Un solo sconfitto (per ora, nda ) : Giggino O’Steward ...

  

Per sua fortuna, ha lasciato il palcoscenico prima dei fischi del pubblico. Alessandro Di Battista , per un Cazzaro, il marxista a 5stelle , forse aveva fiutato la mala parata e aveva in qualche modo avvertito il puzzo di politicismo che andava addensandosi sulla purezza del Movimento. Meglio il Sudamerica. Mille volte meglio di balletti, veti, trucchi e trucchetti che si sono visti in questi giorni. Ha evitato le onde sismiche che si stanno per abbattere sul Movimento 5 Stelle. Già, perché la verità è che comunque vada sarà un insuccesso. Gli autoproclamatisi “vincitori” del 4 marzo vanno in giro col piattino in mano per “far partire il governo del cambiamento” con i lepenisti italiani e Ignazio La Russa. A questo riguardo Luigi Di Maio ha condotto una trattativa assurda, immaginando che il mondo fosse quello che voleva lui e non quello che realmente è: così che ha scambiato il centrodestra italiano per un agglomerato di riformatori nel quale Berlusconi fosse solo un figurante. Dopo di che quello li ha mandati dove sappiamo, sbertucciandoli con il suo dire forbito (“A Mediaset non pulirebbero nemmeno i cessi”). Ma attenzione: Il Delinquente parla alla pancia del Paese e instilla il dubbio che i grillini siano davvero degli incapaci e degli ignoranti, gente che lucra su promesse cui una parte del popolo può credere ma che in realtà non persegue che un fine: la conquista del potere. E non certo per il bene del Paese ma per il bene loro, privato. Detto da uno come Berlusconi, può far presa. E se il vento cambiasse? E se l’immagine dei “duri e puri” fosse già screziata da uno uso massiccio di politicismo per finalità indicibili e viziata da una dabbenaggine politica ai limiti della cialtroneria? E se dentro il Movimento qualcuno si alzasse per dire: “Caro Giggino, dove ci stai portando? Era questa la ragione fondante del nostro impegno? Era questo l’uno vale uno, la Rete, il nuovo-che-avanza?”. E , soprattutto , se Dibba rinviasse il suo viaggio sudamericano per riprendere in mano le redini di un Movimento marginalizzato e anzi impastoiato nelle chiacchiere del corridoio dei passi perduti di Montecitorio, cosa succederebbe? Giggino O’Steward è il vero grande sconfitto di questa prima fase del dopo-4 marzo. Adesso tenterà di rifarsi una verginità a sinistra in nome di un antiberlusconismo super-tattico dopo aver annuito ad una Casellati che gli suggeriva di prendersi l’appoggio esterno (che sempre appoggio è) del Berlusconi medesimo. E’ un leaderino che ha fallito alla prima vera prova politica, trascinando nel ridicolo un Movimento intero e quei suoi elettori che avevano creduto che si potesse cambiare il mondo in qualche settimana. Costretto a starsene lì, fra una battuta alle tv e un pranzo in un ristorante del centro di Roma , a sperare che Salvini rompa col Cavaliere per potersi sposare quella Lega che è diventata la sezione italiana del gruppo di Visegrad. Vivrà con sospetto le movenze gruppettare di quel Fico di cui ha scambiato la figurina con quella della ghediniana Casellati, terrorizzato che quello faccia col Pd ciò che lui non è riuscito a fare con la destra. Già, quel Pd sul quale adesso Di Maio spalma un velo di miele come su una fetta biscottata dopo averne voluto cancellare il recente passato di governo e disprezzato dirigenti e militanti, e,  massima onta , considerandolo intercambiabile con i lepenisti di Salvini. Che miopia, a soli 32 anni . Altro che “Inchiodatore “ furbo come lo ha definito un Cazzaro Napoletano, che proprio perché napoletano , privo di quella dignità che ogni che ogni persona dovrebbe avere , ma che quel triste luogo di nascita non li consente nemmeno di conoscere il significato etimologico . Saluti 

 

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