toscana,il consiglio dell'"esperto":non fate estinguere il pd

Martina a Prato fa selfie con manifestante di colore e riceve un monito non fate estinguere il PD La manifestazione unitaria di Cgil, Cisl e Uil a Prato, in occasione della festa dei lavoratori. Presenti i segretari Susanna Camusso, Anna Maria Furlan e Carmelo Barbagallo.La lezione delle politiche è servita?? none...la lezione delle due regioni è servita?? none....avanti pure..è un  piacere per noi!!! filmato all'uopo a seguito!!!

https://youtu.be/n58ZO-naRoo

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6 messaggi in questa discussione

Inviata (modificato)

C'è una cosa che pochi hanno evidenziato; la manifestazione si è svolta a Prato (in Toscana) , una delle "capitali" del tessile Italiano..........Italiano per modo di dire .......perché la gran parte della produzione avviene in laboratori Cinesi, gestiti da Cinesi, con lavoratori  clandestini irregolari Cinesi  che vivono nelle fabbriche, mangiano nelle fabbriche, lavorano e dormono nelle fabbriche 24 ore su 24;  alla manifestazione di Prato i lavoratori Cinesi non c'erano, probabilmente anzi certamente erano a festeggiare il primo maggio lavorando come al solito al nero nelle  loro fabbriche di Prato; penso che in Italia per risolvere i problemi occorrerebbe meno demagogia e  più contatto con la realtà  quotidiana, altrimenti i problemi, quelli veri, non si risolveranno mai.

Modificato da etrusco1900

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12 minuti fa, etrusco1900 ha scritto:

C'è una cosa che pochi hanno evidenziato; la manifestazione si è svolta a Prato (in Toscana) , una delle "capitali" del tessile Italiano..........Italiano per modo di dire .......perché la gran parte della produzione avviene in laboratori Cinesi, gestiti da Cinesi, con lavoratori  clandestini irregolari Cinesi  che vivono nelle fabbriche, mangiano nelle fabbriche, lavorano e dormono nelle fabbriche 24 ore su 24;  alla manifestazione di Prato i lavoratori Cinesi non c'erano, probabilmente anzi certamente erano a festeggiare il primo maggio lavorando come al solito al nero nelle  loro fabbriche di Prato; penso che in Italia per risolvere i problemi occorrerebbe meno demagogia e  più contatto con la realtà  quotidiana, altrimenti i problemi, quelli veri, non si risolveranno mai.

viene da chiedersi:ma gli ispettori del lavoro,dove sono??a controllare chi è sempre e lo è sempre stato in regola???

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2 ore fa, director12 ha scritto:

viene da chiedersi:ma gli ispettori del lavoro,dove sono??a controllare chi è sempre e lo è sempre stato in regola???

Evidentemente c'è stata e c'è la volontà politica di lasciare le cose come stanno, sia nell'agricoltura che nell'industria, perché questo è l'unico modo per l'azienda Italia di essere competitiva sui mercati internazionali, gli immigrati servono anche per abbassare i diritti e le pretese dei lavoratori Italiani, anziché puntare per essere competitivi sulle infrastrutture, sulla tecnologia sull'ammodernamento come fanno molte alte nazioni europee nostre concorrenti   pensano che la soluzione per  abbassare il costo dei nostri prodotti e quindi essere competitivi, sia quella di abbassare il costo del lavoro cioè le paghe(, gli ispettori del lavoro volutamente sono in numero insufficiente per fare i controlli), a  Prato i vecchi proprietari dei lanifici hanno affittato i loro capannoni ai Cinesi e vivono di rendita, cioè degli affitti,  gli operai Italiani o meglio gli ex operai Italiani che lavoravano in quei capannoni....si arrangiano....

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Caro Etrusco, non solo a Prato ma anche qui a Napoli dove alle feste (religiose e civili) ci teniamo molto, un sacco di lavoratori sono stati costretti a lavorare il Primo Maggio, che è peggio che costringere un parroco ad andarsene al mare la mattina di Pasqua. Penso, per esempio, ai dipendenti del supermercato di una nota catena di alimentari a due passi da casa mia. E ai fornai che gli hanno fornito il pane, e che hanno dovuto lavorare la notte perché i *** viziati di quella catena vogliono mangiare pane fresco anche il Primo Maggio (e tutte le feste comandate). Mentre il salumiere sotto casa era rigorosamente chiuso ma rischia di chiudere per sempre perché il supermercato gli porta via tutti i ***, sempre più viziati, come quelli che vogliono andare a fare la spesa anche alle due del pomeriggio, quando il salumiere, dopo 7 ore continuate di lavoro, se ne va a casa a pranzare. Addirittura qui a Napoli alcuni studenti erano stati mandati a fare le guide per i turisti in un famoso museo privato nell'ambito dell'alternanza scuola-lavoro. Lavoro obbligatorio e non pagato. Il Primo Maggio. Cioè sfruttamento legalizzato dal Ministero dell'Istruzione. Il giorno della Festa del Lavoro. VERGOGNA! Quando a Napoli ci sono decine di migliaia di giovani disoccupati, diplomati e laureati, che potrebbero e vorrebbero essere pagati, perfino con i voucher visto che li hanno reintrodotti, per lavorare nei musei nelle giornate di grande affluenza turistica. I turisti arrivano in massa, e questo è un bene. Pagano il biglietto e gli studenti li accompagnano gratis. E questo è sfruttamento. Mentre i privati, anche quando si travestono da operatori umanitari (come nel caso in specie) o culturali, pensano prima di tutto a incassare. Per fortuna quei ragazzi napoletani si sono ribellati e, invece di andare a lavorare gratis il Primo Maggio, sono andati in piazza a protestare contro questa leggiaccia iniqua e incostituzionale e contro i traditori della sinistra e i nemici dei lavoratori che l'hanno voluta.

 

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Ma  pensare  un  po  a  Salvini  con  la  Ruspa    o Di Mejo  con la  poltrona  no vero  ?

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7 ore fa, pm610 ha scritto:

Ma  pensare  un  po  a  Salvini  con  la  Ruspa    o Di Mejo  con la  poltrona  no vero  ?

Ruspa o non ruspa alle ultime elezioni moltissima gente volutamente non è andata a votare; questo è un chiaro segnale che la gente manda alla politica, poi ci sono quelli che questi segnali li vedono e coloro che fanno finta che non sia successo nulla e continuano con i giochetti di palazzo, con l'uso strumentale e di parte  delle reti televisive e dei giornali  , con le percentuali di consenso alle elezioni fatte in base ai  voti di coloro che si sono effettivamente recati ai seggi e non in base al numero degli  iscritti a quegli stessi seggi

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