Renzi a Repubblica: «Riparto dai miei errori»

Matteo Renzi torna a parlare dopo la sconfitta al referendum e le dimissioni dal Governo. L'ex premier ha rilasciato un'intervista a Repubblica in cui si è detto - dopo un'iniziale scoramento che lo aveva portato anche a pensare di ritirarsi - di voler ripartire dai suoi errori. Che, sintetizzati, sono innanzitutto quelli di non aver trasmesso passione e non aver puntato sul cuore. La volontà è ripartire da valori forti, dall'utilizzo del "noi" anziché dell'io.

L'ho trovato un ottimo punto per ricominciare davvero. Io sono contento che sia rimasto con queste motivazioni

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12 messaggi in questa discussione

Speriamo. Certo ripartire - con questo vuoto - è ancora più facile.

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L'ho letta. Dice che ha imparato dagli errori. Ma come si fa a cambiare le attitudini a 40 e più anni?

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Mi pare il minimo. Autocritica e ripartire. Cosa dovrebbe fare, andare via?

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Ora tutti risalgono sul carretto del Pd? Come mai?

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"Tornare al noi anziché all'io". Voglio proprio vedere: non riesce a tenere unito un partito...

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33 minuti fa, albcosta ha scritto:

Avanti il prossimo, please

Magari. Dov'è il prossimo? Non lo vedo

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53 minuti fa, danelectro59 ha scritto:

L'ho letta. Dice che ha imparato dagli errori. Ma come si fa a cambiare le attitudini a 40 e più anni?

Non è questione di attitudini. La politica è fatta anche di percorsi...

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56 minuti fa, albcosta ha scritto:

Avanti il prossimo, please

E chi sarebbe?

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X me può anke star fermo dov'é o, meglio ancora, sparire. Ki é abbastanza grandicello dovrebbe sapera ke il lupo perde il pelo ma nn il vizio; mi pare ci abbia preso abbastanza x il sedere.

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Segretario Renzi, la sua prima intervista dopo il referendum si può incominciare solo così: che sventola! Quanto le brucia?
"E deve domandarmelo, non se lo immagina? Brucia, eccome se brucia. Tanto che il vero dubbio è stato se continuare o lasciare. Ma poi uno ritrova la voglia e riparte".

Davvero ha pensato di uscire dalla politica?
"Sì, nei primi giorni. Mi tentava: e devo dirle, un po' per curiosità, un po' per arroganza".

Scusate, ma vi rendete conto che questo signore vi prende per i fondelli? E questo vi sembra un buon punto di ripartenza? Beati gli ingenui! Vi ricordo sommessamente che questo signore aveva promesso innumerevoli volte, ma non tra i suoi amici al bar bensì in campagna referendaria: "Se perdo il referendum, non è solo che mi dimetto, ma lascio la politica". E in più occasioni aveva specificato: lo faccio perché credo nel valore della dignità e in quello della serietà della cosa pubblica. L'aveva solennemente promesso in tv (inclusa Repubblica tv, ma Ezio Mauro se l'era persa), ai giornali, perfino nell'aula del Senato davanti ai rappresentanti del popolo sovrano. E ora, dopo avere non perso ma straperso il referendum, cosa fa? Mica si ritira dalla politica, mica chiede scusa al popolo sovrano per avergli ripetutamente mentito? Niente: si limita a dire che ha avuto un dubbio, poverino, dice che è stato per davvero tentato di lasciare la politica. Ma no! Ma per davvero? E perché mai? Massì, dice che ha avuto un dubbio, ma solo nei primi giorni. Un dubbio fugace. Come si può essere tanto babbei da fidarsi di uno così? In un paese serio a uno così i giornalisti gli assedierebbero la casa ripetendogli tutti la stessa domanda, dalla mattina alla sera: hai perso, cosa aspetti a lasciare la politica?  Il primo a farsi prendere per i fondelli da questo maleducato bronzeofacciuto e arrogante è stato proprio l'intervistatore, ma vedo che è in buona compagnia. Uno dei più grossi guai dell'Italia è che vi convivono milioni di furbi e decine di milioni di ingenui. Un ottimo giornalista Ezio Mauro, ma non un grande giornalista: i grandi giornalisti, come Biagi, Montanelli e Travaglio hanno un solo padrone: il lettore.

 

 

Modificato da fosforo31

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