Consigli utili (ma non seguiteli) su come diventare giornalisti di grido in Italia – Paolo Mieli e Eugenio Scalfari dalla Gruber: o Renzi o morte!

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Ora non esageriamo, restano due grandi giornalisti. Per le castronerie che scrive ultimamente, Scalfari ha la grossa attenuante dell'età e delle arterie un po' intasate. Un giorno paragona Renzi al pifferaio di Hamelin e a Craxi, il che ci può stare, ma il giorno dopo lo paragona a Cavour e Giolitti, roba da matti! Ma la più comica è l'equazione democrazia=oligarchia che lasciò di stucco Zagrebelski. Davvero interessante inverce il compito a casa che il maestro Scalfari ha assegnato all'allievo Renzi nella puntata di 8 e mezzo, compito da svolgersi da qui alle elezioni: leggere e meditare i libri di Cavour, Vico, Croce, Machiavelli e Guicciardini. Purtroppo il fondatore di Repubblica dimentica che il vero maestro del pifferaio è Berlusconi e che lui preferisce il Grande Fratello alla lettura della Scienza Nuova. Mieli è sempre stato un giornalista governativo. Ma non un servo, tanto è vero che dopo il referendum suggerì a Renzi di saltare un giro: ritirarsi a vita privata per una legislatura, o al massimo fare il deputato. Un consiglio che io valuterei attentamente.

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