I MONDIALI DI CALCIO

Questa volta l'Italia non partecipa ai mondiali di calcio, siamo stati buttati fuori; però paradossalmente mai come in questo momento l'Italia sta ritrovando l'orgoglio e la sovranità nazionale come è chiaramente spiegato in questo articolo trovato in rete.

http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/13350661/antonio-socci-italia-tricolore-sovranita-russia-2018.html

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Inviata (modificato)

La kakistocrazia dilagante in tutti i settori, incluso lo sport (basta esaminare la carriera universitaria faidaté del presidente del Coni, indagato pure nell'affare Parnasi), ha disastrato perfino lo sport nazionale, quello in cui appena 12 anni fa eravamo campioni del mondo. La federazione del calcio è commissariata dopo la più vergognosa presidenza della storia, e siamo fuori dal mondiale come era accaduto solo nel 1958 in Svezia. Ma all'epoca il calcio italiano era poverissimo (a parte qualche ricco campione straniero o oriundo) e risentiva ancora della tragedia di Superga. Uno zio buonanima, portiere titolare in importanti club di B e C (che all'epoca era un forte torneo a girone unico) mi raccontava di non essere mai riuscito a raggranellare più di un milione (di lire) in un'intera annata. In compenso riuscì a trasmettermi la passione per lo sport e i suoi valori. Tra questi c'è sicuramente un sano e moderato patriottismo (o campanilismo a livello di club) che però non deve mai offuscare il valore fondamentale della lealtà sportiva. Ho praticato lo sport a livello agonistico e per me viene sempre prima il "vinca il migliore" piuttosto che vinca il Napoli o la Nazionale. É per questo che detesto la Juventus, un club che di scudetti ne ha "rubati" a decine, incluso l'ultimo, qualcuno anche senza virgolette, e che dopo lo scandalo Moggi andava assolutamente radiato, cancellato, come sarebbe accaduto in qualsiasi paese serio. Ed è per questo che gioii poco dopo la vittoria, a dir poco fortunosa, nel mondiale del 2006. Ben diversa da quella, strameritata, del 1982 con le indimenticabili immagini di Sandro Pertini. Io penso che l'orgoglio nazionale vada alimentato ogni giorno, senza eccessi, e che debba nutrirsi soprattutto di storia e di cultura. Alla vista di un antico acquedotto o di un anfiteatro romano, della Cappella Sistina o della Reggia di Caserta, o di una mostra storica sulle Quattro Giornate di Napoli, io mi inorgoglisco molto di più che davanti alla pur memorabile tripletta con cui Paolo Rossi stese il Brasile di Falcao, Socrates e Zico nell'82. L'orgoglio nazionale andrebbe alimentato nelle famiglie e nelle scuole prima che negli stadi e sui canali tv. Mentre è poca cosa un orgoglio che si risveglia solo quando veniamo offesi o umiliati da politicanti stranieri, o quando veniamo elogiati da politicanti anche peggiori, alla Trump o alla Putin. Ed è abbastanza penoso questo Antonio Socci che si inorgoglisce e parla di patriottismo (?!) davanti ai respingimenti e alla chiusura dei porti decisa da un nazionalista a giorni alterni che ha tuttora la secessione della Padania all'art.1 del  suo Statuto. Il bigotto Socci, fondamentalista cattolico a giorni alterni, dimentica uno degli ammonimenti fondamentali del Vangelo ("Ero straniero e non mi avete accolto") e non so proprio dove andrebbero a nascondersi, lui e Salvini con il loro patriottismo d'accatto, se l'Aquarius o un'altra nave respinta dai porti italiani  facesse naufragio con un'ecatombe di innocenti. Sarebbe un'altra strage di Stato, ma questa volta conosceremmo mandante e complici. E li conoscerebbe il mondo intero.

Modificato da fosforo31

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