Governare con il Pd?! Mah!

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Come volevasi dimostrare: la scelta aventiniana del Pd era solo un bluff. O, più probabilmente, solo l'ultima puerile ripicca di un bamboccione viziato e politicamente scorretto che, dopo avere scritto le regole e perso malamente l'ennesima partita, pretendeva di portarsi via il pallone per impedire anche agli altri di giocare. La delegazione pidina, pur composta da renziani e turborenziani (per ora non antepongo la particella ex), è stata ricevuta cordialmente dal presidente Fico e gli ha manifestato disponibilità al dialogo con il M5S, con l'unica condizione preliminare della definitiva chiusura del "forno" con la Lega. Una condizione ovvia e prontamente accettata da Di Maio che ha posto anche un perentorio aut aut: o si fa l'accordo o si torna al voto. Molto bene, un confortante segnale di esistenza in vita del Pd. Naturalmente il partito soffre, o meglio: s'offre. Un partito disastrato, al di là delle sue stesse colpe, dagli erroracci epocali dell'ex caudillo e che fino a ieri sembrava tristemente avviato alla rapida estinzione paventata da Matteo Richetti. Autoesclusi da tutti i giochi, impotenti davanti all'emorragia di elettori e incapaci di proporre alcunché di rilevante in una fase politica delicatissima, i fedelissimi obnubilati dal pifferaio di Hamelin si crogiolavano in un penoso cupio dissolvi tradotto nel patetico e pilatesco hashtag #senzadime (la trattativa di Martina con i 5s, nda). Più che alla tragica e istruttiva favola dei fratelli Grimm, mi fanno pensare a quelle sette di fanatici apocalittici, suggestionati dal profeta o dal santone di turno, che finivano per suicidarsi in massa (mentre il santone di solito se la squagliava con la cassaforte della setta). Perché è del tutto evidente che se il Pd ha una possibilità di sopravvivenza, e forse anche di rinascita come forza di sinistra, questa è legata a un'alleanza di governo con il M5S. Dopo l'occasionale ed effimero boom delle europee del 2014, gli italiani hanno imparato (a loro spese) a conoscere l'autocrate incapace in cui avevano mal riposto le speranze, e il Pd ha inanellato una serie di disfatte elettorali a mia memoria senza precedenti nella politica italiana. Pensandoci bene, forse solo un partito, guarda caso dalla sigla simile, il Pdium dei monarchici di Achille Lauro, conobbe, fatte le debite proporzioni, una crisi così nera, che difatti lo portò velocemente all'estinzione con il tramonto del laurismo. Ma il Comandante sorrentino, a differenza del tappetaro toscano, faceva politica per puro altruismo e aveva tutti i media schierati contro, a parte il suo piccolo, storico giornale, il Roma. Tornando al disastrato Pd, domenica scorsa ha incassato l'ennesima legnata in Molise (9%) e si prepara tafazzianamente al bis anzi al tris domenica prossima in Friuli, che dopo Sicilia e Molise sarà la terza Regione ceduta alla destra nel giro di 6 mesi (ma avrebbe ceduto anche il Lazio senza i voti decisivi di Leu). É solare che, se si andasse a breve a elezioni politiche anticipate, gli elettori ne incolperebbero prima di tutti il Pd. Il partito che scrisse e che impose a colpi di fiducia la più assurda e inefficiente legge elettorale di tutti i tempi per poi scappare vigliaccamente sull'Aventino. Non a caso ricorrenti voci di corridoio dicono che perfino il mite Mattarella si stia preparando a caricare a testa bassa, come un letterale bufalo, sulla malcapitata delegazione pidina, e a murare vivi i poveri Martina e Orfini nelle segrete del Quirinale qualora si ostinassero a resistere alle proposte di Di Maio. Un accordo dal quale il Pd ha in ogni caso, perfino se si limitasse a un ruolo modesto (ma a mio avviso saggio e prudente) di appoggio esterno, tutto da guadagnare e nulla da perdere. L'alternativa è, ripeto, l'ESTINZIONE, o il declassamento all'irrilevanza, specie se si votasse con un sistema ipermaggioritario (es. l'uninominale a doppio turno alla francese) che Di Maio e Salvini potrebbero imporre a maggioranza. Per contro, è altrettanto chiaro che da un accordo di governo con il Pd Di Maio ha poco o nulla da guadagnare e molto da perdere. Perché alla fine sarebbe anche un accordo con Renzi, avendo questi scelto nel modo padronale che sappiamo tutti i capilista e tutti i candidati nei collegi del Pd. E conosciamo bene il livello di serietà, lealtà, affidabilità, sincerità e coerenza di questo personaggio. Chiedere a Enrico Letta, per esempio. Ma ormai non è solo il pinocchio di Rignano (quello che prometteva di lasciare la politica) a stare sulle scatole ad almeno 4 italiani su 5. E' un po' tutto il Pd che ci ha francamente stancato, per non dire esasperato. Basta vedere la bufera che si è scatenata in rete sul povero reggente Martina accusato di sciacallaggio per una foto infelice ma certo non da linciaggio mediatico: 

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/04/24/giulio-regeni-martina-fa-visita-alla-tomba-e-si-fa-fotografare-la-mamma-paola-fatto-gravissimo/4313404/

Brutta cosa raccogliere il testimone da chi andò ad adulare un tiranno sanguinario definendolo a great leader. I familiari di Giulio e gli italiani di sinistra non  dimenticano. Sarebbe servito un Congresso subito dopo le elezioni per imprimere un deciso cambio di rotta in quello che per la gran parte degli italiani resta il partito dei banchieri, dei petrolieri e dei confindustriali; il partito dei poteri forti nazionali ed esteri; il partito dei  mestieranti, dei cacicchi locali e delle clientele; il partito dell'arroganza del potere che manomette la Costituzione con una maggioranza incostituzionale, il partito del patto del Nazareno e degli inciuci con Alfano e Verdini; in una parola il partito di Renzi. E invece i renziani hanno rinviato pure l'Assemblea nazionale. Luigi, te lo ripeto, sta attento, sta molto attento. Governando con questi qui, ovvero con quello lì, rischi inaccettabili compromessi al ribasso nel programma, ma soprattutto di contaminare in modo irreversibile l'immagine sana e pulita del Movimento.

 

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4 ore fa, fosforo31 ha scritto:

Come volevasi dimostrare: la scelta aventiniana del Pd era solo un bluff. O, più probabilmente, solo l'ultima puerile ripicca di un bamboccione viziato e politicamente scorretto che, dopo avere scritto le regole e perso malamente l'ennesima partita, pretendeva di portarsi via il pallone per impedire anche agli altri di giocare. La delegazione pidina, pur composta da renziani e turborenziani (per ora non antepongo la particella ex), è stata ricevuta cordialmente dal presidente Fico e gli ha manifestato disponibilità al dialogo con il M5S, con l'unica condizione preliminare della definitiva chiusura del "forno" con la Lega. Una condizione ovvia e prontamente accettata da Di Maio che ha posto anche un perentorio aut aut: o si fa l'accordo o si torna al voto. Molto bene, un confortante segnale di esistenza in vita del Pd. Naturalmente il partito soffre, o meglio: s'offre. Un partito disastrato, al di là delle sue stesse colpe, dagli erroracci epocali dell'ex caudillo e che fino a ieri sembrava tristemente avviato alla rapida estinzione paventata da Matteo Richetti. Autoesclusi da tutti i giochi, impotenti davanti all'emorragia di elettori e incapaci di proporre alcunché di rilevante in una fase politica delicatissima, i fedelissimi obnubilati dal pifferaio di Hamelin si crogiolavano in un penoso cupio dissolvi tradotto nel patetico e pilatesco hashtag #senzadime (la trattativa di Martina con i 5s, nda). Più che alla tragica e istruttiva favola dei fratelli Grimm, mi fanno pensare a quelle sette di fanatici apocalittici, suggestionati dal profeta o dal santone di turno, che finivano per suicidarsi in massa (mentre il santone di solito se la squagliava con la cassaforte della setta). Perché è del tutto evidente che se il Pd ha una possibilità di sopravvivenza, e forse anche di rinascita come forza di sinistra, questa è legata a un'alleanza di governo con il M5S. Dopo l'occasionale ed effimero boom delle europee del 2014, gli italiani hanno imparato (a loro spese) a conoscere l'autocrate incapace in cui avevano mal riposto le speranze, e il Pd ha inanellato una serie di disfatte elettorali a mia memoria senza precedenti nella politica italiana. Pensandoci bene, forse solo un partito, guarda caso dalla sigla simile, il Pdium dei monarchici di Achille Lauro, conobbe, fatte le debite proporzioni, una crisi così nera, che difatti lo portò velocemente all'estinzione con il tramonto del laurismo. Ma il Comandante sorrentino, a differenza del tappetaro toscano, faceva politica per puro altruismo e aveva tutti i media schierati contro, a parte il suo piccolo, storico giornale, il Roma. Tornando al disastrato Pd, domenica scorsa ha incassato l'ennesima legnata in Molise (9%) e si prepara tafazzianamente al bis anzi al tris domenica prossima in Friuli, che dopo Sicilia e Molise sarà la terza Regione ceduta alla destra nel giro di 6 mesi (ma avrebbe ceduto anche il Lazio senza i voti decisivi di Leu). É solare che, se si andasse a breve a elezioni politiche anticipate, gli elettori ne incolperebbero prima di tutti il Pd. Il partito che scrisse e che impose a colpi di fiducia la più assurda e inefficiente legge elettorale di tutti i tempi per poi scappare vigliaccamente sull'Aventino. Non a caso ricorrenti voci di corridoio dicono che perfino il mite Mattarella si stia preparando a caricare a testa bassa, come un letterale bufalo, sulla malcapitata delegazione pidina, e a murare vivi i poveri Martina e Orfini nelle segrete del Quirinale qualora si ostinassero a resistere alle proposte di Di Maio. Un accordo dal quale il Pd ha in ogni caso, perfino se si limitasse a un ruolo modesto (ma a mio avviso saggio e prudente) di appoggio esterno, tutto da guadagnare e nulla da perdere. L'alternativa è, ripeto, l'ESTINZIONE, o il declassamento all'irrilevanza, specie se si votasse con un sistema ipermaggioritario (es. l'uninominale a doppio turno alla francese) che Di Maio e Salvini potrebbero imporre a maggioranza. Per contro, è altrettanto chiaro che da un accordo di governo con il Pd Di Maio ha poco o nulla da guadagnare e molto da perdere. Perché alla fine sarebbe anche un accordo con Renzi, avendo questi scelto nel modo padronale che sappiamo tutti i capilista e tutti i candidati nei collegi del Pd. E conosciamo bene il livello di serietà, lealtà, affidabilità, sincerità e coerenza di questo personaggio. Chiedere a Enrico Letta, per esempio. Ma ormai non è solo il pinocchio di Rignano (quello che prometteva di lasciare la politica) a stare sulle scatole ad almeno 4 italiani su 5. E' un po' tutto il Pd che ci ha francamente stancato, per non dire esasperato. Basta vedere la bufera che si è scatenata in rete sul povero reggente Martina accusato di sciacallaggio per una foto infelice ma certo non da linciaggio mediatico: 

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/04/24/giulio-regeni-martina-fa-visita-alla-tomba-e-si-fa-fotografare-la-mamma-paola-fatto-gravissimo/4313404/

Brutta cosa raccogliere il testimone da chi andò ad adulare un tiranno sanguinario definendolo a great leader. I familiari di Giulio e gli italiani di sinistra non  dimenticano. Sarebbe servito un Congresso subito dopo le elezioni per imprimere un deciso cambio di rotta in quello che per la gran parte degli italiani resta il partito dei banchieri, dei petrolieri e dei confindustriali; il partito dei poteri forti nazionali ed esteri; il partito dei  mestieranti, dei cacicchi locali e delle clientele; il partito dell'arroganza del potere che manomette la Costituzione con una maggioranza incostituzionale, il partito del patto del Nazareno e degli inciuci con Alfano e Verdini; in una parola il partito di Renzi. E invece i renziani hanno rinviato pure l'Assemblea nazionale. Luigi, te lo ripeto, sta attento, sta molto attento. Governando con questi qui, ovvero con quello lì, rischi inaccettabili compromessi al ribasso nel programma, ma soprattutto di contaminare in modo irreversibile l'immagine sana e pulita del Movimento.

 

Giuro su cosa ho di più caro al mondo che se mi avessero fatto leggere un post così demenziale sull’attuale situazione politica, avrei detto che l’autore non poteva che essere un mattacchione . Insomma una persona che si diverte a suonare i campanelli nottetempo e poi scappare . Però , subito dopo , avrei detto :” Fermi tutti !! Solo un ebe te di primo lignaggio può scrivere queste amenità privo di alcol etilico nel sangue . E se così e’ , esiste anche un nome : Il Cazzaro Napoletano Fosforo 31”. Una sequela di situazioni rovesciate , di trucchetti dialettici uso storioni Partenopei con un bassissimo livello di scolarizzazione , un tourbillon di situazioni dove i ladri diventano i Carabinieri e viceversa , dove i “ padroni di casa “ diventano gli ospiti , dove i falsari diventano i depositari della verità . Quale e’ lo scopo del Cazzaro di Napoli ?? Elementare Watson : Poiché ha sempre sostenuto che i Piddini sarebbero andati con il cappello in mano da Giggino a pietire un “posto” nel nascituro governo , ora , poiché e’ vero il contrario e che Giggino , da “inchiodatore” , e’ rimasto lui inchiodato smentendo clamorosamente il pronostico del Cazzaro  ( in verità non era difficile prevederlo viste le usuali profezie del Bufalaro ) deve necessariamente spengere il creino acceso che ha in mano . Da qui , allora , iniziano una sequela di menzogne che onestamente e pur riconoscendo un altissimo e meritato livello di campionario di bufale profferito dal Cazzaro , non lo ritenevo già così pronto per essere degno di una nomination all’Oscar delle bufale . Inizia subito con il solito pistolotto contro Renzi , ma qui siamo ancora nella normalità soprattutto quando e’ Martedi ed il Cazzaro si e’ appena alzato dal divano dove ha assistito , mastur.ban.dosi, al consueto e prezzolato intervento di Calandrino Travaglio da Floris . Inizia subito con una frottola clamorosa ed afferma che Martina avrebbe dato la disponibilità ad un dialogo con il M5S chiedendo in cambio una solo contropartita : quella di chiudere il forno con la Lega di Salvini . Ahahaha , bontà del Cazzaro che definisce questa richiesta ovvia e scontata e che Giggino non solo ha prontamente accolto ma che , con fare minaccioso e ricattatorio avrebbe intimato alla delegazione del PD :” Cari guaglio’ , non approfittate della nostra bontà . Questa e’ l’ultima possibilità che vi offriamo per evitarvi di estinguervi . O così od il voto anticipato “. Ahahaha , hai capito il Cazzaro che , lasciati subito gli abiti di Mattarella in attesa che decida la data del voto , indossa subito quelli di Giggino e si autoelogia incarnandosi in lui ( come già detto in passato questa e’ una classica patologia da disturbo di personalità di tipo maniaco/compulsivo ) concedendo al malcapitato Martina un’ancora di salvezza compiacendosi perché ritiene , sinceramente perché malato, che questa ancora sia stata già afferrata . Non solo , il Cazzaro sa pure , perché vive una realtà immaginaria che però e’ quella che lo fa stare meglio , che il mite Mattarella si e’ incaz.z.ato di brutto con la delegazione del PD ed avrebbe detto a muso duro a Martina :”  Siete obbligati ad accettare la proposta di Luigi (confidenziale , nda ). Guai a voi se vi ostinate a rifiutare le proposta di Luigi (sempre confidenziale, nda ). Sempre da parte del Cazzaro veniamo a sapere che Mattarella mentre diceva questo caricava come un toro infuriato e la pena inflitta ai poveri Martina ed Orofini della eventuale non accettazione e’ la stessa che tocco’  al Conte Ugolino : murati vivi non nella torre dell ‘Orologio ma nelle segrete carceri del Quirinale . Ahahaha. Ma dopo questa fragorosa risata ai danni del becco Partenopeo , mi sorge un inquietante dubbio che contraddice in toto la ricostruzione de Bufalaro. Ma se i Piddini , come afferma il Cazzaro al rigo 33 del suo gustoso post , non soffre ma s’offre allo strapotere di Giggino e dei grilli, cosa dovrebbero temere ? Perché Mattarella si dovrebbe imbufalire ?? Perché vengono preparate le celle nel seminterrato del Quirinale ? Sempre per la patologia di cui soffre ( senza apostrofo tra la s e la o) il Cazzaro , probabilmente Mattarella e’ incaz.z.ato di brutto con Giggino ed i pentafementi che in quasi 2 mesi non riescono a tirare fuori un ragno dal buco . Segue poi una dissertazione del Cazzaro in merito alle elezioni del Molise dove una cosa giusta la dice : il PD e’ stato sconfitto. Anche se era ampiamente previsto e’ vero. Quel che però il Bufalaro Partenopeo stranamente dimentica di dire e’ che il M5S , in 40 giorni , pur dato come favorito, ha perso una quisquilia come 15 punti percentuali . Capita Cazzaro , capita che magari sovrapensiero ci possa sfuggire una cosuccia del genere . Statte bbuono Cazzaro !! Non preoccuparti della non rilevanza o peggio ancora della estinzione del PD . Non avverrà !! Qualche rischio lo potremmo correre solo se il PD seguisse la strada che piace a te e che Calandrino ti ha imbeccato ( sai tra becchi, nda) anche stasera da Floris . Ovvero che ci sarà un accordo con il M5S . Non succederà hashtag #senzadime o senza hashtag . Il PD non deve spegnere nessun forno perché l’unico che il forno , anzi i forni , che sono stati accesi sono quelli opera di Giggino che un risultato lo ha raggiunto : quello che non sarà il prossimo Presidente del Consiglio e che ha iniziato a far correre l’emorragia di voti che presto , prima di quel che immagini diventerà inarrestabile.  A meno che , e non lo escludo , si possa tornare al forno leghista . Ed io , se succedesse , mi divertirò da pazzi con un ebe te come te . Immagini Giggino che invece del Reddito ti porta Salvini ?? Sai chi e’ Salvini vero ?? Nooo ?? Aspetta , ti do un indizio :” senti che puzza la sentono anche i cani stanno arrivando i ...Napoletani”. Ti sono stato utile con l’indizio ?

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Come volevasi dimostrare, l'ex caudillo si mette di traverso e detta la linea al partito. Non ha ancora capito di essere ex. La sua intelligenza e la sua cultura politica non gli permettono di capirlo: sono al livello di quelle di un arruffapopolo da due soldi. Ha dato le dimissioni ma crede di non averle date. Così come crede di non avere mai giurato di lasciare la politica. Il classico solipsismo degli egoisti  degli egolatri. Ieri,approfittando del bel tempo, invece di andare a un corteo dell'Anpi, si è fatto un giretto in bici nel suo feudo fiorentino. Forse l'unico posto d'Italia dove ancora non rischia le uova e i pomodori. Ha dato qualche pacca sulle spalle, ha fatto qualche selfie coi turisti, e ha fatto quello che Repubblica definisce un "minisondaggio" personale. Che per il cervelletto di un egoarca equivale a delle votazioni primarie nazionali (non truccate). E ha concluso che l'accordo con i 5s non s'ha da fare "perché la base non vuole". Dunque la Direzione nazionale dovrà allinearsi al minisondaggio, quello che pensano Emiliano e Franceschini, e quello che pensa la base di Napoli e Palermo conta un tubo. E meno male che questo qui passa da una batosta elettorale all'altra (domenica perderà anche il Friuli dopo Sicilia e Molise). Figuriamoci se le vincesse tutte! Dove arriverebbe la sua arroganza? Non si crederebbe padrone del partito, ma del mondo.

https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2018/04/25/news/pd_renzi_governo_m5s-194816550/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-T1

 

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21 minuti fa, fosforo31 ha scritto:

Come volevasi dimostrare, l'ex caudillo si mette di traverso e detta la linea al partito. Non ha ancora capito di essere ex. La sua intelligenza e la sua cultura politica non gli permettono di capirlo: sono al livello di quelle di un arruffapopolo da due soldi. Ha dato le dimissioni ma crede di non averle date. Così come crede di non avere mai giurato di lasciare la politica. Il classico solipsismo degli egoisti  degli egolatri. Ieri,approfittando del bel tempo, invece di andare a un corteo dell'Anpi, si è fatto un giretto in bici nel suo feudo fiorentino. Forse l'unico posto d'Italia dove ancora non rischia le uova e i pomodori. Ha dato qualche pacca sulle spalle, ha fatto qualche selfie coi turisti, e ha fatto quello che Repubblica definisce un "minisondaggio" personale. Che per il cervelletto di un egoarca equivale a delle votazioni primarie nazionali (non truccate). E ha concluso che l'accordo con i 5s non s'ha da fare "perché la base non vuole". Dunque la Direzione nazionale dovrà allinearsi al minisondaggio, quello che pensano Emiliano e Franceschini, e quello che pensa la base di Napoli e Palermo conta un tubo. E meno male che questo qui passa da una batosta elettorale all'altra (domenica perderà anche il Friuli dopo Sicilia e Molise). Figuriamoci se le vincesse tutte! Dove arriverebbe la sua arroganza? Non si crederebbe padrone del partito, ma del mondo.

https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2018/04/25/news/pd_renzi_governo_m5s-194816550/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-T1

 

Ahahahahaha , povero Cazzaro !! Hai il fegato spappolato vero ?? Diamo , allora , una lezioncina di democrazia al povero Bufalaro Partenopeo !! Vedi formidabile ed irraggiungibile Cazzaro , nel PD , a differenza di quel che succede nel M5S dove le nomine vengono fatte tramite pochi click alla piattaforma Rousseau o per successione dinastica , esiste uno statuto vero ed un regolamento interno che stabiliscono atti e relative azioni . Capisco che per te , Comunista comunitarista e tifoso di Lenin ciò può sembrarti estremamente anormale , ma posso garantirti che ciò avviene in tutti i paesi occidentali civilizzati e sorretti da ferree e precise regole . Insomma , capisco le tue “preferenze “ per ciò che avviene in Venezuela, Nicaragua , Corea del Nord , Cuba o nazioni simili , ma qui non funziona così . Ed ecco , allora , che per un idio ta del tuo lignaggio , Renzi rappresenti un usurpatore , un titolare che non ha titoli ma che ancora determini le linee e le strategie del PD . Se tu non lo pensassi mi meraviglierei ed infatti non mi meraviglio di quel che scrivi e che conferma il giudizio , da Cazzaro , che oramai la quasi totalità dei forumisti , hanno di te . Vedi Cazzaro , il fatto che Renzi sia dimissionario dal ruolo di Segretario del PD , non significa affatto che non lo sia più . Lo e’ a tutti gli effetti con l’aggiunta di dimissionario . E lo sarà fino a che la Direzione del PD , su esplicita richiesta di Renzi , non ne nominerà un altro , oppure se un congresso , straordinario o meno , non decreterà il nome del successore . Fino a che tuttocio non avverrà , Renzi rimane segretario (dimissionario ). Nel frattempo , sempre seguendo lo statuto e le regole del PD , il partito ha provveduto a nominare un reggente. Questo reggente ha un nome ed un cognome : Maurizio Martina . Il reggente , lo dice dal punto di vista etimologico , “regge “ il partito , e’ garante dei regolamenti , indice riunioni , convoca la Direzione , e’ un membro delle delegazioni ufficiali del PD , discute con la base , e’ un anello di congiunzione tra le varie anime del partito , ne’ testa gli umori , media tra di loro . Ci siamo Cazzaro ?? Solo una cosa non può fare perché glielo impediscono le regole e lo statuto del PD : Quello di stabilire una autonoma linea politica , quella di parlare a nome di tutto il PD. Perché se lo fa deve sapere che non ha l’autonomia di poterla imporre. Quella gliela da solo la Direzione , dove ci si conta e la maggioranza vince perché non siamo in nessun Paese sopracitato e perché nel PD non c’è , comunque, nessun idio ta come te , che da antidemocratico viscerale vorrebbe imporre con la forza le sue idee. Ci siamo , Cazzaro ?? Tutto chiaro ?? Vuoi un disegno od un insegnante di sostegno ?? Chiedi e sarai accontentato . Tralascio , poi , il capitolo della partecipazione di Renzi alle cerimonie del 25 Aprile . Evidentemente la tua “ossessione “ nei suoi confronti ti porta anche a controllare il modo ed il come vi ha partecipato . Solo di Renzi ti interessa ?? Ahahaha . E Giggino O’Inchiodatore?? , e Dibba il marxista ?? E tutti gli altri pentaebeti che consideri più a sx del PD ?? Puoi notiziarci ?? 

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15 minuti fa, fosforo31 ha scritto:

Cari forumisti seri, essendo una persona educata leggo sempre i post di chi interviene nelle mie discussioni e, tempo permettendo, cerco di rispondere a tutti, eccetto che ovviamente agli incivili. Come poi certamente sapete, questo forum è infestato da un incivile al cubo, i cui squallidi post generalmente non mi abbasso neppure a leggere. E quando faccio un'eccezione nella speranza che questo becero personaggetto, che un tempo si professava mio amico, sia riuscito a tirarsi fuori almeno un poco dagli escrementi in cui è precipitato, vengo puntualmente deluso: assisto al suo continuo e ormai temo irreversibile sprofondamento nella faziosità, nell'odio personale, nell'insulto gratuito, nella volgarità e nella falsità. 

Avevo scritto che l'ex segretario del Pd Matteo Renzi nella sua ben nota e morbosa egolatria crede di non essere ex e di poter dettare ancora la linea politica del partito. Ma evidentemente egli trasmette le sue patetiche illusioni anche ai pochi e decerebrati fanatici che ancora lo seguono, non paghi degli inenarrabili disastri e delle inaudite sconfitte in cui ha trascinato il partito. Infatti il nostro decerebrato fazioso è convinto pure lui che Matteo Renzi sia tuttora - e "a tutti gli effetti" ci tiene a precisare - il segretario del Pd. Un po' come il bigotto fanatico Socci è convinto nel suo intimo che Ratzinger sia ancora il papa. Ahahaha! Lo so che di fronte a questi casi umani e a queste idiozie bisognerebbe limitarsi a un compassionevole sorriso, ma il nostro addirittura invoca lo statuto del Pd. Dove, come potete controllare, non c'è scritto da nessuna parte che un segretario dimissionario mantiene le sue funzioni. Il nostro decerebrato aggiunge che "sempre seguendo lo statuto e le regole del Pd" sarebbe stato nominato un reggente con una funzione, secondo lui, poco più che formale. In realtà nella nomina di Martina la Direzione del Pd del 12 marzo scorso non seguì affatto lo Statuto perché, come potete facilmente controllare con la funzione find di Acrobat, nelle 65 pagine dello Statuto vigente (approvato durante la segreteria Renzi) la parola reggente non compare proprio (mentre appare in una vecchia versione). Peraltro sul sito uffi.ciale del Pd Maurizio Martina è indicato come "segretario reggente". Dunque, secondo il nostro disinformato fazioso, il Pd oggi avrebbe un segretario reggente senza poteri e un segretario dimissionario ma con pieni poteri, segretario "a tutti gli effetti". Dopodiché uno si chiederebbe: ma di cosa stiamo parlando, di un partito o un circo? In realtà, cari forumisti, come ricorderete il tappetaro ci aveva provato. Eccome se ci aveva provato! Voleva fare il doppio gioco dando dimissioni di facciata e senza autocritica dopo la debacle del 4 marzo e annunciando che sarebbero diventate effettive solo dopo la nomina del nuovo governo (cioé alle calende greche) in modo da gestire dal posto di comando tutta la fase precongressuale o preassembleare e quella delle consultazioni. Ma aveva calcolato male. Da anni questo incapace non ne imbrocca una neppure per sbaglio. Non aveva previsto la levata di scudi della minoranza interna e lo sconcerto misto a ilarità dell'opinione pubblica di fronte alla barzelletta di quelle fake dimissioni. Dopodiché il presidente Orfini fu costretto a emettere una nota uffi.ciale per precisare che le dimissioni di Renzi erano state formalizzate e che dunque erano effettive. Quindi fu nominato un segretario reggente anche per sgomberare il campo da ogni residuo dubbio sul ruolo dell'ex segretario: quello del "semplice senatore" come dichiarato peraltro anche dal diretto interessato nelle rare parentesi di (falsa) modestia. Però ieri 25 aprile il semplice senatore, invece di andarsene a piedi al corteo dell'Anpi per la quale è tesserato, ha preferito farsi un giretto in bici sul Lungarno, ha abbozzato strada facendo un veloce minisondaggio fai da te tra i 4 gatti suoi simpatizzanti che si sono fermati per un selfie e ha concluso, con un mirabile procedimento degno del tacchino induttivista di Russell, che l'accordo con il M5s non s'ha da fare perché la base del Pd non vuole. Roba da matti! Questo qui non dovrebbe fare sondaggi e statistiche, ma al massimo allevare tacchini.  E non doveva dirigere un partito, ma al massimo un circo.

 

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2 ore fa, fosforo31 ha scritto:

 

Ahahahahahaha , ma davvero vuoi una candidatura perenne alle figure di mer da ?? E’ questo che vuoi ?? Ne stai collezionando diverse quotidianamente ed allora ti consiglio di fermarti , riflettere prima di aprire bocca . Vedi , ora mi tocca fartene fare un’altra mentre ero convinto , su questo argomento, fosse stata sufficiente quella a cui ti ho “sodomizzato” nel post precedente . Vedi , ebe te , devi rassegnarti , nel PD non esiste un  Segretario Reggente . Esiste un Reggente !! Che e’ una figura che svolge alcuni compiti che solitamente svolge il segretario ma che non ha l’autonomia ed un pieno mandato come il Segretario Politico . Questa figura nasce al mimento che il Segretario politico e’ dimissionario e , solitamente , viene eletto a maggioranza dalla Direzione del Partito su indicazione e proposta dal Presudente del Partito . Il suo mandato può essere a tempo e di solitamente nell’interregno di tempo per arrivare al Cingresso Ordinario naturale oppure ad un Congresso Straordinario convocato proprio per l’elezione del nuovo segretario . C’è pure una altra soluzione : quella in cui l’Assemblea Nazionale decida di chiedere le candudature di coloro , in possesso dei requisiti per parteciparvi , di affrontarsi nei consessi previsti dallo Statuto e dal Codice Etico del PD che sancirà e nominerà il nuovo Segretario . Perché nel PD , anche se ti  sembrera’ strano visto come sei ebe te e lontano da ogni forma di democrazia interna , il Segretario si sceglie così . Invece e’ stato scelto Martina per la sua funzione di Vice Segretario ma con la carica di Reggente e non di Segretario Reggente che non esiste . Ti comunico quindi ed altresì , che il Segretario del PD , anchirche’ dimissionario , rimane in carica , anche se con qualche limitazione , fino a che non ne venga nominato un altro con i requisiti su indicati . Per semplificare : Funziona , più o meno , come per il Governo . Anche Gentiloni e’ un PDC dimissionario , ma fino a che non si nomina il sostituto ed il suo nuovo governo , continua ad esserlo anche se anch’esso con qualche potere limitato . Ci siamo ebe te ?? Quindi , ricapitolando : Martina non e’ il nuovo Segretario del PD ma il Reggente . Il suo principale compito e’ quello di sovraintendere alla struttura politica , mediare tra le componenti , nominare assemblee e riunioni interne , essere un componente della delegazione *** del Partito ma non può decidere niente in modo autinomo se non dopo consulto ed eventuale voto della Direzione Nazionale in nome della quale parla . Va da se, quindi , che Renzi abbia ancora un certo peso e non solo numerico all’interno del PD. Un peso che può, giustamente , orientare le scelte politiche e le relative strategie . E continuera’ , sempre giustamente , a farlo finché non ci sarà un nuovo Segretario . Non un Reggente !! Missione finita , ebe te ?? 

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Caro Los, il bluff è la principale arma del giocatore di poker dopo la fortuna, la tattica è la principale arma dello scacchista dopo la strategia. Tu puoi chiamarli tranquillamente bluff mentre io li chiamo tatticismi accuratamente studiati a tavolino. Sta di fatto che con le sue mosse Di Maio non è riuscito finora a formare un governo (cosa che non dipende solo da lui, visti i numeri) però in compenso è riuscito a spaccare il centrodestra (Salvini e il delinquente sono ai ferri corti come mai era accaduto) e a portare il delinquente al livello più basso della sua carriera politica, praticamente con l'acqua alla gola. Tanto è vero che a 81 anni suonati egli si vede costretto a fare quello che non faceva nemmeno a 60. Cioè avventurarsi in uno stancante giro di comizi in piazza (e non solo al sicuro nelle sale congresso) e a sottoporsi a contestazioni e lanci di uova (uno lo ha sfiorato) per campagne elettorali in piccole regioni. Ora Di Maio si appresta a spaccare anche il Pd mettendolo di fronte a un dilemma imbarazzante dove sia il prendere che il lasciare hanno i loro grossi, grossissimi inconvenienti. Nei miei post avevo fatto un'analogia con gli Scacchi (Di Maio ha messo il Pd in zugzwang) e una con la psicologia (il Pd si trova in una situazione di doppio vincolo). Mi ha fatto piacere vedere il dibattito di ieri sera a Piazza Pulita su La7, dove gli ospiti sono pervenuti a una conclusione del tutto analoga: il Pd si trova in una lose-lose situation. Ovvero una situazione senza uscita dove ogni scelta, ogni mossa è perdente, e si vorrebbe cedere la mossa all'avversario, proprio come in una posizione di zugzwang. Ma purtroppo ora tocca al Pd muovere. Prevedo una Direzione nazionale molto molto "calda". In rete si legge che Davide Casaleggio da ragazzo era un campioncino di scacchi. Chissà, forse c'è lui dietro le mosse di Di Maio che finora, a mio modesto avviso e con mia grande sorpresa, non ha sbagliato un colpo. Nonostante l'inesperienza, sta giocando in modo pressoché impeccabile una difficilissima partita. Saluti

 

 

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Repetita iuvant a beneficio dei falsari ignoranti e faziosi. 

- Nello Statuto vigente del Pd (scaricabile dal sito) non è assolutamente prevista la figura del "reggente". Non c'è traccia di questa parola nelle 65 pagine di detto Statuto.

- Aprendo la voce SQUADRA sulla home page del sito del Partito Democratico, Maurizio Martina è indicato come SEGRETARIO REGGENTE. Il nome di Matteo Renzi nella squadra non compare né come segretario dimissionario né come componente della segreteria nazionale, ma compare solo, e alla pari con gli altri membri elencati in ordine alfabetico, tra gli oltre 50 senatori e tra i circa 140 membri della Direzione Nazionale del Pd. In definitiva Matteo Renzi oggi non ricopre nessuna, nessunissima carica né funzione di segretario ma è solo un semplice senatore con diritto di voto in Direzione. D'altronde, se ricoprisse tuttora quelle funzioni, non sarebbe necessario per lui coprirsi di ridicolo e ritirare le dimissioni per trattare in prima persona con Di Maio come qualche suo fedelissimo oggi gli chiede di fare. 

https://www.partitodemocratico.it/la-squadra-del-pd/

- Come si legge su Repubblica, dopo le ambigue dichiarazioni di Renzi in cui annunciava di dimettersi ma con effetto posticipato a data incerta, ovvero dopo la nomina del nuovo governo - il presidente del partito Matteo Orfini, sollecitato dalla minoranza orlandiana a fare chiarezza,  si vedeva costretto, con santa pazienza, a emettere in data 7 marzo una nota uffi.ciale per precisare che il Renzi in data 5 marzo gli aveva inviato una formale lettera di dimissioni. Con ciò, come scrive Repubblica, si certifica che da questa data Renzi è solo un "ex segretario" e che le sue vanno intese come "dimissioni effettive", con soddisfazione della minoranza orlandiana.

http://www.repubblica.it/speciali/politica/elezioni2018/2018/03/07/news/calenda_se_il_pd_si_allea_con_il_m5s_il_mio_sara_il_tesseramento_piu_veloce_della_storia_-190655303/?refresh_ce

Questi sono i fatti, tutto il resto è fuffa prodotta da un ignorante all'oscuro delle regole, dello Statuto e della vita del suo partito. 

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Non vedo alternative, o ci uniamo ai 5stelle o si va al voto.

9_9

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1 ora fa, wronschi ha scritto:

Non vedo alternative, o ci uniamo ai 5stelle o si va al voto.

9_9

Finalmente un pidino che riesce ancora a ragionare. Aggiungerei solo una cosa: ambedue le possibilità sono problematiche e pericolose per il Pd. Forse il male minore, o la scelta più prudente, potrebbe essere limitarsi a un appoggio esterno. Saluti

 

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8 minuti fa, fosforo31 ha scritto:

Finalmente un pidino che riesce ancora a ragionare. Aggiungerei solo una cosa: ambedue le possibilità sono problematiche e pericolose per il Pd. Forse il male minore, o la scelta più prudente, potrebbe essere limitarsi a un appoggio esterno. Saluti

 

È no meglio partecipare !

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6 ore fa, fosforo31 ha scritto:

Repetita iuvant a beneficio dei falsari ignoranti e faziosi. 

- Nello Statuto vigente del Pd (scaricabile dal sito) non è assolutamente prevista la figura del "reggente". Non c'è traccia di questa parola nelle 65 pagine di detto Statuto.

- Aprendo la voce SQUADRA sulla home page del sito del Partito Democratico, Maurizio Martina è indicato come SEGRETARIO REGGENTE. Il nome di Matteo Renzi nella squadra non compare né come segretario dimissionario né come componente della segreteria nazionale, ma compare solo, e alla pari con gli altri membri elencati in ordine alfabetico, tra gli oltre 50 senatori e tra i circa 140 membri della Direzione Nazionale del Pd. In definitiva Matteo Renzi oggi non ricopre nessuna, nessunissima carica né funzione di segretario ma è solo un semplice senatore con diritto di voto in Direzione. D'altronde, se ricoprisse tuttora quelle funzioni, non sarebbe necessario per lui coprirsi di ridicolo e ritirare le dimissioni per trattare in prima persona con Di Maio come qualche suo fedelissimo oggi gli chiede di fare. 

https://www.partitodemocratico.it/la-squadra-del-pd/

- Come si legge su Repubblica, dopo le ambigue dichiarazioni di Renzi in cui annunciava di dimettersi ma con effetto posticipato a data incerta, ovvero dopo la nomina del nuovo governo - il presidente del partito Matteo Orfini, sollecitato dalla minoranza orlandiana a fare chiarezza,  si vedeva costretto, con santa pazienza, a emettere in data 7 marzo una nota uffi.ciale per precisare che il Renzi in data 5 marzo gli aveva inviato una formale lettera di dimissioni. Con ciò, come scrive Repubblica, si certifica che da questa data Renzi è solo un "ex segretario" e che le sue vanno intese come "dimissioni effettive", con soddisfazione della minoranza orlandiana.

http://www.repubblica.it/speciali/politica/elezioni2018/2018/03/07/news/calenda_se_il_pd_si_allea_con_il_m5s_il_mio_sara_il_tesseramento_piu_veloce_della_storia_-190655303/?refresh_ce

Questi sono i fatti, tutto il resto è fuffa prodotta da un ignorante all'oscuro delle regole, dello Statuto e della vita del suo partito. 

Ao’ Er Cazzaro un ce vo sta’ !! Ed insiste , insiste ed ancora insiste : mi tocca mandare una carrellata di articoli dove Martina viene chiamato proprio per quel che e’ : Il Reggente . N. 1

amp-prosegui.png

Anni fa lo chiamavano «Fra' Maurizio» per le sue amicizie cattoliche. Più recentemente, i maligni lo chiamavano «l'invisibile Martina». Gran lavoratore, con doti camaleontiche che non guastano, ecco chi è il reggente chiamato a guidare il Partito Democratico dopo Renzi

 

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12 minuti fa, wronschi ha scritto:

È no meglio partecipare !

Se sarà possibile meglio uniti x Governare, troppo comodo lasciare mano libera ai 5stelle.

Saluti

PS avete evitato che salvini 🌋😂 faccia esplodere il Vesuvio 🌋😂😂😂

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2 minuti fa, mark222220 ha scritto:

Ao’ Er Cazzaro un ce vo sta’ !! Ed insiste , insiste ed ancora insiste : mi tocca mandare una carrellata di articoli dove Martina viene chiamato proprio per quel che e’ : Il Reggente . N. 1

amp-prosegui.png

Anni fa lo chiamavano «Fra' Maurizio» per le sue amicizie cattoliche. Più recentemente, i maligni lo chiamavano «l'invisibile Martina». Gran lavoratore, con doti camaleontiche che non guastano, ecco chi è il reggente chiamato a guidare il Partito Democratico dopo Renzi

 

Il Reggente N 2 : 

 
 
MENU  
POLITICA

L’omaggio a Regeni di Martina, reggente del partito che al governo lo ha dimenticato

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25 minuti fa, mark222220 ha scritto:

Il Reggente N 2 : 

 

 
 
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POLITICA

L’omaggio a Regeni di Martina, reggente del partito che al governo lo ha dimenticato

 

IL RACCONTO 
13 marzo 2018 - 11:25

Martina, il reggente «normale» tra i pretoriani di Renzi (e chi evoca Mao)

di Aldo Cazzullo

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3 minuti fa, mark222220 ha scritto:

 

IL RACCONTO 
13 marzo 2018 - 11:25

Martina, il reggente «normale» tra i pretoriani di Renzi (e chi evoca Mao)

di Aldo Cazzullo

Vado avanti Cazzaro ?? 

Lunedì 12 marzo 2018 - 20:45

Renzi lascia ma attacca, Martina reggente compatta Pd (per ora)

Assemblea a metà aprile. No a primarie, parte corsa per segretario
Renzi lascia ma attacca, Martina reggente compatta Pd (per ora)

 

Roma, 12 mar. (askanews) – Il dopo Renzi del Pd parte con un Renzi che “si dimette ma non molla”, un Martina che come ‘reggente’ ricompatta (per il momento) il partito e il congresso con le primarie che si allontana, con un accordo sostanziale sull’elezione di un nuovo segretario in assemblea. E’ 

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Inviata (modificato)

Visto che il bufalaro pidino del forum persevera nella sua ridicola arrampicata sugli specchi, cediamo la parola all'organo uffi.ciale del Pd, DEMOCRATICA.COM, che cita il SEGRETARIO REGGENTE Maurizio Martina in occasione di uno dei suoi più importanti atti uffi.ciali: la richiesta formale al presidente Orfini di rinviare l'Assemblea Nazionale prevista per il 21 aprile.  Scelta a mio avviso sbagliatissima, perché un segretario eletto dall'Assemblea sarebbe stato un necessario elemento di chiarezza e di autorevolezza nella guida di un partito allo sbando, e dettata sottobanco dal solito senatore Renzi. Si conferma che nel Pd c'è un SEGRETARIO REGGENTE che si comporta di fatto come un prestanome,  e c'è un ex segretario senza poteri ma che continua di fatto, in spregio di ogni regola e dei minimi princìpi di serietà e coerenza, a comportarsi come se fosse il padrone del partito. E i servi sciocchi lo lasciano fare. Quando il Pd scenderà al 5% forse si daranno una mossa.

https://www.democratica.com/focus/martina-chiesto-orfini-posticipare-assemblea/

 

Modificato da fosforo31

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4 minuti fa, fosforo31 ha scritto:

Visto che il bufalaro pidino del forum persevera nella sua ridicola arrampicata sugli specchi, cediamo la parola all'organo uffi.ciale del Pd, DEMOCRATICA.COM, che cita il SEGRETARIO REGGENTE Maurizio Martina in occasione di uno dei suoi più importanti atti uffi.ciali: la richiesta formale al presidente Orfini di rinviare l'Assemblea Nazionale prevista per il 21 aprile.  Scelta a mio avviso sbagliatissima, perché un nuovo segretario eletto dall'Assemblea sarebbe stato un necessario elemento di chiarezza e di autorevolezza nella guida di un partito allo sbando, e dettata sottobanco dal solito senatore Renzi. Si conferma che nel Pd c'è un SEGRETARIO REGGENTE che si comporta di fatto come un prestanome,  e c'è un ex segretario senza poteri ma che continua di fatto, in spregio di ogni regola e dei minimi princìpi di serietà e coerenza, a comportarsi come se fosse il padrone del partito. E i servi sciocchi lo lasciano fare. Quando il Pd scenderà al 5% forse si daranno una mossa.

https://www.democratica.com/focus/martina-chiesto-orfini-posticipare-assemblea/

 

Toh Cazzaro !! Ti smentisce anche il Falso Quotidiano . Ahahahaha 

Doveva essere la resa dei conti ma al Nazareno come previsto Renzi non c'è. Approvata la linea del ministro dell'Agricoltura che prova a chiedere un armistizio. "Credo sia importante che la segreteria continui a lavorare insieme a me in queste settimane che ci separano dall’Assemblea". Ma Andrea Orlando chiede la nascita di un coordinamento unitario al posto della segreteria, offrendo in cambio lo scioglimento della sua corrente

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Ed ora scacco matto alla testadiminkia cazzarata di Fosforo 31. 

 
 

Maurizio Martina è il reggente del Pd oppure un autoreggente?

 

di Goffredo Pistelli 

 
     
 

«Reggente o autoreggente?», s'è chiesto, caustico, il comunicatore politico Massimo Micucci, dichiarata simpatia renziana, chiosando su Twitter l'apertura che Maurizio Martina aveva voluto dichiarare alla fine dell'incontro col presidente della Camera, Roberto Fico, incaricato da Sergio Mattarella di sondare una possibile maggioranza M5s-Pd.

La battuta di Micucci diceva quello che poi anche i retroscena politici di ieri hanno confermato: Martina, che dopo le dimissioni di Matteo Renzi, di cui era vice, ha assunto la carica di reggente, pare essersi spinto molto avanti rispetto al suo mandato. Già prima dell'incontro con l'esploratore grillino, in seno alla delegazione dem, composta anche dal presidente Matteo Orfini, e dai capigruppo di Camera e Senato, Graziano Delrio e Andrea Marcucci, ritrovatasi al Nazareno, sarebbero emerse tensioni, per l'intenzione del reggente di salutare positivamente la chiusura del forno leghista da parte del M5s.

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Infatti la segreteria nazionale dovrebbe coordinarsi con il segretario reggente. Ma l'ego ipertrofico e ridicolo del segretario ombra non ci sta a starsene a cuccia a palazzo Madama. Un partito ridotto a feudo personale di un ducetto incapace. Che brutta fine che ha fatto questo Pd. Che tristezza!

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... E il segretario ombra sguinzaglia i suoi scagnozzi per dileggiare e delegittimare con delle battutacce il segretario reggente. Che pena! Un partito allo sbando. 

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AhahahAh . Insisti ?? Non c’è piu medicina per te !! Il Segretario (Dimissionario, nda) del PD e’ Renzi . E lo sarà fino a che non sarà nominato un nuovo Segretario . Nel frattempo il Partito e’ “guidato” da Martina che e’ il REGGENTE !!!! Te , poi , essendo un ebe te , puoi chiamarlo come ti pare , tanto idio ta eri ed *** rimani . 

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P.S. Per il Cazzaro !!!                           Ha giurato e spergiurato a tutto il forum che non mi legge . Invece non solo mi legge , ma pure dialoga !! Ahahahaha !! Sei un grande bugiardo oltre che impostore e ....Cazzaro !! 

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