Il reddito di cittadinanza

 Il primo diritto di un individuo che nasce e' quello di vivere, al livello fondamentale un'esistenza dignitosa. Deve quindi avere un reddito garantito a fronte di un suo impegno sociale denominato lavoro. Sancito cio' e' inutile che ci sia lavoro per alcuni e per altri no. Se cio' accade il meccanismo si inceppa e ci saranno pesanti ricadute anche su quei privilegiati che lavorano. Allora o si crea lavoro per ogni esistente oppure il lavoro che c'e' si distribuisce in modo equo fra tutti se necessario in modo coatto ,piaccia o no. In caso contrario coloro che sono esclusi dal lavoro vanno mantenuti da coloro che lavorano ( la ricaduta di cui sopra). Tutto cio'  pero' ha un punto di debolezza estrema che renderebbe la non fattualità di quanto fin qui espresso. Per rendere infatti possibile cio' (reddito di cittadinanza, distribuzione del lavoro,ecc. ecc.) sarebbe imprescindibile l'eliminazione totale del denaro in contanti . L'utilizzo di pagamenti ed introiti tutti tracciabili, dal piu' piccolo al piu' grande, non solo renderebbe possibile in modo corretto questi aspetti welfar ma stroncherebbe  , ogni tipo di corruzione, mercati neri ,evasione, dissesti di bilancio, conflitti ecc. ecc.. Insomma la medicina per ogni male. So' bene che tutti coloro che traggono vantaggi , sono proprio loro, che ne ne impediscono l'attuazione. Ma e' proprio su questo terreno che andrebbe condotta una battaglia feroce senza sconti. In caso contrario nessun partito , nessun programma o uomo di buona volontà potrebbe modificare concretamente le societa' sfasciate che si osservano.

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4 messaggi in questa discussione

Ehi ragazzi, ho scritto qua perchè mi dava post non letto così possiamo aiutarci a vicenda e aprire nuove discussioni. Vi ho scritto perchè ho lasciato un messaggio in dopo una domandina, una domandona e non ho ancora avuto la risposta quindi volevo chiedere se riuscite a darmela. Io sono anche disponibili a conoscerci tutti meglio quindi ditemi pure se avete bisogno.

 

In attesa di una vostra risposta vi ringrazio anticipatamente.

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Inviata (modificato)

8 ore fa, spazio-omega ha scritto:

 Il primo diritto di un individuo che nasce e' quello di vivere, al livello fondamentale un'esistenza dignitosa. Deve quindi avere un reddito garantito a fronte di un suo impegno sociale denominato lavoro. Sancito cio' e' inutile che ci sia lavoro per alcuni e per altri no. Se cio' accade il meccanismo si inceppa e ci saranno pesanti ricadute anche su quei privilegiati che lavorano. Allora o si crea lavoro per ogni esistente oppure il lavoro che c'e' si distribuisce in modo equo fra tutti se necessario in modo coatto ,piaccia o no. In caso contrario coloro che sono esclusi dal lavoro vanno mantenuti da coloro che lavorano ( la ricaduta di cui sopra). Tutto cio'  pero' ha un punto di debolezza estrema che renderebbe la non fattualità di quanto fin qui espresso. Per rendere infatti possibile cio' (reddito di cittadinanza, distribuzione del lavoro,ecc. ecc.) sarebbe imprescindibile l'eliminazione totale del denaro in contanti . L'utilizzo di pagamenti ed introiti tutti tracciabili, dal piu' piccolo al piu' grande, non solo renderebbe possibile in modo corretto questi aspetti welfar ma stroncherebbe  , ogni tipo di corruzione, mercati neri ,evasione, dissesti di bilancio, conflitti ecc. ecc.. 

Sono d'accordo: c'è una scelta obbligata in una società che pone al centro il cittadino, la persona, l'uomo, e non la produzione, il profitto, il denaro. La scelta obbligata è tra un reddito minimo garantito a tutti e il lavoro garantito a tutti. Personalmente propendo per la seconda via, percorribile con la riduzione generalizzata (e forzata) dell'orario di lavoro (lavorare meno, lavorare tutti, un vecchio motto della sinistra tornato logicamente in auge nell'epoca dell'automazione e dei computer). Alcuni economisti sostengono che in Italia una riduzione dell'orario di lavoro sarebbe possibile senza una corrispondente riduzione del salario. Su questo ho qualche dubbio, ma ci sono due punti fermi. Lavorando meno si lavora meglio e con più efficienza (cresce la produttività oraria); il lavorare tutti e in modo stabile è un potente fattore di crescita per i consumi e per l'economia in generale.

Sono meno d'accordo sulla tesi che l'abolizione del contante farebbe sparire la corruzione e l'evasione fiscale. Di certo le ridimensionerebbe ma, fatta la legge, trovato l'inganno. Per es. ci sono i prestanome, i pagamenti estero su estero e innumerevoli altri trucchi che un comune e onesto cittadino come me neppure si immagina. Temo che per fare sparire la corruzione sia necessario eliminare non solo il denaro contante, ma il denaro in generale.  Mezzo di scambio di cui antiche e floride civiltà facevano tranquillamente a meno.

Modificato da fosforo31

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Ma grillo avrà anche lui il reddito di cittadinanza?....è in pensione, sarà quella minima, non lo sà nessuno, anche il blog non è suo...xD..quindi nullatenente....glielo daranno sicuramente....

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Inviata (modificato)

Comunque sia, una società che si dica civile se fa mettere al mondo dei bambini, anzi li incentiva gli deve anche una formazione scolastica completa, as-sitenza medica ed un futuro lavorativo da adulto, il cui lavoro gli dovrebbe assicurare una casa decente anche piccola ma con tutti i servizi essenziali alla sua sopravvivenza ed un mezzo di locomozione proprio con cui spostarsi ovunque, quando ti fanno fare solo figli e poi te li mandano all'estero per lavorare è solo demagogia.

Un lavoro significa un lavoro, metterti a disposizione della società in cui vivi e vedere come gli servi,  se invece vuoi la realizzazione personale e non è possibile nella tua nazione, malgrado ti abbiano avvertito che il tuo profilo professionale è oltremodo saturo, allora te ne vai all'estero zitto e muto sperando di trovare una collocazione.

Modificato da fotonis

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