nicola porro commenta il decreto dignita'

9 messaggi in questa discussione

un decreto che piace alle sinistre,ai sindacalisti,ai sbandieratori di piazza!! detto tutto

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mi scusi signor director

lei il decreto l'ha letto?

Può darsi che sia pieno di difetti, anzi che sia una ca ga ta ma perchè non usa la sua testa invece che  ricorrere sempre A QUELLA DEGLI ALTRI?

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1 ora fa, ahaha.ha ha scritto:

mi scusi signor director

lei il decreto l'ha letto?

Può darsi che sia pieno di difetti, anzi che sia una ca ga ta ma perchè non usa la sua testa invece che  ricorrere sempre A QUELLA DEGLI ALTRI?

perchè? semplice..cosi' quelli duretti di comprendonio dovrebbero capire!! anche perchè hanno perso su tutti i fronti

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Le ho chiesto signor director, perché usa la testa degli altri invece che la sua?

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Inviata (modificato)

Non ho letto il testo, solo qualche sintesi giornalistica, ma tutto sommato mi pare un decreto dignitoso. Una tangibile inversione di tendenza, un passetto avanti per restituire dignità al lavoro dopo gli scempi inenarrabili degli ultimi anni. Se fosse piaciuto al patetico berlusconiano Porro, mi sarei preoccupato. La Meloni, patetica berlusconiana camuffata da destra sociale, dice che sembra scritto dal Pci degli anni '80, e questo è un altro punto a favore del decreto, anche se Berlinguer l'avrebbe scritto molto meglio di Di Maio. Ma dico un'ovvietà. Il mio giudizio moderatamente positivo è correlato soprattutto ai giudizi fortemente negativi delle categorie più colpite, in particolare Confindustria e in particolare quegli imprenditori che hanno dimenticato la funzione sociale dell'impresa, sancita  dalla Costituzione, per inseguire il profitto, e la ricca e potente lobby dei biscazzieri, delle slot machines e delle scomm.esse, nonché quella dei giornali e delle televisioni che fanno pubblicità a questa mer.da che negli anni della cosiddetta sinistra ha inondato e appestato il paese. La cosiddetta sinistra aveva scritto il Jobs Act sotto dettatura di Confindustria ignorando i sindacati; il decreto dignità di Di Maio, concretamente orientato a sinistra, non cancella i regali di Renzi ma un po' li ridimensiona. In campagna elettorale Luigi aveva parlato di ripristino e di estensione dell'art.18 con l'obbligo del reintegro del lavoratore licenziato ingiustamente. Ma già nel contratto di governo questo punto era sparito, evidentemente per volontà della Lega che resta partito di destra. Meglio di niente l'aumento degli indennizzi (minimi e massimi) e le altre misure contro la precarietà del lavoro. Autentica piaga dalle conseguenze disastrose per il tessuto sociale (come il calo dei matrimoni, il crollo della natalità, la fuga e lo scoraggiamento dei giovani) ma anche rovinosa per l'economia nazionale essendo ampiamente dimostrato che il lavoro precario è molto meno produttivo di quello stabile. Tutte cose che la cosiddetta sinistra in questi anni non ha capito o ha finto di non capire. Buone e coraggiose le prime misure di contrasto alla piaga della delocalizzazione industriale. Insomma, tenuto conto che parliamo di un debuttante assoluto, darei un 6 e 1/2 di incoraggiamento al ministro Di Maio. Stendo un velo pietoso su Porro e cedo la parola a un grande giornalista.

https://infosannio.wordpress.com/2018/07/03/marco-travaglio-i-fascisti-rossi/

 

Modificato da fosforo41

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18 minuti fa, fosforo41 ha scritto:

Non ho letto il testo, solo qualche sintesi giornalistica, ma tutto sommato mi pare un decreto dignitoso. Una tangibile inversione di tendenza, un passetto avanti per restituire dignità al lavoro dopo gli scempi inenarrabili degli ultimi anni. Se fosse piaciuto al patetico berlusconiano Porro, mi sarei preoccupato. La Meloni, patetica berlusconiana camuffata da destra sociale, dice che sembra scritto dal Pci degli anni '80, e questo è un altro punto a favore del decreto, anche se Berlinguer l'avrebbe scritto molto meglio di Di Maio. Ma dico un'ovvietà. Il mio giudizio moderatamente positivo è correlato soprattutto ai giudizi fortemente negativi delle categorie più colpite, in particolare Confindustria e in particolare quegli imprenditori che hanno dimenticato la funzione sociale dell'impresa, sancita  dalla Costituzione, per inseguire il profitto, e la ricca e potente lobby dei biscazzieri, delle slot machines e delle scomm.esse, nonché quella dei giornali e delle televisioni che fanno pubblicità a questa mer.da che negli anni della cosiddetta sinistra ha inondato e appestato il paese. La cosiddetta sinistra aveva scritto il Jobs Act sotto dettatura di Confindustria ignorando i sindacati; il decreto dignità di Di Maio, concretamente orientato a sinistra, non cancella i regali di Renzi ma un po' li ridimensiona. In campagna elettorale Luigi aveva parlato di ripristino e di estensione dell'art.18 con l'obbligo del reintegro del lavoratore licenziato ingiustamente. Ma già nel contratto di governo questo punto era sparito, evidentemente per volontà della Lega che resta partito di destra. Meglio di niente l'aumento degli indennizzi (minimi e massimi) e le altre misure contro la precarietà del lavoro. Autentica piaga dalle conseguenze disastrose per il tessuto sociale (come il calo dei matrimoni, il crollo della natalità, la fuga e lo scoraggiamento dei giovani) ma anche rovinosa per l'economia nazionale essendo ampiamente dimostrato che il lavoro precario è molto meno produttivo di quello stabile. Tutte cose che la cosiddetta sinistra in questi anni non ha capito o ha finto di non capire. Buone e coraggiose le prime misure di contrasto alla piaga della delocalizzazione industriale. Insomma, tenuto conto che parliamo di un debuttante assoluto, darei un 6 e 1/2 di incoraggiamento al ministro Di Maio. Stendo un velo pietoso su Porro e cedo la parola a un grande giornalista.

https://infosannio.wordpress.com/2018/07/03/marco-travaglio-i-fascisti-rossi/

 

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Inviata (modificato)

3 ore fa, pm610 ha scritto:

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Scusa Los, stendiamo un velo pietoso su questo sito anonimo e vile al quale attingi e che quotidianamente getta fango (per conto di chi?) su uno dei migliori giornali italiani. Ma quando Renzi e il Pd smantellavano l'art.18 (per conto di Confindustria e di Marchionne), tu mi lasciasti quasi solo nel forum a protestare e a difendere i diritti dei lavoratori. Dunque ora tu non hai il diritto di lamentarti se l'art.18 non è stato ripristinato. Sono io, che non ho mai votato Pd da quando ha tradito la sinistra e i lavoratori, che ho il diritto di criticare i 5s e la Lega su questo argomento. Come ho sempre scritto, sono un'alleanza innaturale che dovrà troppo spesso ripiegare nel compromesso. Ed è evidente, come ho spiegato, che sul ripristino dell'art.18 c'era il veto di Salvini. Ciò non toglie che questo decreto Dignità contenga alcune cose buone, nuove e di sinistra, come hanno riconosciuto vari sindacalisti ed esponenti di Leu. Almeno si intravede una inversione di tendenza. Almeno nelle politiche del lavoro questo governo sembra orientato più a sinistra dei precedenti. E le sanzioni contro le aziende che delocalizzano all'estero dopo avere incassato fondi pubblici sono una novità assoluta, una novità positiva. Te lo ricordi chi era il precedente ministro del Lavoro? Era uno che cenava con Buzzi. Il quale nelle telefonate intercettate diceva di contare molto su di lui. E ricordi cosa diceva quel ministro del Lavoro sui nostri giovani costretti a emigrare? Diceva: "Alcuni meglio non averli tra i piedi". Tu hai tollerato questa gentaglia, forse l'hai perfino votata, io no. Adesso io ho il diritto di criticare quando questo governo non corregge al meglio gli erroracci fatti dai precedenti governi sul lavoro. Tu no. Mi dispiace.

Saluti

Modificato da fosforo41

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