Figli meno intelligenti dei padri: scendono i punteggi del QI

I punteggi dei test sul Quoziente d'Intelligenza (QI) hanno cominciato a scendere a partire dagli anni '70, con una media di 7 punti per ogni generazione: lo ha scoperto la ricerca condotta su 730.000 test dal 1970 al 2009, da Bernt Bratsberg e Ole Rogeberg del Centro Ragnar Frisch per la Ricerca Economica in Norvegia. Lo studio, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, indica tra le possibili cause la tendenza dei bambini di oggi a leggere poco e passare molto tempo con i videogiochi.
Vedi che danno fanno i videogiochi! Fate leggere libri ai vostri figli...

http://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/biotech/2018/06/13/figli-meno-intelligenti-dei-papa-scendono-i-punteggi-del-qi-_55973642-1f16-4e64-a414-04b04b960032.html

Uno studio su 730.000 uomini indica che a partire dagli anni '70 i punteggi dei test de'intelligenza stanno diventando sempre più bassi (fonte: v i p e z, Flickr) © Ansa

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5 messaggi in questa discussione

Il 14/6/2018 in 11:37 , bollaciao ha scritto:

I punteggi dei test sul Quoziente d'Intelligenza (QI) hanno cominciato a scendere a partire dagli anni '70, con una media di 7 punti per ogni generazione: lo ha scoperto la ricerca condotta su 730.000 test dal 1970 al 2009, da Bernt Bratsberg e Ole Rogeberg del Centro Ragnar Frisch per la Ricerca Economica in Norvegia. Lo studio, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, indica tra le possibili cause la tendenza dei bambini di oggi a leggere poco e passare molto tempo con i videogiochi.
Vedi che danno fanno i videogiochi! Fate leggere libri ai vostri figli...

http://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/biotech/2018/06/13/figli-meno-intelligenti-dei-papa-scendono-i-punteggi-del-qi-_55973642-1f16-4e64-a414-04b04b960032.html

Uno studio su 730.000 uomini indica che a partire dagli anni '70 i punteggi dei test de'intelligenza stanno diventando sempre più bassi (fonte: v i p e z, Flickr) © Ansa

I tempi del regolo calcolatore con il quale è stato progettato il LEM dello sbarco sulla Luna sono definitivamente andati quando nel '73 vennero fuori le prime calcolatrici.Svolgevano le 4 operazioni base.Erano della Texas Instrument e costavano 300.000 lire.Da allora la tecnologia ha fatto passi da gigante,mentre il cervello si è atrofizzato.....Normale.Più che normale.

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Diciamo che sono meno creativi,più tecnologici e meno rispettosi degli adulti..perchè si credono

superiori...quindi, meno sensibili e intelligenti sicuramente....

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azzardo una ipotesi dato che si tratta di dati statistici medi che tengono conto di tutto e che quindi non tutti i giovani sono così, non è per caso che l'uso o il fumo di certe sostanze  ( che certi politici vorrebbero liberalizzare) da parte di alcuni giovani ha conseguenze sul cervello di questi giovani e abbassa la media generale?

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Inviata (modificato)

Penso che l'uso del PC rincoglionira' più di una generazione. Lo strumento si basa sulla matematica binaria. Acceso/spento = bianco/nero = buono/cattivo. La fine del pensiero complesso e critico, la fine del dubbio. L'inizio di un modernissimo medioevo. Film preferito: blade runner.

Modificato da cortomalteseim

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Inviata (modificato)

Il QI è in calo in Norvegia e in generale nei paesi ricchi? Un tema molto interessante. Diciamo subito che l'intelligenza non è una grandezza fisica e non è neppure qualcosa di ben definito. Dunque a stretto rigore non è misurabile. Ma se per comodità chiamiamo misure i risultati dei test d'intelligenza, cioè le stime del cosiddetto QI, dobbiamo dire che sono misure poco accurate e poco precise (cioè poco ripetibili). Quindi anche i risultati di indagini statistiche su campioni molto numerosi (come lo studio norvegese) potrebbero essere poco attendibili. Ma prendiamo per buono il risultato in oggetto, ovvero assumiamo che il QI medio dei norvegesi stia calando di 7 punti per ogni nuova generazione. Non è poco su una media pari a 100. Con questo trend costante, entro la fine del secolo i norvegesi si ridurrebbero a un popolo di semiebeti, o di ricchi scemi nella migliore delle ipotesi. Per ora un ragazzo norvegese di 27 anni è il campione del mondo di Scacchi (la pietra di paragone dell'intelletto secondo Goethe) e la Norvegia ha espresso grandi matematici come Abel, Lie, Skolem. Quali potrebbero essere le cause del calo del QI? A mio avviso soprattutto due: l'aumento della ricchezza e la diminuzione delle nascite. In particolare la Norvegia, che era il più povero (o il meno ricco) dei paesi scandinavi, ha conosciuto un boom economico dopo la scoperta degli ingenti giacimenti di petrolio sotto il Mar del Nord ed è oggi tra i primissimi paesi al mondo per reddito pro capite. Ma il petrolio è una risorsa naturale, con quella scoperta è come se tutti i norvegesi avessero vinto al Superenalotto: non hanno dovuto ingegnarsi troppo per arricchirsi. Immagino che in Norvegia ci sia un welfare molto efficiente e che anche i pochi disoccupati non se la passino male. Insomma, se si adagiassero sul petrolio, i vichinghi rischierebbero sul serio di diventare dei ricchi scemi e poi di cadere in miseria dopo l'inevitabile esaurimento dei pozzi. In realtà non si adagiano e cercano vie di sviluppo alternative. Basta pensare che in Norvegia una nuova auto immatricolata su tre è elettrica (in Italia una su 1000). Paradossalmente la ricchezza dovuta al petrolio gli consente di liberarsi dalla dipendenza dal petrolio acquistando auto ecologiche che in media sono ancora sensibilmente più costose di quelle a motore termico. Questo esempio dimostra che la ricchezza, se ben utilizzata, crea opportunità di sviluppo economico, sociale e anche individuale e intellettivo. Un bambino che nasce in una famiglia benestante può acculturarsi più facilmente di un bambino povero. Quest'ultimo però, crescendo, dovrà lottare di più, fin dai primi anni di scuola, per arrampicarsi sulla scala sociale. E la competizione aguzza l'ingegno. Ovvero accresce il QI. Con ciò ho anche implicitamente affermato che l'intelligenza, a mio avviso, dipende più da fattori ambientali che da fattori innati. In altri termini, ritengo che se si potesse misurare il QI dei neonati, si troverebbe un valore costante o quasi. In partenza, il cervello di Einstein non aveva più potenzialità di quello di Pinco Pallino. Naturalmente la competizione inizia all'interno della famiglia. In una famiglia numerosa e povera, come poteva essere anche una famiglia norvegese degli anni '60, c'è più competizione che in una famiglia ricca con due soli figli. Se poi il figlio è unico, almeno fino alla prima elementare non dovrà competere con nessuno e spesso crescerà viziato e coccolato, e ciò rallenterà il suo sviluppo intellettivo. Sugli effetti della società e della cultura digitale sull'intelligenza penso che valga un discorso analogo a quello fatto per la ricchezza. Qui dobbiamo parlare di ricchezza di informazione e di facilità di accesso all'informazione. Quando ero ragazzo i miei mi regalarono un'enciclopedia cartacea che aveva circa 30.000 voci. Oggi basta un tablet o un telefonino da 100 euro per accedere a un'enciclopedia con milioni di voci come Wiki e a motori di ricerca potentissimi. In questo mare di bit l'intelligenza può svilupparsi ma anche annegare. É importante che i ragazzi non vengano lasciati soli alla deriva. La funzione della famiglia e quella della scuola restano fondamentali. Purtroppo lo strumento digitale tende a isolare i ragazzi dalle loro guide (genitori e insegnanti) e questo è un pericolo. In paesi come il nostro dove non ci sono grandi risorse naturali e non c'è lavoro per tutti rischiamo di ritrovarci una generazione di giovani in buona parte senza studio e senza lavoro, che perdono tempo tra social e videogiochi: poveri e scemi.

Modificato da fosforo41

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