sindacalisti alla losoio si fanno gli affari loro

Un comodo e lecito (seppur moralmente ingiusto) privilegio di cui godono grazie ai soldi dei contribuenti e grazie a un codicillo contenuto nella legge n° 564 del 1996 che, di fatto, permette ai sindacalisti di fare affidamento su una contribuzione aggiuntiva versata all’organizzazione nella quale militano e servono.

Insomma, una sorta di pensione d’oro come quelle della tanto vituperata "casta" dei politici che, anche per pochi anni, hanno seduto sullo scranno in Parlamento. Come ricorda il Quotidiano Nazionale, a mettere nel mirino questo contorto meccanismo è stato (anche) il presidente dell’Inps Tito Boeri, che ha sottolineato come i contributi integrativi versati dagli esponenti sindacali siano garanzia di un assegno Inps calcolato non su base contributiva, bensì su quella retributiva. Con quale conseguenza? Presto detta: 18mila sindacalisti italiani ricevono, ogni mese, un trattamento pensionistico di lusso, e di netto superiore rispetto alla cifre realmente versate all’Istituto nazionale di previdenza sociale.

Ora, sia il governo che l’Inps vogliono intervenire per sistemare il cortocircuito legislativo, ma anche se l’esecutivo farà qualcosa, è assai probabile che la norma verrà corretta in modo non retroattivo. Per cui, chi ha già maturato il diritto all’integrazione, continuerà a vedersela arrivare ogni mese.

Interessante, infine, anche la classifica degli stipendi dei big dei sindacati italiani, sempre stilata dal QN. La più ricca è Susanna Camusso (Cgil), che si porta a casa ogni 30 giorni 4mila euro netti, seguita a pochi euro da Annamaria Furlan (Cisl) con 3964 €. Terzo gradino del podio per le pensione di Carmelo Barbagallo (Uil) da 2.800 netti mensili, mentre l’ex leader della Fiom Maurizio Landini fa affidamento su uno stipendio più leggero pari comunque a 2.250 netti e comunque sempre il doppio di un operaio metalmeccanico

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2 messaggi in questa discussione

1 ora fa, director12 ha scritto:

Un comodo e lecito (seppur moralmente ingiusto) privilegio di cui godono grazie ai soldi dei contribuenti e grazie a un codicillo contenuto nella legge n° 564 del 1996 che, di fatto, permette ai sindacalisti di fare affidamento su una contribuzione aggiuntiva versata all’organizzazione nella quale militano e servono.

Insomma, una sorta di pensione d’oro come quelle della tanto vituperata "casta" dei politici che, anche per pochi anni, hanno seduto sullo scranno in Parlamento. Come ricorda il Quotidiano Nazionale, a mettere nel mirino questo contorto meccanismo è stato (anche) il presidente dell’Inps Tito Boeri, che ha sottolineato come i contributi integrativi versati dagli esponenti sindacali siano garanzia di un assegno Inps calcolato non su base contributiva, bensì su quella retributiva. Con quale conseguenza? Presto detta: 18mila sindacalisti italiani ricevono, ogni mese, un trattamento pensionistico di lusso, e di netto superiore rispetto alla cifre realmente versate all’Istituto nazionale di previdenza sociale.

Ora, sia il governo che l’Inps vogliono intervenire per sistemare il cortocircuito legislativo, ma anche se l’esecutivo farà qualcosa, è assai probabile che la norma verrà corretta in modo non retroattivo. Per cui, chi ha già maturato il diritto all’integrazione, continuerà a vedersela arrivare ogni mese.

Interessante, infine, anche la classifica degli stipendi dei big dei sindacati italiani, sempre stilata dal QN. La più ricca è Susanna Camusso (Cgil), che si porta a casa ogni 30 giorni 4mila euro netti, seguita a pochi euro da Annamaria Furlan (Cisl) con 3964 €. Terzo gradino del podio per le pensione di Carmelo Barbagallo (Uil) da 2.800 netti mensili, mentre l’ex leader della Fiom Maurizio Landini fa affidamento su uno stipendio più leggero pari comunque a 2.250 netti e comunque sempre il doppio di un operaio metalmeccanico

Solo per evidenziare come gli stipendi di Segretari Nazionali di CGIL-CISL-UIL corrispondano a quelli di un quadro in ambito bancario, di un funzionario di polizia di una media questura, di un preside di liceo. Non ci trovo nulla di scandaloso. Scandalosi sono i trattamenti dei manager. In FIAT l'ing. Valletta guadagnava circa 12 volte lo stipendio di un impiegato ai tempi di nonno Agnelli. Oggi Marchionne guadagna circa 2.000 volte lo stipendio medio di un lavoratore. E non è certo 400 volte più in gamba di Valletta.....

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Signor director come mai non critica anche le pensioni dei militari?

Sa che ci sono più ufficiali e sottufficiali dei soldati semplici?

Cambierete anche questo?

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