Il boomerang contro la PeDiculosi

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Come volevasi dimostrare, scansato il pericolo del referendum sull'art.18, l'accozzaglia parlamentare che va dal partito personale del delinquente di Arcore a quello del suo royal baby fiorentino si è immediatamente accordata per rinviare ogni proposta e discussione sulla legge elettorale a dopo il 24 gennaio, giorno della sospirata sentenza della Consulta sull'Italicum. Il M5s aveva detto fin da subito di voler attendere quella sentenza e di voler votare con il sistema residuale corretto dalla Corte, però i partiti dell'accozzaglia che hanno idee diverse potevano e dovevano iniziare fin dal 5 dicembre a proporle e a discuterle. Ovviamente con l'eccezione del Pd il cui segretario, nel commovente discorso della notte tra il 4 e 5 dicembre, aveva correttamente riconosciuto che l'onore e l'onere della proposta non poteva spettare al partito sommerso dalla valanga di NO che aveva spazzato via con la riformaccia costituzionale anche la leggiaccia elettorale balordamente scritta solo per la Camera e dunque inservibile dopo la conferma del Senato elettivo. L'ennesima bugia del pinocchio di Rignano perché l'unica proposta concreta è venuta proprio dal Pd, e l'ennesima pagliacciata di un partito allo sbando perché la proposta è proprio quel ritorno al Mattarellum per sostenere il quale il piddino Giachetti aveva presentato una mozione, sostenuta all'epoca anche dai 5S e da Sel, e aveva fatto perfino lo sciopero della fame, ma si era scontrato con il veto del suo partito. Naturalmente per l'accozzaglia che va da Forza Italia al Pd il 24 gennaio è solo un pretesto per guadagnare ulteriore tempo (e farlo perdere al Paese) e scongiurare il pericolo delle elezioni anticipate a giugno (e dei parlamentari che resterebbero senza vitalizio). E' chiaro che la minaccia di Renzi e dell'ormai impresentabile Poletti era solo un bluff finalizzato a condizionare la decisione della Corte. Ritengo estremamente improbabile che, quand'anche il referendum sull'art.18 fosse stato ammesso, l'ex premier avrebbe deciso di giocarsi la carriera (questa volta sul serio) in elezioni (troppo) anticipate che molto probabilmente avrebbe perso e probabilmente straperso vista l'aria che tira nel paese. E quand'anche avesse optato per la mossa della disperazione, dubito che il partito l'avrebbe seguito nel cupio dissolvi. Il Pd è messo male, malissimo, non riesce a tenere in piedi neppure il suo giornaletto salvato e strafinanziato col denaro pubblico, ma qualche testa pensante al di fuori del cerchio magico del capo, ormai declassato a capetto, spero che sopravviva.

Sulla sentenza della Corte mi sono già espresso in altra discussione. L'avevo prevista - qualche giudice si è sicuramente lasciato condizionare dal bluff di Renzi e da un quadro politico, economico e finanziario nel quale un referendum sull'art. 18 poteva temersi come olio sul fuoco, qualche altro giudice era schierato dalla parte di chi lo ha nominato - ma è stata in ogni caso, come avevo anticipato, una sentenza sbagliatissima nel merito e per giunta un'offesa, un temerario e provocatorio atto di sfida al sindacato, ai lavoratori, al popolo sovrano che aveva chiesto il referendum con oltre 3 milioni di firme. Il giuslavorista Mariucci ha perfettamente ragione nel definirla sentenza paradossale. Per la suprema Corte del paese di Pulcinella non è propositivo chiedere di estendere l'art.18 a tutte le imprese, incluse quelle con un solo dipendente, mentre è propositivo (e dunque costituzionalmente inammissibile) chiedere un'estensione limitata alle imprese sopra i 5 dipendenti. Lo stagirita padre della Logica si rivolta nella tomba. Vedremo cosa scriveranno i giudici nelle motivazioni, ma è noto che se l'arrampicata sugli specchi fosse uno sport, alle Olimpiadi i nostri legulei non lascerebbero medaglie a nessuno.

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2 ore fa, fosforo31 ha scritto:

Come volevasi dimostrare, scansato il pericolo del referendum sull'art.18, l'accozzaglia parlamentare che va dal partito personale del delinquente di Arcore a quello del suo royal baby fiorentino si è immediatamente accordata per rinviare ogni proposta e discussione sulla legge elettorale a dopo il 24 gennaio, giorno della sospirata sentenza della Consulta sull'Italicum. Il M5s aveva detto fin da subito di voler attendere quella sentenza e di voler votare con il sistema residuale corretto dalla Corte, però i partiti dell'accozzaglia che hanno idee diverse potevano e dovevano iniziare fin dal 5 dicembre a proporle e a discuterle. Ovviamente con l'eccezione del Pd il cui segretario, nel commovente discorso della notte tra il 4 e 5 dicembre, aveva correttamente riconosciuto che l'onore e l'onere della proposta non poteva spettare al partito sommerso dalla valanga di NO che aveva spazzato via con la riformaccia costituzionale anche la leggiaccia elettorale balordamente scritta solo per la Camera e dunque inservibile dopo la conferma del Senato elettivo. L'ennesima bugia del pinocchio di Rignano perché l'unica proposta concreta è venuta proprio dal Pd, e l'ennesima pagliacciata di un partito allo sbando perché la proposta è proprio quel ritorno al Mattarellum per sostenere il quale il piddino Giachetti aveva presentato una mozione, sostenuta all'epoca anche dai 5S e da Sel, e aveva fatto perfino lo sciopero della fame, ma si era scontrato con il veto del suo partito. Naturalmente per l'accozzaglia che va da Forza Italia al Pd il 24 gennaio è solo un pretesto per guadagnare ulteriore tempo (e farlo perdere al Paese) e scongiurare il pericolo delle elezioni anticipate a giugno (e dei parlamentari che resterebbero senza vitalizio). E' chiaro che la minaccia di Renzi e dell'ormai impresentabile Poletti era solo un bluff finalizzato a condizionare la decisione della Corte. Ritengo estremamente improbabile che, quand'anche il referendum sull'art.18 fosse stato ammesso, l'ex premier avrebbe deciso di giocarsi la carriera (questa volta sul serio) in elezioni (troppo) anticipate che molto probabilmente avrebbe perso e probabilmente straperso vista l'aria che tira nel paese. E quand'anche avesse optato per la mossa della disperazione, dubito che il partito l'avrebbe seguito nel cupio dissolvi. Il Pd è messo male, malissimo, non riesce a tenere in piedi neppure il suo giornaletto salvato e strafinanziato col denaro pubblico, ma qualche testa pensante al di fuori del cerchio magico del capo, ormai declassato a capetto, spero che sopravviva.

Sulla sentenza della Corte mi sono già espresso in altra discussione. L'avevo prevista - qualche giudice si è sicuramente lasciato condizionare dal bluff di Renzi e da un quadro politico, economico e finanziario nel quale un referendum sull'art. 18 poteva temersi come olio sul fuoco, qualche altro giudice era schierato dalla parte di chi lo ha nominato - ma è stata in ogni caso, come avevo anticipato, una sentenza sbagliatissima nel merito e per giunta un'offesa, un temerario e provocatorio atto di sfida al sindacato, ai lavoratori, al popolo sovrano che aveva chiesto il referendum con oltre 3 milioni di firme. Il giuslavorista Mariucci ha perfettamente ragione nel definirla sentenza paradossale. Per la suprema Corte del paese di Pulcinella non è propositivo chiedere di estendere l'art.18 a tutte le imprese, incluse quelle con un solo dipendente, mentre è propositivo (e dunque costituzionalmente inammissibile) chiedere un'estensione limitata alle imprese sopra i 5 dipendenti. Lo stagirita padre della Logica si rivolta nella tomba. Vedremo cosa scriveranno i giudici nelle motivazioni, ma è noto che se l'arrampicata sugli specchi fosse uno sport, alle Olimpiadi i nostri legulei non lascerebbero medaglie a nessuno.

Senti senti Fosforo. Parte da una bufala mista a menzogna dando per certo un accordo che esiste nella sua mente da post sessantottino , ovvero che il Pd più i suoi "alleati " si siano accordati per rinviare a dopo il 24 ogni qualsivoglia discussione di proposta sulla legge elettorale , per recitare il solito pistolotto comiziale contro Renzi ed il Pd. In attesa che ci mostri il documento *** di detto accordo che , al limite , anche se ci fosse, non sarebbe stata  una tragedia visto che oggi siamo al 13 dicembre . Naturalmente si poteva o non si poteva ritornare sull'argomento Job act e conseguente bocciatura da parte della Consulta sul quesito referendario circa l'art.18 ?? Certo che no !! E siccome non erano bastate le comiche di ieri dove aveva addossato alla Consulta giudizi di decisione politica di convenienza sempre per favorire il PD e Renzi , oggi vi diletta nuovamente ripetendo la favoletta , portando a supporto delle sue strampalate teorie , nientepopodimeno che lo "sconosciuto" giuslavorista Mariucci, da pochissimi conosciuto e , recentemente, aderente ai comitati del No per i quali si è pure prestato per fare una discreta campagna elettorale . Quindi per Fosforo e' più credibile il " lei non sa chi sono io " Mariucci dei giudici Costituzionali . Perfetto !! Dio ce ne scampi e liberi se un giorno dovessimo essere governati da teste simili . Concludo spezzando una lancia a favore del Ministro Poletti che , sono d'accordo , ha usato una infelice frase verso i giovani che vanno all'estero. Fosforo , per questo , lo definisce impresentabile , di supporto al bluff finalizzato a condizionare la scelta della Corte in combutta con Renzi e , tra le righe , dopo averlo fatto decisamente in altre discussioni , meritevole di essere cacciato dal governo a pedate nel sedere .  Ma vah !! E perché ??    Ed io che mi aspettavo almeno un trafiletto di scuse verso un altro Ministro del governo Renzi che , all'epoca , fu investito di analoghe e più forti accuse , definito Ministro fantoccio agli ordini dei petrolieri e dei poteri forti . Mutuando parole ed accuse dal FQ (30.000 copie vendute al giorno , NSA), tutti i giorni si invitava alle dimissioni pur non avendo sulle spalle manco un avvisuccio di garanzia . Che il Ministro rassegno' per evitare imbarazzo al governo . Vi ricordate Tempa Rossa ed il Ministro Gujdi ?? Si vero ?? Ecco la Magustrstura ha chiesto l'archiviazione !! Pensate forse che il pezzo di mer.da Travaglio abbia fatto le scuse ?? Niente di niente , un trafiletto di un rigo a pag. 11.  Pensate che le abbia ricordate e fatte Fosforo . Macché !! E vedrete non le/lo faranno manco ora . Saluti 

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Egregio Mark, ti rammento che la Corte dichiarò incostituzionale il Porcellum il 4 dicembre 2013, dopodiché abbiamo perso più di tre anni tra gli scioperi della fame di Giachetti, che si batteva per il ritorno al Mattarellum insieme a M5S e Sel ma il Pd non gradiva, e le giravolte del volubile tappetaro Renzi sull'Italicum, decantato come la migliore legge elettorale del mondo e imposto a colpi di fiducia benché affetto da un vistoso bug - avevano "dimenticato" che c'era (e c'è) da eleggere anche un Senato - e poi rinnegato per motivi, ehm... di ordine pratico. Ora il Pd ripropone il Mattarellum ma non chiede scusa né a Giachetti né agli italiani per l'inaudito tempo perso in questa tarantella intorno alla legge chiave del sistema democratico. Dopo il 4 dicembre in un paese serio il parlamento si sarebbe immediatamente messo al lavoro. Perché, se non l'hai ancora capito, è il referendum costituzionale che ha affossato l'Italicum, non solo politicamente ma anche tecnicamente. La pronuncia della Consulta avrà un valore poco più che formale: parafrasando Ferrucci, servirà a uccidere una legge già morta. Però, a conferma che la politica italiana è tutto fuorché seria, finora in aula e nelle commissioni non si è proposto e non si è discusso nulla sulla nuova legge elettorale, e io sono pronto a scommettere che così sarà almeno fino al 24 gennaio. Anche ieri sera i tg di Telerenzi (ex Rai) ribadivano: il primo passo sul cammino della nuova legge lo farà la Consulta. Aggiungo che poi si perderà un altro mesetto o due per commentare la sentenza e per attendere le motivazioni. Insomma, l'accozzaglia partitocratica continua a intralciare e rallentare il cammino della democrazia. Ma devo salvare i 5S che coerentemente hanno detto di voler andare al voto subito e con il sistema emendato dalla Consulta. Una proposta criticabile quanto si vuole (e io la critico), ma non una perdita di tempo.

Posso capire la tua soddisfazione per la sentenza che ha bocciato il referendum sull'art.18. Sei in buona compagnia: Renzi, Alfano, Poletti, Confindustria. Ma non venirmi a dire che stai ancora a sinistra, se mai ci sei stato. Però non puoi declassare a "favolette" le osservazioni di un costituzionalista del calibro di Gaetano Azzariti e del giuslavorista Luigi Mariucci, a te "sconosciuto" ma già responsabile delle politiche del lavoro per il Pd nella regione Emilia Romagna. Piuttosto spiegami come può essere ammesso un referendum che vuole estendere a tutte le imprese l'ex art.18 (sentenza del 2003) e non ammesso uno che vuole estenderlo solo a quelle sopra i 5 dipendenti. La Corte è andata contro la sua giurisprudenza e contro la logica. Sul perché l'abbia fatto ho una mia teoria, che sarà anche sbagliata, ma l'errore dei giudici costituzionali (insindacabili ma non infallibili) e il vulnus alla democrazia restano.  

Disprezzi luminari del diritto, ma spezzi una lancia per un perito agrario promosso ministro del Lavoro, e ne declassi a frase "infelice" le parole vergognosamente offensive e sprezzanti verso i giovani costretti a cercare lavoro all'estero. Ti ricordo che l'agrotecnico in carriera deve ancora rispondere a Saviano su quella sua famosa cena con vari delinquenti e sul suo "rapporto continuativo, durato anni" con Salvatore Buzzi:  http://www.repubblica.it/politica/2014/12/04/news/ministro_poletti_ci_spieghi_quella_cena-102083554/ 

Tuttavia, molto più che le parole offensive, le cene e le frequentazioni, mi indigna un ministro del Lavoro disposto a tutto, perfino ad anticipare le elezioni a giugno, per bloccare un referendum popolare firmato da milioni di lavoratori. Il signor Poletti ha un concetto tutto suo dell'educazione, della sinistra e della democrazia.

Insisti sul FQ e sulle 30.000 copie. Francamente hai stancato. Ti invito per l'ennesima e ultima volta a leggere i dati ufficiali sulla diffusione (cartacee + digitali) prima di scrivere balle. Gli ultimi dati sono relativi a novembre 2016 e sono una Caporetto per tutte le testate, l'unico a crescere è il FQ (45.800 copie). Senza avere mai preso un euro di denaro pubblico dalla nascita fino a oggi:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/13/editoria-nelle-diffusioni-cartadigitale-cresce-solo-il-fatto-quotidiano/3313883/

Forse faresti meglio a scrivere qualcosa sull'Unità, glorioso giornale di sinistra e di opposizione declassato a giornaletto governativo, che rischia ancora una volta di chiudere. Abbandonato da Renzi e dal Pd (come denuncia il direttore Staino) ma soprattutto abbandonato dai lettori (7000 copie il dato ufficioso delle vendite in edicola, dato uff.iciale non pervenuto). E pensare che noi contribuenti abbiamo sborsato 107 milioni di euro per riportare L'Unità in edicola: quasi come il salvataggio di una piccola banca. Vergogna! 

Sulla tua accorata difesa della Guidi e del suo ex fidanzato cascano le braccia. Il pm ha chiesto l'archiviazione per quest'ultimo, indagato per il reato di traffico di influenze, perché aldilà dei suoi "censurabili atteggiamenti non emerge che egli abbia mai richiesto compensi per interagire con esponenti dell’allora compagine governativa" . Insomma, se ha preso qualche extra dalla Total o da altri per i "favori" del governo mediati dalla ministra, li ha presi sottobanco e non c'è la prova. Il che, per inciso, dimostra quanto siano spuntate le armi della magistratura contro reati di questo tipo, molto diffusi ma quasi sempre impuniti. La ministra Guidi non era indagata, ma ciò non toglie che con quella famosa telefonata intercettata fece una figuraccia colossale e suscitò legittimi e gravi sospetti sull'operato suo e del governo. All'epoca fu considerata indifendibile dal Pd e dallo stesso Renzi, che di fatto la dimissionò. Rinfrescati un poco la memoria:

...Dovremmo  riuscire a mettere dentro al Senato se... è d'accordo anche Mariaelena la... quell'emendamento che mi hanno fatto uscire quella notte. Alle quattro di notte... Rimetterlo dentro alla legge... con l'emendamento alla legge di stabilità e a questo punto se riusciamo a sbloccare anche Tempa Rossa... ehm... dall'altra parte si muove tutto!". Ricevuta la buona notizia, il fidanzato, imprenditore cointeressato alla faccenda, la comunicò subito alla Total.  

http://www.repubblica.it/politica/2016/04/01/news/e_in_serata_renzi_chiama_la_ministra_guidi_vicenda_da_chiudere_subito_nessuno_se_la_puo_permettere_-136662046/

Ora tu difendi la Guidi perché il suo ex fidanzato non risulta penalmente perseguibile. E con ciò? Nei paesi seri i politici e i ministri si dimettono per molto ma molto meno di quella telefonata. E uno con i conflitti d'interessi della Guidi (tra aziende di famiglia e dell'ex fidanzato), ti assicuro che non sarebbe mai diventato ministro dello Sviluppo Economico.

Caro Mark, perdonami, ma ho la sempre più netta sensazione che non solo stai deviando a destra (sei perfino contro l'art.18, accetti che si possa licenziare senza giusta causa) e che stai diventando sempre più fazioso e sempre meno obbiettivo, ma addirittura ti stai un pochino "berlusconizzando". E' un effetto collaterale dello stare dietro al pifferaio di Rignano. Per te un politico, a parte qualche "frase infelice", è censurabile e deve dimettersi solo se viene condannato in Cassazione.

Saluti

 

 

 

Modificato da fosforo31
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