La priorità assoluta deve essere la giustizia

Resto scettico su questa innaturale alleanza 5s-Lega (perché ormai di alleanza politica si tratta: i giri di parole lasciano il tempo che trovano e dureranno fino al voto amministrativo di domenica). Tuttavia, specie nei primi tempi, sull'abbrivio dell'entusiasmo e dell'ottimismo che di solito accompagnano l'inizio di ogni governo di svolta (fu così per Berlusconi, per il Prodi I, per Renzi e perfino per Monti) i due alleati non dovrebbero farsi sfuggire la ghiotta occasione per varare riforme coraggiose e radicali che gioverebbero al paese ma che in altri momenti risulterebbero difficili da attuare. Però non dovrebbero cadere in tentazione: con reddito di cittadinanza, flat tax e abolizione della Fornero meglio andarci cauti. Meglio privilegiare la leva dell'investimento pubblico, sciaguratamente trascurata dagli ultimi governi, correggendo anche le lacune del nuovo codice degli appalti; e meglio far precedere quelle costose e populistiche operazioni da riforme che, a costo zero o quasi, potrebbero sul medio e lungo periodo migliorare la salute finanziaria e incrementare la possibilità di spesa dello Stato. Penso soprattutto al settore giustizia. Il costo per lo Stato del contratto Salvini-Di Maio viene stimato in 120 miliardi annui, cioè 7 punti di PIL. Impensabile spenderli in deficit, se non in minima parte, Europa permettendo. Significherebbe incrementare il debito pubblico e la spesa sugli interessi che già lieviterà di suo dopo la fine del QE di Draghi (che nel 2019 lascerà la BCE). Sul fronte sprechi ci sarebbe ancora da limare, ma su moltissimi servizi pubblici si è limato troppo e ci sarebbe semmai da ripotenziarli. Cancellando il TAV Torino-Lione, gli F-35 (strano che questo taglio non compaia nel contratto) e qualche altro spreco (es. la missione in Afghanistan), si  possono risparmiare forse una decina di miliardi annui. Ma non vedo proprio dove si possano prendere i 120 miliardi di cui sopra se non da una lotta durissima, senza quartiere, all'evasione fiscale e contributiva, alla corruzione, al sommerso, alle mafie. Se Di Maio e Salvini riusciranno entro la legislatura a dimezzare l'economia parassita, vero cancro e palla al piede del paese, meriteranno un monumento. Ma dovranno assolutamente farlo se vorranno trovare le risorse necessarie per attuare il resto del loro contratto con gli italiani. I due hanno messo nero su bianco giustizia rapida ed efficiente, certezza della pena, riforma della prescrizione, incremento delle risorse e dell'indipendenza della Magistratura, potenziamento delle forze di polizia, potenziamento delle intercettazioni, introduzione dell'agente infiltrato sotto copertura per incastrare i corrotti, costruzione di nuove carceri, carcere vero per i grandi evasori fiscali. Tutto il contrario di quanto fatto dai precedenti sciagurati governi, tutta musica per le mie orecchie (una nota stonata è la giustizia fai da te di Salvini, misura populistica e di scarso impatto sull'economia nazionale). Ma devono fare tutto, fare anche di più (es. abolire il divieto di reformatio in peius in modo da scoraggiare il ricorso in appello dei condannati) e farlo al più presto, diciamo entro l'anno solare, lavorando a tamburo battente e con ampio ricorso al voto di fiducia in Parlamento. Sapranno il premier Conte e il guardasigilli Bonafede essere all'altezza di un tale immane compito? Per il quale il ministro della giustizia ideale sarebbe stato uno dei miei sogni proibiti (Davigo, Di Matteo, Gratteri, quello che l'ipocrita Renzi finse di proporre a Napolitano sapendo benissimo che sarebbe stato depennato, o anche il grande Di Pietro). Lo scopriremo solo vivendo. Così come scopriremo se Salvini è un politico serio (cioè se con gli anni è diventato serio) o se è solo l'agente infiltrato del Delinquente nel cd. governo del cambiamento. Diciamo che entro la fine della legislatura (ammesso che arrivi a scadenza naturale, il che è dubbio) gli italiani onesti dovranno poter vedere dietro le sbarre tutti i più pericolosi boss, latitanti da anni o decenni grazie a una rete di complicità che fino a ieri non si poteva o non si voleva penetrare, e vedere le regioni del Sud (e non solo) finalmente libere dal controllo mafioso su larghi settori dell'economia. Ma dovranno anche poter vedere rinchiusi al fresco alcune centinaia di grandi evasori fiscali, vip inclusi (alla Valentino Rossi, Franco Baresi, Pavarotti, Briatore, etc.,per capirci, quelli che fino a ieri se la cavavano grazie alla giustizia colabrodo e permissiva e che costituivano un modello negativo, un'istigazione a delinquere per tutti), e altrettanti corrotti come quelli smascherati dalla splendida inchiesta di Fanpage, basata sull'impiego a scopo giornalistico di un abile agente infiltrato. Non sarà facile, tutt'altro. La strada per riportare l'Italia alla legalita e alla serietà, condizioni basilari per il ripristino della meritocrazia (il governo degli onesti e dei  meritevoli) al posto dell'attuale disastrosa kakistocrazia (il governo dei peggiori, dei disonesti e dei corrotti) è molto stretta. Ma oggi qualche spazio sembra finalmente aprirsi, sarebbe delittuoso non provarci. Sans essayer, n'aucun success!

 

 

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3 messaggi in questa discussione

geometra filini,ti posso anche quotare..la seconda,permettimi,è la CHIUSURA totale del programma tempo che fa...chiedere la restituzione della somma anticipata a lui e alla socia.e cancellarli dai palinseti.Basta rai lotizzata

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5 minuti fa, director12 ha scritto:

geometra filini,ti posso anche quotare..la seconda,permettimi,è la CHIUSURA totale del programma tempo che fa...chiedere la restituzione della somma anticipata a lui e alla socia.e cancellarli dai palinseti.Basta rai lotizzata

La Rai va rivoltata come un calzino e deve essere imposto un tetto di spesa (vero, non quello del Tappetaro) sugli  stipendi dei vip. Purtroppo non si possono licenziare i raccomandati con una norma retroattiva, ma tutti i dipendenti si devono ficcare in testa che sono pagati per fare servizio pubblico e non per lekkare il kulo dei politici. Ma io metterei anche all'asta le frequenze di Mediaset. Con il delinquente escluso, come dovrebbero essere esclusi dalle aste pubbliche tutti i pregiudicati per reati gravi. In un libero mercato una ricca concessione pubblica non può essere goduta per 40 anni e passa dallo stesso soggetto, nemmeno se fosse un santo.

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6 minuti fa, fosforo31 ha scritto:

La Rai va rivoltata come un calzino e deve essere imposto un tetto di spesa (vero, non quello del Tappetaro) sugli  stipendi dei vip. Purtroppo non si possono licenziare i raccomandati con una norma retroattiva, ma tutti i dipendenti si devono ficcare in testa che sono pagati per fare servizio pubblico e non per lekkare il kulo dei politici. Ma io metterei anche all'asta le frequenze di Mediaset. Con il delinquente escluso, come dovrebbero essere esclusi dalle aste pubbliche tutti i pregiudicati per reati gravi. In un libero mercato una ricca concessione pubblica non può essere goduta per 40 anni e passa dallo stesso soggetto, nemmeno se fosse un santo.

Ahahahaha , e la 7 di Urbano Cairo , no ?? Perché Cazzaro di Napoli ??  Urbano Cairo Viene però coinvolto nell'inchiesta Mani pulite: al processo, Cairo chiede il patteggiamento, a differenza degli altri manager Fininvest, e concorda una pena di diciannove mesi, con la condizionale, per i reati di appropriazione indebita, fatture per operazioni inesistenti e falso in bilancio.  La sentenza diventa definitiva nel 1999, ma dopo 5 anni scatta la riabilitazione ...!!   Che famo Cazzaro ?? Iniziamo con le preferenze ?? Te si , te no ...!!  Ahahaha, idio ti !? 

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