Arrigo scrive anche che la privatizzazione di Autostrade avvenuta nel 1999 (governo D'Alema) fu fatta violando la legge. E io dico - correggetemi se sbaglio - che un contratto stipulato in violazione della legge è NULLO. Per esempio, se io firmo un contratto in cui cedo mia moglie a un mio creditore, è carta straccia.

Una norma generale del 1994 richiedeva che prima di privatizzare imprese operanti nei servizi di pubblica utilità, spesso monopolisti o soggetti a scarsa competenza, si istituisse un regolatore indipendente per la determinazione delle tariffe e il controllo della qualità. É adempiendo a questa norma che prima di quotare in Borsa Enel, senza peraltro che sia mai venuto meno il controllo pubblico, fu istituita l'Autorità per l'energia (oggi Arera), e prima di privatizzare Telecom fu istituita l'Agcom. In maniera simile prima di privatizzare Autostrade o gli aeroporti occorreva istituire l'Autorità dei Trasporti. Invece l'Art è nata solo nel 2011, pienamente operativa nel 2013, ma la sua legge istitutiva ha stabilito che per il settore autostradale deve occuparsi solo delle nuove concessioni, non di quelle vecchie (in parole povere i concessionari storici come i Benetton non solo godono di condizioni contrattuali favorevolissime ma operano in un settore di pubblica utilità senza un'Authority che li controlli, nda).

Presidente Conte, lei è anche un esperto avvocato e il coraggio e la determinazione non le mancano. Proceda speditamente nella revoca della concessione e nella rinazionalizzazione di Autostrade per l'Italia. In questa giusta e nobile battaglia l'Italia onesta, che piange decine di vittime innocenti delle ciniche e disumane leggi del profitto, è con lei. Che le autostrade frutto del lavoro e delle tasse degli italiani (e del sangue di tanti operai nei cantieri) ritornino a essere, per l'appunto, AUTOSTRADE PER L'ITALIA e non per quei noti imprenditori che - come scrive Travaglio in un grandioso editoriale - sono passati dal tosare le pecore al tosare gli italiani. 

https://infosannio.wordpress.com/2018/08/17/la-dinasty-trevigiana-m-travaglio/

 

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12 messaggi in questa discussione

https://www.democratica.com/focus/lega-m5s-verita-concessioni-autostrade/

Quando il Carroccio era al governo nel 2008 cancellò delle norme introdotte da Prodi che davano maggiori garanzie ai cittadini su tariffe e investimenti. E nella scorsa legislatura i Cinque Stelle non intervennero mai durante l’indagine sulle concessioni

Diciamo che al momento sembra essere, da parte di molti, solo un altra forma per dare adosso al P.D.....

 

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6 ore fa, fosforo41 ha scritto:

Stamane l'illuminante analisi del prof. Ugo Arrigo, già segnalata da director,  era in seconda pagina sul FQ. Ho potuto leggerla e meditarla con più calma, e alla fine mi sono indignato di più. Riporto la conclusione, che è anche la sintesi di una situazione da teatro dell'assurdo.

... il concedente in caso di grave inadempienza del concessionario può far decadere la concessione, ma in tal caso deve immediatamente indennizzarlo di tutti i profitti che avrebbe conseguito per tutti gli anni residui della concessione. Questa clausola è davvero stupenda: se devo chiudere un contratto per grave violazione del contraente, sono io a doverlo indennizzare garantendogli tutti i profitti futuri.

Tradotto in pratica: se il mio concessionario nell'ultimo anno ha fatto un miliardo di utile netto ma ha commesso una grave inadempienza, io posso revocargli la concessione, ma se questa ha la scadenza naturale tra 20 anni io devo dare all'inadempiente 20 miliardi. Roba da matti! I politici che conducono uno Stato sovrano a sobbarcarsi una clausola capestro del genere bisognerebbe, nella migliore delle ipotesi, chiuderli in manicomio e buttare via le chiavi. Paradossalmente il concessionario potrebbe addirittura essere invogliato a commettere gravissime inadempienze per indurre lo Stato a revocargli la concessione, in base alla semplice logica: meglio una gallina certa oggi che una gallina incerta domani (perché non è detto che nei prossimi 20 anni la concessione frutterà una media di un miliardo di profitto l'anno). Mi si dirà che una gravissima inadempienza (es. lasciar crollare un viadotto per incuria) potrebbe portare il concessionario in galera. Vero, ma se il concessionario ha quasi 80 anni (l'età media dei 4 fratelli Benetton) con i tempi della giustizia italiana è praticamente certo che in carcere non metterà mai piede. Non sono un competente della materia, ma talora l'intuito prevale sulla competenza. E l'intuito in questo caso mi dice che lo Stato italiano PUÒ infischiarsene altamente di quella clausola assurda e revocare la concessione senza dare una lira ai Benetton ma obbligandoli a risarcire le famiglie delle vittime, e a pagare i danni e le spese della ricostruzione del ponte. Lo Stato - e questo non è solo l'intuito che me lo dice - é qualcosa di più, di molto di più dei politici che lo rappresentano in modo contingente. Quindi, se un governo accidentalmente ha firmato un contratto assurdo con un privato, lo Stato, nella sua sovranità, che non è accidentale ma necessaria, PUÒ stracciare quel contratto, considerarlo NULLO. Anzi a mio avviso DEVE stracciarlo, dato che esso contrasta in modo  palese con l'interesse supremo della collettività.

D'altra parte, il prof. Arrigo scrive anche che la privatizzazione di Autostrade avvenuta nel 1999 (governo D'Alema) fu fatta violando la legge. E io dico - correggetemi se sbaglio - che un contratto stipulato in violazione della legge è NULLO. Per esempio, se io firmo un contratto in cui cedo mia moglie a un mio creditore, è carta straccia.

Una norma generale del 1994 richiedeva che prima di privatizzare imprese operanti nei servizi di pubblica utilità, spesso monopolisti o soggetti a scarsa competenza, si istituisse un regolatore indipendente per la determinazione delle tariffe e il controllo della qualità. É adempiendo a questa norma che prima di quotare in Borsa Enel, senza peraltro che sia mai venuto meno il controllo pubblico, fu istituita l'Autorità per l'energia (oggi Arera), e prima di privatizzare Telecom fu istituita l'Agcom. In maniera simile prima di privatizzare Autostrade o gli aeroporti occorreva istituire l'Autorità dei Trasporti. Invece l'Art è nata solo nel 2011, pienamente operativa nel 2013, ma la sua legge istitutiva ha stabilito che per il settore autostradale deve occuparsi solo delle nuove concessioni, non di quelle vecchie (in parole povere i concessionari storici come i Benetton non solo godono di condizioni contrattuali favorevolissime ma operano in un settore di pubblica utilità senza un'Authority che li controlli, nda).

Presidente Conte, lei è anche un esperto avvocato e il coraggio e la determinazione non le mancano. Proceda speditamente nella revoca della concessione e nella rinazionalizzazione di Autostrade per l'Italia. In questa giusta e nobile battaglia l'Italia onesta, che piange decine di vittime innocenti delle ciniche e disumane leggi del profitto, è con lei. Che le autostrade frutto del lavoro e delle tasse degli italiani (e del sangue di tanti operai nei cantieri) ritornino a essere, per l'appunto, AUTOSTRADE PER L'ITALIA e non per quei noti imprenditori che - come scrive Travaglio in un grandioso editoriale - sono passati dal tosare le pecore al tosare gli italiani. 

https://infosannio.wordpress.com/2018/08/17/la-dinasty-trevigiana-m-travaglio/

 

Cari forumisti , e’ proprio leggendo post come quello sopra del Cazzaro di Napoli che capisci il livello morale , e qui mi fermo , di detto squallido personaggio . Detto ed affermato che contratti di concessione tra Stato e privati , in tutti i paesi civili , prevedono clausole risarcitorie , più o meno analoghe se non addirittura più onerose , che lo Stato si assume nel caso di disdetta unilaterale , anche per gravi inadempienze , verso il Concessionario. Il motivo e’ molto semplice : le eventuali inadempienze , quando vi sono , vengono accertate ed eventualmente punite dall’organo inquirente che e’ la Magistratura , la quale , sulla base delle norme e leggi di procedura penale dello Stato Italiano, accerta responsabilità e responsabili , commina le pene , quantifica materialmente i risarcimenti a cose e persone . Diverso e’ il filone di natura prettamente civilistico . Il Concessionario all’atto di ricevere la concessione , si assume responsabilità enormi , fa investimenti miliardari , assume migliaia di dipendenti , ha un ruolo in Borsa e quindi monitorato da Consob , pianifica e distribuisce negli anni gli interventi che dovrà sostenere per tutti gli anni in cui la concessione avrà durata . E’ quindi normale , e come detto sopra la stessa cosa succede in tutti i paesi civili , che debba essere risarcito nel caso l’altro contraente decida di recedere dal contratto stipulato .  Ma per il Cazzaro invece no . Anzi , per il Cazzaro bisogna fare di peggio. Il Cazzaro , dimostrando di essere fondamentalmente un disonesto , un impostore , ed avere una mentalità da stato delle banane , invita lo Stato stesso a fare si contratti di concessione , ma , se lo ritiene giusto e conveniente , può infischiarmene bellamente e stracciare unilateralmente questo contratto senza dover sottostare a qualsiasi tipo di risarcimento . Insomma , una norma che non verrebbe in mente manco a Maduro in Venezuela , a Jing Ho Mun in Corea od in qualsiasi staterello delle Antille Olandesi . Insomma , una procedura che se applicata , ci farebbe buttare fuori da tutti i consessi internazionali , dalla Ue in quanto inaffidabili . Perché al Cazzaro gliene importa un caz.z.o dello Stato di Diritto , delle regole , delle norme . Vale quel che dice il Commissario del Popolo. Al Cazzaro gliene importa un caz.z.o di che fine farebbero quei lavoratori , quel personale , gli importerebbe un caz.z.o dei contraccolpi economici che ciò comporterebbe sull’economia italiana un comportamento del genere . Al Cazzaro interessa , essendo un ebe te , solo e soltanto l’aspetto poliziesco della vicenda e vuole che Autostrade venga punita . E non accetta nessuna discussione . Tutti i galera i Benetton !! Ed invece in galera ci andranno coloro che sarà la Magistratura a decidere . No il Cazzaro , Giggino e il fantoccio Conte . Ci andranno , giustamente , quando un Magistrato avrà stabilito le responsabilità individuali . Termino con l’appello del Bufalaro al fantoccio Conte . Un fantoccio senza arte né parte e senza alcuna dignità tirato da una parte ora da Salvini ora da Di Maio . Uno non eletto da nessuno ( Renzi era un abusivo per quello mentre per i Cazzaro ha coraggio e determinazione , nda), che dopo aver taroccato più curriculum possibile , sappiamo pure essere stato alle dipendenze di Autostrade di Benetton . Un coniglio senza arte né parte , senza personalità e dignità , uno che non apre mai bocca prima di essere stato imboccato e l’unica volta che l’ha aperta in autonomia lo ha fatto , lui avvocato , dicendo che “ lo Stato non può aspettare i tempi della Giustizia “ dimostrando , anch’esso che lo Stato di Diritto si puo’ Impunemente calpestare . Roba da vomito !! Inventerei il Presidente Mattarella a convocare Conte al Quirinale ed invitarlo , anzi gli ordinerei , a rettificare quelle parole pena sciogliere le camere per attentato all’ordinamento repubblicano e democratico . 

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Un’analisi di Cristiano-Maria Bellei (Università di Urbino), che non necessita di alcun commento.

Caro Di Maio, leggo che lei ed il suo Ministro Toninelli siete rimasti perplessi dalle aperture della Lega a Società Autostrade. Se ha un minuto provo a spiegarle come stanno le cose. Se invece di continuare a gridare proclami vi foste presi la briga di approfondire la materia riguardante le concessioni autostradali, vi sareste accorti di una serie di cose interessanti. Prima di tutto il contratto capestro. Non le pare che invece di lanciare le solite accuse a destra e a manca vi sareste dovuti chiedere chi c’era dietro la stipula di condizioni così svantaggiose per lo Stato? È evidente che sia lei che Toninelli non sapete nulla. Partiamo dal principio: nella sua breve vita il tanto bistrattato secondo governo Prodi si accorge di alcune anomalie e decide di intervenire per sanarle. L’intervento più importante che viene fatto è del 2006, praticamente si obbligano i gestori privati a legare gli aumenti dei pedaggi a sostanziosi interventi di ammodernamento e manutenzione. Detta in parole povere, se vuoi soldi devi prima metterci soldi. Solo che il governo Prodi cade e, mi ascolti bene caro Di Maio, nel 2008 arrivano Berlusconi e la Lega, già proprio quella Lega con cui oggi governa e nella quale Salvini era già uno degli elementi di spicco. Nel giugno dello stesso anno il centro destra elimina tutti i vincoli, cambia le condizioni della concessione dando vita all’attuale contratto capestro con il quale si affidano le autostrade ai privati. Vuole sapere il perché caro Di Maio? Perché alcuni imprenditori veneti interessati al business della viabilità, fecero molte “pressioni” proprio sulla Lega. Comincia a capire Ministro Di Maio? Vede, alla lunga è difficile occupare un dicastero importante come il suo raccontando tutto ed il contrario di tutto. Capisco che in questi anni giornalisti ed elettori le abbiano fatto credere che nessuno l’avrebbe mai contraddetta anche davanti a solenni cretinate, ma questo non è più il tempo in cui si inventava balle per giustificare ai genitori il fatto che non riusciva a passare gli esami all’Università, questo è il tempo in cui lei ha in mano il futuro di milioni di persone. Spero di esserle stato utile.

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Inviata (modificato)

5 ore fa, sempre135 ha scritto:

https://www.democratica.com/focus/lega-m5s-verita-concessioni-autostrade/

Quando il Carroccio era al governo nel 2008 cancellò delle norme introdotte da Prodi che davano maggiori garanzie ai cittadini su tariffe e investimenti. E nella scorsa legislatura i Cinque Stelle non intervennero mai durante l’indagine sulle concessioni

Diciamo che al momento sembra essere, da parte di molti, solo un altra forma per dare adosso al P.D.....

 

Grazie per questa precisazione. Resta il fatto che in un paese normale le privatizzazioni le fa la destra mentre la sinistra si oppone o fa le nazionalizzazioni. In Italia succede il contrario. A meno che non ci siano da nazionalizzare le perdite di qualche banca amica e decotta. Prodi, che per inciso non è uno di sinistra ma un democristiano al quale una sinistra già in via di degenerazione affidò la leadership, fece un errore colossale ma come sua abitudine tentò (senza riuscirci) di farlo nel modo meno peggiore possibile. Poi la destra berlusconiana, come sua abitudine, completò l'opera peggiorandola. Resto convinto che se fosse stato Berlusconi a privatizzare à gogo e a svendere i pezzi migliori del patrimonio pubblico, la sinistra sarebbe scesa in piazza ad alzare barricate. Idem dicasi per l'art.18.

I 5 Stelle dall'opposizione han fatto quel che han potuto. Riuscirono a costringere, obtorto collo, il vergognoso Delrio a pubblicare i contratti di concessione ma non la parte economica. Ora dal governo si pretende giustamente che facciano molto di più. E mi pare che siano sulla strada giusta, quella della rinazionalizzazione di Autostrade per la sicurezza dei cittadini e la miglior tutela del patrimonio pubblico. Come scrivevo in altra discussione, è ora di dire basta a un certo capitalismo familista, parassita, ingordo e ammanicato con la politica, che sta impoverendo il paese investendo all'estero gli enormi profitti realizzati con le concessioni pubbliche in Italia. I Benetton tosavano gli automobilisti italiani ai caselli e andavano a comprarsi aeroporti e autostrade all'estero. Basta! Un'altra cosa che possono e devono fare i 5stelle è rendere finalmente trasparenti le varie fondazioni riconducibili ai vari politici e partiti, rivelando i nomi di TUTTI i foraggiatori occulti. Né vedremo delle belle. Vogliamo sapere esattamente, per esempio, da dove venivano i 6,7 milioni finiti nella fondazione Open. Magari si scoprirà che le bugie di qualche tappetaro hanno le gambe corte. 

Saluti

Modificato da fosforo41

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9 minuti fa, pm610 ha scritto:

Un’analisi di Cristiano-Maria Bellei (Università di Urbino), che non necessita di alcun commento.

Caro Di Maio, leggo che lei ed il suo Ministro Toninelli siete rimasti perplessi dalle aperture della Lega a Società Autostrade. Se ha un minuto provo a spiegarle come stanno le cose. Se invece di continuare a gridare proclami vi foste presi la briga di approfondire la materia riguardante le concessioni autostradali, vi sareste accorti di una serie di cose interessanti. Prima di tutto il contratto capestro. Non le pare che invece di lanciare le solite accuse a destra e a manca vi sareste dovuti chiedere chi c’era dietro la stipula di condizioni così svantaggiose per lo Stato? È evidente che sia lei che Toninelli non sapete nulla. Partiamo dal principio: nella sua breve vita il tanto bistrattato secondo governo Prodi si accorge di alcune anomalie e decide di intervenire per sanarle. L’intervento più importante che viene fatto è del 2006, praticamente si obbligano i gestori privati a legare gli aumenti dei pedaggi a sostanziosi interventi di ammodernamento e manutenzione. Detta in parole povere, se vuoi soldi devi prima metterci soldi. Solo che il governo Prodi cade e, mi ascolti bene caro Di Maio, nel 2008 arrivano Berlusconi e la Lega, già proprio quella Lega con cui oggi governa e nella quale Salvini era già uno degli elementi di spicco. Nel giugno dello stesso anno il centro destra elimina tutti i vincoli, cambia le condizioni della concessione dando vita all’attuale contratto capestro con il quale si affidano le autostrade ai privati. Vuole sapere il perché caro Di Maio? Perché alcuni imprenditori veneti interessati al business della viabilità, fecero molte “pressioni” proprio sulla Lega. Comincia a capire Ministro Di Maio? Vede, alla lunga è difficile occupare un dicastero importante come il suo raccontando tutto ed il contrario di tutto. Capisco che in questi anni giornalisti ed elettori le abbiano fatto credere che nessuno l’avrebbe mai contraddetta anche davanti a solenni cretinate, ma questo non è più il tempo in cui si inventava balle per giustificare ai genitori il fatto che non riusciva a passare gli esami all’Università, questo è il tempo in cui lei ha in mano il futuro di milioni di persone. Spero di esserle stato utile.

Giusta e opportuna precisazione. Che conferma che il M5S, movimento idealista e tendenzialmente di sinistra, deve stare costantemente in guardia rispetto al suo alleato opportunista e di destra. E non deve cedere nella battaglia per le nazionalizzazioni. Se manterrà il punto e se le autostrade verranno restituite agli italiani, non mancheranno gli applausi.

Saluti

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 Partendo dalle intenzioni espresse dal Presidente Conte quando si è insediato. Disse: “io sarò l’avvocato degli italiani”.

Ebbene, vediamo come dovrebbe comportarsi un bravo avvocato in un frangente come questo. Anzitutto, un bravo avvocato sa che, nel suo agire, deve avere due stelle polari: l’interesse dei suoi assistiti e i fatti. È proprio partendo dai fatti che il bravo avvocato traccia gli obiettivi raggiungibili, avendo sempre cura di dire la verità ai propri assistiti. Perché non c’è avvocato peggiore di quello che mente a chi gli ha affidato il bene più caro, ossia la tutela dei propri diritti.

Gli interessi dei cittadini dunque, ossia i “***” che Conte ha scelto di rappresentare. Mi pare che in questo caso siano tre:

1. ottenere misure urgenti e immediate che preservino il più possibile la viabilità di Genova e riducano il terribile impatto economico del crollo sulla città, assicurando il ripristino dell’opera e la realizzazione di vie d’accesso alternative.

2. ottenere che i responsabili paghino fino all’ultimo centesimo i danni materiali e non, tenendo conto del rischio oggettivo che lo Stato possa essere chiamato in causa in quanto proprietario della rete autostradale.

3. creare le condizioni, ove ritenuto opportuno, per poter sciogliere i vincoli contrattuali in essere, mettendosi al riparo dal rischio di soccombere in eventuali contenziosi.

Quanto ai fatti, proviamo a metterli in fila:
Il crollo del ponte Morandi non è una fatalità. Non c’è stato un terremoto, una valanga, un evento esterno di portata tale da farà crollare il ponte.

Ciò detto, nessuno è ancora in grado di affermare con certezza quale sia la causa esatta del crollo del ponte.

La gestione di quel ponte autostradale è in capo ad Autostrade per l’Italia, società privata quotata in borsa che opera sulla tratta in forza di una concessione il cui testo (contrariamente a quanto affermato da alcuni membri del Governo) è pubblico. Non era così fino a poco fa. Oggi, invece, il documento è consultabile (salvo alcuni allegati tecnici che sono secretati per ragioni antitrust) grazie a quanto deciso dal precedente Esecutivo.

La concessione è disciplinato da uno schema di convenzione sottoscritto da Anas e Autostrade nell’ottobre 2007 ma divenuto operativo solo nel 2008, con il Decreto Legge 59 del Governo Berlusconi/Lega. Come ben spiegato da Chiara Braga, tale Decreto prevedeva, tra l’altro, “l’approvazione per legge di tutte le nuove convenzioni con i concessionari autostradali già sottoscritte da ANAS ma che ancora non avevano ricevuto il parere favorevole di NARS, CIPE e Commissioni Parlamentari”.

In tal modo, la convenzione è stata adottata senza possibilità per il Parlamento di dire la propria sulle clausole ivi contenute, compresa quella che riconosceva aumenti tariffari annuali di almeno il 70% dell’inflazione reale, indipendentemente dalla valutazione sulla qualità del servizio e la realizzazione degli investimenti. Tale previsione sarebbe stata inesigibile in forza di norme approvate dal Governo Prodi nel 2006, che - sempre come ricorda puntualmente Chiara Braga - legavano la possibilità di aumenti tariffari a qualità del servizio e investimenti realizzati e davano titolo ad Anas di revocare la concessione e metterla a gara se la concessionaria non avesse accettato la richiesta di applicare migliori condizioni per interesse pubblico. Norme abrogate dal Governo Berlusconi/Lega.
Lo schema di convenzione prevede una durata della concessione fino al dicembre 2038.

Nel 2017, il Governo Gentiloni ha notificato alla Commissione EU (DG Competition) un piano di investimenti volto a consentire la realizzazione di una serie di opere di ammodernamento e adeguamento di alcune delle tratte stradali date in concessione ad Autostrade. In sostanza, il piano contempla che, a fronte di una proroga della scadenza della concessione di 48 mesi, dal 2038 al 2042, Autostrade realizzi con tempistiche stringenti una lista di interventi. La proroga è funzionale a evitare che l’incremento degli investimenti richiesti ad Autostrade si trasformi in un eccessivo aumento dei pedaggi stradali pagati dagli utenti.

Tra gli investimenti previsti dal piano vi è quello relativo alla realizzazione della così detta Gronda, la tratta necessaria per consentire di alleggerire il traffico del ponte Morandi e che, se oggi esistesse, avrebbe evitato di avere Genova tagliata in due.
La Commissione EU ha esaminato approfonditamente il piano presentato dal Governo e ha autorizzato la proroga (qui si trova il testo della decisione http://ec.europa.eu/competit…/elojade/isef/case_details.cfm…) dando atto di come l’approvazione del progetto relativo alla Gronda abbia richiesto 15 anni (sono note le opposizioni feroci a tale progetto da parte di comitati appoggiati dal M5S) e di come, in questi 15 anni, e stanti tutte le modifiche via via richieste o rese necessarie dalle mutate esigenze, l’opera inizialmente prevista per 34,1 km e per un costo di 1,8 miliardi di Euro oggi debba essere realizzata per 72 km con un costo di 4,32 miliardi di Euro. Un costo, grazie alla proroga, interamente coperto da Autostrade che, pertanto, contrariamente a quanto affermato dal Ministro Salvini, non è calcolato ai fini dei parametri europei.

Alla data di notifica alla Commissione del progetto descritto la norma dello Sblocca Italia (ripetutamente invocata dal Ministro Di Maio e che contemplava la possibilità di estendere le concessioni autostradali) non era più in vigore, essendo stata abrogata dal Codice dei Contratti pubblici del 18 aprile 2016. È, quindi, una norma che non ha avuto alcuna rilevanza sulla proroga della concessione con Autostrade.
In ogni caso, quella proroga è del tutto ininfluente rispetto alla circostanza che alla data del crollo fosse in vigore la concessione disciplinata dalla convenzione del 2008, posto che sin dall’origine è previsto che tale concessione scadrà nel 2038, ossia tra 20 anni.

Chiariti gli obiettivi ed ricostruiti i fatti, il buon avvocato deve mettere in campo la propria strategia, evitando innanzitutto di scoprire le proprie carte con annunci non basati su un attento studio delle carte. Attento studio da cui emergerebbe come lo schema di convenzione con Autostrade preveda due fattispecie distinte: la decadenza, che può essere invocata dal concedente a fronte di gravi inadempienze e che non contempla indennizzi in favore del concessionario, ovvero la revoca (quella annunciata dal Presidente Conte), a fronte della quale Autostrade ha diritto a vedersi riconosciuto un indennizzo pari ai ricavi previsti fino alla data di scadenza della concessione. La decadenza può essere attivata solo seguendo una procedura precisa di contestazioni e contraddittorio con il concessionario. Quindi, se vuole evitare di far pagare ai propri assistiti/cittadini italiani un indennizzo miliardario e se vuole ottenere da Autostrade la messa in sicurezza del sito, il ripristino dell’opera, la realizzazione degli investimenti, prima di parlare, il buon avvocato avvia tutte le necessarie verifiche tecniche, legali ed economiche (anche solo ipotizzare una quantificazione dei danni, in un caso come questo, richiede un enorme lavoro da parte di espertissimi). Il buon avvocato procede così non solo per disporre di un quadro informativo completo ed esaustivo sulla base del quale fondare le proprie valutazioni sull’opportunità e la convenienza della decadenza, ma anche e soprattutto per raccogliere tutte le evidenze utili a costruire un dossier solido da utilizzare nei confronti di Autostrade, qualora fossero accertate sue responsabilità, ed essere così pronti a ribattere colpo su colpo in un eventuale contenzioso con la stessa concessionaria e, particolare di non poco conto, a disporre degli elementi utili nell’ambito di eventuali cause civili di terzi. 
Questo è il modo in cui procederebbe un bravo avvocato, quello che non si preoccupa di alimentare il proprio ego e di ottenere un facile ed effimero consenso, ma che persegue con determinazione assoluta un unico solo obiettivo: portare a casa risultati per i propri assistiti.

Poi c’è quello che in gergo chiamiamo avvocaticchio. Si tratta di una tipologia di leguleio che spara contestazioni al buio, promettendo la luna ai propri assistiti, assicurando che, lui sì, menerá le mani, mica come gli altri. L’avvocaticchio perde puntualmente le cause, con condanna alle spese per i ***. Quando questi attoniti chiedono “ma come, non dovevamo vincere a mani basse?”, risponde, scuotendo la testa, “guardate, sono imbufalito, questo sistema è marcio, ci sono le lobby, le pastette, uno schifo, ci vorrebbe una rivoluzione. In appello, però, li facciamo neri”....

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Riprenderci  cosa   sbaglio  ma  anche  prima   era  una  società  per  azioni ?  Si  come   oggi  solo  il 30 %  era  in  mano  a detentore  di  maggioranza   ma  che  non  incideva  sull'azionariato restante ...  ma  le  FAVOLETTE   raccontate  a  furor  di popolo  fanno  più  presa  della  verità.

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3 ore fa, fosforo41 ha scritto:

un errore colossale

Quello di fidarsi di traditori come mastella e dini,

3 ore fa, fosforo41 ha scritto:

Idem dicasi per l'art.18.

Il 21 maggio del 2000, 10 milioni di italiani rispondono 'no' al referendum promosso dai radicali e sostenuto dai partiti di centrodestra che chiedeva l'abrogazione dell'articolo 18. Nell'agosto 2001, dopo una stagione contrattuale segnata da molti scioperi e un accordo separato sul rinnovo per i metalmeccanici, i ministri Maroni (Lavoro), Marzano (Sviluppo economico), Tremonti (Economia) del governo Berlusconi si esprimono a favore di modifiche all'art.18......perchè la modifica fù commissionata da maroni al Biagi...

per le autostrade sarebbe da far pagare a loro i danni ma i grillini sono troppo impegnati a smantellare tutto, come la R.A.I. solo per metterci i loro.....sicuramente per conto mio non mancherà certo lo zampino della casaleggio....

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Conclusione:

Siamo sicuri che a rinazionalizzazione avvenuta di tutte le strade non crollerà più alcun ponte?

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2 minuti fa, ahaha.ha ha scritto:

Conclusione:

Siamo sicuri che a rinazionalizzazione avvenuta di tutte le strade non crollerà più alcun ponte?

Con molte probabilità ne crolleranno di più !! 

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22 minuti fa, ahaha.ha ha scritto:

Conclusione:

Siamo sicuri che a rinazionalizzazione avvenuta di tutte le strade non crollerà più alcun ponte?

Che domande! Tutte le opere dell'uomo sono caduche. In particolare quelle in cemento armato. Se il Colosseo fosse stato costruito con questo  materiale, non sarebbe arrivato all'epoca di Carlo Magno. I vecchi ponti continueranno a degrarsi e ad andare in malora, ma dotandoli di sensori per il monitoraggio strutturale, come propone Di Maio e come era necessario fare per il Morandi ma non fu mai fatto, ce ne accorgeremo per tempo. Inoltre il gestore pubblico difficilmente andrà a comprarsi autostrade e aeroporti all'estero con i soldi dei pedaggi degli italiani. Per farlo avrà quanto meno bisogno di una autorizzazione del governo e del parlamento. Qui invece siamo al paradosso che l'attuale gestore privato poteva avere addirittura un certo interesse nel mantenere sovraccarico e periclitante un grande viadotto a Genova. Come ho scritto in una tua discussione, alla quale ti rimando, gli serviva come pretesto per realizzare il passante, la cd. Gronda, opera in realtà faraonica e pressoché inutile per la città, e in cambio di questa ottenere dal governo Gentiloni una proroga della concessione fino al 2042, anzi in pratica fino alle calende greche stante il forte aumento dell'indennizzo miliardario di subentro alla fine della concessione. 

Saluti

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Ponte Morandi, sparite le immagini del crollo. Società autostrade: “Un black out”

«Ci sono stati dei problemi nelle videoregistrazioni della società Autostrade. Non posso dire che ci siano materiali di grande rilevanza o utilità. Il maltempo incideva sulla cattiva qualità delle immagini. La mancanza delle immagini vera e propria o l’interruzione delle immagini è dovuta, a quanto è dato di capire, a sconnessioni sulla rete dovuta al fenomeno sismico, al crollo insomma. In poche parole, un black out». Così il procuratore di Genova Francesco Cozzi al microfono del Gr1 Rai sulle registrazioni delle telecamere della società autostrade.

31 minuti fa, mark222220 ha scritto:

Con molte probabilità ne crolleranno di più !! 

xDxDxD Per l’intanto spariscono le prove

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