Ma si , ... intitogliamoli una strada !! Non gliela possiamo negare , vero Sardonico alias Testadiminkia Docgalileo..!!

Quando si parla di Giorgio Almirante, non bisognerebbe mai fermarsi al Manifesto della Razza, alla rivista “La difesa della razza”, al collaborazionismo con le SS, alle “fucilazioni alle spalle” di partigiani ecc, perché così potrebbe sembrare che le sue nefandezze fossero limitate solo agli anni 30/40. Bisognerebbe anche ricordare le stragi di Stato e la strategia della tensione. Il 31 maggio 1972, in località Peteano, in provincia di Gorizia, morirono dilaniati in un attentato 3 carabinieri: Antonio Ferraro, Donato Poveromo e Franco Bongiovanni, mentre altri 2 carabinieri, Francesco Speziale e Giuseppe Zazzaro, rimasero gravemente feriti. I cinque carabinieri erano stati attirati sul luogo da una telefonata che denunciava un'automobile sospetta, mentre in realtà era un’autobomba che esplose quando uno dei carabinieri tentò di aprire lo sportello. Come per Piazza Fontana, iniziò subito il depistaggio, con accuse nei confronti di anarchici e comunisti. La strategia della tensione funzionava così: bombe fasciste, accuse ai compagni e coperture statali. Infatti, tra le persone coinvolte nel depistaggio c’era il Generale Dino Mingarelli (condanna confermata in Cassazione nel 1992 per falso materiale ed ideologico e per soppressione di prove) e il generale piduista Giovanbattista Palumbo. I colpevoli materiali della strage, condannati all’ergastolo con sentenza definitiva, erano tutto iscritti all’MSI: Carlo Cicuttini, Vincenzo Vinciguerra e Ivano Boccaccio. La voce al telefono, che condusse i carabinieri verso la morte, era di Carlo Cicuttini. Vincenzo Vinciguerra, reo confesso della strage di Peteano, raccontò nel 1982 che Giorgio Almirante aveva procurato $35.000 al terrorista Carlo Cicuttini, autore della telefonata trappola che portò i carabinieri alla autobomba, affinché modificasse la sua voce durante la sua latitanza in Spagna con un intervento alle corde vocali. Nel 1986, a seguito dell’emersione dei documenti che dimostravano il passaggio dei $35.000 tramite una banca di Lugano, il Banco di Bilbao e il Banco Atlantico, Giorgio Almirante e l’avvocato goriziano Eno Pascoli (anch’essi fascista arruolato nella Repubblica Sociale Italiana) vennero rinviati a giudizio per il reato di favoreggiamento aggravato verso i terroristi neofascisti. Pascoli fu condannato per il fatto, mentre Almirante, dopo un’iniziale condanna, si fece più volte scudo dell’immunità parlamentare anche per sottrarsi agli interrogatori, fin quando si avvalse di un’amnistia per uscire definitivamente dal processo.Via Giorgio Almirante 
collaborazionista, razzista, fucilatore di partigiani, favoreggiatore di terrorismo neofascista Ecco, se la scritta fosse così, come promemoria, si potrebbe anche dedicargli una via in ogni città.

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3 messaggi in questa discussione

Perfettamente d'accordo, assurdo intitolare strade a personaggi discutibili; esistono città dove anche oggi ci sono strade, piazze  e quartieri intitolati a dittatori o  intitolate al nome di città che hanno cambiato nome e  hanno recuperato  il  loro  nome originario , penso a nomi come "stalingrado" (Bologna) non sarebbe il tempo di cambiare?  https://it.wikipedia.org/wiki/Volgograd  https://it.wikipedia.org/wiki/San_Pietroburgo

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13 ore fa, mark222220 ha scritto:

Quando si parla di Giorgio Almirante, non bisognerebbe mai fermarsi al Manifesto della Razza, alla rivista “La difesa della razza”, al collaborazionismo con le SS, alle “fucilazioni alle spalle” di partigiani ecc, perché così potrebbe sembrare che le sue nefandezze fossero limitate solo agli anni 30/40. Bisognerebbe anche ricordare le stragi di Stato e la strategia della tensione. Il 31 maggio 1972, in località Peteano, in provincia di Gorizia, morirono dilaniati in un attentato 3 carabinieri: Antonio Ferraro, Donato Poveromo e Franco Bongiovanni, mentre altri 2 carabinieri, Francesco Speziale e Giuseppe Zazzaro, rimasero gravemente feriti. I cinque carabinieri erano stati attirati sul luogo da una telefonata che denunciava un'automobile sospetta, mentre in realtà era un’autobomba che esplose quando uno dei carabinieri tentò di aprire lo sportello. Come per Piazza Fontana, iniziò subito il depistaggio, con accuse nei confronti di anarchici e comunisti. La strategia della tensione funzionava così: bombe fasciste, accuse ai compagni e coperture statali. Infatti, tra le persone coinvolte nel depistaggio c’era il Generale Dino Mingarelli (condanna confermata in Cassazione nel 1992 per falso materiale ed ideologico e per soppressione di prove) e il generale piduista Giovanbattista Palumbo. I colpevoli materiali della strage, condannati all’ergastolo con sentenza definitiva, erano tutto iscritti all’MSI: Carlo Cicuttini, Vincenzo Vinciguerra e Ivano Boccaccio. La voce al telefono, che condusse i carabinieri verso la morte, era di Carlo Cicuttini. Vincenzo Vinciguerra, reo confesso della strage di Peteano, raccontò nel 1982 che Giorgio Almirante aveva procurato $35.000 al terrorista Carlo Cicuttini, autore della telefonata trappola che portò i carabinieri alla autobomba, affinché modificasse la sua voce durante la sua latitanza in Spagna con un intervento alle corde vocali. Nel 1986, a seguito dell’emersione dei documenti che dimostravano il passaggio dei $35.000 tramite una banca di Lugano, il Banco di Bilbao e il Banco Atlantico, Giorgio Almirante e l’avvocato goriziano Eno Pascoli (anch’essi fascista arruolato nella Repubblica Sociale Italiana) vennero rinviati a giudizio per il reato di favoreggiamento aggravato verso i terroristi neofascisti. Pascoli fu condannato per il fatto, mentre Almirante, dopo un’iniziale condanna, si fece più volte scudo dell’immunità parlamentare anche per sottrarsi agli interrogatori, fin quando si avvalse di un’amnistia per uscire definitivamente dal processo.Via Giorgio Almirante 
collaborazionista, razzista, fucilatore di partigiani, favoreggiatore di terrorismo neofascista Ecco, se la scritta fosse così, come promemoria, si potrebbe anche dedicargli una via in ogni città.

E per la strage di Bologna?Chiedere a Carlos...

 

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7 ore fa, virus128 ha scritto:

E per la strage di Bologna?Chiedere a Carlos...

 

Alias...mambro e fioravanti?....oppure come disse quell affare di larussa, la pista Palestinese....loro comunque ringraziano in primis alemagno che si incatenò per protesta con altri camer allo scalone del palazzo di giustizia di Bologna quando gli "emeriti" furono arrestati...

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