SE NASCERA' SARA' UN GOVERNO NON ELETTO

Già  come  TUTTI   i  precedenti  anche  questo è  un  governo  non  votato  dagli   Italiani  con  l'aggravante    che  i  partecipanti  erano  stati  votati  per   linee  politiche  totalmente   diverse ,  le  stesse    cose   che  avevano dato  addito  alle  accuse  al  governo  precedente,  ma  ora    quelli   che  tanto  gridavano  allora  ora  se  ne  stanno  zitti e  approvano e  supportano  ....

In molti temiamo, dai primi segni, che assomigli un poco al battello ebbro di Rimbaud, che vaga senza timoniere né timone, mettendo a repentaglio l’equipaggio. Cinque Stelle e Lega sono gli unici partiti premiati dal voto del 4 marzo; quindi possono rivendicare di aver vinto le elezioni. Ma non le hanno vinte insieme. Il 4 marzo si è votato con un sistema imperniato sulle coalizioni; e Di Maio e Salvini non ne hanno formata una. Possono legittimamente dar vita a un governo, visto che uniti hanno la maggioranza dei seggi (sia pure risicata al Senato); ma non godono di un’investitura irrinunciabile, né di un tempo illimitato. Per intenderci, non sarebbe un «governo votato dagli italiani»; né potrebbe esserlo, visto che secondo la Costituzione gli italiani eleggono il Parlamento, non il governo.

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7 messaggi in questa discussione

Inviata (modificato)

Aldo Cazzullo ha una certa familiarità con le kazzate (nomen omen) e dimentica o finge di dimenticare che il 4 marzo si è votato con un sistema quasi proporzionale. C'era una quota di seggi (37%) assegnata nei collegi uninominali (con il vecchio Mattarellum era il 75%) ma nessun premio di maggioranza. Tanto è vero che il centrodestra con il 37% dei voti alla Camera ha ottenuto una percentuale poco maggiore di seggi, il 42%, mentre il M5s con il 32,7% dei voti ha preso il 36% dei seggi. Ben diverso il caso del 2013 quando il Pd, grazie al premio di maggioranza incostituzionale del Porcellum e grazie alla coalizione con Sel (poi tradita), con il 25,5% dei voti si accaparrò il 47% dei seggi alla Camera, dove la coalizione ottenne la maggioranza assoluta (non al Senato perché il premio scattava su base regionale). É chiaro che in democrazia un premio di maggioranza di quel tipo, che dà la maggioranza assoluta, almeno alla Camera, alla coalizione vincente, implica sul piano sostanziale un preciso e ineludibile MANDATO POPOLARE per il governo e per il programma di governo, nel senso che questi dovranno basarsi rispettivamente sull'alleanza elettorale e sul programma elettorale presentati agli elettori PRIMA delle elezioni. E se DOPO le elezioni la coalizione viene tradita e il suo programma viene stravolto, come è successo nella passata legislatura, la DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA, già ferita dall'abnorme bonus di maggioranza (invenzione non a caso di un certo Mussolini), va letteralmente a farsi benedire. Tutto questo generalmente non vale con un sistema proporzionale o quasi proporzionale. Anzi in pratica quasi sempre vale la regola contraria, cioè il governo e il programma di governo DEVONO essere concordati tra le forze politiche solo DOPO le elezioni, necessariamente anche tra partiti che in campagna elettorale erano avversari. L'unica alternativa è il ritorno alle urne. Basta pensare che in tutta la Seconda Repubblica, cioè in 7 elezioni del Parlamento, non è mai successo che un partito o una coalizione abbia superato il 50% dei voti, con l'unica eccezione del 2006 al Senato, dove la coalizione di centrodestra superò di poco questa soglia su base nazionale (escluse Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige) ma paradossalmente conquistò meno seggi del centrosinistra a causa del meccanismo regionale e del voto estero. Però nella Seconda Repubblica si è votato con un sistema maggioritario (Mattarellum e Porcellum), eccetto che nel 2018 quando abbiamo votato con un quasi proporzionale (Rosatellum). Dal 1994 al 2013 in 5 casi su 6 il sistema maggioritario ha permesso la formazione di una maggioranza (in ambedue le Camere) e di un governo coerenti con il mandato popolare. Ciò, come detto, non è accaduto nella passata legislatura quando si è preferito VIOLARE la democrazia rappresentativa e costituire maggioranze e governi (ben tre) privi di mandato popolare pur di non tornare alle urne. Nella presente legislatura, come ho spiegato, il problema del mandato popolare non si pone, se non all'interno delle singole forze politiche che possono accettare o meno dei compromessi con altre forze per costituire una maggioranza e un governo, senza i quali si deve necessariamente andare a elezioni anticipate. Esattamente come accadeva nella Prima Repubblica, dove però c'era un blocco politico dominante (la Dc e gli alleati di centrosinistra) quindi un governo dopo le elezioni si formava sempre (ma non senza fatica, trattative e compromessi) e si andava alle elezioni anticipate solo in seguito a beghe interne al centrosinistra o alla stessa Dc.

Modificato da fosforo31

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11 ore fa, pm610 ha scritto:

Già  come  TUTTI   i  precedenti  anche  questo è  un  governo  non  votato  dagli   Italiani  con  l'aggravante    che  i  partecipanti  erano  stati  votati  per   linee  politiche  totalmente   diverse ,  le  stesse    cose   che  avevano dato  addito  alle  accuse  al  governo  precedente,  ma  ora    quelli   che  tanto  gridavano  allora  ora  se  ne  stanno  zitti e  approvano e  supportano  ....

In molti temiamo, dai primi segni, che assomigli un poco al battello ebbro di Rimbaud, che vaga senza timoniere né timone, mettendo a repentaglio l’equipaggio. Cinque Stelle e Lega sono gli unici partiti premiati dal voto del 4 marzo; quindi possono rivendicare di aver vinto le elezioni. Ma non le hanno vinte insieme. Il 4 marzo si è votato con un sistema imperniato sulle coalizioni; e Di Maio e Salvini non ne hanno formata una. Possono legittimamente dar vita a un governo, visto che uniti hanno la maggioranza dei seggi (sia pure risicata al Senato); ma non godono di un’investitura irrinunciabile, né di un tempo illimitato. Per intenderci, non sarebbe un «governo votato dagli italiani»; né potrebbe esserlo, visto che secondo la Costituzione gli italiani eleggono il Parlamento, non il governo.

pm..  ci sarebbe da discutere in eterno sul fatto che questo governo sia stato  o meno eletto dagli italiani, le opinioni potrebbero essere discordi ed avere entrambi delle buone regioni per essere sostenute. Una sola cosa è certa, si tratta del più grosso pastrocchio all'italiana che ci sia mai stato dato di vedere, credo che difficilmente sia possibile fare di peggio, anche se... come il tempo insegna, al peggio non c'è mai fine. In ogni caso porta pazienza, fra non molto ci sarà da rifare tutto da capo, credo che si dovrà ricostruire sulle rovine, e sarà la fine per entrambe gli alleati, sperando sempre che ... la ricostruzione non sia come quelle attuate per i terremoti.

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43 minuti fa, fosforo31 ha scritto:

Aldo Cazzullo ha una certa familiarità con le kazzate (nomen omen) e dimentica o finge di dimenticare che il 4 marzo si è votato con un sistema quasi proporzionale. C'era una quota di seggi (37%) assegnata nei collegi uninominali (con il vecchio Mattarellum era il 75%) ma nessun premio di maggioranza. Tanto è vero che il centrodestra con il 37% dei voti alla Camera ha ottenuto una percentuale poco maggiore di seggi, il 42%, mentre il M5s con il 32,7% dei voti ha preso il 36% dei seggi. Ben diverso il caso del 2013 quando il Pd, grazie al premio di maggioranza incostituzionale del Porcellum e grazie alla coalizione con Sel (poi tradita), con il 25,5% dei voti si accaparrò il 47% dei seggi alla Camera, dove la coalizione ottenne la maggioranza assoluta (non al Senato perché il premio scattava su base regionale). É chiaro che in democrazia un premio di maggioranza di quel tipo, che dà la maggioranza assoluta, almeno alla Camera, alla coalizione vincente, implica sul piano sostanziale un preciso e ineludibile MANDATO POPOLARE per il governo e per il programma di governo, nel senso che questi dovranno basarsi rispettivamente sull'alleanza elettorale e sul programma elettorale presentati agli elettori PRIMA delle elezioni. E se DOPO le elezioni la coalizione viene tradita e il suo programma viene stravolto, come è successo nella passata legislatura, la DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA, già ferita dall'abnorme bonus di maggioranza (invenzione non a caso di un certo Mussolini), va letteralmente a farsi benedire. Tutto questo generalmente non vale con un sistema proporzionale o quasi proporzionale. Anzi in pratica quasi sempre vale la regola contraria, cioè il governo e il programma di governo DEVONO essere concordati tra le forze politiche solo DOPO le elezioni, necessariamente anche tra partiti che in campagna elettorale erano avversari. L'unica alternativa è il ritorno alle urne. Basta pensare che in tutta la Seconda Repubblica, cioè in 7 elezioni del Parlamento, non è mai successo che un partito o una coalizione abbia superato il 50% dei voti, con l'unica eccezione del 2006 al Senato, dove la coalizione di centrodestra superò di poco questa soglia su base nazionale (escluse Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige) ma paradossalmente conquistò meno seggi del centrosinistra a causa del meccanismo regionale e del voto estero. Però nella Seconda Repubblica si è votato con un sistema maggioritario (Mattarellum e Porcellum), eccetto che nel 2018 quando abbiamo votato con un quasi proporzionale (Rosatellum). Dal 1994 al 2013 in 5 casi su 6 il sistema maggioritario ha permesso la formazione di una maggioranza (in ambedue le Camere) e di un governo coerenti con il mandato popolare. Ciò, come detto, non è accaduto nella passata legislatura quando si è preferito VIOLARE la democrazia rappresentativa e costituire maggioranze e governi (ben tre) privi di mandato popolare pur di non tornare alle urne. Nella presente legislatura, come ho spiegato, il problema del mandato popolare non si pone, se non all'interno delle singole forze politiche che possono accettare o meno dei compromessi con altre forze per costituire una maggioranza e un governo, senza i quali si deve necessariamente andare a elezioni anticipate. Esattamente come accadeva nella Prima Repubblica, dove però c'era un blocco politico dominante (la Dc e gli alleati di centrosinistra) quindi un governo dopo le elezioni si formava sempre (ma non senza fatica, trattative e compromessi) e si andava alle elezioni anticipate solo in seguito a beghe interne al centrosinistra o alla stessa Dc.

Cazzullo = Travaglio  ognuno   ha  il  cognome  che  si  ritrova e  non   so  quale  è meglio  o peggio è  soggettivo.  In  quanto  al  governo  è   come  tutti  gli  altri  non ELETTO   ma  questo  ha  una  aggravante  è  formato da  due  forze  populiste  nate  con  idee   diametralmente  opposte ma   che   li  uniscono  solo il  fomentare  paure e  odi.

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17 minuti fa, pm610 ha scritto:

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a volte nella vita succede di sbagliare, l'importante è saperlo riconoscere, non ti offendere  pm.. se guardando il tuo post mi sento di rimpiangere Berlusconi, prima del rinco... 

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4 minuti fa, il.pignonista ha scritto:

a volte nella vita succede di sbagliare, l'importante è saperlo riconoscere, non ti offendere  pm.. se guardando il tuo post mi sento di rimpiangere Berlusconi, prima del rinco... 

 

già  questi  hanno  il  potere   di  far   rimpiangere  quello  che  pensavamo  il  peggio, ma  purtroppo  al  peggio  non  c'è  limite  la  vita  lo  insegna.

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