Fatima si prepara per il centenario delle apparizioni

l 2017 sarà un anno davvero speciale per Fatima e per tutto il Portogallo. La capitale del turismo religioso si prepara infatti a celebrare il centenario delle apparizioni della Vergine. Un evento straordinario che il mondo cattolico attende con trepidazione. Lo splendido santuario di Fatima sarà dunque teatro di una serie di eventi che rientrano in una fitta agenda culturale approntata per l’occasione.

Voi ci siete mai andati o anche in un altro luogo di pellegrinaggio?

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16 messaggi in questa discussione

Troveranno il modo per fare apparire ancora la Madonna.

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può essere. Però per rispondere alla tua domanda ostiamare non sono mai andato in nessun luogo di pellegrinaggio.

a parte San Siro per vedere il Milan ahahhaha

 

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1 minuto fa, stesteph ha scritto:

Troveranno il modo per fare apparire ancora la Madonna.

che tristezza... potessero lo farebbero davvero, sai quanti soldi in più in cassa?

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non parlatemene vi prego... mia madre ci va ed è da mesi che mi fa una testa così, non oso immaginare quando tornerà

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sicuro che dietro c'è il business, comunque rimane un luogo molto suggestivo

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Mai andata né mai ci andrò... non credo nelle apparizioni né tantomeno nei luoghi "santi"

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Il 12/1/2017 in 10:45 , ostiamarelido ha scritto:

l 2017 sarà un anno davvero speciale per Fatima e per tutto il Portogallo. La capitale del turismo religioso si prepara infatti a celebrare il centenario delle apparizioni della Vergine. Un evento straordinario che il mondo cattolico attende con trepidazione. Lo splendido santuario di Fatima sarà dunque teatro di una serie di eventi che rientrano in una fitta agenda culturale approntata per l’occasione.

Voi ci siete mai andati o anche in un altro luogo di pellegrinaggio?

Ci sono stata lo scorso giugno !

Un vero suk - alla faccia del ( sedicente ) mono-teismo cristiano ( quello taroccato )! 

Martin Lutero NON è bastato ( e proprio quest'anno - 2017 - si festeggera' quel grandioso evento della nascita del protestantasimo ( 31.10.1517 ) - 
E purtroppo non è  stao risolutivo - il corrotto catto-cristianesimo ancora piu' che mai adora  il suo vero e Unico "dio" : Mammona ! 

Povero quel Gesu' terreno ( poi divinizzato.. ) che ha preso botte e sputi - e questi stregoni del sacro se la ridono alla faccia sua ( e diventano sempre piu' ricchi )!!

Comunque se andate a Fatima - noterete come un lunghissimo corridoio.. ove i devoti ( per lo piu' donne.. ) lo percorrono in ginocchio ( ! )  fin quasi davanti allaimponente basilica della santa vergine (sic!) - Una comica.. d'altri tempi / e purtuttavia attualissima.

La cittadina è un pullulare di negozi e negozietti che Vendono tutto di tutto ( croci, crocefissi, madonne che muovono gli occhi, candele colorate con impresse lo sguardo perenne della sacra vergine, rosari di ogni colore, bottigliette con liquidi miracolosi, medaglie, medaglioni e medagliette ... eccc.. eccc... - 

Altro che Fede nel dioIncarnato - se gia' quella tua (pseudo)fede vacillava.. in questi posti di pellegrinaggio ( sic! ) la perdi completamente.  - alleluja, alleluja 

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I protestanti non credono a queste allucinazioni e ne stigmatizzano la mercificazione, e ciò va a loro merito, Però io penso che la teoria della predestinazione, quella della Grazia divina che salva tizio e non caio in base ai capricci del Creatore, la teoria del servo arbitrio di Lutero, etc., siano tra le più grosse baggianate della storia del pensiero religioso.  Lutero e Calvino erano molto più dotti ma di sicuro non erano più intelligenti dei visionari e analfabeti pastorelli di Fatima e Lourdes. 

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Il 18/1/2017 in 10:13 , fosforo31 ha scritto:

I protestanti non credono a queste allucinazioni e ne stigmatizzano la mercificazione, e ciò va a loro merito, Però io penso che la teoria della predestinazione, quella della Grazia divina che salva tizio e non caio in base ai capricci del Creatore, la teoria del servo arbitrio di Lutero, etc., siano tra le più grosse baggianate della storia del pensiero religioso.  Lutero e Calvino erano molto più dotti ma di sicuro non erano più intelligenti dei visionari e analfabeti pastorelli di Fatima e Lourdes. 

Purtuttavia Gia' nelle Scritture ebraiche ( e precisamente nei Libri Sapienziali ) si poneva la questione dell' Onniveggenza di Dio.
Conosci il Salmo 139 ? Lo hai letto ? 
Questo specifico salmo riporta che un credente ( che ovviamente NON sa quale sara' il suo destino ) invoca il dioYahwè, proprio perchè "Lui" sa tutto di tutti.
Ora il devoto, nell' esaltare le meraviglie della creazione,  gli fa presente che la sua essenza di misero mortale è comunque a Lui gia' conosciuta ( essendo non solo Onnipotente, onnisciente ma anche Onniveggente - e comunque sono sempre concetti umani - per cercare di poter "comprendere" l' immensita' divina - che è comunqu al di la' dell' umano ). 
Orbene "Egli"  sa quando il fantoccio di fango fu concepito nel mistero ( tradotto.. quando fu compiuto l' atto che ha unito le due cellule.. dando origine alla sua (futura) esistenza  ) e GIA' l' IddioYahwè ha gia' segnato tutto di lui: 
- i suoi pensieri, le sue azioni, il suo comportamento.. eccc... Tutto è stato registrato nel fatidico Libro della vita. 
Continua il devoto nella sua orazone al dioYahwè.. che i Suoi occhi tutto videro ( del mortale ) e che tutti i suoi giorni quaggiu' erano a Lui Gia' conosciuti - anche quando uno solo fra essi ( i giorni ) non era ! 
Conclude dunque  il devoto - chiedendo a Dio semmai avesse Gia' pre-destinato il suo destino.. di ravvedersi ( a Lui nulla è impossibile - essendo Egli Onnipotente ) e di indicargli la "via" della salvezza ! 

Questo Salmo specifica in modo eloquente l' Onniveggenza e Onniscienza divina.

Se hai avuto occasione di leggere le lettere del fondatore dottrinario ( Saulo di Tarso ) avrai sicuramente letto questo suo fatidico passo - Filipp. 2.13: 
- è Dio che suscita in voi il volere, l'agire e l' operare - secondo i Suoi benevoli disegni. 
Ma non è finita - degna di attenzione è anche questo passo:

- Non dipende nè da chi vuole.. Dio FA misericordia A CHI Vuole ! ( Rm. 9.16 )   
 Frasi che fanno riflettere.. quanto sopra esposto.   
 

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Egregio Guy005, ho riletto sul tuo invito e dopo moltissimi anni il Salmo 139.  Il Vecchio Testamento io lo leggevo da ragazzo, quando per me era (quasi) oro colato e il pensiero critico non sapevo neppure cosa fosse. Di primo acchito, l'impressione che oggi ne ricavo è quella di un uomo burattino nelle mani di un Dio burattinaio:

Se prendo le ali dell'alba e vado ad abitare all'estremità del mare, anche là mi condurrà la tua mano e mi afferrerà la tua destra.
Visione poetica e suggestiva, ma anche molto ingenua. Se mi avventuro all'estremità del mare, senza esperienza e senza mezzi adeguati, la mano divina non mi afferra: finisco annegato. Molto di quello che c'è scritto nella Bibbia, specie nel VT ma non solo, è nella migliore delle ipotesi metafora. Nella migliore delle ipotesi, ovvero ammesso che un Dio personale (e buono) esista per davvero, si possono interpretare quei versetti facendo corrispondere alla mano divina i doni (divini) della ragione (umana) e della fede, i quali  guidano e rincuorano il credente nel suo difficile cammino terreno. Mentre in altri casi è necessario riportare al finito le qualità divine che nel Libro vengono estremizzate all'infinito sempre con l'intento di emozionare e suggestionare il lettore. Peraltro è possibile che il concetto stesso di Dio non sia che un'assolutizzazione di qualità umane relative e finite, come potenza, conoscenza e sapienza. Purtroppo il passaggio dal finito all'infinito è oltremodo problematico. In principio era il Logos (che viene di solito tradotto come il Verbo, la Parola), ma l'autore del quarto Vangelo, essendo intriso di cultura greca, non poteva non pensare anche alla Logica, o meglio a quella che oggi chiamiamo logica classica, fondata da Aristotele e Crisippo. Peraltro, in una visione platonica della realtà, la logica (come la matematica e la geometria) non è opera dell'uomo, ma è una scoperta dell'uomo che ne disvela i princìpi e le leggi. La logica è opera divina, anzi secondo vari filosofi (es. Hegel), Dio, l'Assoluto, è essenzialmente logica, ovvero razionalità (anche se non possiamo trascurare l'altra faccia della realtà, cioè il Caos). I teologi scolastici e tomisti del medioevo, cultori del sommo Aristotele, non potevano certo credere in un Dio "illogico". E allora buttavano il sangue nel tentativo di conciliare, con ingegnosi sofismi e ardite arrampicate sugli specchi, la logica aristotelica e il Dio della Bibbia e dei dogmi. Purtroppo, un Dio onnipotente viola platealmente la logica, ne viola addirittura il più saldo, il più ovvio e fondamentale dei princìpi: il principio di non contraddizione, quello che gli scolastici chiamavano firmissimum omnium principiorum. Un essere onnipotente può certo realizzare un edificio indistruttibile. Benissimo, ma poi può anche distruggerlo? Se può, allora quell'edificio non era indistruttibile; se non può, allora non è onnipotente. Dunque un Dio onnipotente va in contraddizione con se stesso, è un paradosso (o peggio: un'antinomia). L'onnipotenza è correlata a un elemento fondamentale della realtà, o del creato che dir si voglia, l'energia. Problemi ancora più sottili comporta l'onniscienza, correlata al concetto di informazione. Qui mi limito a osservare che l'onniscienza è incompatibile con l'onnipotenza. Un essere che sa già tutto non può creare nulla di nuovo, ovvero non può incrementare neppure di un bit la quantità di informazione contenuta nel creato. In altri termini, l'onniscienza divina non solo limita la libertà umana (il problema del libero arbitrio) ma limita anche la libertà divina! Molti credenti e alcuni teologi oggi pensano, con buona pace di Lutero, S. Paolo, S. Agostino etc., che ci si salvi solo con le opere e che il dono più grande e meraviglioso che Dio ci ha fatto non sia la Fede né la Grazia, bensì la Libertà. E io sono d'accordo (sempre nell'ipotesi che Dio esista). Ma la libertà dell'uomo limita necessariamente l'onniscienza e l'onnipotenza divine. Dio non può sapere che cosa farà una sua creatura libera e pensante, né può impedirle di farlo. Di conseguenza, la libertà di Dio, così come la sua potenza e la sua conoscenza, sono limitate, finite. Certo, sono assai più grandi, assai meno limitate di quelle dell'uomo, ma non sono infinite. Dio, forse, era realmente infinito, onnipotente etc., era per davvero l'Assoluto, solo quando era solo, ossia prima della Creazione dell'uomo e dell'Universo (con la sua componente caotica e imprevedibile). Ma un Dio solitario, in fondo, è un Dio inutile, un
Dio triste. Deus est vox relativa diceva Newton. Nell'etimo, infatti, Dio non è un nome  proprio di persona, ma indica una funzione. Es. in latino è correlato a dies, giorno, per indicare colui che splende, o a dux, colui che comanda o che guida; mentre nelle lingue germaniche Gott (God in inglese) è colui che viene invocato. Si pensi anche alle parole Signore (Lord) e Allah (il Misericordioso). Un Dio tutto solo, un Dio che non crea nulla, che splende su nulla, che non regna su nessuno, non è invocato da nessuno, non perdona nessuno, un Signore privo di signoria, ha poco senso. E allora Dio ha scelto di creare a costo di autolimitarsi, a costo di sacrificare le sue prerogative di essere infinito e assoluto. Sto dicendo un'eresia? Beh, se riflettiamo (e se abbiamo fede), Dio ha fatto qualcosa di analogo e di più, un sacrificio perfino maggiore, quando ha scelto addirittura di farsi uomo, e di soffrire e venire umiliato e deriso sulla Croce, per portare un messaggio di amore e di speranza alle sue creature. Peraltro da un Dio onnipotente e infinitamente libero uno si aspetta che crei esseri a loro volta concretamente liberi, autocoscienti e autodecisionisti, e non burattini predestinati o robot programmati. Certo noi  umani siamo finiti e imperfetti - e forse proprio per questo ci immaginiamo un Dio infinito e perfetto - ma c'è pur sempre una bella differenza tra noi e una scimmia o tra noi e una macchina, per quanto sofisticata. Differenza che concettualmente scompare se ipotizziamo un universo infinito. Si può facilmente dimostrare, infatti, che in un tale universo da qualche parte c'è una scimmia che batte a casaccio su una tastiera e riproduce esattamente, ripeto, esattamente, il testo della Bibbia, della Divina Commedia o dell'Amleto, o lo spartito della Nona, o addirittura il codice genetico di una forma di vita intelligente. Anzi si può dimostrare che, in un universo infinito, di scimmie del genere ce ne sono infinite e in ogni istante. Insomma, l'infinito genera paradossi e può affascinare le menti degli ingenui, ma in fondo ha ben poco di poetico e di divino. L'infinito, dove il tutto non è maggiore della parte, dove un segmento per quanto piccolo contiene esattamente lo stesso numero di punti della retta che lo contiene, in verità non dilata le differenze, come credevano gli antichi ebrei e i filosofi scolastici che contrapponevano alle creature finite un creatore infinito, bensì le appiattisce. L'infinito, a ben riflettere, banalizza perfino la creatività e la divinità.

Saluti

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22 ore fa, fosforo31 ha scritto:

  Molti credenti e alcuni teologi oggi pensano, con buona pace di Lutero, S. Paolo, S. Agostino etc., che ci si salvi solo con le opere e che il dono più grande e meraviglioso che Dio ci ha fatto non sia la Fede né la Grazia, bensì la Libertà

Interessante il tuo post ( fa piacere poter scambiare le proprie opinioni.. pur nel dovuto rispetto della diversita'... ) -

- ( premetto che nel rispondere uso il metodo dei forumm / ovvero evidenzio il relativo passo per rispondere allo stesso ).
                               -------------------------------------

Ora quel " molti" e/o "alcuni".. hanno si' la loro visione - ma è pur sempre "relativa" - cosi' come vi sono altri che invece hanno un' altra interpretazione ( quindi una loro verita'). E dunque CHI mai potrebbe essere al di sopra di tutti e stabilire: Questa è la verita' assoluta ? Nessuno !! 

Per te non è tanto la Grazia e/o la Fede ma essenziale è la Liberta' - Ma di quale liberta' si dovrebbe intendere ? 
Allora ( per me .. ben consapevole di Non sapere - ma voglioso di apprendere ) Liberta' la  si dovrebbere intendere come quella prospettata da Saulo di Tarso . 
Infatti, come tu ben sai, per lui l' avvento quaggiu' del ( futuro ) Messia/Cristo Pneumatico aveva uno scopo ben preciso: mediante il suo sacrificio "avrebbe" apportato al nuovo appartenete della nuova comunita' dei credenti dei benifici impensabili - ovvero: 
- 1 ) il Pagamento del Riscatto ( la moneta sonante sarebbe stata il versamento del suo sangue )  
- 2 ) la Riconciliazione ( con l' allora "ancora" adirato dioYahwè - per via di quel ( fantasioso ?) fattaccio dell' Eden commesso dal PRIMO Adam..
- 3 ) la Giustificazione - 4 ) la Redenzione... e infine l' agognata Liberta' (!) -

Ordunque ho scritto Messia/Cristo spirituale / ben diverso dal Gesu' storico, infatti Saulo MAI ebbe occasione di conoscerlo personalmente ( il personaggio terreno/ somatico ). Tale evento si "sarebbe" verificato sulla mitica via di Damasco ( la sedicente folgorazione..). eccc.. eccc..
Orbene questo Sauol/Paolo è il primo dottrinario della costituenda religione.. le sue epiche lettere/epistole sono i PRIMI scritti ( in assoluto _ vedi la 1.a Tessalonicesi ) dottrinari - POI (!) dopo decenni - sono comparsi i testi evangelici, quando ormai il suo pensiero risulto' "vincente" sulle altre componenti del primitivo movimento gesuano.
Cosa voleva mai significare Saulo con questa fatidica Liberta' ?? ( assodato, come è ovvio la liberazione dal peccato.. ) - ma vi sarebbe "qualcosa" di ben piu' specifico.. vedi ( per esempio ) quel: per la Liberta' il Messia/Cristo ci ha liberati ( Gal. 5.1 ) -  "liberati DA che cosa ?? -
E comunque, per il primo dottrinario, Prioritario è porre la fede NEL (Nuovo) Messia/Cristo spirituale, che funge non solo come ULTIMO Adam / Redentore, Giudice e Salvatore - ma anche come "Nuovo" intermediario tra il Dio biblico e il credente della (Nuova) comunita' (  dei credenti (la futura ekklesia )  - Sulla Fede infatti insistera' Saulo - come fosse il suo cavallo di battaglia.. ( le opere non erano - per lui - cosi' determinanti ) - 
Quindi non la Liberta' MA la Fede (!) - seppur nel dioYahwè - ora " anche " e soprattutto  NEL Nuovo soggetto ( il Messia divinizzato ), colui che è portatore della tanto agognata salvezza.  
Una vera rivoluzione dottrinaria - che scardinava e rendeva "obsoleto" quel plurisecolare giudaismo che / paradosso del paradosso / il Gesu' storico MAI azzardo' a svalutarlo e/o a screditarlo ( vedi il mitico, celeberrimo e sempre citato passo di Mt. 5.17 (!) ...  
                        --------------------------------------------

Tu scrivi :  la libertà dell'uomo limita necessariamente l'onniscienza e l'onnipotenza divine. Dio non può sapere che cosa farà una sua creatura libera e pensante, né può impedirle di farlo. Di conseguenza, la libertà di Dio, così come la sua potenza e la sua conoscenza, sono limitate, finite. 


Prendo atto del tuo pensiero.
Ma se cosi' fosse - verrebbe da dire che quel "dioYahwè" NON è l'Assoluto ( ovviamente impieghiamo concetti umani per poterci esprimere - proprio perchè abbiamo SOLO questi.. ) -  
Nei vari Libri del Tanakh - i diversi autori insistono su questo Assoluto del (loro) dioPerfettissimo - se cosi' non fosse - scusami.. allora "egli"sarebbe COME i vari Zeus/Giove, Marduk / Marte/ Enke .. eccc... ecccc.. 
Infatti il Dio prospettato da Mosè.. non solo è Unico/Uno/Solo ma soprattutto Assoluto (!) -Non riporto ( per ora ) la "travagliata"  storia dell'elevazione di questo "dio-Yahwè" a rango di dio-Universale ( che suppongo tu conosci )....                                     ---------------------------------
Tu scrivi: Dio non è un nome  proprio di persona, ma indica una funzione.

Da quanto ne so.. Dio è la definizione di un' Entita' Trascendente (in eb. El ) e anche qui ci sarebbe molto da scrivere.. 
Lo stesso tetragramma rivelato a Mosè ( Yahwè ) NON è un nome di persona - ma indica solo la sua Esistenza: Io ci sono / Io esisto ( Es.3.14 ) - 
Tale definizione espressa nel Tetragramma era cosi' sacra che ai devoti israeliti era vietata pronunciarla ( secono l' imposizione di Simeone il Giusto - il sommo sacerdote .. vissuto al tempo di Alessandro ). Il rispetto dei devoti era tale che per significarLO usavano / per le funzioni liturgiche / Adonai ( Signore ) - cosi' come: "ha-Shem ( il santo nome - il Benedetto ) nei discorsi.. quotidiani. Quanto alla  "funzione"   alludi forse ai vari nomi Teofori:
- IsmaEL - IsraEL - GioEL - SamuEL - EzechiEL - DaniEL - RaffaEL - MichEL - GabriEl...?? 

                                    ------------------------------------------------------------------
Tu scrivi: in latino è correlato a dies, giorno, per indicare colui che splende,


Ma gia' nel sanscrito esisteva il temine Deiva", ovvero Luce, per significare la divinita' -     
                                 -----------------------------

Tu scrivi:  Allah (il Misericordioso ) 

Scusami ma avresti dovuto "completarlo" - Tu sai bene che nell' islam la " Tasmija /oppure la Basmala ) la formulazione completa posta all' inizio delle Sure, cosi' recita:

- Bismi Allhai al Rahmani alRahimi = Nel nome di Dio il Clemente, il Misericordioso    

                                   -----------------------------------
Tu scrivi: un sacrificio perfino maggiore, quando ha scelto addirittura di farsi uomo, e di soffrire e venire umiliato e deriso sulla Croce, per portare un messaggio di amore e di speranza alle sue creature. 


E no caro mio Fosforo 31 -  questo va benissimo SOLO per il credente cristiano ! Gli altri monoteisti ( ebrei - musulmani ) Rifiutano decisamente questa verita' prettamente cristiana.
E quindi non si puo' che ritornare alla dottrina di Saulo di Tarso - che fa proprio della morte/crocefissione il suo Primo pilastro dottrinario (!) -  
                             --------------------------------------

Tu scrivi: da un Dio onnipotente e infinitamente libero uno si aspetta che crei esseri a loro volta concretamente liberi, autocoscienti e autodecisionisti, e non burattini predestinati o robot programmati.


E ritorniamo all' inizio..
Nei tantissimi dibattiti, interpretazioni, discussioni.. ecc.. (come il primo capitolo della Genesi ) emerge proprio questo / il dioYahwè possibile che NON sapesse come " avrebbe" agito e/o come si sarebbe comportata la prima coppia umana ?? 
Perchè mai quel Primo Imperativo : TU non devi.. perchè se lo farai sicuramente morirai - 
E dunque perchè allora dotarci della facolta' del discernimento ? Forse il dioYahwè preferiva mantenerci: Felici MA ignoranti ??

Prendiamo il Libro di Giobbe: quelle 2 ( due ) "***" (!) che il dioYahwè fece con il Satan.. - Possibile che il divin Creatore NON sapesse l' epilogo di quella terrificante storia - e che mai e poi mai il giusto Giobbe l' avrebbe maledetto e/o abiurato - come invece lo esortava a fare sua moglie ??
E purtuttavia lo stesso Giobbe osa interpellare Dio chiendegli cosa mai per Lui l' Uomo ( un essere insignificante.. ) e purtuttavia perchè mai Egli ogni giorno lo scruta .. per cosa ?' quando proprio Lui conosce tutto di tutti ?? 
Ecco che si pone la domanda su questa "sedicente" ( quanto traballante ?) Onniveggenza divina.. a dimostrazione ( per uno scettico, per un dubbioso, un agnostico..  ) quanti siano legittimi i dubbi e le perplessita' che ingenerano nella mente di un NON ( cieco )  devoto.. sulle tanto osannate, adulate, magnificate  " qualita'" divine .

cordialita' 
 

 

 

 

 

 

Modificato da guy005

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Caro Guy, il piacere della discussione è reciproco, anche se gli argomenti che stiamo trattando, in primis il tema della libertà in chiave soteriologica, sono decisamente poco congeniali a un razionalista come il sottoscritto. Il quale prova ad affidarsi allo strumento più potente a sua disposizione, il ragionamento, senza ovviamente la pretesa di accendere un faro ma al massimo un cerino. Al contrario, mi sembra che per te le cose siano molto più chiare, alla luce della fede. Io mi appello alla Logica, tu rispondi con i passi delle Scritture. Io credo nella libertà dell'uomo, tu nella Grazia e nella predestinazione. Continuando così, pur nel rispetto reciproco, non credo che andremmo lontano. E allora provo a venirti un po' incontro, anche confortato dal fatto che i teologi partono dalle Scritture ma ci ragionano sopra e non sempre pervengono a conclusioni coerenti con la dottrina, cattolica o protestante che sia.

Ebbene, nella lettera ai Galati, da te citata, Paolo dice che non è giustificato (cioè redento, salvato) alcun uomo per le opere della legge, ma solo in forza della fede in Gesù Cristo (Gal2,16); concetto ribadito nella lettera ai Romani: l'uomo è giustificato per la fede indipendentemente dalle opere (Rm3,28).

Però nella lettera di Giacomo io leggo l'esatto contrario (i grassetti sono miei):  

A che serve, fratelli miei, se uno dice di aver fede ma non ha opere? Può la fede salvarlo? Se un fratello o una sorella non hanno vestiti e mancano del cibo quotidiano, e uno di voi dice loro: «Andate in pace, scaldatevi e saziatevi», ma non date loro le cose necessarie al corpo, a che cosa serve?  Così è della fede; se non ha opere, è per se stessa morta. Anzi uno piuttosto dirà: «Tu hai la fede, e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le tue opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede». Tu credi che c'è un solo Dio, e fai bene; anche i demòni lo credono e tremano. Insensato! Vuoi renderti conto che la fede senza le opere non ha valore(Gc2,14-20). 

L'autore di questa lettera non era solo il capo della Chiesa di Gerusalemme, ma era anche (correggimi se sbaglio), almeno secondo i protestanti, uno dei 4 fratelli carnali di Gesù (che aveva anche un numero imprecisato di sorelle). Evidentemente uno dei due, tra Paolo e Giacomo, aveva torto. Francamente io trovo molto più logiche e molto più coerenti con lo spirito evangelico le parole di Giacomo. Basta ricordare la parabola del buon Samaritano o le parole che Gesù dice al giovane ricco (Vendi tutto ciò che hai e dallo ai poveri...), ma soprattutto il bellissimo sermone di Mt 25,31-46 sul giudizio finale, dal quale si evince chiarissimamente che ci salviamo (o ci danniamo) per le opere di carità che abbiamo fatto (o che non abbiamo fatto). Naturalmente quella citata tra Paolo e Giacomo è solo una delle innumerevoli contraddizioni presenti nelle Sacre Scritture (specie nel VT, ma non solo). Si pensi alla Parusìa, il ritorno glorioso sulla terra promesso da Gesù entro una generazione, nella quale Paolo credeva ciecamente e che anzi considerava imminente, ma dopo 2000 anni siamo ancora in attesa. Di conseguenza io ritengo che, più che alla luce della fede o della dottrina, i testi vadano letti e interpretati criticamente, con mente libera e alla luce della logica. Ma a volte può bastare anche un poco di buon senso. Per esempio è facile convincersi che Paolo non era solo un visionario, ma anche un abilissimo comunicatore. La missione della sua avventurosa vita fu il proselitismo tra i pagani (non a caso è ricordato come l'Apostolo dei Gentili) e a tal fine uno storytelling basato su una vita eterna accessibile con la pura fede, con la pura adesione alla nuova religione, risultava probabilmente più semplice e più efficace che provare a convincere la gente a regalare tutti i beni ai poveri o ad amare il proprio nemico. 

Avevo scritto che la libertà dell'uomo limita necessariamente l'onnipotenza e l'onniscienza divine. E mi pare del tutto logico. Qui aggiungo: in fondo, che bisogno avrebbe avuto un essere onnipotente e assoluto di creare dei burattini dei quali conosceva già tutto, per filo e per segno, dalla vita alla morte? Ma soprattutto: che bisogno avrebbe avuto un Dio-persona di relazionarsi con degli automi programmati, come avrebbe potuto amarli? La libertà a mio avviso è presupposto necessario dell'amore. La libertà trova compimento nell'amore. Se Dio è il principio dell'essere, egli non ci ha creati per credere, ma per essere.

Naturalmente in questi discorsi il condizionale e la particella "se" sono obbligatori. Perché la Verità non la conosciamo, probabilmente non la conosceremo mai. Ti estin aletheia; chiede Pilato a Gesù: Che cos'è la verità? (Gv18,38). E Gesù non gli risponde. Mentre la logica moderna risponde che nessun linguaggio è abbastanza potente da contenere la propria semantica, cioè da definire la verità delle sue proposizioni (Teorema di Tarski, o di indefinibilità della verità).

Saluti

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Siete una caterva di cakke espulse dalla bocca di dietro. In poche parole non fate ribrezzo, fate skifo.

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2 ore fa, fra-udolento ha scritto:

Siete una caterva di cakke espulse dalla bocca di dietro. In poche parole non fate ribrezzo, fate skifo.

giusto...   anche tu hai diritto di parola - - 

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