Maratona a Wimbledon

Non so se qualcuno del forum sia riuscito a seguire per intera la prima semifinale del torneo di Wimbledon tra l'americano John Isner e il sudafricano Kevin Anderson. Io ho resistito solo un set. Una partita decisamente noiosa (almeno per i miei gusti) tra due spilungoni sottratti al basket (2,08 e 2,03 mt di statura) che basano il loro gioco sulla potenza del servizio, per giunta esaltata dal campo in erba. Alla fine l'ha spuntata il sudafricano al quinto set, vinto con il punteggio di 26-24 (a Wimbledon non c'è tie break al quinto e si gioca a oltranza).  La stucchevole battaglia di servizi (un totale di 102 aces su 569 punti giocati, ma Isner ha tirato anche alcune seconde sopra i 200 km orari!) è durata 6 ore e 36 minuti: la quarta partita più lunga della storia del tennis. La più lunga in assoluto fu giocata anch'essa a Wimbledon, nel 2010 e ancora da Isner che superò con un incredibile 70-68 al quinto il francese Mahut, per una durata di 11 ore e 5 minuti spalmate su tre giorni di gioco (causa sospensioni per oscurità, ma ci fu anche un blackout del tabellone elettronico che era programmato per segnare al massimo il punteggio di 47-47). Ora a me non dispiace assistere a incontri anche molto lunghi purché ci sia spettacolo tennistico, con scambi divertenti, serve and volley, passanti, smorzate,  pallonetti, etc. (come nella memorabile finale tra Borg e McEnroe del 1980).  Ma una partita di 6 ore fatta per lo più di aces e servizi vincenti intervallati da qualche breve e sporadico scambio, e con rarissimi break, mi fa davvero addormentare e non giova a mio avviso alla popolarità di questo sport. Il punto è che nel tennis i materiali delle racchette sono migliorati tantissimo (dal budello di bue alle fibre sintetiche per le corde, dal legno al grafene per il telaio), la statura media dei tennisti è cresciuta (giocatori da 1mt e 70 o poco più come il mitico Rod Laver oggi sono una rarità nel circuito Atp), e di conseguenza la tecnica, pur restando fondamentale, è spesso messa in secondo piano dalla potenza. Al punto che le partite dei tornei femminili oggi risultano non di rado più gradevoli di quelle maschili. Però le regole del tennis sono pressoché immutate da oltre un secolo. Per allungare e rendere più lunghi e avvincenti gli scambi, e per privilegiare la tecnica sulla potenza, sono state proposte varie modifiche regolamentari. A mio avviso bisognerebbe alzare di almeno mezzo pollice (circa 13 mm) l'altezza della rete nel punto centrale (che è quello più basso), abolire il let sul servizio equiparandolo a un fault, e aumentare fino a un quarto di pollice il diametro delle palline (almeno nei tornei maschili) in modo da incrementare la resistenza aerodinamica e ridurre la velocità specie sulla prima di servizio. Proposte del genere sono state formulate qualche anno fa dall'attuale n.1 del mondo Rafa Nadal.

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7 messaggi in questa discussione

10 ore fa, fosforo41 ha scritto:

Non so se qualcuno del forum sia riuscito a seguire per intera la prima semifinale del torneo di Wimbledon tra l'americano John Isner e il sudafricano Kevin Anderson. Io ho resistito solo un set. Una partita decisamente noiosa (almeno per i miei gusti) tra due spilungoni sottratti al basket (2,08 e 2,03 mt di statura) che basano il loro gioco sulla potenza del servizio, per giunta esaltata dal campo in erba. Alla fine l'ha spuntata il sudafricano al quinto set, vinto con il punteggio di 26-24 (a Wimbledon non c'è tie break al quinto e si gioca a oltranza).  La stucchevole battaglia di servizi (un totale di 102 aces su 569 punti giocati, ma Isner ha tirato anche alcune seconde sopra i 200 km orari!) è durata 6 ore e 36 minuti: la quarta partita più lunga della storia del tennis. La più lunga in assoluto fu giocata anch'essa a Wimbledon, nel 2010 e ancora da Isner che superò con un incredibile 70-68 al quinto il francese Mahut, per una durata di 11 ore e 5 minuti spalmate su tre giorni di gioco (causa sospensioni per oscurità, ma ci fu anche un blackout del tabellone elettronico che era programmato per segnare al massimo il punteggio di 47-47). Ora a me non dispiace assistere a incontri anche molto lunghi purché ci sia spettacolo tennistico, con scambi divertenti, serve and volley, passanti, smorzate,  pallonetti, etc. (come nella memorabile finale tra Borg e McEnroe del 1980).  Ma una partita di 6 ore fatta per lo più di aces e servizi vincenti intervallati da qualche breve e sporadico scambio, e con rarissimi break, mi fa davvero addormentare e non giova a mio avviso alla popolarità di questo sport. Il punto è che nel tennis i materiali delle racchette sono migliorati tantissimo (dal budello di bue alle fibre sintetiche per le corde, dal legno al grafene per il telaio), la statura media dei tennisti è cresciuta (giocatori da 1mt e 70 o poco più come il mitico Rod Laver oggi sono una rarità nel circuito Atp), e di conseguenza la tecnica, pur restando fondamentale, è spesso messa in secondo piano dalla potenza. Al punto che le partite dei tornei femminili oggi risultano non di rado più gradevoli di quelle maschili. Però le regole del tennis sono pressoché immutate da oltre un secolo. Per allungare e rendere più lunghi e avvincenti gli scambi, e per privilegiare la tecnica sulla potenza, sono state proposte varie modifiche regolamentari. A mio avviso bisognerebbe alzare di almeno mezzo pollice (circa 13 mm) l'altezza della rete nel punto centrale (che è quello più basso), abolire il let sul servizio equiparandolo a un fault, e aumentare fino a un quarto di pollice il diametro delle palline (almeno nei tornei maschili) in modo da incrementare la resistenza aerodinamica e ridurre la velocità specie sulla prima di servizio. Proposte del genere sono state formulate qualche anno fa dall'attuale n.1 del mondo Rafa Nadal.

Mi sembrava strano che questo co@lione non avesse anche la soluzione per il tennis mondiale . Ma va a caga  re , vai tuttologo del nulla !! 

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Inviata (modificato)

8 ore fa, mark222220 ha scritto:

Mi sembrava strano che questo co@lione non avesse anche la soluzione per il tennis mondiale . Ma va a caga  re , vai tuttologo del nulla !! 

Almeno lo sport potresti avere il buon gusto e il buon senso di lasciarlo a chi se ne intende. Però potresti darti all'ippica. Anzi, no: faresti vomitare i cavalli. Che sono più intelligenti e più civili di te. Quindi meglio che continui a pulire le spiagge, e ad adulare il tuo capetto alla frutta. Il quale, pur avendo molto tempo libero, non si è dato all'ippica, ma tra una kazzata e l'altra sui social va a giocare a tennis, nel prestigioso circolo del suo amico Malagò (un altro da mandare a casa al più presto). Purtroppo, dalle foto che allego sembra uno molto più a suo agio con la forchetta che con la racchetta. I soci del circolo lo hanno soprannominato "Wilma la clava". In effetti lo stile e l'impugnatura sono quelli che sono. Roba da far scompisciare i raccattapalle. Potrebbero tuttavia essere ritenuti passabili per l'antichissimo e popolare gioco, forse già praticato nell'età della pietra (appunto), che a Napoli chiamiamo mazza e pivezo.

http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/invece-che-all-rsquo-ippica-si-dato-tennis-matteo-renzi-ma-169980.htm

Modificato da fosforo41

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Inviata (modificato)

Intanto si è conclusa l'altra semifinale, anch'essa al quinto set, dopo una battaglia di 5 ore e 17 minuti. Ma che battaglia! Una delle partite più belle degli ultimi anni. E non poteva essere diversamente dato che in campo c'erano il fenomenale Rafa Nadal, che a 32 anni conosce la sua seconda o terza giovinezza ed è tornato saldamente al primo posto del ranking mondiale, e il grande Novak Djokovic che sembra tornato quasi ai suoi massimi livelli dopo un infortunio e due anni molto sofferti. Alla fine l'ha spuntata Nole, 10-8 al quinto, dopo un match equilibratissimo dove la piccola differenza, a mio avviso, l'hanno fatta la maggiore fame di vittoria e una migliore condizione fisica del serbo, e superare Nadal in queste due cose può riuscire solo a un campionissimo. Naturalmente non c'è paragone, sul piano dello spettacolo tennistico, tra le due semifinali. Per la prima mi sarei venduto il biglietto, per la seconda l'avrei comprato a prezzo triplo. Però qualcuno potrebbe obbiettare che anche nella partita tra Djokovic e Nadal è mancato qualcosa: il serve and volley, una delle prelibatezze del tennis su erba, che ebbe i suoi migliori interpreti, a mia memoria, in McEnroe ed Edberg. Qualcuno dirà che è stato un match giocato  prevalentemente da fondo campo. Ma non è colpa dei due campioni. E qui mi ricollego al post iniziale. Nel tennis moderno il serve and volley putroppo si vede sempre meno, anche nel suo terreno più naturale che è l'erba di Wimbledon. Dove il terraiolo Borg vinse per 5 anni di fila, prima di tutto perché era di un altro pianeta e poi perché seppe adattarsi pure lui a scendere a rete dopo il servizio. Ma erano altri tempi: racchette di legno e corde di budello. I servizi e soprattutto le risposte erano mediamente più lente. Oggi con i nuovi materiali non fai in tempo a scendere a rete che la risposta ti fa secco quando sei ancora a metà campo. Oggi perfino McEnroe seguirebbe raramente la sua prima a rete. Paradossalmente forse seguirebbe di più la seconda, perché più lenta, ma comunque velenosa con quel suo famoso taglio. Le modifiche regolamentari che ho proposto, riducendo la velocità di servizi e risposte, potrebbero riportare in auge il serve and volley a tutto beneficio dello spettacolo. Inutile aggiungere che oggi nella finale tiferò per il tennis, cioè per Nole, anche se il bombardiere Anderson resta pericoloso. 

Modificato da fosforo41

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Il 14/7/2018 in 00:40 , fosforo41 ha scritto:

A mio avviso bisognerebbe alzare di almeno mezzo pollice (circa 13 mm) l'altezza della rete nel punto centrale (che è quello più basso), abolire il let sul servizio equiparandolo a un fault, e aumentare fino a un quarto di pollice il diametro delle palline (almeno nei tornei maschili) in modo da incrementare la resistenza aerodinamica e ridurre la velocità specie sulla prima di servizio. Proposte del genere sono state formulate qualche anno fa dall'attuale n.1 del mondo Rafa Nadal.

Il tennis spesso viene chiamato lo sport più bello del mondo, lasciamolo così.

Un mio collega al lavoro auspicava di allungare e innalzare le porte del calcio per vedere più gol, al che io gli ho proposto di giocare a poker senza i 7 e gli 8, così se ti veniva un full vestito eri quasi un poveraccio.

 

Qualche rara partita sarà pure stucchevole, allora tu spegni la tv e non la guardare.

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Il 19/7/2018 in 09:37 , lelotto2 ha scritto:

Il tennis spesso viene chiamato lo sport più bello del mondo, lasciamolo così.

Un mio collega al lavoro auspicava di allungare e innalzare le porte del calcio per vedere più gol, al che io gli ho proposto di giocare a poker senza i 7 e gli 8, così se ti veniva un full vestito eri quasi un poveraccio.

 

Qualche rara partita sarà pure stucchevole, allora tu spegni la tv e non la guardare.

Scusami se ti rispondo con mesi di ritardo ma, pur essendo un appassionato di sport, frequento poco questo forum, ahimè per mancanza di tempo.

Trovo anch'io che il tennis sia uno sport bellissimo, molto emozionante e coinvolgente anche nel vederlo in TV. Però dire che sia lo sport più bello di tutti è un giudizio soggettivo. Per me lo sport più bello sono gli Scacchi, al secondo posto il biliardo nella specialità dei 5 birilli. Ambedue non sono solo sport, sono anche, o soprattutto, scienza e arte, ed è proprio questo che, a mio personale giudizio, li rende più belli e più interessanti degli altri sport.

Il tennis è uno sport tradizionalista, le sue regole sono sostanzialmente immutate da oltre un secolo (quelle degli Scacchi da oltre 5 secoli). Ciò può essere anche giudicato positivamente, però nel frattempo sono cambiati radicalmente i materiali. Se al n.1 del mondo gli dai una vecchia racchetta in legno e budello di bue (la racchetta di Adriano Panatta per capirci), non avrà scampo contro il n.100 munito di racchetta in grafene e fibra sintetica. Anzi ritengo che il n.1 dovrebbe sudare per evitare un doppio bagel (cioè un cappotto 6-0 6-0). Oggi con i nuovi materiali la pallina viaggia a velocità nettamente superiori a quelle di un tempo, praticamente in tutte le fasi del gioco, e non è detto che se ne avvantaggi lo spettacolo. Per esempio, come dicevo, una delle combinazioni di attacco più spettacolari del tennis, il servizio e volée, è quasi in via di estinzione per una banale ragione cinematica: la battuta e la risposta sono quasi sempre troppo veloci per dare il tempo all'attaccante di arrivare vicino alla rete. Con le lievi modifiche che propongo avremmo un gioco un po' più lento ma forse anche un po' più tecnico, un po' più vario e spettacolare.

Sono anche d'accordo con il tuo amico sulla porta del calcio, le cui attuali dimensioni (metri 7,32x2,44, ovvero 8 yarde per 6 piedi) furono stabilite dagli inglesi 130 anni fa. Io la ingrandirei ad almeno 7,50x2,50 metri. Per due ragioni. Le attuali misure sono proporzionate alla statura dei portieri di fine '800, che potevano essere alti intorno al metro e 75, mentre oggi sono usualmente intorno a 1,90 e alcuni sfiorano i 2 metri. I due più grandi portieri della storia del calcio italiano, Dino Zoff ed Enrico Albertosi (con buona pace di Gigi Buffon), con il loro 1,82 oggi sarebbero considerati due bassotti per il ruolo e probabilmente nel calcio giovanile verrebbero dirottati in altri ruoli. Poi è chiaro che con le porte un po' più grandi si segnerebbe qualche gol in più e avremmo partite più divertenti. 

Saluti

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9 ore fa, fosforo41 ha scritto:

Scusami se ti rispondo con mesi di ritardo ma, pur essendo un appassionato di sport, frequento poco questo forum, ahimè per mancanza di tempo.

Trovo anch'io che il tennis sia uno sport bellissimo, molto emozionante e coinvolgente anche nel vederlo in TV. Però dire che sia lo sport più bello di tutti è un giudizio soggettivo. Per me lo sport più bello sono gli Scacchi, al secondo posto il biliardo nella specialità dei 5 birilli. Ambedue non sono solo sport, sono anche, o soprattutto, scienza e arte, ed è proprio questo che, a mio personale giudizio, li rende più belli e più interessanti degli altri sport.

Il tennis è uno sport tradizionalista, le sue regole sono sostanzialmente immutate da oltre un secolo (quelle degli Scacchi da oltre 5 secoli). Ciò può essere anche giudicato positivamente, però nel frattempo sono cambiati radicalmente i materiali. Se al n.1 del mondo gli dai una vecchia racchetta in legno e budello di bue (la racchetta di Adriano Panatta per capirci), non avrà scampo contro il n.100 munito di racchetta in grafene e fibra sintetica. Anzi ritengo che il n.1 dovrebbe sudare per evitare un doppio bagel (cioè un cappotto 6-0 6-0). Oggi con i nuovi materiali la pallina viaggia a velocità nettamente superiori a quelle di un tempo, praticamente in tutte le fasi del gioco, e non è detto che se ne avvantaggi lo spettacolo. Per esempio, come dicevo, una delle combinazioni di attacco più spettacolari del tennis, il servizio e volée, è quasi in via di estinzione per una banale ragione cinematica: la battuta e la risposta sono quasi sempre troppo veloci per dare il tempo all'attaccante di arrivare vicino alla rete. Con le lievi modifiche che propongo avremmo un gioco un po' più lento ma forse anche un po' più tecnico, un po' più vario e spettacolare.

Sono anche d'accordo con il tuo amico sulla porta del calcio, le cui attuali dimensioni (metri 7,32x2,44, ovvero 8 yarde per 6 piedi) furono stabilite dagli inglesi 130 anni fa. Io la ingrandirei ad almeno 7,50x2,50 metri. Per due ragioni. Le attuali misure sono proporzionate alla statura dei portieri di fine '800, che potevano essere alti intorno al metro e 75, mentre oggi sono usualmente intorno a 1,90 e alcuni sfiorano i 2 metri. I due più grandi portieri della storia del calcio italiano, Dino Zoff ed Enrico Albertosi (con buona pace di Gigi Buffon), con il loro 1,82 oggi sarebbero considerati due bassotti per il ruolo e probabilmente nel calcio giovanile verrebbero dirottati in altri ruoli. Poi è chiaro che con le porte un po' più grandi si segnerebbe qualche gol in più e avremmo partite più divertenti. 

Saluti

 

Avere qualche gol in più non é detto che faccia divertire di più, anzi.

Con il tuo metodo dopo un paio d'anni una gara che finisse 2-2 sarebbe considerata noiosa o sparagnina.

Gli accorgimenti nel calcio ci sono già stati, dalla regola del portiere, ai 3 punti a vittoria (in Italia molto dopo che in Inghilterra), palloni più leggeri ed imprevedibili, etc.

E di gol, nonostante i portieri alti 1,92 di media, se ne fanno già troppi. Quindi non capisco l'esigenza di allargare pure le porte, andrebbe a finire che, invece di giocare così come si gioca, le partite si possano risolvere in esercizi da tiri da lontano, pure da centrocampo.

 

Per quanto riguarda il tennis...io vedo giocatori e giocatrici andare spesso a rete, più o meno come prima.

Sulla terra rossa molto meno, come sempre d'altronde. E i campi in terra rossa sono in numero minore a quelli in cemento.

Quindi anche qui non comprendo fino in fondo questa smania di stravolgere degli sport così di successo.

 

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Inviata (modificato)

8 ore fa, lelotto2 ha scritto:

 

Avere qualche gol in più non é detto che faccia divertire di più, anzi.

Con il tuo metodo dopo un paio d'anni una gara che finisse 2-2 sarebbe considerata noiosa o sparagnina.

Gli accorgimenti nel calcio ci sono già stati, dalla regola del portiere, ai 3 punti a vittoria (in Italia molto dopo che in Inghilterra), palloni più leggeri ed imprevedibili, etc.

E di gol, nonostante i portieri alti 1,92 di media, se ne fanno già troppi. Quindi non capisco l'esigenza di allargare pure le porte, andrebbe a finire che, invece di giocare così come si gioca, le partite si possano risolvere in esercizi da tiri da lontano, pure da centrocampo.

 

Per quanto riguarda il tennis...io vedo giocatori e giocatrici andare spesso a rete, più o meno come prima.

Sulla terra rossa molto meno, come sempre d'altronde. E i campi in terra rossa sono in numero minore a quelli in cemento.

Quindi anche qui non comprendo fino in fondo questa smania di stravolgere degli sport così di successo.

 

Rispetto la tua opinione: come ho scritto, anche nello sport la tradizione è un valore importante. Però resto convinto delle mie tesi. È una questione soggettiva. C'è chi pensa, non a torto, che nel calcio il risultato perfetto sia lo 0-0. Io invece preferisco le partite con molti gol, dove ambedue le squadre cercano il gioco aperto, propositivo. In ogni caso con le modifiche che ho proposto ho stimato che l'incremento delle reti segnate sarebbe intorno al 15%, all'incirca una media di 4 reti in più per ogni giornata di campionato (10 partite). Quindi non un tiro a segno. Diciamo che sarebbero penalizzate le squadre che tendono a chiudersi puntando allo zero a zero, e quelle che dopo essere passate in vantaggio, magari con un gol di rapina, alzano le barricate. Colgo l'occasione per correggere un errore sull'altezza della porta: 2,44 metri non sono 6 piedi ma 8 piedi.

Per quanto riguarda il tennis forse sei più giovane di me e non puoi ricordare che a Wimbledon fino ai tempi di Borg e McEnroe si giocava quasi solo a rete. Perfino il terraiolo Borg seguiva spessissimo anche la seconda di servizio. Forse questo era un eccesso opposto, di scambi lunghi se ne vedevano pochi. In misura minore ciò accadeva anche sul cemento e sul sintetico. Un McEnroe, ma anche un Panatta e altri, praticavano il serve and volley pure sulla terra.

Saluti

Modificato da fosforo41

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