Avete mai sentito una scossa di terremoto?

A proposito di Natura che si ribella.. voi avete mai avvertito una scossa di terremoto? Io sì, a Milano era il 2012, e abbiamo avvertito chiaramente le scosse del terremoto che aveva colpito l'Emilia,... all'epoca lavoravo all'undicesimo piano di un palazzo e ricordo che la sedie mi si spostà di qualche centimentro... ho avuto una paura enorme! 

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16 messaggi in questa discussione

Io purtroppo sì... vivevo ancora a palermo era il 2002..., la ricordo come una notte infernale... la stanza oscillava... una cosa pazzesca!

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Io sì... avvertito anche io quello emiliano... fortunatamente nessun danno

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Io sì... esperienza davvero terribile... hai idea che niente possa salvarti

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la prima a 2 anni ma non me ne ricordo, me la racconta semre mia madre. poi quella dell'aquila, dormivo e il divanoletto con le rotelle si è spostato d circa 50 cm. quella di amatrice di quest'estate,  e 3 su 4 di quelle di pochi giorni fa, una nonl'ho sentita perchè ero in strada.

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A me fortunatamente non è mai capitato

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18 minuti fa, ameliadespell ha scritto:

la prima a 2 anni ma non me ne ricordo, me la racconta semre mia madre. poi quella dell'aquila, dormivo e il divanoletto con le rotelle si è spostato d circa 50 cm. quella di amatrice di quest'estate,  e 3 su 4 di quelle di pochi giorni fa, una nonl'ho sentita perchè ero in strada.

e hai avuto paura?

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18 minuti fa, ameliadespell ha scritto:

la prima a 2 anni ma non me ne ricordo, me la racconta semre mia madre. poi quella dell'aquila, dormivo e il divanoletto con le rotelle si è spostato d circa 50 cm. quella di amatrice di quest'estate,  e 3 su 4 di quelle di pochi giorni fa, una nonl'ho sentita perchè ero in strada.

e hai avuto paura?

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34 minuti fa, lala-mustan1 ha scritto:

e hai avuto paura?

no!!!

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Io diversi, e in quello emiliano del 2012 essendo molto vicino all'epicentro posso assicurare che è una cosa tragica, era a letto e svegliarsi con il letto che traballa è una sensazione veramente sconvolgente, il nostro edificio per fortuna non riporto danni, ma spiegare lo svegliarsi essere senza luce, dopo pochi minuti il rumore della gente che scende frettolosamente le scale è brutto, nel pomeriggio ci fù una scossa di assestamento, eti sembra di sentire come un lamento che si sprigiona dalla terra.:(

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4 minuti fa, sempre135 ha scritto:

Io diversi, e in quello emiliano del 2012 essendo molto vicino all'epicentro posso assicurare che è una cosa tragica, era a letto e svegliarsi con il letto che traballa è una sensazione veramente sconvolgente, il nostro edificio per fortuna non riporto danni, ma spiegare lo svegliarsi essere senza luce, dopo pochi minuti il rumore della gente che scende frettolosamente le scale è brutto, nel pomeriggio ci fù una scossa di assestamento, eti sembra di sentire come un lamento che si sprigiona dalla terra.:(

così frte per fortuna non mi è mai capitato. forse è per questo che non ho avuto mai paura, però ricordoche quando c'è stato quello all'aquila ho sentito unrumore simile a un grosso tir che faceva tremare tutto prima di avvertire la scossa.

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2 ore fa, lala-mustan1 ha scritto:

A proposito di Natura che si ribella.. voi avete mai avvertito una scossa di terremoto? Io sì, a Milano era il 2012, e abbiamo avvertito chiaramente le scosse del terremoto che aveva colpito l'Emilia,... all'epoca lavoravo all'undicesimo piano di un palazzo e ricordo che la sedie mi si spostà di qualche centimentro... ho avuto una paura enorme! 

Ho visto toccarsi 2 palazzi molto vicini....e dopo ritornare dritti, terrificante...ci rendiamo conto dell impotenza.

Per non aver paura bisogna essere incoscienti come alcuni destrebeti presenti in questo forum.

Syncaghetta, monellebete oppure direttoinretto.

Ma parte scherzi...davvero terrificante...

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nell'arco della mia vita ho sentito tremare la mia casa almeno un ventina di volte, per fortuna di breve durata e debole intensità.  

Ricordo però molto bene il terremoto che sconvolse il Friuli, ero affacciato al balcone di un condominio (100km circa dall'epicentro) e ho visto la parete esterna del condominio ondulare come fosse una  onda marina e contemporaneamente mi  sembrava  di poter valutare il peso del condominio intero.

Fenomeni come questi, seppur senza subire alcun danno, sono davvero angoscianti e rimangono  impressi nella mente per diversi mesi.

Figuratevi chi vive in quelle zone e sente continuamente la terra tremare.

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2 ore fa, wronschi ha scritto:

Ho visto toccarsi 2 palazzi molto vicini....e dopo ritornare dritti, terrificante...ci rendiamo conto dell impotenza.

Per non aver paura bisogna essere incoscienti come alcuni destrebeti presenti in questo forum.

Syncaghetta, monellebete oppure direttoinretto.

Ma parte scherzi...davvero terrificante...

e lo immagino!

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2 ore fa, wronschi ha scritto:

Ho visto toccarsi 2 palazzi molto vicini....e dopo ritornare dritti, terrificante...ci rendiamo conto dell impotenza.

Per non aver paura bisogna essere incoscienti come alcuni destrebeti presenti in questo forum.

Syncaghetta, monellebete oppure direttoinretto.

Ma parte scherzi...davvero terrificante...

e lo immagino!

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Visto che ognuno racconta le sue esperienze telluriche, racconto anche le mie. Abito in una zona alta di Napoli, a un piano alto. Di scosse sismiche qui ne avvertiamo almeno mezza dozzina l'anno. In casa abbiamo un antico lampadario, di pregiata fattura, molto pesante ma perfettamente equilibrato intorno al suo asse: lo usiamo come sismografo. Quando vedo i pendenti di cristallo oscillare, anche se non ho avvertito la scossa, vado sul sito dell'Osservatorio Vesuviano e la vedo registrata nel sismogramma in tempo reale:  

http://portale.ov.ingv.it:8080/webdata/segnali_rt.asp?loc=Vesuvio&IdMap=1&sta=OVO&comp=HHZ&A=0&B=0&C=0&t=GMT&id=6

Le forti scosse appenniniche di questa estate e lo sciame di qualche giorno fa si sono avvertite distintamente. Ma non come quella dell'Aquila del 2009 che svegliò nel cuore della notte tutta la famiglia, eccetto mia moglie che non la svegliano nemmeno le cannonate (ed è una fortuna perché io russo come un ghiro). Mi ricordo che il lampadario oscillò per quasi mezz'ora e il sismogramma dell'OV uscì fuori quadro. Quando si avverte una forte scossa  di terremoto la sensazione è di assoluta impotenza e ineluttabilità. Non puoi fare nulla, se non aspettare, col fiato sospeso, che finisca. Una volta, nel 2014 in occasione della scossa tra i monti del Matese, le mie due figlie vennero a nascondersi sotto la mia scrivania. Avevano già 20 anni e più, ma provai un'infinita tenerezza nel vederle abbracciate tra i miei piedi. Immagino che una sensazione simile al terremoto si provi stando su un aereo in una forte turbolenza, oppure quando il comandante segnala un'avaria. Dopo il terremoto dell'Irpinia del 1980 mi sorbii decine di scosse d'assestamento, ma la scossa principale, quella tremenda di domenica 23 novembre (magnitudo 6,9), che fece morti anche a Napoli, io per la verità non la sentii proprio. Non ero su a casa, ero per strada con due amici, compagni di studi universitari. All'improvviso qualcuno gridò: è scuppiata 'na bomba. Comprensibile: eravamo negli anni di piombo. Si udivano anche grida del tipo: 'e brigate ross, i terroristi, fuite. Poi naturalmente: 'o Vesuvio, è scuppiato 'o Vesuvio, fuimmo. Poi ancora: ma no, nunné 'o Vesuvio, è a Solfatara (che aveva dato seri problemi col bradisismo: i Campi Flegrei, il più grande complesso vulcanico d'Europa, sono a pochi km da Napoli). Solo dopo un mezzo minuto finalmente si capì: 'o terremoto, fuimmo!  Per la verità io mi resi conto della scossa e della sua violenza solo quando alzai lo sguardo: i fili del tram vibravano paurosamente, ma non c'era vento e nessun tram nei paraggi. I miei due amici già al falso allarme bomba se l'erano data a gambe con la velocità di Mennea. Ero troppo corpulento per seguirli, ma ero anche interessato a osservare la scena, per me del tutto nuova, del fuggi fuggi generale, del panico collettivo. Anche da ragazzo ero una persona razionale e ricordo perfettamente che in quel frangente conservai una certa freddezza. Confesso che mi scappò perfino da ridere notando l'eccesso di paura, un terror panico ingiustificato perché alla fine non c'erano crolli a vista d'occhio, in omoni che fino a un minuto prima si davano arie da guappi (di cartone) e che piangevano come bambini smarriti. Trovandomi proprio sotto un vecchio palazzo borbonico (che poi sarebbe rimasto transennato per decenni e infine abbattuto), pensai di mettermi al riparo in un piazzale alberato sul lato opposto della strada. Da quando nacqui quella era sempre stata una strada a senso unico, quindi meccanicamente nell'attraversare guardai solo a destra. Ma un forsennato che veniva contromano col suo VW Maggiolino e che, come tutti, cercava di raggiungere al più presto la propria casa e i propri familiari, mi investì in pieno e non si fermò. Vidi il palazzo borbonico roteare vertiginosamente, fu solo allora che cominciai a provare la paura, o meglio il terrore, sensazione questa per me completamente nuova e che trovai alquanto spiacevole. In realtà non era il palazzo che roteava per crollarmi addosso, ero io grande e grosso che ruzzolavo sul pavé, come un birillo: almeno 4 giri dopo l'impatto col Maggiolino. Per mia fortuna quella mitica auto tedesca ha i parafanghi, o meglio i passaruota, molto arrotondati, e l'impatto, dato che ero girato verso destra, avvenne grosso modo tra la coscia e l'anca sinistra senza causarmi ferite profonde. Mi alzai con l'aiuto di un passante, che mi aveva già dato per morto, e poi con le mie gambe, zoppicando ma senza provare alcun dolore (la paura è un potente anestetico), raggiunsi la mia abitazione. I miei genitori e i mie fratelli e sorelle minori erano sotto casa in stato di shock. L'unico un po' lucido era mio padre che si ricordò che avevano lasciato i fornelli del gas accesi e la porta di casa aperta. Salii a piedi le scale, spensi i fornelli, chiusi la porta e anche le ante degli armadi, delle librerie e degli stipetti che erano tutte spalancate, cuscini, libri, cocci di bottiglie e bicchieri sparsi sul pavimento. Avevano lasciata accesa anche la tv che in quel momento parlava proprio dei morti di Napoli. Era crollato un palazzo di 9 piani a via Stadera: poi nel calcestruzzo i periti trovarono di tutto, perfino la paglia. Alla fine si contarono 50 morti. La tv segnalava altre vittime in provincia di Napoli. Dei comuni dell'Irpinia e della Basilicata, molto più prossimi all'epicentro, si ebbe notizia solo dopo ore, alcuni paesini sperduti tra le montagne furono raggiunti dai soccorsi dopo una settimana. Il bilancio finale fu di circa 3000 morti. Quando tornai giù dai miei mi sentivo un eroe e, nonostante il mio incidente, pensai di essere stato fortunato a non trovarmi in casa, al settimo piano, durante la scossa. Però di colpo si esaurì l'effetto anestetico dell'adrenalina, e dovetti stringere i denti. Mio padre mio portò al pronto soccorso più vicino dove fui fasciato come una mummia, l'anca e la coscia erano diventate blu scure, un enorme ematoma, ma per miracolo (dell'ingegneria tedesca) non c'erano fratture.  Rimasi un giorno in osservazione. I miei passarono in auto solo la prima notte, i vicini a fianco rientrarono dopo una settimana, poi acquistarono una roulotte e la tennero per mesi parcheggiata sotto casa munita di coperte, acqua e scorte di viveri. Per circa due settimane fui impossibilitato a stare seduto.

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