Non credo alle mie orecchie, mi cascano le braccia

Incredibile! Sapevo che questo paese è un colabrodo di inefficienza e irresponsabilità, ma fino a due ore fa non immaginavo che fosse ridotto (che l'avessero ridotto) così male. Stasera in diretta TV a precisa di domanda di Luca Telese su chi controlla e chi certifica la sicurezza delle infrastrutture autostradali (affidate ai privati da uno Stato irresponsabile e corrotto), il direttore del tronco genovese di Autostrade per l'Italia ha risposto candidamente:

"In ultima analisi siamo noi che certifichiamo sulla sicurezza delle nostre infrastrutture". 

In parole povere, è come se lo Stato consentisse a un oste di autocertificare la rispondenza del suo locale pubblico alle norme di sicurezza e igieniche, e magari pure la bontà del suo vino e della sua cucina. Con la piccola differenza che l'osteria l'ha messa in piedi l'oste e non la ha avuta in concessione a canone stracciato dallo Stato. Roba da matti! Non credevo alle mie orecchie, ma nella stessa trasmissione il direttore de La  Stampa ha confermato il contenuto di questo articolo:

http://www.lastampa.it/2018/08/15/italia/strage-sul-ponte-autostrade-per-litalia-finisce-sotto-accusa-rinviati-i-lavori-urgenti-4ydCyjLtSuwgOUl31sLI1J/pagina.html

Dove si legge che i gestori privati delle autostrade controllano se stessi, ovvero tutte le ispezioni dei ponti, delle gallerie etc. e tutte le certificazioni sulla sicurezza o se le fanno da soli oppure le affidano a consulenti pagati da loro. Signori, questo non accade nemmeno nelle repubbliche delle banane, accade in quello che io chiamo il paese di Pulcinella. Ma devo chiedere scusa a Pulcinella che è un'antica e bistrattata maschera napoletana.  E devo soprattutto chiedermi chi sono i pulcinella che abbiamo avuto fino a due mesi fa come ministri dei Trasporti e delle Infrastrutture e che hanno consentito tutto questo.

VERGOGNA !

A questo punto delle due l'una: o prendiamo atto che questo è un paese irredimibile e scappiamo all'estero, magari in Germania dove le autostrade federali sono un gioiello e sono gestite dallo Stato, ma anche in una repubblica delle banane staremmo meno peggio di come stiamo; oppure, quanto meno in via prudenziale, rinunciamo ad andare in autostrada e soprattutto lo vietiamo tassativamente ai nostri figli. Ieri quattro ragazzi napoletani andavano a farsi qualche giorno di vacanza in Francia e Spagna, ma sono precipitati nel Polcevera con la loro auto e con 100 metri di viadotto ispezionato e autocertificato dai signori miliardari delle autostrade.

https://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/ponte_crollato_a_genova_morti_quattro_ragazzi_di_torre_del_greco-3915547.html

 

 

 

 

 

 

 

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14 messaggi in questa discussione

44 minuti fa, fosforo41 ha scritto:

Incredibile! Sapevo che questo paese è un colabrodo di inefficienza e irresponsabilità, ma fino a due ore fa non immaginavo che fosse ridotto (che l'avessero ridotto) così male. Stasera in diretta TV a precisa di domanda di Luca Telese su chi controlla e chi certifica la sicurezza delle infrastrutture autostradali (affidate ai privati da uno Stato irresponsabile e corrotto), il direttore del tronco genovese di Autostrade per l'Italia ha risposto candidamente:

"In ultima analisi siamo noi che certifichiamo sulla sicurezza delle nostre infrastrutture". 

In parole povere, è come se lo Stato consentisse a un oste di autocertificare la rispondenza del suo locale pubblico alle norme di sicurezza e igieniche, e magari pure la bontà del suo vino e della sua cucina. Con la piccola differenza che l'osteria l'ha messa in piedi l'oste e non la ha avuta in concessione a canone stracciato dallo Stato. Roba da matti! Non credevo alle mie orecchie, ma nella stessa trasmissione il direttore de La  Stampa ha confermato il contenuto di questo articolo:

http://www.lastampa.it/2018/08/15/italia/strage-sul-ponte-autostrade-per-litalia-finisce-sotto-accusa-rinviati-i-lavori-urgenti-4ydCyjLtSuwgOUl31sLI1J/pagina.html

Dove si legge che i gestori privati delle autostrade controllano se stessi, ovvero tutte le ispezioni dei ponti, delle gallerie etc. e tutte le certificazioni sulla sicurezza o se le fanno da soli oppure le affidano a consulenti pagati da loro. Signori, questo non accade nemmeno nelle repubbliche delle banane, accade in quello che io chiamo il paese di Pulcinella. Ma devo chiedere scusa a Pulcinella che è un'antica e bistrattata maschera napoletana.  E devo soprattutto chiedermi chi sono i pulcinella che abbiamo avuto fino a due mesi fa come ministri dei Trasporti e delle Infrastrutture e che hanno consentito tutto questo.

VERGOGNA !

A questo punto delle due l'una: o prendiamo atto che questo è un paese irredimibile e scappiamo all'estero, magari in Germania dove le autostrade federali sono un gioiello e sono gestite dallo Stato, ma anche in una repubblica delle banane staremmo meno peggio di come stiamo; oppure, quanto meno in via prudenziale, rinunciamo ad andare in autostrada e soprattutto lo vietiamo tassativamente ai nostri figli. Ieri quattro ragazzi napoletani andavano a farsi qualche giorno di vacanza in Francia e Spagna, ma sono precipitati nel Polcevera con la loro auto e con 100 metri di viadotto ispezionato e autocertificato dai signori miliardari delle autostrade.

https://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/ponte_crollato_a_genova_morti_quattro_ragazzi_di_torre_del_greco-3915547.html

 

 

 

 

 

 

 

 

Io invece credo che tu sia un idio ta con la naturale propensione alla bufala ed al cazzeggjo . E’ evidente che la certificazione sulla sicurezza la fa chi ha  la gestione e la concessione  di quel tratto autostrada, quello che non dici per la  naturale disposizione a quanto sopra e per quello che vuoi adombrare da perfetto idio ta , ovvero che il controllato ed il controllore siano la stessa persona e quindi le meline e le manfrine e siano all’ordine del giorno , e’ che le strutture tecniche preposte si avvalgono , per valutare lo stato di manutenzione dei tratti autostradali  e l’efficacia dei sistemi di controllo adottati, di società e istituti leader al mondo in testing e ispezioni sulla base delle migliori best practices internazionali. I quali , a loro volta , emettono certificazione relativa . Ti confermi , quindi , il solito Cazzaro che non sai quel che dici , il solito odiatore professionale , un agente potenziale da stato di polizia , un emerito creti no Comunista comunitarista da socialismo reale , un invidioso dei venezuelani che idolatrano Maduro . Su , vai a dormire ebe te !! 

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Asino, oltre a non saper ragionare non sai neppure leggere. E allora, a beneficio di chi sa leggere e sa ragionare, riporto alcuni stralci dall'articolo de La Stampa:

Autostrade è di fatto l'unico controllore di se stesso, esegue con personale proprio ispezioni e (auto)certificazioni, oppure le affida a consulenti pagati dalla medesima società. Nessun ente pubblico compie screening autonomi. Perversione di una norma le cui conseguenze possono essere disastrose... Autostrade esegue per legge due tipi d'ispezione, certificate una volta compiute: trimestrale con personale proprio (controlli sostanzialmente visivi) e biennale con strumenti più approfonditi (insomma, controlli a occhio per due anni, come negli anni '60, e niente sensori né microsensori per il monitoraggio strutturale in tempo reale, h24, come avviene nel 2018 sui ponti dei paesi seri, nda). In quest'ultimo frangente, al massimo, la ricognizione viene affidata a ingegneri esterni, ma alla fine sempre pagati da Autostrade. Né gli enti locali né il ministero delle Infrastrutture intervengono con loro specialisti. 

Per caso sei riuscito a leggere, asino?

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Ovvero  sono  le  stesse  certificazioni  che  usavano  i grillini  quando  non  volevano  ne  il  nuovo  ponte  ne  la Gronda  sbaglio  o  è  così ?   

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Inviata (modificato)

16 minuti fa, pm610 ha scritto:

Ovvero  sono  le  stesse  certificazioni  che  usavano  i grillini  quando  non  volevano  ne  il  nuovo  ponte  ne  la Gronda  sbaglio  o  è  così ?   


Ma torniamo a Genova. Qui siamo davanti a un caso ancora più grave, specifico. Gli allarmi non sono mancati. Già cinque anni fa il presidente degli industriali genovesi aveva avvertito che quel ponte sarebbe caduto entro dieci anni: si è solo sbagliato perché è caduto prima.

In previsione dell’”esaurimento” del ponte Morandi (quello crollato), da anni era stato elaborato il progetto Gronda, un altro sistema viario, con un altro ponte (costruito con criteri più sicuri e moderni). Ebbene, contro questo progetto (finanziato da Bruxelles, peraltro) si è scatenata una furia ecologista senza pari. Con, e questo va detto, i 5 stelle in prima fila. In rete è possibile trovare i filmati dove Beppe Grillo, con la solita iattanza e la solita ignoranza chiede addirittura che si usi l’esercito contro quelli favorevoli al progetto Gronda. In consiglio comunale, quando qualcuno ha avanzato il sospetto della pericolosità del ponte Morandi, i 5 stelle hanno definito la denuncia “una favoletta”. Sembra che l’attuale ministro delle infrastrutture, lo stesso Toninelli che ha già bloccato la Tav, avesse messo il progetto Gronda fra quelli da rivedere in vista di una prossima eliminazione.

Modificato da pm610

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L'ex magistrato Di Pietro ha detto qualcosa di diverso, il controllo lo deve fare il ministero dei trasporti.

Lo aveva stabilito lui stesso nel 2007 ,quando era ministro, nella stesura dei contratti di concessione delle autostrade.

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Inviata (modificato)

L'ex magistrato Di Pietro ha detto qualcosa di diverso, il controllo dei controllori lo deve fare il ministero dei trasporti.

Lo aveva stabilito lui stesso nel 2007 ,quando era ministro, nella stesura dei contratti di concessione delle autostrade.

Se qualcuno sa come fare può rivedere la trasmissione In Onda sulla7 e ascoltare le parole esatte

 

Modificato da ahaha.ha

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58 minuti fa, ahaha.ha ha scritto:

L'ex magistrato Di Pietro ha detto qualcosa di diverso, il controllo dei controllori lo deve fare il ministero dei trasporti.

Lo aveva stabilito lui stesso nel 2007 ,quando era ministro, nella stesura dei contratti di concessione delle autostrade.

Se qualcuno sa come fare può rivedere la trasmissione In Onda sulla7 e ascoltare le parole esatte

 

Ecco qua uno stralcio dell’intetvista a Di Pietro : 

Un rapporto della società Autostrade del 2011 segnala l'eccessivo carico sulla struttura del ponte Morandi. Oggi la stessa Autostrade dice che andava tutto bene. Chi ha ragione? 

“Non saprei. Consiglierei a chiunque in questa fase di non mettere il petto in fuori, di non puntare il dito perché rischia di guardarsi allo specchio e di doversi poi prendere a schiaffi da solo. Dal 2012 la gestione di ampi tratti della rete autostradale è affidata alla Società privata autostrade (che ieri ha perso il 5% in Borsa, ndr) ma il controllo è affidato alla Direzione del Ministero delle Infrastrutture. Dunque, come sempre accade, qualcosa non ha funzionato anche nel rapporto tra controllore e controllato”. 

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A parte ogni cosa si dovrebbero fare delle leggi severe che puniscano come si deve anche i potenti, (povero berlu) sempre difesi di avvocati che costano esagerazioni, cose fatte bene ci sono anche nella nostra epoca, purtroppo spesso accade che si viene presi dal momento e cosi si tralascia meglio chi dovrebbe pagare...comunque se non ha pagato praticamente un piffero, il schettino, non pagheranno nemmeno adesso, anzi per migliorare le cose hanno già detto che toglieranno quelli di prima per metterce dei nuovi..i loro in sostanza...

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17 minuti fa, mark222220 ha scritto:

Ecco qua uno stralcio dell’intetvista a Di Pietro : 

Un rapporto della società Autostrade del 2011 segnala l'eccessivo carico sulla struttura del ponte Morandi. Oggi la stessa Autostrade dice che andava tutto bene. Chi ha ragione? 

“Non saprei. Consiglierei a chiunque in questa fase di non mettere il petto in fuori, di non puntare il dito perché rischia di guardarsi allo specchio e di doversi poi prendere a schiaffi da solo. Dal 2012 la gestione di ampi tratti della rete autostradale è affidata alla Società privata autostrade (che ieri ha perso il 5% in Borsa, ndr) ma il controllo è affidato alla Direzione del Ministero delle Infrastrutture. Dunque, come sempre accade, qualcosa non ha funzionato anche nel rapporto tra controllore e controllato”. 

No, non è questo quello che ha detto ieri sera nella trasmissione " in onda".

Ha detto fra l'altro che il contratto di concessione da lui voluto non è affatto segreto e che si può trovare anche in internet.

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Inviata (modificato)

Gentile Ahaha, con tutto il rispetto per Di Pietro - che è stato un grande magistrato, uno dei pochissimi in questo paese inefficiente e corrotto che sono riusciti a incastrare qualche gran pezzo di delinquente di Stato, e che sarebbe stato anche un buon ministro se amici e nemici non gli avessero messo i bastoni tra le ruote - io penso che anche un bambino capirebbe (ma non lo capisce un forumista annebbiato dalla faziosità e dall'odio) che ponti, tunnel, viadotti dove transitano decine di milioni di veicoli l'anno, non possono essere controllati, ispezionati e certificati in materia di sicurezza solo dal concessionario privato che li ha in gestione. Voglio riportare la conclusione dell'articolo della Stampa:

Né gli enti locali né il ministero delle Infrastrutture intervengono con loro specialisti. E di fatto non esistono certificazioni di sicurezza recenti che non siano state redatte da tecnici retribuiti da Autostrade per l'Italia.

Tutto questo è semplicemente assurdo, inammissibile, intollerabile. E nel caso in specie stiamo parlando di una infrastruttura non solo di enorme interesse pubblico, ma le cui criticità sotto gli aspetti della stabilità, della durabilità e della sicurezza, venivano segnalate da molti anni. A mio modesto avviso, il gestore può anche avere rispettato formalmente norme assurde, obsolete e forse scritte su misura per lui, ma deve ugualmente andare in galera. Se io guido un'auto che ha superato regolarmente le revisioni biennali di legge, ma nel frattempo il costruttore ha scoperto un problema tecnico nell'impianto di alimentazione e ha comunicato il richiamo in officina, se continuo a circolare con quel veicolo e mi esplode il serbatoio in mezzo alla gente, io, se sopravvivo, devo andare in galera tutto d'un pezzo. Inoltre, pare che di fronte a una criticità del genere il gestore del ponte non avesse neppure provveduto a installare un moderno sistema di monitoraggio continuo h24, basato su sensori ad alta sensibilità in grado di rivelare i più piccoli sintomi iniziali di un cedimento strutturale. Secondo La Stampa, il gestore si limitava a ispezioni a vista trimestrali condotte da persona!e proprio e a ricognizioni biennali affidate a ingegneri esterni ma pagati da lui. Insomma, controlli da anni '50 o '60. Oggi un buon sensore tiltmetrico è in grado di rilevare in tempo reale una variazione dell'inclinazione di un piano della struttura pari a circa 10 nanoradianti, ovvero circa 2 millesimi di secondo d'arco. Nessun occhio esperto può lontanamente risolvere un angolo così piccolo. L'Harbour Bridge di Sidney, un ponte sospeso risalente agli anni '30, è monitorato costantemente da un complesso sistema di oltre 2400 sensori. Tieni conto che il costo di ciascuno di questi è dell'ordine dei 10.000 dollari. Lo Stonecutters Bridge di Hong Kong è nuovissimo ma è monitorato con oltre 1700 sensori (tra l'altro è un ponte strallato come il viadotto Morandi). Mentre gli altri ponti di Hong Kong, città soggetta a tifoni subtropicali, sono monitorati da centinaia di sensori fin dalla fine del secolo scorso. Naturalmente dovrebbero andare in galera anche i politici che per anni hanno chiuso gli occhi e hanno permesso ai gestori privati delle autostrade di cantarsela e suonarsela in materia di sicurezza, senza controlli esterni. Purtroppo il massimo che possiamo fare é mandarli casa, ricordandoci di queste cose nella cabina elettorale. 

Saluti

Modificato da fosforo41

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28 minuti fa, fosforo41 ha scritto:

Gentile Ahaha, con tutto il rispetto per Di Pietro - che è stato un grande magistrato, uno dei pochissimi in questo paese inefficiente e corrotto che sono riusciti a incastrare qualche gran pezzo di delinquente di Stato, e che sarebbe stato anche un buon ministro se amici e nemici non gli avessero messo i bastoni tra le ruote - io penso che anche un bambino capirebbe (ma non lo capisce un forumista annebbiato dalla faziosità e dall'odio) che ponti, tunnel, viadotti dove transitano decine di milioni di veicoli l'anno, non possono essere controllati, ispezionati e certificati in materia di sicurezza solo dal concessionario privato che li ha in gestione. Voglio riportare la conclusione dell'articolo della Stampa:

Né gli enti locali né il ministero delle Infrastrutture intervengono con loro specialisti. E di fatto non esistono certificazioni di sicurezza recenti che non siano state redatte da tecnici retribuiti da Autostrade per l'Italia.

Tutto questo è semplicemente assurdo, inammissibile, intollerabile. E nel caso in specie stiamo parlando di una infrastruttura non solo di enorme interesse pubblico, ma le cui criticità sotto gli aspetti della stabilità, della durabilità e della sicurezza, venivano segnalate da molti anni. A mio modesto avviso, il gestore può anche avere rispettato formalmente norme assurde, obsolete e forse scritte su misura per lui, ma deve ugualmente andare in galera. Se io guido un'auto che ha superato regolarmente le revisioni biennali di legge, ma nel frattempo il costruttore ha scoperto un problema tecnico nell'impianto di alimentazione e ha comunicato il richiamo in officina, se continuo a circolare con quel veicolo e mi esplode il serbatoio in mezzo alla gente, io, se sopravvivo, devo andare in galera tutto d'un pezzo. Inoltre, pare che di fronte a una criticità del genere il gestore del ponte non avesse neppure provveduto a installare un moderno sistema di monitoraggio continuo h24, basato su sensori ad alta sensibilità in grado di rivelare i più piccoli sintomi iniziali di un cedimento strutturale. Secondo La Stampa, il gestore si limitava a ispezioni a vista trimestrali condotte da persona!e proprio e a ricognizioni biennali affidate a ingegneri esterni ma pagati da lui. Insomma, controlli da anni '50 o '60. Oggi un buon sensore tiltmetrico è in grado di rilevare in tempo reale una variazione dell'inclinazione di un piano della struttura pari a circa 10 nanoradianti, ovvero circa 2 millesimi di secondo d'arco. Nessun occhio esperto può lontanamente risolvere un angolo così piccolo. L'Harbour Bridge di Sidney, un ponte sospeso risalente agli anni '30, è monitorato costantemente da un complesso sistema di oltre 2400 sensori. Tieni conto che il costo di ciascuno di questi è dell'ordine dei 10.000 dollari. Lo Stonecutters Bridge di Hong Kong è nuovissimo ma è monitorato con oltre 1700 sensori (tra l'altro è un ponte strallato come il viadotto Morandi). Mentre gli altri ponti di Hong Kong, città soggetta a tifoni subtropicali, sono monitorati da centinaia di sensori fin dalla fine del secolo scorso. Naturalmente dovrebbero andare in galera anche i politici che per anni hanno chiuso gli occhi e hanno permesso ai gestori privati delle autostrade di cantarsela e suonarsela in materia di sicurezza, senza controlli esterni. Purtroppo il massimo che possiamo fare é mandarli casa, ricordandoci di queste cose nella cabina elettorale. 

Saluti

Sei un poveraccio senza speranza . Un C R E T I N O. Un figlio del sospetto perenne , un discepolo ebe te di Davigo che afferma che anche coloro che vengono assolti sono solo dei colpevoli di cui non si sono trovate le prove . Sei una curreggia nell’etere che approfitta dei social per sparare cazz.a.te e per cercare di apparire quel che non sei  . Chiunque fosse incaricato dei controlli , ingegneri , esperti , periti e professori , ai tuoi occhi appaiono come appartenenti alla casta , corrotti , incassatori di mazzette , disonesti . Solo la condanna preventiva , anche senza prove , appare la più giusta ai tuoi occhi . Sei un personaggio infido e vigliacco che manderesti in galera la gente solo per un minimo sospetto . E te , hai parlato di Cistituzione ?? Ti rammento , idio ta , che il tuo “Buona fortuna e buon lavoro Prof . Giuseppe Conte “, ieri ha slabbrato lo stato di diritto affermando che lo Stato non può aspettare i tempi della giustizia . E te , perfido individuo , non hai profferito nessuna parola di condanna dimostrando di essere d’accordo con lui . Immagino lo avesse detto Renzi od uno del PD , brutto pezzodimmerda !! 

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40 minuti fa, fosforo41 ha scritto:

Gentile Ahaha, con tutto il rispetto per Di Pietro - che è stato un grande magistrato, uno dei pochissimi in questo paese inefficiente e corrotto che sono riusciti a incastrare qualche gran pezzo di delinquente di Stato, e che sarebbe stato anche un buon ministro se amici e nemici non gli avessero messo i bastoni tra le ruote - io penso che anche un bambino capirebbe (ma non lo capisce un forumista annebbiato dalla faziosità e dall'odio) che ponti, tunnel, viadotti dove transitano decine di milioni di veicoli l'anno, non possono essere controllati, ispezionati e certificati in materia di sicurezza solo dal concessionario privato che li ha in gestione. Voglio riportare la conclusione dell'articolo della Stampa:

Né gli enti locali né il ministero delle Infrastrutture intervengono con loro specialisti. E di fatto non esistono certificazioni di sicurezza recenti che non siano state redatte da tecnici retribuiti da Autostrade per l'Italia.

Tutto questo è semplicemente assurdo, inammissibile, intollerabile. E nel caso in specie stiamo parlando di una infrastruttura non solo di enorme interesse pubblico, ma le cui criticità sotto gli aspetti della stabilità, della durabilità e della sicurezza, venivano segnalate da molti anni. A mio modesto avviso, il gestore può anche avere rispettato formalmente norme assurde, obsolete e forse scritte su misura per lui, ma deve ugualmente andare in galera. Se io guido un'auto che ha superato regolarmente le revisioni biennali di legge, ma nel frattempo il costruttore ha scoperto un problema tecnico nell'impianto di alimentazione e ha comunicato il richiamo in officina, se continuo a circolare con quel veicolo e mi esplode il serbatoio in mezzo alla gente, io, se sopravvivo, devo andare in galera tutto d'un pezzo. Inoltre, pare che di fronte a una criticità del genere il gestore del ponte non avesse neppure provveduto a installare un moderno sistema di monitoraggio continuo h24, basato su sensori ad alta sensibilità in grado di rivelare i più piccoli sintomi iniziali di un cedimento strutturale. Secondo La Stampa, il gestore si limitava a ispezioni a vista trimestrali condotte da persona!e proprio e a ricognizioni biennali affidate a ingegneri esterni ma pagati da lui. Insomma, controlli da anni '50 o '60. Oggi un buon sensore tiltmetrico è in grado di rilevare in tempo reale una variazione dell'inclinazione di un piano della struttura pari a circa 10 nanoradianti, ovvero circa 2 millesimi di secondo d'arco. Nessun occhio esperto può lontanamente risolvere un angolo così piccolo. L'Harbour Bridge di Sidney, un ponte sospeso risalente agli anni '30, è monitorato costantemente da un complesso sistema di oltre 2400 sensori. Tieni conto che il costo di ciascuno di questi è dell'ordine dei 10.000 dollari. Lo Stonecutters Bridge di Hong Kong è nuovissimo ma è monitorato con oltre 1700 sensori (tra l'altro è un ponte strallato come il viadotto Morandi). Mentre gli altri ponti di Hong Kong, città soggetta a tifoni subtropicali, sono monitorati da centinaia di sensori fin dalla fine del secolo scorso. Naturalmente dovrebbero andare in galera anche i politici che per anni hanno chiuso gli occhi e hanno permesso ai gestori privati delle autostrade di cantarsela e suonarsela in materia di sicurezza, senza controlli esterni. Purtroppo il massimo che possiamo fare é mandarli casa, ricordandoci di queste cose nella cabina elettorale. 

Saluti

Qui bisogna vedere però se si è trattato di controlli affidati a professionisti incaricati dall'azienda o se si è trattato di organismi abilitati alla certificazione.

Esistono e possono operare, possono essere diretta diramazione del Ministero dei Lavori Pubblici (come nel caso dei dpi salvavita), possono essere le Università o anche ditte specializzate purché accreditate a rilasciare le relative certificazioni in conformità alla legislazione Italiana e alle direttive CEE. Singoli professionisti no, ma se trattasi di organismi riconosciuti terzi e che rilasciano regolare certificazione questo è ammesso dalla legislazione vigente. Ovvio che tali organismi si prendono anche la responsabilità delle loro certificazioni. D'altra parte è quello che si fa regolarmente quando si commissionano per esempio prove di carico su una vecchia costruzione di cui non si sa nulla in merito a materiali e tecniche costruttive utilizzati. 

Da un punto di vista formale, la procedura è regolare, se poi si vuole affermare che sono collusi, questo lo deve stabilire la Magistratura.

La differenza è sostanziale,  ovvio che bisogna vedere se i controlli sono stati effettuati da singoli professionisti magari interni all'azienda oppure, per l'appunto, da organismi riconosciuti.

D'altra parte c'è da dire che, visto che erano previsti interventi economici non indifferenti, questi sono stati quantificati sulla base di specifiche analisi e di specifiche ipotesi di intervento che, si presuppone, non fossero campate per aria.

Per cui gli interventi ritenuti necessari erano stati individuati e programmati e si sa che il privato è difficile che programmi spese a caso.

A questo punto rimangono semmai gli interrogativi sui tempi di realizzazione.

Vogliamo dircelo però una volta per tutte che quella struttura era da una vita che veniva sottoposta a sollecitazioni pari a 3-4 volte quelle previste in fase di progetto e che quindi andava chiuso al traffico o altrimenti adeguato alle nuove esigenze? 

Questo però non da ora ma da un bel po di tempo. E anche il bau bau contro i cattivoni deve comprendere davvero tutti?

Tanto per essere chiari è ormai da un po di tempo che in Liguria governa Toti (il novello leghista cammuffato) e il Sindaco di Genova hacambiato colore. Risulta a qualcuno che Toti e il Sindaco di Genova si siano mai posti il problema della sicurezza di quel ponte, visto che I problemi di quel ponte erano ben noti e non si tratta certo di una sorpresa momentanea e ignota ai più? Con delibere e atti concreti però e non a parole perché altrimenti tutto il resto è fuffa ed effetti speciali. 

Sul fatto dei sensori ok. Peró, ripeto, a delle conclusioni si era comunque arrivati ( anche perché le professionalità in Italia esistono e, se serve, sono comunque di livello), cambiava o cambia qualcosa se ci si fosse  arrivati coi sensori e i computer e se poi le modalità di intervento previste fossero risultate comunque le stesse? 

Sensori o non sensori era stato stabilito che bisognava intervenire sugli stralli, questo bisognava fare e questo era previsto dovesse essere fatto. Il problema drammaticamente reale é che non è stato fatto in tempo. E questa è la storia dell'arte.

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2 ore fa, ildi_vino ha scritto:

Sul fatto dei sensori ok. Peró, ripeto, a delle conclusioni si era comunque arrivati ( anche perché le professionalità in Italia esistono e, se serve, sono comunque di livello), cambiava o cambia qualcosa se ci si fosse  arrivati coi sensori e i computer e se poi le modalità di intervento previste fossero risultate comunque le stesse? 

Sensori o non sensori era stato stabilito che bisognava intervenire sugli stralli, questo bisognava fare e questo era previsto dovesse essere fatto. Il problema drammaticamente reale é che non è stato fatto in tempo. E questa è la storia dell'arte.

Devo riprendere l'esempio del Vesuvio. Da decenni praticamente tutti i vulcanologi che lo studiano pervengono alla stessa conclusione: è un vulcano attivo e prima o poi erutterà, ma non si può dire quando né con quale violenza. Ma questa conclusione non rende affatto inutile la rete di sensori per il monitoraggio h24 del vulcano. Anzi la rende vieppiù necessaria! Come rende necessari anche gli sforzi economici per incrementare, di pari passo con la tecnologia, l'accuratezza e la sensibilità del sistema di controllo. La speranza è quella di riuscire a individuare, nel rumore di fondo dei fenomeni che caratterizzano un vulcano attivo in fase di quiescenza, i primi sintomi del risveglio del mostro, e di farlo in tempo utile per mettere al sicuro la popolazione. Un altro esempio. Un soggetto giovane e sano è comunque bene che di tanto in tanto controlli la pressione arteriosa e i principali parametri (glicemia, azotemia, colesterolo, etc.). Diciamo una volta l'anno. Prima di incappare in un problema serio di salute, io lo facevo (sbagliando) ogni 3 o 4 anni. Ma un soggetto sopra i 50 anni, sovrappeso, fumatore e magari con un leggero diabete o una lieve cardiopatia, dovrà fare esami più approfonditi (es. anche l'Ecg), più accurati e con maggiore frequenza. La speranza è riuscire a prevenire un possibile aggravamento, anche se alla fine lasceremo tutti questa valle di lacrime. Ebbene, il ponte di Genova aveva più di 50 anni, era correlato alla sicurezza e alla vita di milioni di automobilisti, e aveva, come scrivi, problemi seri e ben noti. Eppure, stando all'articolo della Stampa, veniva monitorato in sostanza come negli anni '60. Una ispezione, cioè un controllo a vista, ogni tre mesi e una ricognizione più approfondita ogni due anni. Ma perché un modernissimo ponte strallato inaugurato a Hong Kong nel 2009 viene controllato quasi palmo a palmo, in modo continuo, da una rete di oltre 1700 sensibilissimi sensori che inviano centinaia di megabyte di dati al secondo a un sofisticato sistema computerizzato che li analizza e li elabora? Evidentemente i cinesi contano di poter rilevare in tempo utile eventuali pericolose anomalie nel comportamento della struttura, magari anche solo occasionali (es. dovute a forti raffiche di vento o a scosse sismiche) e prendere gli opportuni provvedimenti secondo i casi (rallentamento o blocco parziale o totale del traffico, lavori di consolidamento, etc.). Lo stesso dicasi per tantissimi altri ponti sottoposti a monitoraggio strutturale continuo come l'Harbour Bridge di Sidney, il Rion Antirion nel Peloponneso, o il bellissimo viadotto Marchetti nel Canavese. Mentre il ponte "malato" di Genova veniva ispezionato ogni tre mesi. Che è più o meno il tempo che avrebbe richiesto il montaggio di una rete di sensori, molto minore di quello richiesto dai lavori agli stralli che dovevano partire a settembre (due anni). Poi il "paziente" improvvisamente è morto, insieme a una cinquantina di innocenti. 

 

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Inviata (modificato)

L'illuminante testimonianza di uno degli ingegneri che partecipò alla costruzione del ponte

https://video.repubblica.it/dossier/genova-crollo-ponte-morandi/genova-crollo-ponte-uno-degli-ingegneri-che-l-ha-costruito-denunciai-quelle-strane-oscillazioni/312530/313161

L'ing. Saverio Ferrari denuncia che già nel lontano 1969 si era accorto di anomale oscillazioni dell'impalcato (vibrazioni, sussulti) proprio al centro della campata principale (la parte crollata). E aveva segnalato la cosa all'ufficio della società Morandi. Gli risposero che non c'erano soldi per rimediare e nemmeno per installare sensori (all'epoca molto costosi) per studiare e monitorare quelle oscillazioni. Secondo Ferrari l'unica soluzione era aggiungere un supporto centrale ancorato sul fondo del torrente (che, se non sbaglio, è anche la proposta formulata della forumista Uvabianca: complimenti!). Probabilmente le vibrazioni hanno indebolito la struttura nel tempo, fino al collasso della campata. L'ingegnere ricorda che il ponte fu collaudato prima della consegna facendolo percorrere da alcune motrici Fiat a tre assi da 90 quintali. Poca cosa rispetto agli attuali autotreni a 4 o 5 e più assi da 400 quintali. 

Modificato da fosforo41

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