E' morto Marchionne, sapeva di essere in fin di vita ma lo aveva nascosto

Secondo quanto riportato da Lettera43, all’ex presidente della Ferrari era stato già diagnosticato un sarcoma alla spalla che aveva tenuto nascosto a tutti, persino a John Elkann

Indiscrezioni agghiaccianti, retroscena che fanno gelare il sangue. Secondo quanto riporta Lettera43.it, l’ex presidente della Ferrari era a conoscenza delle sue delicate condizioni di salute, essendogli stato diagnosticato un sarcoma alla spalla, piuttosto invasivo.

Nemmeno l’operazione, poi svolta, avrebbe potuto aiutarlo, ma Marchionne ha deciso comunque di affrontarla, tenendo tutti all' oscuro del proprio stato di salute, John Elkann compreso. Il manager italo-canadese da tempo soffriva di forti dolori alla spalla, leniti con l’assunzione di cortisone. Per evitare domande scomode sulle proprie condizioni di salute, Marchionne avrebbe addirittura confermato alcuni appuntamenti in programma dopo l’operazione per non destare sospetti, pur sapendo che a quegli incontri non ci sarebbe potuto andare. L’operazione, seppur paventata come inefficace dai medici, si è trasformata presto in dramma, con l’ex numero uno della Ferrari che sarebbe stato colpito da embolia cerebrale proprio durante l’intervento, entrando in coma. Danni che secondo Lettera43.it avrebbero reso le sue condizioni irreversibili, obbligando i medici a tenerlo in vita con l’aiuto delle macchine. Una situazione che poi ha spinto Elkann a diramare quel comunicato che, immediatamente, è apparso come un addio a Sergio Marchionne

http://www.sportfair.it/2018/07/marchionne-tutti-retroscena-del-dramma/790131/

marchionne

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

4 messaggi in questa discussione

Tutti i potenti nascondono le loro magagne...forse era quotato in borsa !

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

... quando in tutta fretta FCA e Ferrari han presentato i nuovi manager si era iniziato a capire ke x Markionne qualcosa nn funzionava. poi si é parlato di stato irreversibile ed allora il dubbio è diventato certezza.  sarà retorica ma piuttosto ke tenerlo in vita senza speranza di ripresa, staccare la spina è stato un gesto pietoso verso un povero corpo ke aveva diritto di riposare in pace.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Inviata (modificato)

20 ore fa, uvabianca111 ha scritto:

... quando in tutta fretta FCA e Ferrari han presentato i nuovi manager si era iniziato a capire ke x Markionne qualcosa nn funzionava. poi si é parlato di stato irreversibile ed allora il dubbio è diventato certezza.  sarà retorica ma piuttosto ke tenerlo in vita senza speranza di ripresa, staccare la spina è stato un gesto pietoso verso un povero corpo ke aveva diritto di riposare in pace.

Non amo la dietrologia, ma nella prematura e misteriosa fine di Marchionne e nella sua velocissima e irrispettosissima sostituzione c'è qualcosa che mi puzza. Perché sostituire un manager, cui gli azionisti devono tanto, senza neppure aspettare il suo funerale? Era in coma irreversibile, bastava attendere qualche giorno. É vero che gli Agnelli, e peggio ancora i loro eredi, potrebbero ricevere lezioni, in materia di signorilità e umanità, dal più malmesso discendente dell'antica borghesia napoletana. Ma c'era forse qualche motivo legato alla liquidazione, immagino cospicua, di Marchionne? O c'era addirittura qualcuno, all'interno di FCA, che non vedeva di buon occhio gli ultimi progetti del manager (es. l'abbandono del motore diesel, altamente inquinante ma punto di forza della casa)? Forse, dico forse, ci potrebbero essere gli estremi per aprire una indagine della magistratura. 

Quanto all'operato di Marchionne, mi sono pronunciato spesso in passato, e in senso molto critico. I panegirici di questi giorni, da Trump a Renzi, da Salvini a Mattarella, mi lasciano indifferente. La morte, eccetto il caso del sacrificio eroico, non aggiunge e non toglie nulla a quello che uno ha fatto nella vita. Un monumento glielo dovrebbero fare gli americani, i polacchi, i serbi, perfino i turchi (l'ultimo modello Fiat, la nuova Tipo, si produce in Turchia), non certo gli italiani (azionisti a parte). Nel 2003, l'anno prima dell'arrivo di Marchionne (manager che fino ad allora non sapeva nulla di automobili, e a mio modesto avviso non ci ha capito molto nemmeno dopo), il gruppo Fiat, pur essendo in grave crisi, produceva nei suoi stabilimenti italiani oltre 1 milione di autovetture (fonte OICA). Con l'italocanadese al timone la produzione in Italia crollò verticalmente fino a scendere sotto le 400.000 unità (anni 2012, 2013, 2014). Ora è in ripresa ma siamo sempre un 30% sotto il 2003. Superfluo aggiungere che è crollata anche l'occupazione. E le prospettive per l'Italia sono tutt'altro che rosee. La Punto, che per molti anni è stata la macchina più venduta del gruppo, il mese prossimo esce di produzione a Melfi e non sarà sostituita.  Mentre la produzione dell'attuale best seller, la Panda, lascerà Pomigliano per la Polonia. E con la prossima fine della Ypsilon sparirà anche la Lancia, uno dei più gloriosi marchi della storia dell'automobile. Marchio vergognosamente umiliato dal dottor Marchionne che qualche anno fa lo usò, con i nomi famosi di Flavia e Thema, per importare in Europa orrendi e pacchiani macchinoni made in USA. A parziale discolpa dello scomparso, posso solo ipotizzare che queste scelte gli venissero imbeccate dalla proprietà. La cui priorità era solo una: il profitto, l'utile netto e immediato. Dunque, chiusura e ridimensionamento di fabbriche in Italia, taglio dei salari, e talora dei diritti dei lavoratori, delocalizzazione all'estero di gran parte della produzione e perfino della sede legale e di quella fiscale del gruppo, progressivo spostamento verso le fasce alte della produzione (berline e sportive di lusso), perdendo la tradizionale clientela ma senza insidiare il primato tedesco nel settore. Politiche che, a giudicare dai nomi dei successori di Marchionne, continueranno sullo stesso binario che porta lontano dall'Italia, paese che negli anni ha dato non solo intelligenza e lavoro, ma anche ingenti aiuti di Stato all'ex gruppo torinese. Del resto che italianità volete che sia in uno che si chiama John Elkann? Nei panegirici lo scomparso viene addirittura celebrato come un grande innovatore. Lo sarà anche stato nel settore finanziario, ma non parlatemi di innovazione tecnologica nel settore auto. La più importante novità nella gestione dello sparagnino Marchionne è stata la tecnologia Multiair. Introdotta più che altro per tenere in vita il vecchio albero a camme del vecchio motore Fire. Il motore della Fiat Uno degli anni '80, che è tuttora impiegato, con aggiornamenti vari, lievi aumenti di cilindrata, turbocompressore e Multiair, su tutti i modelli di fascia media e bassa del gruppo: dalla Panda alla Punto, dalla Alfa Romeo Giulietta alla Jeep Renegade. Solo nel 2018 e proprio sulla Renegade viene finalmente lanciato un nuovo motore a benzina per questa fascia. La grandezza di Marchionne è consistita essenzialmente nell'essere riuscito a risollevare un grande gruppo automobilistico facendo pochi investimenti e pochissima innovazione, giocando sulla leva finanziaria e sul costo del lavoro. Ma dubito che la cosa possa continuare a lungo. Il gruppo è tecnologicamente indietro sulla concorrenza. Mentre gli altri investivano sull'elettrico e sull'idrogeno, Marchionne in difesa dell'ambiente si limitava a proporre il GPL e il metano. Ora cercano quasi disperatamente un partner industriale, se non addirittura una fusione. Si parla di Hyundai. 

Due cose mi piacevano in Marchionne: l'odio per la cravatta e lo stakanovismo. Era un lavoratore instancabile. Ora potrà riposarsi in pace.

Modificato da fosforo41

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
1 minuto fa, fosforo41 ha scritto:

Non amo la dietrologia, ma nella prematura e misteriosa fine di Marchionne e nella sua velocissima e irrispettosissima sostituzione c'è qualcosa che mi puzza. Perché sostituire un manager, etc etc..

Due cose mi piacevano in Marchionne: l'odio per la cravatta e lo stakanovismo. Era un lavoratore instancabile. Ora potrà riposarsi in pace.

nella repentina sostituzione dei vertici FCA e Ferrari ho pensato ke Markionne stesso, conoscendo la realtà del suo stato di salute, avesse dato suggerimenti essendo ancora in grado di farlo.

indubbiamente Markionne aveva un fascino tutto suo e nello stesso tempo risultò un personaggio discusso; come in tutte le cose, ci sarà ki ne parlerà bene (azionisti ed operai di dislocazioni) e ki ne parlerà male, (operai con la paura di rimaner a casa) ma lo sappiamo tutti ke x tirar su un'azienda in ammollo, oltre a rimboccarsi le manike, occorre soprattutto munirsi di uno spesso strato di pelo sullo stomaco sacrifi*cando tutto il sacrifi*cabile.

se consideriamo ke congrua liquidazione l'ha presa pure ki ha fatto + danni della grandine in estate, consoli il fatto ke almeno lui se l'é guadagnata.  ora l'azienda, ha da augurarsi, x continuare rimanere a galla, ke le nuove leve abbiano imparato esser alla sua altezza manageriale nn solo nella cifra dei dividendi da pagare agli azionisti poiké se nn avranno le sue intuizioni, sarà dura galleggiare.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per commentare

È necessario essere registrati per poter lasciare un messaggio

Crea un account

Non sei ancora iscritto? Registrati subito


Registra un nuovo account

Accedi

Hai già un account? Accedi qui.


Accedi ora