mattarella:basta pregiudizi

“Dobbiamo superare i pregiudizi e le diffidenze che alimentano discriminazioni, xenofobie, ostilità” nei confronti delle minoranze etniche. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata internazionale di Rom, Sinti e Caminanti. “Desidero rivolgere il mio augurio a tutte le persone che hanno radici nella cultura millenaria di questi popoli antichi e che ne condividono i problemi e le speranze”, ha aggiunto.

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COSTRETTA a rubare, sin da piccina, ha sviluppato un’abilità da Arsenio Lupin. Talmente brava a “ripulire” appartamenti o villette, senza essere scoperta, da diventare un “pezzo” pregiato in un fantomatico ma reale mercato dei piccoli schiavi. Parliamo di una ragazzina di 13 anni, croata di etnia rom, venduta dal padre e dalla madre a un’altra coppia di connazionali della stessa etnia, per 200 mila euro. Tanto, evidentemente, è il valore e la potenzialità dei suoi colpi. Per darle un nome di “battaglia”, hanno persino scomodato una dea, Kalì, temuta e venerata dagli Hindu.

Questa storia da film è andata in scena nel campo nomadi di Corezzola, in provincia di Padova, dove vive la famiglia della piccola ladra, specializzata nei furti in appartamenti o villette. Kalì, molto conosciuta negli ambienti rom, agiva nella zona. Decine i colpi messi a segno con successo. I genitori l’accompagnavano e lei, veloce e con grande destrezza, agiva. Tranquilla, senza paura, anche perché pur se scoperta, sapeva di non essere punibile vista l’età, inferiore ai 14 anni.

 

I due ragazzini avevano raccontato di essere sottoposti a minacce e violenze sistematiche. Obbligati a rubare e a portare un congruo bottino. E se non tornavano all’accampamento con soldi e oggetti d’oro, o se ne portavano non a sufficienza, scattavano per loro insulti, botte o altre vessazioni.

La banda di zingari , che agiva in una vasta area nelle province di Trieste, Trento, Vicenza, Verona, Brescia e Reggio Emilia, è finita in carcere nel dicembre scorso, in un altro filone di indagine su abusi commessi ai danni di minori, denominato “Gipsy child”.

Il caso di Kalì invece risale al settembre scorso quando, secondo quanto emerso dalle indagini condotte dalla Squadra Mobile di Trieste con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia, sarebbe avvenuta la transazione. Per 200 mila euro, la piccola ladra è stata venduta dai genitori a un’altra coppia di rom che per un certo tempo si sarebbe trasferita in Francia, dove è stata segnalata la presenza di Kalì. La polizia è riuscita ad arrestare tre dei quattro adulti protagonisti della vicenda: il padre Giovanni Duric, 36 anni, e i presunti acquirenti, Luciana Braidic e Nebojisa Duric, entrambi di 46 anni. L’accusa per loro è di acquisto e alienazione di schiavi. Reati per i quali rischiano una condanna ad oltre venti anni di reclusione. La mamma della bambina è invece riuscita a scappare ed è ora ricercata in campo internazionale.

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