Fino al 24 gennaio, sulla legge elettorale il Pd taccia

 

L'Epifania tutte le feste si porta via, ma quest'anno la Befana è arrivata di venerdì e ha portato a molti in regalo anche un ponticino fino al 9 gennaio. Molto gradito vista l'ondata di freddo abbattutasi sulla penisola.

Un doveroso inciso: come al solito i nostri politici si sono rivelati largamente impreparati: “Stato troppo assente” scrive su Fb il governatore della Toscana Rossi (un piddino serio). Pazienza per chi è rimasto qualche ora senz'acqua (congelata nelle tubature) - è successo perfino nei quartieri alti di Napoli - ma è inammissibile, intollerabile e vergognoso che in Italia (che non è la Groenlandia) connazionali e stranieri debbano morire di freddo, nel 2017, perché non hanno un lavoro, non hanno un sussidio, non hanno un tetto. 

Ebbene già ieri, nonostante il ponte, il Pd sguinzagliava nei tg di Telerenzi (ex Rai) i suoi scherani per addomesticare il popolo (bue secondo loro) e assuefarlo al "lieve" cambio di rotta del suo volubile segretario. "L'Italia ha urgente bisogno di una nuova legge elettorale" era l'accorato appello di Gaetano Migliore, il bronzeofacciuto camaleonte eletto con Sel e poi salito sul carro di Tespi renziano. Ohibò, ma Migliore e il resto della compagnia teatrante che ci governa "abusivamente" da 3 anni, se ne accorgono solo ora, nel 2017, che abbiamo urgente bisogno di una legge elettorale seria e rispettosa della Costituzione? Ma l'Italicum non era, fino a meno di 6 mesi fa quando squillò il campanello d'allarme dei ballottaggi alle amministrative, una legge elettorale ottima, che assicurava la governabilità e che "ci copierà mezza Europa" (Matteo Renzi, 23/3/2015)? Poco dopo l'altra teatrante Maria Elena Boschi, dal palcoscenico di Confindustria, rilanciava a pappagallo le battute del capocomico: "L'Italicum funziona (roba da matti! nda) ce lo copieranno Spagna e Israele (roba da arcimatti! nda)". Cari forumisti, tenetevi forte la pancia prima di guardare questo filmatino di 20":

http://www.rainews.it/dl/rainews/media/maria-elena-boschi-confindustria-santa-margherita-ligure-italicum-funziona-a33022dc-b62b-451c-8b5f-e1e930e4a0c5.html

In verità, più che da ridere ci sarebbe da piangere pensando che siamo tuttora governati da questi guitti ridicoli. I quali ci raccontano che un sistema elettorale "funziona" prima ancora di averlo sperimentato, e poi, sempre senza averlo sperimentato, ci dicono che va urgentemente cambiato. Correggetemi se sbaglio, ma credo che il paese di Pulcinella (e dei pulcinella del Pd) sia l'unico al mondo in cui una legge elettorale viene varata per non essere usata mai. Ma questo è niente. La cosa gravissima... (segue nel post successivo) 

 

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12 messaggi in questa discussione

... La cosa gravissima è che in una repubblica parlamentare un governo (per giunta "abusivo") si sia permesso di dettare e di costringere il parlamento ad approvare, a colpi di fiducia, la legge che serve per eleggere il parlamento stesso! Questo plateale oltraggio alla democrazia ha due precedenti: la cd. "legge truffa" del 1953 (che in verità era oltremodo più rispettosa dell'Italicum del principio di rappresentanza democratica, fu chiamata in quel modo solo perché l'Italia dell'epoca aveva più serietà e sensibilità democratica) e la legge Acerbo del 1923, la legge elettorale imposta a colpi di fiducia dal premier dell'epoca, tale Benito Mussolini. Un'altra cosa gravissima, ma senza precedenti, è che in un sistema bicamerale l'Italicum fu scritto per eleggere solo la Camera e non il Senato. Ora io non posso credere che non solo i citati guitti ridicoli del Pd, ma anche il presidente Mattarella, autorevole giurista ed ex giudice costituzionale che promulgò l'Italicum, siano così irresponsabili da violare il fondamentale principio di continuità dello Stato (più volte invocato dalla Consulta, es. nella sentenza che cancellò il Porcellum). Né tanto meno posso credere che essi intendessero addirittura violare la sovranità popolare, cioè dare per scontata l'abolizione del bicameralismo via referendum e nel frattempo impedire di fatto agli italiani di votare (eventualità non imprevedibile dato che un camaleonte come Alfano poteva e potrebbe benissimo sfiduciare il governo in ogni momento). Anche se, incredibilmente, il capo dello Stato si è ricordato solo il 31 dicembre 2016, in un discorso di fine anno per il resto bellissimo, che:  

regole elettorali chiare e adeguate perché gli elettori possano esprimere, con efficacia, la loro volontà e questa trovi realmente applicazione nel Parlamento che si elegge... oggi, non ci sono: al momento esiste, per la Camera, una legge fortemente maggioritaria e, per il Senato, una legge del tutto proporzionale...

E si è dimenticato anche lui di chiedere scusa agli italiani per avere promulgato senza battere ciglio l'Italicum, cioè l'assenza di regole elettorali adeguate, il 6 maggio 2015, appena due giorni dopo la sua approvazione da un parlamento coartato dal governo. (Segue nel post successivo)

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Allora io devo per forza credere che sia Mattarella sia il Pd ritenessero che la continuità dello Stato e la sovranità popolare non fossero a rischio e che si poteva benissimo andare a votare, in qualsiasi momento, con un sistema disomogeneo tra Camera e Senato. Però adesso il capocomico del Pd scalpita. La batosta referendaria non l'ha indotto a cambiare mestiere (e a mantenere la sua promessa), il narcisetto non vede l'ora di tornare sul palcoscenico di palazzo Chigi e dei summit mondiali. E allora freme e armeggia per le elezioni anticipate. Qualcuno obbietterà: ma lo sciagurato non si rende conto che rischia seriamente di perderle, dopo aver perso, anche per il suo malgoverno, amministrative e referendum? Certo che se ne rende conto! Però la crisi d'astinenza dal potere non lo fa ragionare, e poi incombe lo spettro del referendum sul Jobs act. Sa bene che non c’è due senza tre e che, dopo la riformaccia costituzionale e la leggiaccia elettorale, anche la sua riformaccia del lavoro non ha futuro. Orbene, anche uno sprovveduto capisce che un leader e un partito che al governo non ne hanno azzeccata una, poi alle elezioni non bastano i giornaloni e le tv asservite a parargli il kulo dal malcontento e dalla rabbia del popolo sovrano. E allora Renzi, come gli suggerisce caldamente il suo amico Poletti, deve a tutti costi andare al voto entro giugno per far saltare il referendum sul Jobs act, che per lui sarebbe il colpo di grazia definitivo, lo scioglimento della compagnia teatrante leopoldina (se non dell'intero Pd) e buonanotte ai suonatori. Certo è che qui, più che al teatrino comico, siamo a Eugene Ionesco e al teatro dell'assurdo: un leader e un partito che si definiscono di sinistra e che vogliono affossare un referendum promosso dalla CGIL, un ministro del Lavoro che si fa beffe di un referendum firmato da 3,3 milioni di lavoratori! Vergogna! Noi elettori di sinistra, della Sinistra vera, ci ricorderemo anche di questo alle elezioni. Però per i guitti e i traditori della Sinistra una scappatoia ci sarebbe. La Corte Costituzionale il 24 gennaio non potrà non affossare l'Italicum (che autorevoli giuristi reputano perfino più incostituzionale del Porcellum), ma mercoledì prossimo deciderà sull'ammissibilità del referendum. Avrà il coraggio la Corte di infliggere due schiaffoni consecutivi, nel giro di due settimane, agli incapaci e incompetenti leopoldini? Non dimentichiamo che appena un mese e mezzo fa aveva schiaffeggiato l'incompetente ministra Madia bocciandole una parte dell'omonima riforma della PA. Un inciso: in questo irriconoscibile Pd la meritocrazia è sparita e scrivere riforme incostituzionali, o peggio bocciate dal popolo, è un titolo di merito, infatti sia la Madia che la Boschi hanno riavuto una poltrona nel nuovo esecutivo. Con tutto il rispetto, temo che la Corte possa fare un altro errore clamoroso e non ammettere il referendum abrogativo sul Jobs act (come non ammise quello sul Porcellum, legge che in seguito la stessa Corte avrebbe giudicato incostituzionale, scandalizzando fior di giuristi e facendo perdere tempo prezioso a se stessa e al Paese). In questo caso vedrete che l'ex premier e i suoi sodali si daranno una calmata e la corsa alle elezioni anticipate diventerà una camminata senza fretta. In ogni caso, io penso che da qui al 24 gennaio Renzi e il Pd sulla legge elettorale farebbero meglio a tacere. Per pudore, per ragioni di minima decenza. Solo dopo che la Consulta avrà spazzato via la leggiaccia incostituzionale e  fascistoide che essi ci hanno imposto, facendo perdere quasi tre anni al parlamento e al Paese per ritrovarci nel 2017, come ammonisce (tardivamente) il capo dello Stato, senza regole elettorali chiare e adeguate, essi potranno collaborare con le altre forze politiche nel disegnare una nuova legge elettorale, finalmente conforme alla Costituzione. Possibilmente dopo avere chiesto scusa agli italiani per quell'obbrobrio chiamato Italicum. Ma non lo faranno. Nel Pd del "caudillo maleducato" (De Bortoli), insieme alla sinistra, alla competenza e alla meritocrazia, purtroppo è sparita anche la buona educazione.

 

Modificato da fosforo31
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Il forumista Fosforo , spesso , per farci notare che è ancora sulle barricate sin dai primi anni 70, si sveglia e su indicazioni tratte dall'unico Giornale a cui si abbevera , il FQ (30.000 copie giornaliere , Nda) , diretto dal liberale di destra Calandrino Travaglio, si pone al centro della piazza che crede affollata , ed inizia il suo comizio che , come sempre, e' imperniato alla demolizione del Partito piu grande della sx , il PD ed il suo segretario . Questa volta l'occasione gliela offre la nascitura legge elettorale che , come tutti sappiamo, e' soggetto imprendiscinile per poterci recare al voto. La premessa del comizio di per se è già un programma . Già dal titolo si capisce dove andrà a parare  El nino della Revolucion : "Il Pd taccia fino alle 24 del 24 gennaio 2017 sulla legge elettorale ". Mutuando termini e parole tratte da una opposizione abusiva e da leader altrettanto abusivi si lancia in improbabili riassunti che hanno solcato la strada del varo di una rigirma che un di si chiamava Italicum e , confidando sulla cattiva memoria degli Italiani e non prima di aver lanciato qualche molotov contro la matrigna costituente Boschi e la sanguinaria Madia , bypassa completamente come si svolsero i primi passi della nascitura riforma e dei tanti , forse troppi , che abbandonarono il tavolo dopo essere stati invitati . Taluni subito, altri in trattative in corso avendo come unico obbiettivo quello di far saltare la riforma . Bene fece , a quel punto e solo a quel punto , il governo a chiedere la fiducia ed a proseguire da solo. Facendo sfoggio di doti taumaturgiche l'estensore del Manifesto sa già come la Corte deciderà . Naturalmente sia che decida in un modo, sia che decida in un altro , cio' rappresenterà una sconfitta per il partito del Caudillo e rappresenterà un'altra sonora sconfitta ( rammento che il Caudillo ha raggiunto una percentuale del 41% da solo contro tutti compreso una consistente fetta del suo partito ), al recente referendum . La novità comiziale , questa volta , e'  rappresentata dalla chiamata in campo dell'arbitro : Il Presidente Mattarella , che tra una dormita e l'altra , dovrebbe schierarsi con gli insorti fregandotene altamente di quel che proporrà il partito di maggioranza che , rammento , oltre ad avere l'onere di fare la proposta , ne ha pure l'onere per dettato costituzionale che il figlio della rivoluzione ha difeso votando No , ma che dimostra di non conoscere nei suoi meandri . Concludo : Il Pd farà bene a fare la sua proposta ed invitare al tavolo , come ha già fatto , tutti coloro che hanno serie intenzioni di volersi sedere . Valutare ed alla fine accordarsi con coloro che hanno intenzione di voler far partorire una riforma seria perché al di là dei tanti discorsi e della tanta propaganda sparsa sulle TV e sui giornali , oltre che sui social, a votare prestino non piace a nessuno eccetto al  Caudillo ed al suo partito . Saluti ed arrivederci al 25 cm. 

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Mi devo scusare, Mark, perché, a differenza del tuo campione leopoldino, quando sbaglio io mi scuso. Mi rendo conto di avere scritto un post lunghissimo (l'ho diviso in tre parti perché sembra che in questo forum ci sia un limite) per esprimere un concetto semplicissimo che riassumo qui.

Il segretario-premier del Pd e i suoi sodali imposero al parlamento a colpi di fiducia, e allo stesso Pd a costo di spaccarlo (ti ricordo che Civati se ne andò subito dopo il varo dell'Italicum), una legge elettorale che definivano come un modello da imitare nell'universo mondo. Dicevano: "Funziona!", prima ancora che fosse sperimentata. E difendevano quella leggiaccia fino a meno di 6 mesi fa (cioè fino al giorno dei ballottaggi delle amministrative). Ora i medesimi ci dicono, prima ancora di sperimentarlo, che l'Italicum non va più bene e che bisogna urgentemente cambiarlo. Hanno anche ragione perché con il Senato elettivo l'Italicum è inservibile, ma avrebbero dovuto pensarci prima: in democrazia decide il popolo non il Pd. Tiriamo le somme: il parlamento ha perso tre anni dietro i capricci del volubile leopoldino e ci ritroviamo nel 2017 senza regole per votare, non lo dico io ma il capo dello Stato. Pazienza, ma il Pd abbia almeno il pudore, la minima decenza di tacere fino al giorno della sentenza della Consulta e lasci agli altri l'onore e l'onere di fare una o più proposte sulla legge elettorale, proposte sulle quali, dopo la sentenza, anche il Pd potrà e dovrà ovviamente discutere.

Ecco tutto. Il mio post poteva finire in poche righe e magari perfino tu avresti afferrato il concetto. Ma se per caso, obnubilato come sei dalla faziosità, tu non lo avessi ancora afferrato, ti invito a rileggere molto attentamente quanto segue:

"Il NO ha vinto in modo straordinariamente netto, ai leader del fronte del NO le mie congratulazioni, il mio augurio di buon lavoro nell'interesse del paese, nell'interesse dell'Italia e degli italiani. Questo voto consegna ai leader del fronte del NO oneri e onori, insieme alla grande responsabilità di cominciare dalla proposta. Credo innanzi tutto dalla proposta delle regole, dalla legge elettorale. Tocca a chi ha vinto, infatti, avanzare per primo proposte serie, coerenti e credibili".

Lo vedi Mark, come sono stato prolisso anche nel mio riassunto? E' un difetto cronico, me ne scuso. Il mio post poteva durare 5 righe per esprimere lo stesso medesimo concetto espresso, nella notte tra il 4 e il 5 dicembre, dal tuo campione leopoldino. Il quale fece un discorso da statista, forse l'unico della sua vita, ma, non essendo uno statista bensì un politucolo incoerente, ora se lo rimangia (come si è rimangiato altre cose). E tu vai dietro alle giravolte del tuo pifferaio e scrivi che l'onere di fare una proposta sulla legge elettorale spetta al Pd. Stai attento Mark, lo dico per te e per il Pd: a stare dietro ai pifferai, come insegna la famosa favola, si fa una brutta fine. Saluti

Modificato da fosforo31
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Se è vero come e' vero che spesso i pifferai fanno fare delle brutte fini, sono allora contento di non essere andato dietro  ai pifferai che hanno solcato il tuo recente impegno politico e che ti vado a ricordare : Di Pietro, Ingroia e Tsipras.  Ora vedo che "punti" su 2 statisti di caratura mondiale come il Prof. Montanari ed il redivivo Landini . No, grazie, i pifferai che mi porteranno alla morte politica me gli scelgo in piena autonomia tanto vedo , osservando la tua esperienza , che la salute non ne risente. Concludo solo con un'unica osservazione :  Se e' vero come e' vero che in democrazia decide il popolo e non un partito , e' altrettanto vero che l'onere e l'ono're di governare e quindi fare proposte spetta al Governo e al partito di maggioranza relativa che lo guida. Questo , almeno , fino ad oggi. Mi sembra !! 

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forse mi sbaglio, ma Tsipras non è ancora primo ministro della Grecia?

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Non ti sbagli, egregio Ahaha, ma al nostro Mark, avendo egli abbracciato il renzismo e dunque abbandonato (non voglio dire tradito) la Sinistra, augurandosene anzi la rottamazione a partire dai suoi esponenti più genuini (Civati, Landini, Fassina), è chiaro che un leader come Alexis Tsipras non può che risultare antipatico, benché vincente. E benché, tra colossali difficoltà e problemi (lasciati da altri) sia riuscito in qualche modo, sia pure a costo di dolorosi compromessi tra le sue idee e la dura realtà dei debiti (lasciati da altri), a restituire fiducia ma soprattutto dignità al suo paese. E gli effetti si vedono: leggevo proprio stamane la proiezione sulla crescita annua del PIL greco: +1,8%, molto meglio di noi (anche se la disoccupazione e altri indicatori restano preoccupanti). Avrei voluto vedere Renzi al posto di Tsipras in quelle condizioni drammatiche, magari a stipulare patti del Nazarenos con i predecessori pregiudicati e responsabili del disastro. I greci l'avrebbero appeso a una colonna del Partenone. Un inciso: per i paesi del Sud Europa, quelli più colpiti dalla crisi e finiti nel mirino di Jp Morgan per le loro Costituzioni "antifasciste e troppo socialiste" (da cambiare), per i loro articoli 18 (da abolire) e per i "troppi diritti" assicurati ai lavoratori, incluso quello di protestare (sic), il modello Tsipras, che in Italia trova qualche analogia con il modello de Magistris, cioè un modello economico basato sulla solidarietà, sul comunitarismo, sulle nazionalizzazioni e sull'impulso alle attività economiche più consone (in primis il turismo, con buona pace di Saviano), a mio avviso è la più concreta, per non dire l'unica, possibilità di rinascita e di rilancio. Mentre per Mark (l'ultimo Mark, non quello che avevo conosciuto per anni) un politico si giudica in base ai risultati che ottiene, non tanto nel paese quanto nelle urne. Così liquida e irride come due perdenti Di Pietro e Ingroia, dimenticando ciò che questi due eroi civili hanno fatto per lui e per il suo Paese contro la corruzione e contro la mafia. Con il metro di giudizio di Mark525 un Trump o una Le Pen sarebbero da considerare due grandi, mentre un Enrico Berlinguer, eterno perdente, sarebbe stato un poveraccio idealista da rottamare. Certo è che considerare tuttora Renzi un vincente, dopo lo schiaffo alle amministrative e la tremenda batosta al referendum (nonostante la manovra economica più elettoralistica di tutti i tempi, le tv e i giornaloni schierati), mi ricorda un poco l'ingenuità di quelli che seguivano il pifferaio di Hamelin. Stamane il pifferaio fiorentino rientra a Roma. Invece di analizzare seriamente con il suo partito le ragioni della batosta, ha dedicato un mese al riposo, agli sport delle nevi e alle velate, poetiche e patetiche giustificazioni via social per la sua vergognosa promessa rimangiata ("Se perdo, non è solo che mi dimetto, ma lascio la politica"), non uno straccio di scuse né di vera autocritica. Naturalmente il suo rientro in quella politica che aveva ripetutamente promesso di lasciare è annunciato in grande stile dai giornaloni, la cui memoria è corta quanto smaccato il servilismo. Repubblica ci informa che il segretario finalmente farà il segretario e cambierà (quasi) tutto nel Pd. Largo ai giovani e agli intellettuali (ma non erano gufi e professoroni? Perfino Renzi deve essersi accorto che con le oche e i leccapiedi non si va lontano), largo ai sindaci e alle associazioni (ma non è che ora si ispira al vincente de Magistris?), azzerata la segreteria eccetto Guerini, Serracchiani e Taddei (responsabile economico, visti i bei risultati). Naturalmente la causa prima di tutte le sconfitte, LUI, resta al posto di comando. Con il piffero sempre in bocca.     

Saluti

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17 ore fa, ahaha.ha ha scritto:

forse mi sbaglio, ma Tsipras non è ancora primo ministro della Grecia?

Non ti sbagli , ma non fare il finto tonto tanto non ci credo . Per Tsipras intendevo Syriza ed il grandioso risultato che ebbe alle elezioni europee (4,03%) e di cui Fosforo ne fu convinto elettore . Dopodiché , non ne abbiamo più sentito parlare in Italia . Almeno io non ne ho più sentito parlate . Non so te , semmai chiedi a Fosforo

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38 minuti fa, fosforo31 ha scritto:

Non ti sbagli, egregio Ahaha, ma al nostro Mark, avendo egli abbracciato il renzismo e dunque abbandonato (non voglio dire tradito) la Sinistra, augurandosene anzi la rottamazione a partire dai suoi esponenti più genuini (Civati, Landini, Fassina), è chiaro che un leader come Alexis Tsipras non può che risultare antipatico, benché vincente. E benché, tra colossali difficoltà e problemi (lasciati da altri) sia riuscito in qualche modo, sia pure a costo di dolorosi compromessi tra le sue idee e la dura realtà dei debiti (lasciati da altri), a restituire fiducia ma soprattutto dignità al suo paese. E gli effetti si vedono: leggevo proprio stamane la proiezione sulla crescita annua del PIL greco: +1,8%, molto meglio di noi (anche se la disoccupazione e altri indicatori restano preoccupanti). Avrei voluto vedere Renzi al posto di Tsipras in quelle condizioni drammatiche, magari a stipulare patti del Nazarenos con i predecessori pregiudicati e responsabili del disastro. I greci l'avrebbero appeso a una colonna del Partenone. Un inciso: per i paesi del Sud Europa, quelli più colpiti dalla crisi e finiti nel mirino di Jp Morgan per le loro Costituzioni "antifasciste e troppo socialiste" (da cambiare), per i loro articoli 18 (da abolire) e per i "troppi diritti" assicurati ai lavoratori, incluso quello di protestare (sic), il modello Tsipras, che in Italia trova qualche analogia con il modello de Magistris, cioè un modello economico basato sulla solidarietà, sul comunitarismo, sulle nazionalizzazioni e sull'impulso alle attività economiche più consone (in primis il turismo, con buona pace di Saviano), a mio avviso è la più concreta, per non dire l'unica, possibilità di rinascita e di rilancio. Mentre per Mark (l'ultimo Mark, non quello che avevo conosciuto per anni) un politico si giudica in base ai risultati che ottiene, non tanto nel paese quanto nelle urne. Così liquida e irride come due perdenti Di Pietro e Ingroia, dimenticando ciò che questi due eroi civili hanno fatto per lui e per il suo Paese contro la corruzione e contro la mafia. Con il metro di giudizio di Mark525 un Trump o una Le Pen sarebbero da considerare due grandi, mentre un Enrico Berlinguer, eterno perdente, sarebbe stato un poveraccio idealista da rottamare. Certo è che considerare tuttora Renzi un vincente, dopo lo schiaffo alle amministrative e la tremenda batosta al referendum (nonostante la manovra economica più elettoralistica di tutti i tempi, le tv e i giornaloni schierati), mi ricorda un poco l'ingenuità di quelli che seguivano il pifferaio di Hamelin. Stamane il pifferaio fiorentino rientra a Roma. Invece di analizzare seriamente con il suo partito le ragioni della batosta, ha dedicato un mese al riposo, agli sport delle nevi e alle velate, poetiche e patetiche giustificazioni via social per la sua vergognosa promessa rimangiata ("Se perdo, non è solo che mi dimetto, ma lascio la politica"), non uno straccio di scuse né di vera autocritica. Naturalmente il suo rientro in quella politica che aveva ripetutamente promesso di lasciare è annunciato in grande stile dai giornaloni, la cui memoria è corta quanto smaccato il servilismo. Repubblica ci informa che il segretario finalmente farà il segretario e cambierà (quasi) tutto nel Pd. Largo ai giovani e agli intellettuali (ma non erano gufi e professoroni? Perfino Renzi deve essersi accorto che con le oche e i leccapiedi non si va lontano), largo ai sindaci e alle associazioni (ma non è che ora si ispira al vincente de Magistris?), azzerata la segreteria eccetto Guerini, Serracchiani e Taddei (responsabile economico, visti i bei risultati). Naturalmente la causa prima di tutte le sconfitte, LUI, resta al posto di comando. Con il piffero sempre in bocca.     

Saluti

Sgombriamo subito il campo da qualche " voluta" imprecisione che nella fretta di scrivere il solito post contro Renzi ed il PD e' incorso Fosforo . 1) Landini non ha mai fatto parte del PD. 2) Tsipras con il suo 1,8 di Pil non ha affatto fatto meglio di Renzi che e' vero che chiuderà ad un più 1% dopo che la prese ad un meno 1,9% , ma se la matematica non è una opinione la situazione greca era così disastrata che a quel risultato c'è la portava perfino il prof. Montanari .  Detto ciò quasi mi stupisco nel vedere che definisci "dolorosi compromessi " quelli assunti tra l'idea di Tsipras e la dura realtà dei debiti lasciati da altri . Mi fa piacere vedere emergere a tutto tondo il doppiopesismo. Pensa te che Renzi per aver fatto meno che la metà della metà dei provvedimenti poco di sinistra che Tsipras ha fatto ingoiare ai suoi concittadini ellenici e' stato da te definito , mutuando perfino i termini da Travaglio, cazzaro , Caudillo , Pinocchio , venditore di pentole e di stoviglie . Mi fa piacere che esalti Tsipras , peccato che i suoi provvedimenti siamo stati : Elevazione dell'età pensionabile fino a 70 anni , decurtazione degli stipendi degli statali del 30% , decurtazione delle pensioni del 20%, aumento della spesa sanitaria , aumento delle imposte ( eccetto che nelle isole dove tira il turismo ), aumento dei beni di primo consumo e necessità , Etc Etc. Altro che Job act ed art. 18 di Renzi . Ah , dimenticavo , mettiamoci pure tutti gli schiaffi che Tsipras ha preso tutte le volte che si è recato a Bruxelles . Senza cravatta !! Chiedo , e' lo stesso Tsipras che tramite Syriza  volevi " importare " in Italia ?? E' questa la sinistra che preferisci ??  Passo oltre sul significato di "eroi " con i quali hai battezzato Di Pietro e Ingroia . Stendiamo un velo pietoso che forse è meglio. Termino con un accenno a quel che farà oggi Renzi non prima di farti i complimenti per le tue capacità taumaturgiche nel prevedere il futuro . Prayicamente te sai già che Renzi "azzererà " la segreteria . Bene , ti do una notizia , Fara' solo alcuni avvicendamenti come è giusto e normale che un partito democratico faccia . Oggi farà quello che ogni segretario deve fare . Riunisce la segreteria ed inizia a parlare di strategie , programmi , priorità . E' un problema ?? Disturba ?? Si , parlerà anche di legge elettorale infischiandomene del tuo invito a non parlarne se non dopo il 24 cm. Evidentemente non ha letto il tuo post e non ha manco letto i FQ ( 30.000 copie al giorno ).   Saluti 

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Solo qualche piccola precisazione.

I tagli di Tsipras sono stati, come ho scritto, dolorosi, ma devo aggiungere, a beneficio dell'amico Mark: anche doverosi. E non solo per la drammatica situazione dei conti pubblici (causata da altri) e per le pressioni o meglio gli ultimatum della troika.  Il popolo greco, specie i dipendenti pubblici, viveva, come è noto (non a Mark), molto al di sopra delle sue possibilità: 22simo paese al mondo per tenore di vita, spesa sociale altissima, a livelli scandinavi e oltre, un quarto degli occupati alle dipendenze dello Stato (in Italia sono un settimo) e con vari privilegi tra i quali il raddoppio generalizzato dello stipendio a suon di bonus, sprechi à gogo (fino alle faraoniche Olimpiadi del 2004):

http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/11806049/Grecia--vitalizi--eta-della.html

E' chiaro che dopo il tempo delle cicale doveva venire quello dei sacrifici. E se il popolo greco li ha accettati e se ora è sulla via del riscatto e della ripresa, lo si deve soprattutto ad Alexis Tsipras. Magari avessimo in Italia un leader così! Mark dice che va a Bruxelles senza cravatta? Avevo un professore di elettronica, militante del Pci e ingegnere come Tsipras, che veniva in aula con la tuta da ginnastica, ma era uno dei docenti più preparati del Politecnico.

Non sono io ma Repubblica che dice che Renzi vuole azzerare la segreteria, espellendo 15 componenti su 18, altro che "qualche avvicendamento" come scrive Mark:  http://www.repubblica.it/politica/2017/01/10/news/pd_renzi_squadra-155719033/?ref=HREC1-6

Storie già viste e riviste: i capetti incollati alle poltrone, dopo aver combinato disastri (riforma costituzionale, Jobs act, Italicum), avvicendano gli altri, mai se stessi. Ma prima o poi anche il ducetto di Rignano avrà il suo 25 luglio.

Ultima precisazione. Il capetto del Pd non solo non ha letto il mio post, ma non ha letto neppure il suo discorsetto della notte tra il 4 o 5 dicembre. Evidentemente parlava a braccio e in appena un mese se l'è scordato. Rinfreschiamogli la memoria, a lui e allo smemorato Mark:

"Il NO ha vinto in modo straordinariamente netto, ai leader del fronte del NO le mie congratulazioni, il mio augurio di buon lavoro nell'interesse del paese, nell'interesse dell'Italia e degli italiani. Questo voto consegna ai leader del fronte del NO oneri e onori, insieme alla grande responsabilità di cominciare dalla proposta. Credo innanzi tutto dalla proposta delle regole, dalla legge elettorale. Tocca a chi ha vinto, infatti, avanzare per primo proposte serie, coerenti e credibili".

Capito, Mark? Il Pd non deve fare nessuna proposta di legge elettorale, ne ha già fatta una e ha fatto un disastro (Italicum). Ora spetta agli altri proporre, il Pd dovrà limitarsi a scegliere quella più condivisibile. Saluti

http://video.repubblica.it/dossier/referendum-costituzionale/referendum-vince-il-no-e-renzi-si-dimette-il-discorso-integrale/261583/261910

 

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Solo qualche precisazione sui conti della Grecia . Ah, dimenticavo , Tsipras in Grecia e' organicamente alleato e governa con l'estrema destra !! Altro che Alfano e Verdini. Qui ti farebbero alleare con Casa Pound. 

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Grecia: debito insostenibile per Tsipras, che nei sondaggi è dimezzato 

La Grecia chiede la ristrutturazione del debito pubblico, ipotesi che piace anche alla BCE, ma non alla Germania, principale creditore pubblico del paese. Nei sondaggi è crollo verticale per Syriza, il partito del premier Tsipras.

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Giuseppe Timpone 
 
13 Ottobre 2016, ore 12:56
Grecia, Tsipras crolla nei sondaggi

Il ministro dell’Economia, George Stathakis, ha dichiarato ieri, che il debito pubblico accumulato dalla Grecia sarebbe insostenibile nel medio-lungo periodo, anche solo immaginando una crescita economica del 2,5% all’anno, un’inflazione al 2% e un robusto surplus primario. Per questo, chiede che la questione venga affrontata da parte dei creditori dell’Eurozona. Il suo pensiero appare in linea con quello esternato ieri dalla BCE, il cui membro esecutivo, Benoit Coeuré, ha invitato i creditori ad allentare i termini dei pagamenti dei bail-out varati sin dal 2010, avvertendo che la Grecia non sarebbe altrimenti in grado di accedere, se non molto gradualmente, ai mercati finanziari.

 

Coeuré ha spiegato, che a suo avviso non ci sarebbero le condizioni per testare un ritorno sui mercati da parte di Atene l’anno prossimo, ma al contempo ha sostenuto la necessità che il governo ellenico si mostri seriamente impegnato a perseguire gli obiettivi concordati, nonché che il Fondo Monetario Internazionale resti coinvolto nel terzo pacchetto di salvataggio da 86 miliardi, varato nell’estate 2015 e in scadenza a metà 2018, quand’anche solo nelle vesti di consulente, in modo da accrescere la chiarezza sulla sostenibilità del debito di Atene, oggi al 176% del pil, nonostante abbia già goduto di un “haircut” da 107 miliardi nel 2012, a carico degli investitori privati. (Leggi anche: Debito Grecia, ecco l’accordo inconfessabile ai tedeschi)

 

La ristrutturazione del debito in Grecia non sarà presto

 

La Germania non vuole sentir parlare di “haircut” anche ai danni dei creditori pubblici, ovvero di taglio del valore nominale del debito verso l’Eurozona e la BCE e il ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, ha posto l’accento, invece, sul fatto che la sostenibilità è legata non tanto all’ammontare dell’indebitamento, perché alla scarsa competitività dell’economia greca.

 

Per l’anno prossimo, Atene stima una crescita del pil del 2,7%, in parte anche per effetto di un boom del turismo, anche se sulla veridicità dei dati non c’è accordo. Nei primi sei mesi di quest’anno, ad esempio, le presenze di turisti in Grecia sono diminuite dell’1,6% su base annua, anche se dovrebbe essersi registrata una crescita nei mesi seguenti. E aldilà delle stime ufficiali, gli analisti restano cauti, paventando una crescita stagnante del pil nel 2017, a causa anche dell’assenza di riforme incisive. (Leggi anche: Debito Grecia, condono necessario per FMI)

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