IL CELODURO PRENDE IN GIRO

A BALLOTTAGGI CHIUSI, SALVINI AUTORIZZA NUOVI SBARCHI

Salvini, ieri 25 giugno, a ballottaggi chiusi, ha autorizzato lo sbarco di altri migranti. Come volevasi dimostrare, come abbiamo detto anche prima dei ballottaggi ma i media hanno stroncato la nostra previsione (è la loro professione ormai ...), quelle di "chiudere i porti" era solo becera propaganda di Matteo Salvini per le Elezioni Comunali. Dopo neanche 24 ore dalla chiusura dei seggi, Salvini autorizza altri sbarchi.

Adesso i media cosa diranno ? Adesso coloro che hanno votato Salvini anche alle Amministrative soprattutto per il caso "immigrazione" che faranno ? Cosa diranno ???

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Teo, ieri, è volato in Libia a bordo di un aereo militare, vestito come Tom Cruise in Top Gun (anche se le malelingue dicono che in realtà poi abbia preso un aereo di Stato e che quella fosse solo una grottesca messinscena per raccattare un po’ di like idioti su Facebook, ma noi non ci crediamo).

La missione era quella di rinsaldare e rinnovare i patti stretti da Minniti col governo libico (voi li catturate e li sbattete in prigione, poi noi vi paghiamo) e di attuare uno dei punti salienti del CONTRATTO DI GOVERNO, quello in cui si parla dei famosi “hotspot” nei paesi di partenza e di transito.

In pratica, Salvini era andato a dire al governo libico: “Noi a casa nostra non li vogliamo, quindi vi paghiamo un altro po’ e i centri di accoglienza li facciamo direttamente da voi”.

Quello in foto è il momento esatto in cui il numero due del governo Serraj gli risponde in diretta tv (testuale): “RIFIUTIAMO CATEGORICAMENTE la presenza di qualunque centro di accoglienza in Libia”.

Un’altra grande vittoria del Capitano, insomma.

Ma lui l’ha presa con sportività e ha subito detto che ora vuole chiedere al Sudan di mettere dei centri lì da loro.

Il Sudan di Al Bashir: un simpatico ragazzone responsabile di un genocidio nel Darfur (circa 400.000 morti), di una guerra civile (2 milioni e mezzo di profughi) e sulla cui testa pende un mandato di cattura della Corte Penale Internazionale per crimini contro l’umanità.
In pratica uno che, se esce dal Sudan, viene arrestato e processato dalla Corte internazionale.

Ma tranquilli: Teo ieri ha fatto una visita guidata dentro una delle carceri libiche e ci ha fatto sapere che le accuse di Amnesty International, del New York Times, i racconti dei sopravvissuti che portano ancora su di se i segni delle torture e parlano di violenze, stupri e morti, sono tutte balle.

Siamo più che certi che anche in Sudan staranno benissimo.

Avanti così, Capitano.

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