Zagrebelsky risorto

Il Noista emerito Zagrebelsky sembrava scomparso dai radar – forse perché la disastrosa performance televisiva nel duello con Matteo Renzi aveva indotto gli strateghi del No ad oscurarlo per il bene della causa –, quand’ecco che all’improvviso ritorna a pochi giorni dal voto con una succosa intervista alla Stampa.

Fa un certo effetto – e, lo confessiamo, provoca un certo imbarazzo – pensare che lo Zagrebelsky che si sfoga con la Stampaè lo stesso Zagrebelsky che ha presieduto la Corte Costituzionale, che ha insegnato e insegna Diritto costituzionale, che è considerato da decenni uno dei più illustri costituzionalisti d’Italia. Perché di costituzionale – cioè di sensato, di ragionevole, di consono ai principi della Carta del 1948 – nell’intervista di oggi c’è davvero poco.

Come un grillino qualsiasi, il Noista emerito torna infatti a sostenere una tesi che non ha, non può avere alcun fondamento: “E’ stato violato l’articolo 1. […] La riforma è stata approvata da un Parlamento eletto con una legge incostituzionale. […] C’è stata un’usurpazione della sovranità popolare. La riforma è viziata ex defectu tituli”. Ma ancora qui stiamo? Ancora a discutere di illegittimità delle Camere?

Com’è noto anche ai sassi la Consulta, bocciando una parte del Porcellum, ha contestualmente ribadito la piena legittimità del Parlamento in carica. Del resto, non avrebbe potuto fare altrimenti: con il Porcellum sono stati eletti non uno ma tre Parlamenti, e se fossero illegittimi sarebbero illegittime anche tutte le leggi approvate dal 2006 ad oggi, nonché i cinque governi che si sono succeduti, nonché i presidenti della Repubblica eletti negli ultimi dieci anni, nonché i due terzi della stessa Corte Costituzionale, che sono stati eletti dal Parlamento o nominati dal Capo dello Stato.

Perché il Noista emerito insiste in questa falsificazione della realtà, in questa delegittimazione sistematica dell’ordinamento costituzionale, giuridico e civile del Paese, in questo vero e proprio attentato al sistema democratico? E perché insulta Sergio Mattarella accusandolo esplicitamente di “far finta di niente” e “tacere”?

I cattivi maestri sono più pericolosi dei loro peggiori allievi, perché giocando con le parole confondono le menti e seminano sfiducia e rabbia. E’ davvero un peccato che Zagrebelsky abbia scelto di concludere così la sua carriera pubblica.

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Un altro duello televisivo come quello precedente e Renzi vince a mani basse...

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