vattene all'ufficio veterinario....BUFALA!!

Erano i giorni dell’uovo, e i giornali erano a caccia di episodi di ‘razzismo’, presunto.

È l’avvocato ad annunciarlo, parlando di “una condanna senza processo” e di una “miserevole campagna mediatica” che si è scatenata nei confronti del suo assistito.

Ibrahima Diop, 39enne nato in Senegal, in Italia dal 2000, aveva denunciato di essere stato liquidato con epiteti ‘razzisti’ dal dipendente della Asl di Teramo, con una frase del tipo “Che vuoi? Vattene. Questo non è l’ufficio del veterinario”.

“È oltremodo inopportuno e disdicevole”, scrive l'avvocato in una nota, “soprattutto per coloro che rappresentano la comunità a carattere locale e regionale, assumere comportamenti che alimentino situazioni di conflitto sociale ed etnico. Nel caso in questione, i soggetti politici che si sono apertamente ed incondizionatamente dichiarati per la colpevolizzazione del dipendente della Asl, hanno mostrato la loro pavida personalità ed hanno offeso la nostra Nazione, riconoscendo valenza di prova inconfutabile al racconto del soggetto di etnia senegalese ed accusando implicitamente di falsa testimonianza il personale della Asl ed un tecnico estraneo alla struttura, sentiti in merito alla vicenda”.

Dall’inchiesta interna della Asl, svela infatti Il Centro, è infatti emerso che l’impiegato non ha rivolto alcun insulto razzista al senegalese sensibilone.

Tutto è nato da un equivoco, dal momento che l’ufficio che si occupa del libretto di lavoro chiesto da Diop si trova in contrada Casalena a Teramo, dove ci sono gli uffici del servizio veterinario. Ma l’africano, evidentemente, non ha la capacità di comprendere a fondo l’italiano. 

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4 minuti fa, director12 ha scritto:

Erano i giorni dell’uovo, e i giornali erano a caccia di episodi di ‘razzismo’, presunto.

È l’avvocato ad annunciarlo, parlando di “una condanna senza processo” e di una “miserevole campagna mediatica” che si è scatenata nei confronti del suo assistito.

Ibrahima Diop, 39enne nato in Senegal, in Italia dal 2000, aveva denunciato di essere stato liquidato con epiteti ‘razzisti’ dal dipendente della Asl di Teramo, con una frase del tipo “Che vuoi? Vattene. Questo non è l’ufficio del veterinario”.

“È oltremodo inopportuno e disdicevole”, scrive l'avvocato in una nota, “soprattutto per coloro che rappresentano la comunità a carattere locale e regionale, assumere comportamenti che alimentino situazioni di conflitto sociale ed etnico. Nel caso in questione, i soggetti politici che si sono apertamente ed incondizionatamente dichiarati per la colpevolizzazione del dipendente della Asl, hanno mostrato la loro pavida personalità ed hanno offeso la nostra Nazione, riconoscendo valenza di prova inconfutabile al racconto del soggetto di etnia senegalese ed accusando implicitamente di falsa testimonianza il personale della Asl ed un tecnico estraneo alla struttura, sentiti in merito alla vicenda”.

Dall’inchiesta interna della Asl, svela infatti Il Centro, è infatti emerso che l’impiegato non ha rivolto alcun insulto razzista al senegalese sensibilone.

Tutto è nato da un equivoco, dal momento che l’ufficio che si occupa del libretto di lavoro chiesto da Diop si trova in contrada Casalena a Teramo, dove ci sono gli uffici del servizio veterinario. Ma l’africano, evidentemente, non ha la capacità di comprendere a fondo l’italiano. 

Gli stessi uffici dove si reca di sovente il somaro pisano. 

BrS

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4 minuti fa, director12 ha scritto:

Erano i giorni dell’uovo, e i giornali erano a caccia di episodi di ‘razzismo’, presunto.

È l’avvocato ad annunciarlo, parlando di “una condanna senza processo” e di una “miserevole campagna mediatica” che si è scatenata nei confronti del suo assistito.

Ibrahima Diop, 39enne nato in Senegal, in Italia dal 2000, aveva denunciato di essere stato liquidato con epiteti ‘razzisti’ dal dipendente della Asl di Teramo, con una frase del tipo “Che vuoi? Vattene. Questo non è l’ufficio del veterinario”.

“È oltremodo inopportuno e disdicevole”, scrive l'avvocato in una nota, “soprattutto per coloro che rappresentano la comunità a carattere locale e regionale, assumere comportamenti che alimentino situazioni di conflitto sociale ed etnico. Nel caso in questione, i soggetti politici che si sono apertamente ed incondizionatamente dichiarati per la colpevolizzazione del dipendente della Asl, hanno mostrato la loro pavida personalità ed hanno offeso la nostra Nazione, riconoscendo valenza di prova inconfutabile al racconto del soggetto di etnia senegalese ed accusando implicitamente di falsa testimonianza il personale della Asl ed un tecnico estraneo alla struttura, sentiti in merito alla vicenda”.

Dall’inchiesta interna della Asl, svela infatti Il Centro, è infatti emerso che l’impiegato non ha rivolto alcun insulto razzista al senegalese sensibilone.

Tutto è nato da un equivoco, dal momento che l’ufficio che si occupa del libretto di lavoro chiesto da Diop si trova in contrada Casalena a Teramo, dove ci sono gli uffici del servizio veterinario. Ma l’africano, evidentemente, non ha la capacità di comprendere a fondo l’italiano. 

Gli stessi uffici dove si reca di sovente il somaro pisano. 

BrS

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... il paese ha votato un partito ke vuol metter un freno all'arrivo di nuova massa extcmtaria quindi qualsiasi intento fomentato dalla SX x far passare da povera vittima il sedicente povero profugo, é tempo perso poiké fatti analoghi nn sconvolgono + nessuno.

 

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