Quesito : Impostori si nasce o si diventa ??

9 ore fa, fosforo31 ha scritto:

Fino a ieri scrivevo che nella difficilissima, per non dire impossibile, partita a scacchi per il governo Luigi Di Maio, a mio modesto avviso e con mia sorpresa, le aveva praticamente azzeccate tutte, almeno sotto il profilo tattico. In breve: prima con il veto sul pregiudicato Romani alla presidenza del Senato, poi con quello sul pregiudicato Berlusconi escluso perfino dalla trattativa (un fatto di rilevanza storica al di là delle tattiche contingenti), era riuscito a spaccare il centrodestra (non inganni il riavvicinamento tra Salvini e il delinquente, dovuto più che altro a due elezioni regionali e probabilmente a contratti e debiti pregressi della Lega); mentre con il veto iniziale su Renzi (solo una breve ma efficace alzatina di fiamma sotto la pentola in cui cuoce lentamente "il bollito alla fiorentina", come lo chiama Travaglio) e con l'ampia apertura programmatica al segretario pro tempore Martina e alla parte ancora razionale e propositiva del Pd, Di Maio ha creato la spaccatura che domani potrebbe portare questo partito, se la divina provvidenza e l'umano buon senso l'assistono, a una svolta salutare che prepari la definitiva chiusura, con il Congresso, di un quadriennio da dimenticare. Una critica a Di Maio la potevo muovere semmai sul piano strategico, perché avrebbe potuto puntare fin da subito sulla soluzione più sicura e razionale, direi l'unica soluzione razionale alla luce dei numeri prodotti dal Rosatellum: rifare con la Lega la legge elettorale e tornare al più presto al voto. Che poi è quel che vado scrivendo fin dal 6 marzo, da quando cioè si è delineato un quadro abbastanza preciso dei risultati (provvisori) del 4 marzo. Ma il leader del primo partito ha il dovere di mettercela tutta per dare un governo al paese, e penso che Di Maio lo abbia fatto. Ora però i nodi vengono al pettine, e sono Renzi e Berlusconi con i quali, per un motivo o per l'altro, i 5stelle sono impossibilitati a governare ma che ancora comandano nei rispettivi partiti, sia pure ambedue molto indeboliti rispetto al 3 marzo. E allora Di Maio finalmente punta dritto alle elezioni anticipate, le vorrebbe addirittura a giugno, ma temo che sarebbe già un miracolo arrivarci in ottobre stanti la lentezza e l'inefficienza del nostro sistema politico il cui principio più saldo è l'attaccamento alla poltrona. Però oggi, nel tentativo di accelerare i tempi e togliere alibi alla Lega, Luigi secondo me ha detto una grossa sciocchezza, per giunta autolesiva. Ha detto che non è necessario aprire estenuanti trattative per rifare ex novo il sistema elettorale, ma ha sfidato Salvini ad aggiungere una sola riga alla legge vigente per introdurre un premio di maggioranza al partito o alla coalizione (a discrezione di Salvini) che prende un voto in più degli altri partiti o coalizioni. Ma in pratica questo sarebbe un porcellino rosa, cioè un  incrocio tra il Rosatellum (che uno Zagrebelsky reputa già di suo incostituzionale) e l'incostituzionale Porcellum. Un bonus su base nazionale non esiste quasi in nessun paese al mondo e sarebbe inapplicabile al Senato per l'art.57 della Costituzione che prescrive che la nostra Camera Alta sia eletta su base regionale. Allora il bonus andrebbe applicato regione per regione, come faceva il Porcellum, ma così non è garantita una maggioranza certa al Senato (vedasi elezioni del 2013). É chiaro che Mattarella in prima istanza non potrebbe firmare ma solo respingere al mittente, senza esitare, questo sistema semplicisticamente proposto da Di Maio. Dopodiché, se per ipotesi il parlamento lo confermasse, il capo dello Stato sarebbe costretto a promulgare ma prima o poi interverrebbe la Consulta a bocciarlo. A quel punto avremmo un governo e una maggioranza sostanzialmente illegittimi ma che potrebbero tranquillamente infischiarsene della sentenza della Consulta come accadde nella precedente legislatura. Un precedente pericolosissimo per la democrazia da me più volte bollato. Ma se il M5s vuole governare per cambiare sul serio le cose in questo paese e non per conquistare poltrone fini a se stesse, allora la mossa di Di Maio è di quelle che gli scacchisti chiamano cappelle (blunder), cioè sviste madornali, e che vengono annotate nella trascrizione delle partite con due punti interrogativi. Per giunta sarebbe un sistema in partenza vantaggioso per la coalizione del centrodestra, come mostra il risultato del 4 marzo. Per semplificare e velocizzare, Di Maio potrebbe e a mio avviso dovrebbe fare una ben altra proposta a Salvini, e cioè: copiamo tal quale il sistema francese, ovvero l'uninominale a doppio turno di collegio. In sostanza tutti i singoli parlamentari verrebbero eletti, uno per ciascun collegio, con il sistema oggi in vigore per l'elezione dei sindaci nei comuni sopra i 15.000 abitanti. Quindi un legame forte e diretto tra eletti ed elettori, e meno potere ai capipartito che sarebbero costretti a candidare i migliori e non i più fedeli (o i figli di papà). La qualità media dei parlamentari salirebbe nettamente. Ritengo che sia Mattarella sia la Consulta potrebbero accettare un tale sistema, pur fortemente maggioritario. Ma si potrebbe anche temperarlo con una piccola quota proporzionale, per es. il 25% come nel vecchio e collaudato Mattarellum che per il 75% era un uninominale a turno unico, o anche meno (io proporrei un 10-15% senza soglia di sbarramento). Peraltro il sistema francese prevede che in qualche caso, cioè nei collegi dove c'è un terzo candidato abbastanza forte, si possa andare a un ballottaggio a tre, e questa è senz'altro una buona cosa dal punto di vista della rappresentanza, in particolare per un sistema tripolare come il nostro. Perché dico che un tale sistema darebbe buone garanzie di governabilità e sarebbe meno favorevole alla Lega rispetto all'incostituzionale bonus nazionale? Perché al secondo turno, come in effetti accade in Francia, gli elettori tendono spontaneamente a concentrarsi sui candidati del primo e del secondo partito più votati, su base nazionale, al primo turno. In sostanza il sistema si bipolarizza e uno dei due prende la maggioranza assoluta. Inoltre, io ritengo che nella quasi totalità  dei collegi del Centrosud dove si arrivasse a un ballottaggio tra M5s e centrodestra, gli elettori del Pd propenderebbero in buona parte per il candidato pentastellato. Lo stesso farebbero, immagino, la maggior parte degli elettori di centrodestra nel caso di ballottaggi tra M5s e Pd (due chiari esempi li avemmo al secondo turno delle ultime comunali a Roma e Torino). Nei collegi del Nord uno dei due che superano il secondo turno sarebbe quasi sempre il candidato del centrodestra, ma in questi casi gli elettori del Pd e quelli del M5s tenderebbero ad aiutarsi a vicenda, riuscendo probabilmente a strappare qualche seggio che a turno unico sarebbe andato alla Lega. In ultima analisi, prevedo che gli elettori farebbero spontaneamente, inconsciamente, nel segreto della cabina elettorale, quello che i leader politici non hanno potuto o voluto fare in due mesi di sterili trattative e consultazioni: accordarsi per dare un governo al paese. 

 

 

nelsegreto della cabina elettorale, sponta 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gulp , stragulp, Urka , Acc ...!! Ammettero’ che ieri sera avevo qualche problema ad addormentarmi . L’alternativa a prendere sonno era insistere nel tentativo di addormentarmi oppure tentare di leggere il post del Cazzaro . Ho optato per quest’ultima soluzione ed a metà della lettura sono caduto nelle braccia di Morfeo . Questa mattina , ben più fresco e con un livello di attenzione più alto , ho completato la lettura e vi confesso, cari forumisti , che mi scompiscio dalle risate . Vi chiedete il perché ?? Bene , vi accontento subito : Perché si conferma il bulimico tentativo del Cazzaro di accreditarsi davanti ai forumisti di avere competenze e virtù che non ha se non quella di avere una grandissima dote, in verità abbastanza diffusa tra il popolo Partenopeo : Quella di essere un falsario !! Sfido chiunque , tra i forumisti che , pur sfidando l’inesorabile noia di leggere un chilometrico post come quello del Cazzaro , non possono non pensare di essere di fronte ad un grande competente ed un cultore di leggi elettorali . Insomma un qualcuno che risolverebbe , in un battibaleno , un angusto problema dibattuto dalla migliore intellighentia italica in campo costituzionale senza approdare a niente . Insomma , Fosfy , dall’alto della sua formidabile strompiaggine e bulimica ossessione di apparire un “grande”, si immagina e crede che gli altri forumisti possano giudicarlo “sprecato” per questo forum . Insomma , un personaggio che solo per una miriade di circostanze sfavorevoli e sfortunate , non possa essere al servizio del Paese ( tutto) . Ed ecco allora che per sviluppare la sua ingannevole strategia , deve , obbligatoriamente , servirsi di “ Io farei così “ , “ a mio modesto parere “,  “ dipendesse da me “  Etc Etc su questa falsariga . Cari forumisti , io non ho assolutamente tutti i titoli del Cazzaro , la mia e’ una laurea normale con una votazione media , le lingue le ho imparate alle scuole medie e non sarei in grado come il Cazzaro di indicare una strada ad un turista in greco antico , ho imparato a leggere e scrivere in prima elementare , a 10 anni leggevo l’Intrepido ed il Monello e non Pablo Neruda come il Cazzaro , ho fatto sport a buon livello regionale ma non primeggiavo a livello nazionale come il Bufalaro , non sono stato arbitro e giudice internazionale come il Cazzaro , ma 2/3 partite scolastiche di mia figlia a pallavolo in terza media le ho arbitrate , ho un cugino meccanico e non prelato , una zia sarta e non suora . Ma di una cosa sono orgoglioso : Ho una memoria di ferro !! Ecco allora che stamani , dopo aver letto il post del Cazzaro , mi e’ sovvenuto di aver letto qualcosa di simile qualche anno fa . Mi sono sforzato ed alla fine , ricordandomi che la stessa ed identica proposta che il Cazzaro senza alcun merito si intesta , fu addirittura discussa in una puntata di Porta a Porta ed , alla fine mi si e’ “stagliato” nella mente anche il nome di colui che , insieme ad altri , la proposero e che vi mando sotto affinché potete appurare a che livello di falsario e di impostore siamo di fronte . 

Legge elettorale, appello di Sartori e Ignazi: "Doppio turno di collegio senza premio di maggioranza" 

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"Proponiamo alla politica di adottare una cosa semplice, che da più di 50 anni funziona in Francia". L'Espresso presenta la proposta elaborata con Bardi e Massari e già sottoscritta da cento scienziati e politici italiani

28 Ottobre, 2013
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“Ho promosso questo appello perché confido nella forza delle cose semplici. Ecco, proponiamo alla politica di adottare una cosa semplice, che da più di cinquant’anni funziona in Francia”. Così Piero Ignazi presenta all’Espresso l’appello, promosso con Giovanni Sartori, Luciano Bardi e Oreste Massari, e sottoscritto da più di cento scienziati politici italiani, per chiamare le Camere a cambiare in fretta il Porcellum, adottando un sistema elettorale maggioritario fondato sul doppio turno di collegio. Senza premio di maggioranza, “perché quello è un abominio”. Con un forte sbarramento, che si immagina del 15 per cento. E con il ritorno ai collegi “perché è utile ristabilire un rapporto più diretto col territorio”. Qualcosa di diverso dal cosiddetto “doppio turno di coalizione”, che è solo “una specie di Porcellum in cui si vota due volte”.

Ci vuole di certo un qualche ottimismo della volontà, visto che sinora il Parlamento non è riuscito a trovare la forza per fare in concreto granché. Ma Ignazi è fiducioso sulla capacità di ascolto della politica: “Ci sono molti parlamentari intelligenti e competenti, se non si fanno trascinare dal vizio dell’accordo miope, capiranno che questo è il passaggio importante, una scelta definitiva, e che non è una pezza, o un rimedio concepito per far contenti tutti nel brevissimo periodo. Avremmo finalmente quattro cinque partiti al primo turno, e al secondo due schieramenti, o al massimo tre, che si fronteggiano. Un sistema più chiaro e trasparente, sul quale possono trovarsi d’accordo tutti, dal Pdl ai Cinque stelle”.

Non a caso, sottolinea Ignazi, “i competenti, quelli che per professione si occupano di scienza politica, lo indicano come il sistema migliore”. Per ora, infatti, l’appello è stato fatto girare soltanto tra i soci della Società italiana di scienza politica, ed ha avuto “più di cento adesioni in poche ore”. Adesso, “tocca alla politica e alla società civile”.

I promotori dell'appello sottolineano come, in questa fase politica, sia indispensabile e urgente approvare in tempi brevi una nuova legge elettorale.

I due sistemi elettorali che hanno presieduto alla lunga transizione italiana dal 1993 ad oggi – il sistema misto, proporzionale per il 25% e uninominale a turno unico per il 75% (il cosiddetto Mattarellum), e il proporzionale con soglie di sbarramento e premio di maggioranza (il cosiddetto Porcellum) – sono entrambi falliti, non assicurando né governabilità, né contenimento della frammentazione partitica, né un rapporto di vera rappresentanza e responsabilità tra eletti ed elettori. Il Porcellum, in particolare, al di là di un possibile verdetto negativo della Corte Costituzionale, è oggi rifiutato e respinto da gran parte dell’opinione pubblica.

"Si impone quindi l’approvazione in tempi rapidi di un nuovo sistema elettorale - scrivono i firmatari - ma bisogna evitare che venga ancora una volta propinato un mostriciattolo, frutto di interessi settoriali, di vedute corte  e di compromessi al ribasso. Per queste ragioni abbiamo promosso un appello per un sistema elettorale maggioritario fondato sul doppio turno di collegio, e raccolto l’adesione di oltre cento scienziati politici italiani. Ci auguriamo che la classe politica, per una volta, non resti sorda alla voce di questa comunità scientifica".

Appello per un sistema elettorale maggioritario a doppio turno

Riteniamo che sia tempo di adottare finalmente un sistema elettorale chiaro e trasparente nei suoi meccanismi e nelle sue potenzialità: il maggioritario a doppio turno, sul modello del sistema elettorale francese per l’elezione dei deputati dell’Assemblea nazionale.

A nostro avviso questo sistema ha almeno quattro vantaggi:
• riduce la frammentazione partitica;
• favorisce la costruzione di maggioranze alternative;
• legittima l’eletto con una ampia percentuale di votanti, spesso la maggioranza assoluta;
• facilita un rapporto diretto e potenzialmente più “fiduciario” tra cittadini e rappresentanti.

Più in dettaglio, questo sistema:
- non deprime la competizione, perché nessuno parte sconfitto: al primo turno un brillante candidato di un piccolo partito può superare la soglia di sbarramento;
- pur consentendo una competizione equa anche ai partiti minori, non favorisce la frammentazione in quanto la soglia di sbarramento punisce le liste velleitarie: ovviamente la soglia di sbarramento deve essere elevata, almeno il 15% dei votanti;
- facilita le aggregazioni tra i partiti al fine di presentare un candidato comune tanto al primo turno (per superare lo sbarramento) quanto e soprattutto al secondo turno (per vincere); 
- porta alla luce del sole e definisce prima del voto tali alleanze, prefigurando in tal modo le future coalizioni governative; 
- rinsalda, con il voto a un candidato nel collegio uninominale, il rapporto tra elettori e rappresentanti, superando le liste bloccate, ma senza le degenerazioni insite in un sistema con preferenze;
- legittima gli eletti in quanto nei loro collegi sono eletti con una quota di consensi elevata e, come insegna il caso francese, spesso a maggioranza assoluta.

Queste caratteristiche del sistema maggioritario a doppio turno ci inducono a ritenerlo il più adatto a contenere la frammentazione, a rafforzare i rapporti fiduciari elettori/eletti, a favorire la formazione di coalizioni e a scegliere la coalizione per il governo, consentendo una competizione bipolare e una democrazia dell’alternanza.

Giovanni Sartori
Luciano Bardi
Piero Ignazi
Oreste Massari

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