codit?
Dialetti e Accenti ///

Non sopporto quando i Napoletani,parlano tra di loro con l'accento stretto...cosi noi non capiamo..

(ci hanno presi per polentoni).

Invece mi piace un sacco l'accento Romano e la parlata Cremonese direi molto sganawei !!

Voi avete preferenze? Che lingua italiana vi piace e quella che piu detestate.....

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15 messaggi in questa discussione

3 ore fa, roby26102 ha scritto:

Non sopporto quando i Napoletani,parlano tra di loro con l'accento stretto...cosi noi non capiamo..

(ci hanno presi per polentoni).

Invece mi piace un sacco l'accento Romano e la parlata Cremonese direi molto sganawei !!

Voi avete preferenze? Che lingua italiana vi piace e quella che piu detestate.....

grazie Robby,tu sei l'unico che mi ha detto...ma non mi hai detto niente....ti piace solo il tuo accentoooo???

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Mi fa ridere l'accento venetoooooo e mi fa piangere quello brescianooooooo...ciao!

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Inviata (modificato)

9 ore fa, rosarossa236 ha scritto:

Mi fa ridere l'accento venetoooooo e mi fa piangere quello brescianooooooo...ciao! Sentiti questa clip...Quando beccarono 3 *** senza biglietto a bordo del pulman,poi fermato dall'autista che ha fatto scendere i tre portoghesi.....Frasi ad effetto in dialetto venexian e ciosotto....

 

Modificato da virus128
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le parlate dialettali son simpatike e mi piacciono tutte.

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Il 29/3/2017 in 10:56 , uvabianca111 ha scritto:

le parlate dialettali son simpatike e mi piacciono tutte.

Ma avrai una preferenza..dai!!

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11 ore fa, rosarossa236 ha scritto:

Ma avrai una preferenza..dai!!

no, nessuna preferenza, le parlate dialettali itaGliane mi piacciono tutte...

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Il ‎30‎/‎01‎/‎2017 in 13:08 , roby26102 ha scritto:

Non sopporto quando i Napoletani,parlano tra di loro con l'accento stretto...cosi noi non capiamo..

(ci hanno presi per polentoni).

Invece mi piace un sacco l'accento Romano e la parlata Cremonese direi molto sganawei !!

Voi avete preferenze? Che lingua italiana vi piace e quella che piu detestate.....

Guarda, de gustibus non disputandum, e se il Romanesco e il Cremonese ti piacciono di più o ti suonano all'orecchio meglio del Napoletano nulla quaestio. Anche a me piaceva il Romanesco del Monnezza (Tomas Milian) e il Cremonese di Ugo Tognazzi, ma quelli erano due grandi attori. L'Italiano parlato da un grande e colto giornalista come Marco Travaglio risulta assai più gradevole di quello parlato, o meglio farfugliato, da un piccolo e incolto giornalista come Maurizio Costanzo. A mia figlia, neo-professoressa di Italiano nella scuola secondaria, ho suggerito di mostrare a lezione filmati da YouTube di eccellenti e indimenticati locutori come Indro Montanelli ed Enzo Tortora, e l'iniziativa ha riscosso il gradimento degli alunni e delle colleghe più esperte. E' vero che noi napoletani tendiamo più di altri a parlare tra noi in un dialetto stretto che può risultare in parte incomprensibile non solo ai non napoletani ma anche ai napoletani non "veraci" e a quelli che, vivendo nei quartieri bene, leggendo poco i nostri classici (Basile, Viviani, Eduardo, Russo, Bovio, etc.) e frequentando poco vicoli e mercatini, stanno dimenticando la loro lingua madre. Perché, mettiamolo bene in chiaro, il Napoletano non è o non è solo un dialetto, bensì è una lingua, stanti la sua ricchezza espressiva e la sua antica e ricchissima tradizione letteraria. Purtroppo, benché esistano in commercio e in Rete fior di dizionari e di manuali, oggi sono poche e in diminuzione le persone che padroneggiano perfettamente il Napoletano nel suo lessico e nelle sue regole, ovvero quelle potenzialmente in grado di produrre opere letterarie in lingua napoletana. Quindi la nostra tradizione letteraria oggi stenta a rinnovarsi. Emblematico il caso di Roberto Saviano, grande scrittore nato a Napoli ma non "napoletano verace", il quale ha avuto bisogno delle consulenze di due studiosi per scrivere il suo ultimo best seller La paranza dei bambini, romanzo di grande successo ambientato a Forcella, ma con modesti risultati sotto l'aspetto linguistico, al punto che non solo scrittori come Michele Serio (nato a Forcella) ma qualsiasi napoletano verace (come il sottoscritto) che sfogli quel libro vi riscontra errori e deviazioni rispetto alla vera lingua parlata, spesso madornali e ridicole, quasi in ogni frase dei protagonisti. In ogni caso il Napoletano, sia pure in declino come tutti gli altri dialetti della penisola, resta probabilmente la seconda lingua più parlata e più compresa d'Italia. Ho amici del Nord che, quando scendono a Napoli, mia moglie li porta a fare shopping a via dei Mille, ma loro preferiscono addentrarsi con me nei mercatini della Pignasecca e di Porta Nolana dove capiscono benissimo il dialetto di pescivendoli e friggitori di pizze e panzarotti (tipo Sophia Loren ne L'oro di Napoli), anzi non di rado si azzardano a discutere e a tirare sul prezzo in vernacolo, senza temere gli effetti un po' comici.

Prima di concludere, voglio ricordare che, secondo i più recenti e accreditati studi, il Napoletano (che discende dal Latino e dal Greco antico, ma che si è arricchito nei secoli con derivazioni dal Francese, dallo Spagnolo, dall'Inglese e perfino dall'Arabo) sarebbe la prima lingua "volgare" storicamente parlata e scritta in Italia dopo o contestualmente alla graduale estinzione del latino. In buona sostanza, l'Italiano molto prima che dal Toscano discende dal Napoletano. Lo testimoniano i più antichi scritti in Volgare oggi conosciuti, i famosi placiti cassinesi (o capuani), quattro trascrizioni di atti giuridici anteriori all'anno 1000, che l'analisi filologica riconduce al Napoletano parlato e scritto (anche in documenti ufficiali) all'epoca in Campania.

https://it.wikipedia.org/wiki/Placiti_cassinesi

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2 ore fa, fosforo31 ha scritto:

Guarda, de gustibus non disputandum, e se il Romanesco e il Cremonese ti piacciono di più o ti suonano all'orecchio meglio del Napoletano nulla quaestio. Anche a me piaceva il Romanesco del Monnezza (Tomas Milian) e il Cremonese di Ugo Tognazzi, ma quelli erano due grandi attori. L'Italiano parlato da un grande e colto giornalista come Marco Travaglio risulta assai più gradevole di quello parlato, o meglio farfugliato, da un piccolo e incolto giornalista come Maurizio Costanzo. A mia figlia, neo-professoressa di Italiano nella scuola secondaria, ho suggerito di mostrare a lezione filmati da YouTube di eccellenti e indimenticati locutori come Indro Montanelli ed Enzo Tortora, e l'iniziativa ha riscosso il gradimento degli alunni e delle colleghe più esperte. E' vero che noi napoletani tendiamo più di altri a parlare tra noi in un dialetto stretto che può risultare in parte incomprensibile non solo ai non napoletani ma anche ai napoletani non "veraci" e a quelli che, vivendo nei quartieri bene, leggendo poco i nostri classici (Basile, Viviani, Eduardo, Russo, Bovio, etc.) e frequentando poco vicoli e mercatini, stanno dimenticando la loro lingua madre. Perché, mettiamolo bene in chiaro, il Napoletano non è o non è solo un dialetto, bensì è una lingua, stanti la sua ricchezza espressiva e la sua antica e ricchissima tradizione letteraria. Purtroppo, benché esistano in commercio e in Rete fior di dizionari e di manuali, oggi sono poche e in diminuzione le persone che padroneggiano perfettamente il Napoletano nel suo lessico e nelle sue regole, ovvero quelle potenzialmente in grado di produrre opere letterarie in lingua napoletana. Quindi la nostra tradizione letteraria oggi stenta a rinnovarsi. Emblematico il caso di Roberto Saviano, grande scrittore nato a Napoli ma non "napoletano verace", il quale ha avuto bisogno delle consulenze di due studiosi per scrivere il suo ultimo best seller La paranza dei bambini, romanzo di grande successo ambientato a Forcella, ma con modesti risultati sotto l'aspetto linguistico, al punto che non solo scrittori come Michele Serio (nato a Forcella) ma qualsiasi napoletano verace (come il sottoscritto) che sfogli quel libro vi riscontra errori e deviazioni rispetto alla vera lingua parlata, spesso madornali e ridicole, quasi in ogni frase dei protagonisti. In ogni caso il Napoletano, sia pure in declino come tutti gli altri dialetti della penisola, resta probabilmente la seconda lingua più parlata e più compresa d'Italia. Ho amici del Nord che, quando scendono a Napoli, mia moglie li porta a fare shopping a via dei Mille, ma loro preferiscono addentrarsi con me nei mercatini della Pignasecca e di Porta Nolana dove capiscono benissimo il dialetto di pescivendoli e friggitori di pizze e panzarotti (tipo Sophia Loren ne L'oro di Napoli), anzi non di rado si azzardano a discutere e a tirare sul prezzo in vernacolo, senza temere gli effetti un po' comici.

Prima di concludere, voglio ricordare che, secondo i più recenti e accreditati studi, il Napoletano (che discende dal Latino e dal Greco antico, ma che si è arricchito nei secoli con derivazioni dal Francese, dallo Spagnolo, dall'Inglese e perfino dall'Arabo) sarebbe la prima lingua "volgare" storicamente parlata e scritta in Italia dopo o contestualmente alla graduale estinzione del latino. In buona sostanza, l'Italiano molto prima che dal Toscano discende dal Napoletano. Lo testimoniano i più antichi scritti in Volgare oggi conosciuti, i famosi placiti cassinesi (o capuani), quattro trascrizioni di atti giuridici anteriori all'anno 1000, che l'analisi filologica riconduce al Napoletano parlato e scritto (anche in documenti ufficiali) all'epoca in Campania.

https://it.wikipedia.org/wiki/Placiti_cassinesi

Capisco il tuo voler giustificare la storia Napoletana e le varie culture..so benissimo che la parte ricca di Napoli,ha cultura e sono veri signori..ma cio non toglie che per me la parlata Napoletana ha una cadenza lagnosa e pesante e

anche caratterialmente..da buoni Saraceni pensano di essere i padroni del mondo e che tutto gli sia dovuto..in più,

ti fanno gli amici e poi ti fregano..(ne ho conosciuti di persona) e le donne sono tra le più invidiose d'Italia!

Non devi farne un fatto personale però,avresti potuto mettere qui solo la tua preferenza e se avessi detto che gli

Emiliani hanno una cadenza che a te non piace,io l'avrei accettato//

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2 minuti fa, rosarossa236 ha scritto:

Capisco il tuo voler giustificare la storia Napoletana e le varie culture..so benissimo che la parte ricca di Napoli,ha cultura e sono veri signori..ma cio non toglie che per me la parlata Napoletana ha una cadenza lagnosa e pesante e

anche caratterialmente..da buoni Saraceni pensano di essere i padroni del mondo e che tutto gli sia dovuto..in più,

ti fanno gli amici e poi ti fregano..(ne ho conosciuti di persona) e le donne sono tra le più invidiose d'Italia!

Non devi farne un fatto personale però,avresti potuto mettere qui solo la tua preferenza e se avessi detto che gli

Emiliani hanno una cadenza che a te non piace,io l'avrei accettato//

Quello che non mi piace sono le generalizzazioni. Anch'io ho subìto fregature nella vita. Per lo più non da napoletani.

Saluti

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In questo momento, fosforo31 ha scritto:

Quello che non mi piace sono le generalizzazioni. Anch'io ho subìto fregature nella vita. Per lo più non da napoletani.

Saluti

Però il post..parlava di accenti,non di polemiche...cmq,la Napoletana che voleva fregarmi era una novizia di una

comunità di future suore...pregava Gesù tutti i giorni..ma ha cercato di imbrogliarmi ugualmente...e siccome io

conoscevo Dio ,non c'è riuscita..quindi noi" Polentoni",non è vero che siamo meno furbi di voi..haha!

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4 ore fa, rosarossa236 ha scritto:

Però il post..parlava di accenti,non di polemiche...cmq,la Napoletana che voleva fregarmi era una novizia di una

comunità di future suore...pregava Gesù tutti i giorni..ma ha cercato di imbrogliarmi ugualmente...e siccome io

conoscevo Dio ,non c'è riuscita..quindi noi" Polentoni",non è vero che siamo meno furbi di voi..haha!

Mai scritto né pensato che noi napoletani siamo più furbi di voi del Nord. Posso solo dire, senza ombra di dubbio, che siamo più bravi e allenati di voi nell'arrangiarci nelle difficoltà della vita e nell'accettarle, quando proprio non riusciamo a superarle, con maggiore "filosofia". Un esempio. La crisi economica degli ultimi anni, cifre alla mano, ha colpito il Sud più del Nord, ma da voi la gente si deprime, si dispera e si suicida, mentre noi a queste brutte cose non ci pensiamo nemmeno. La crisi ha fatto triplicare il consumo di psicofarmaci (antidepressivi, sonniferi e simili) ma la Campania resta la regione con il consumo più basso d'Italia di queste porcherie utili solo ai colossi farmaceutici che ci si ingrassano. Il nostro consumo pro capite è la metà di quello della Toscana (la regione più depressa d'Italia, vedasi come sono ridotti Renzi, Boschi e il forumista mark525 dopo il referendum) e il 40% in meno dell'Emilia Romagna. Il che basta e avanza per sfatare il luogo comune che considera toscani ed emiliani gente allegra.

 http://www.infodata.ilsole24ore.com/2015/04/02/aumenta-luso-di-farmaci-in-italia-il-consumo-di-antidepressivi-regione-per-regione/?refresh_ce=1

Noi napoletani discendiamo dai Greci antichi (quelli che inventarono la filosofia e molte altre cose e che fondarono Neapolis, la Città nuova) e sappiamo bene che in greco pharmakon vuol dire "veleno". Di certo la furbizia non è ereditaria ma è una virtù acquisita. Alcuni pensano che l'intelligenza sia ereditaria. Se lo pensassi anch'io (ma non lo penso affatto) dovrei concludere che noi napoletani siamo più intelligenti di voi che discendete da Galli, Longobardi e simili. D'altra parte, se fossimo stati più furbi di voi, non ci saremmo fatti conquistare con l'inganno (gli ammiragli e i generali borbonici corrotti dagli inglesi), saccheggiare a mani basse e annettere (con un referendum truccato) il più ricco ("di gran lunga" secondo Alberto Angela) dei vari Stati italiani dell'800 da quegli straccioni ignoranti dei Savoia (con l'aiuto dei già citati inglesi, interessati allo zolfo siciliano, e dei due furboni Cavour e Garibaldi). Sia detto senza offesa: all'epoca le donne piemontesi si lavavano poco (e gli uomini immagino ancora meno). Quando i piemontesi saccheggiarono la Reggia di Caserta (con la quale per imponenza e sfarzo poteva competere solo quella di Versailles) si imbatterono in un oggetto che catalogarono come "oggetto per uso sconosciuto a forma di chitarra".  

http://www.napoli.com/viewarticolo.php?articolo=31513

Tornando al discorso del dialetto e dell'accento, ho già scritto nel primo post che è questione di gusti e sui gusti non si discute. Per me la lingua nazionale più bella in assoluto è il francese (al secondo posto l'italiano, al terzo il russo). Il dialetto più bello è il napoletano (che è anche una lingua letteraria) ma il mio è un giudizio molto parziale dato che gli altri dialetti li conosco poco o nulla. Ho anche precisato che la gradevolezza di una lingua o di un dialetto dipende molto dal locutore e dal suo livello culturale. Una cosa è il napoletano parlato da giganti come Eduardo e Totò, altra cosa quello parlato da guitti sopravvalutati come Peppe Iodice e Alessandro Siani. Una cosa è il napoletano di un partenopeo verace, altra cosa quello di un cafone della provincia. Se poi trovi "lagnosa e pesante" la cadenza dei napoletani (forse ascolti troppi neomelodici alla Gigi D'Alessio, un altro sopravvalutato) cosa mi dirai dei baresi?

Saluti

 

Modificato da fosforo31

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E' inutile che mi spieghi..ho fatto la Sorbona!!

Cmq...come scaraffone..sei abbast.simpatico..haha!

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7 ore fa, rosarossa236 ha scritto:

E' inutile che mi spieghi..ho fatto la Sorbona!!

Cmq...come scaraffone..sei abbast.simpatico..haha!

Hai fatto la Sorbona sul serio o l'hai fatta come Berlusconi? O come la ministra Madia che ha fatto la tesi a Tilburg? Io ho fatto solo il Politecnico a Fuorigrotta. Un consiglio: lascia perdere la lingua Napoletana. Si dice scarrafone e non scaraffone. E nella versione corretta non è affatto una lagna. Cmq per me il tuo è quasi un complimento. Di solito mi accostano al gorilla o all'orso nero, ma chi lo fa si tiene a rispettosa distanza. Sono un po'... corpulento (da giovane praticavo l'haltérophilie ) e a 58 anni conservo barba e capelli neri. Saluti 

 

 

 

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Capisco..quindi io e te..saremmo come la bella e la bestia..haha!

noi Emiliani diciamo scaraffone..che ce vuoi fa//

che lagna però,non è che per caso sei..Gigi D'alessio??

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