avete mai avuto la sensazione di "non entrarci niente"?

mi capita ogni volta che passo un periodo nel quartiere dove sono nata,per capirci quello cantato da  ramazzotti "nato ai bordi di periferia, dove i tram non vanno avanti più, dove l'aria è popolare, è più facile sognare, che guardare in faccia la realtà..." (già, io sono at aproprio lì, anche se il tram quando sono nata io aveva già smesso di passare). vedo le mie compagne di scuola che non si sono mai mosse dal quartiere, che si sono sposate col fidanzatino delle medie, o con quello del primo anno delle superiori, hanno 2 o 3 figli (eh sì, una ne ha addirittura 3), s accontentanodi u n lavoro senza prospettive e vivonoa 100 m da casa deigenitori.

poi mi guardo e: ho fatto 9 traslochi in 8 anni, ho cambiato 1000 lavori, ho conosciuto gente diversa, vissuto in regioni diverse, non ho figli e nonne voglio. e allora mi dico "ma che ho in comune con questa gente?"... e non capisco se sono rimasta indietro io o sono rimasti indietro loro.

chi sa se sono la sola a non avere nulla in comune con qualcuno o qualche situazione, o se capita anche agli altri...

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10 messaggi in questa discussione

1 ora fa, ameliadespell ha scritto:

mi capita ogni volta che passo un periodo nel quartiere dove sono nata,per capirci quello cantato da  ramazzotti "nato ai bordi di periferia, dove i tram non vanno avanti più, dove l'aria è popolare, è più facile sognare, che guardare in faccia la realtà..." (già, io sono at aproprio lì, anche se il tram quando sono nata io aveva già smesso di passare). vedo le mie compagne di scuola che non si sono mai mosse dal quartiere, che si sono sposate col fidanzatino delle medie, o con quello del primo anno delle superiori, hanno 2 o 3 figli (eh sì, una ne ha addirittura 3), s accontentanodi u n lavoro senza prospettive e vivonoa 100 m da casa deigenitori.

poi mi guardo e: ho fatto 9 traslochi in 8 anni, ho cambiato 1000 lavori, ho conosciuto gente diversa, vissuto in regioni diverse, non ho figli e nonne voglio. e allora mi dico "ma che ho in comune con questa gente?"... e non capisco se sono rimasta indietro io o sono rimasti indietro loro.

chi sa se sono la sola a non avere nulla in comune con qualcuno o qualche situazione, o se capita anche agli altri...

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Ero curioso di leggere, considerando che non aveva risposto nessuno, in effetti non è facile rispondere occorrerebbe trovarsi in uno  di quei momenti in cui fai un piccolo esaqme dei tuoi trascorsi ti guardi alle spalle e valuti. Ogni tanto ripasso nei luoghi delle mia infanzia, in passato era la pariferia della citta, prati, frutteti, un torrente, spazi e visuale. Ora le cose sono cambiate, quella che era la periferia si è trasformata nelle nuova zona residenziale delle città, grattacieli, centri commerciali, università. Mura contro mura e decisamente non ho più termini di paragone con quelli che erano i luoghi delle mia infanzia. Passarci è come entrare in un luogo sconisciuto, senza più nessun termine di riferimento. Straniero in patria.

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1 minuto fa, refusi ha scritto:

Ero curioso di leggere, considerando che non aveva risposto nessuno, in effetti non è facile rispondere occorrerebbe trovarsi in uno  di quei momenti in cui fai un piccolo esaqme dei tuoi trascorsi ti guardi alle spalle e valuti. Ogni tanto ripasso nei luoghi delle mia infanzia, in passato era la pariferia della citta, prati, frutteti, un torrente, spazi e visuale. Ora le cose sono cambiate, quella che era la periferia si è trasformata nelle nuova zona residenziale delle città, grattacieli, centri commerciali, università. Mura contro mura e decisamente non ho più termini di paragone con quelli che erano i luoghi delle mia infanzia. Passarci è come entrare in un luogo sconisciuto, senza più nessun termine di riferimento. Straniero in patria.

la mia periferia è rimasta uguale, ha avuto un forte sviluppo tra gli anni '50 e gli anni '70, per cui, quando sono nata io aveva già più o meno lo stesso aspetto di ora.

quello che mi "fa strano" è il fatto che quasi tutte le mie conoscenti si siano fermate qui.

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5 minuti fa, ameliadespell ha scritto:

la mia periferia è rimasta uguale, ha avuto un forte sviluppo tra gli anni '50 e gli anni '70, per cui, quando sono nata io aveva già più o meno lo stesso aspetto di ora.

quello che mi "fa strano" è il fatto che quasi tutte le mie conoscenti si siano fermate qui.

credo invece che tutte le persone della mia infanzia, quelle ancora in vita se ne siano andate dfa tempo.

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In questo momento, refusi ha scritto:

credo invece che tutte le persone della mia infanzia, quelle ancora in vita se ne siano andate dfa tempo.

è la differenza tra una zona già urbanizzata e uan in via di sviluppo.

che i nostri geitori, dopo aver fatto sacrifici per comprare casa, siano rimasti, mi sembra logico, ma che i figli abbiano cercato casa nello stesso quartiere... boh... non so che pensare.

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1 minuto fa, ameliadespell ha scritto:

è la differenza tra una zona già urbanizzata e uan in via di sviluppo.

che i nostri geitori, dopo aver fatto sacrifici per comprare casa, siano rimasti, mi sembra logico, ma che i figli abbiano cercato casa nello stesso quartiere... boh... non so che pensare.

credo che sia un atteggiamento diffuso, non solo della tue parti, anche da noi la maggior parte delle persione cerca comunque di stabilirsi nelle prossimita del luogo diove sono nati, per la gioia degli immobiliaristi.

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1 minuto fa, refusi ha scritto:

credo che sia un atteggiamento diffuso, non solo della tue parti, anche da noi la maggior parte delle persione cerca comunque di stabilirsi nelle prossimita del luogo diove sono nati, per la gioia degli immobiliaristi.

sì, ma non è solo quello, è il lavoro, l'ambiente, dove sono nata non è un posto proprio "facile", non ti da molte prospettive, comunque non è un posto dove crescerei dei figli, se ne avessi. è uno di quei classi quartieri dormitorio, cresciuti in fretta dopo la guerra per dare una casa a chi viveva ancora nelle baracche. non ci sono buone scuole, non ci sono uffici, non ci sono svaghi, solo palazzi di più di 10 piani, qualche negozio e, per fortuna, un parco.

insomma, mi domando chi è rimasto indietro, io che continuo a collezionare nuove esperienze o loro che hanno stabilità al prezzo dell'arricchimento personale?

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53 minuti fa, ameliadespell ha scritto:

sì, ma non è solo quello, è il lavoro, l'ambiente, dove sono nata non è un posto proprio "facile", non ti da molte prospettive, comunque non è un posto dove crescerei dei figli, se ne avessi. è uno di quei classi quartieri dormitorio, cresciuti in fretta dopo la guerra per dare una casa a chi viveva ancora nelle baracche. non ci sono buone scuole, non ci sono uffici, non ci sono svaghi, solo palazzi di più di 10 piani, qualche negozio e, per fortuna, un parco.

insomma, mi domando chi è rimasto indietro, io che continuo a collezionare nuove esperienze o loro che hanno stabilità al prezzo dell'arricchimento personale?

non tutti siamo uguali, non tutti abbiamo avuto la stessa educazione o esperienza, a volte ci si adagia nel proprio piccolo, ci si barrica nel giardino di casa per paura di quanto posssiamo trovare fuori, si vive di quello che troviamo attorno, magari insoddisfatti ma incapaci di andare oltre.

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10 minuti fa, refusi ha scritto:

non tutti siamo uguali, non tutti abbiamo avuto la stessa educazione o esperienza, a volte ci si adagia nel proprio piccolo, ci si barrica nel giardino di casa per paura di quanto posssiamo trovare fuori, si vive di quello che troviamo attorno, magari insoddisfatti ma incapaci di andare oltre.

sì.

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5 ore fa, ameliadespell ha scritto:

e allora mi dico "ma che ho in comune con questa gente?"... e non capisco se sono rimasta indietro io o sono rimasti indietro loro.

chi sa se sono la sola a non avere nulla in comune con qualcuno o qualche situazione, o se capita anche agli altri...

Non credo sia una questione di chi è rimasto indietro e di chi è andato avanti, semplicemente ognuno di noi ha un percorso diverso. Probabilmente se tu non avessi viaggiato tanto, non ti fossi trasferita e avessi continuato a vivere negli stessi luoghi, insieme alle stesse persone di sempre, avresti comunque fatto un percorso diverso dal loro. Avresti scelto un lavoro lontano da casa, poco ordinario, avresti conosciuto e frequentato gente diversa, magari semplicemente avresti fatto le ore piccole invece di andare a dormire con le galline, e avresti letto dei libri invece di guardare beautiful in tv. Nonostante questo non credo che le tue vecchie compagne di scuola, col loro ex fidanzatino delle medie e la loro tribù di figli abbiano "perso" quel che tu hai "guadagnato", credo che se avessero avuto la possibilità di essere al tuo posto avrebbero fatto le stesse scelte di vita da un'altra parte, ricreando la medesima situazione, perchè ognuno ha la vita che gli è più congeniale e alla quale si adatta meglio.

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