l'oncologo di napoli si curera' i l cancro a Milano!!!!

Antonio Marfella, ocologo al Pascale di Napoli, ha deciso di curarsi dal cancro alla prostata a Milano: "Mi spiace ma devo salvarmi" Lui, oncologo all'ospedale Pascale di Napoli, ha capito dalle analisi di avere un cancro alla prostata. E benché logica vorrebbe che si facesse curare dai colleghi nel distretto sanitario dove vive e lavora, ha deciso di migrare a Milano. "Non ho difficoltà a far sapere che, pur lavorando al Pascale, sono in lista di attesa per operarmi all’Ieo di Milano", dice in una intervista al Corriere. Anzi: lo fa "per far rendere conto a tutti di come funziona male la sanità regionale".

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Inviata (modificato)

Non capisco cosa c'entri questo tuo post (e molti altri) con il forum sulle Elezioni. Dovevi andare nel forum di Attualità. A meno che non volevi dire, come Ferruccio De Bortoli a Piazza Pulita, che una delle prime cause del tonfo del Pd al Sud sono stati i vari e imbarazzanti cacicchi disseminati dal Partito Disastro a gestire il potere locale da Firenze in giù e a farci rimpiangere addirittura i Gava e i Pomicino della Prima Repubblica. La sanità campana non l'ha mai gestita Di Maio ma un certo De Luca che, se non erro, è pure commissario straordinario, nominato dalla ministra Lorenzin con la funzione di vigilare sulla spesa pubblica della Regione nel comparto sanitario. Praticamente questo signore è chiamato a vigilare su se stesso. Roba da matti! Quando parlo dei disastri inenarrabili dei governi del Partito Disastro, mi riferisco anche a questi. E buon per loro che Fanpage nella sua inchiesta al calor bianco per ora si è occupata solo di rifiuti. Scommetto che nella sanità campana ne vedremmo delle belle. A volte penso che le dimissioni di Renzi siano solo un atto ipocrita, di facciata e inutile, e che il tiro al piccione di questi giorni sul segretario vada perfino oltre le sue colpe oggettive. Ieri sera Crozza ha davvero esagerato nella satira. A mio modesto avviso sarebbe stato più logico e più serio prendere atto di un fallimento storico e politico, e sciogliere il partito.

Modificato da fosforo31

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6 ore fa, fosforo31 ha scritto:

Non capisco cosa c'entri questo tuo post (e molti altri) con il forum sulle Elezioni. Dovevi andare nel forum di Attualità. A meno che non volevi dire, come Ferruccio De Bortoli a Piazza Pulita, che una delle prime cause del tonfo del Pd al Sud sono stati i vari e imbarazzanti cacicchi disseminati dal Partito Disastro a gestire il potere locale da Firenze in giù e a farci rimpiangere addirittura i Gava e i Pomicino della Prima Repubblica. La sanità campana non l'ha mai gestita Di Maio ma un certo De Luca che, se non erro, è pure commissario straordinario, nominato dalla ministra Lorenzin con la funzione di vigilare sulla spesa pubblica della Regione nel comparto sanitario. Praticamente questo signore è chiamato a vigilare su se stesso. Roba da matti! Quando parlo dei disastri inenarrabili dei governi del Partito Disastro, mi riferisco anche a questi. E buon per loro che Fanpage nella sua inchiesta al calor bianco per ora si è occupata solo di rifiuti. Scommetto che nella sanità campana ne vedremmo delle belle. A volte penso che le dimissioni di Renzi siano solo un atto ipocrita, di facciata e inutile, e che il tiro al piccione di questi giorni sul segretario vada perfino oltre le sue colpe oggettive. Ieri sera Crozza ha davvero esagerato nella satira. A mio modesto avviso sarebbe stato più logico e più serio prendere atto di un fallimento storico e politico, e sciogliere il partito.

 

Poveraccio !! Sei un povero ebe te e Cazzaro che si attacca anche ad un post del *** per attaccare il

PD e De Luca . Io vi avrei lasciato nella mer da come meritano i Napoletani idio ti come e più di te . Invece di ringraziare De Luca che sta portando la sanità campana ad un livello almeno dignitoso , trovi una becera occasione per scaricare il tuo odio per il PD . Tranquillo Cazzaro , avrai tante altre occasioni per farlo . Intanto ti mando il Documento di programmazione ospedaliera gia partito ed operante in modo che tu non possa vomitare che sono solo le solite promesse         “Il Piano regionale di programmazione della rete ospedaliera 2016/2018, aggiornato al 20 novembre 2017, sarà squadernato sul tavolo governativo martedì prossimo, alla presenza del presidente della Regione e commissario per il piano di rientro, Vincenzo De Luca, del suo consigliere per la sanità, Enrico Coscioni, e dei rappresentanti dei ministeri della Salute e dell’Economia. Un documento di 203 pagine, pietra miliare di quella che il governatore indica come la sua «rivoluzione della sanità campana», che oltre a fotografare il fabbisogno assistenziale, disegna una nuova organizzazione del sistema ospedaliero. Palazzo Santa Lucia esprime previsioni fiduciose sull’accoglimento del Piano, in particolare sul riconoscimento dei nuovi posti letto per acuti e delle strutture private convenzionate polispecialistiche, oltre che per il recupero dei 180 milioni circa destinati all’edilizia ospedaliera.

 

 

 

 

I posti letto

In particolare, si punta ad ottenere 19 mila 841 posti letto (pari a 3,6 posti letto per 1000 abitanti), di cui 16 mila 569 per acuti (pari a 2,97 x 1000 abitanti) e 3.272 posti letto post-acuzie (pari a 0,59 x 1000 abitanti). Tale dotazione corrisponde all’attivazione di nuovi 1637 posti letto aggiuntivi. Ma ciò che risalta è la percentuale di ricoveri in ospedali per acuti che è pari al 38%, superiore allo standard normativo del 25%. «Il massiccio ricorso al day hospital, che solo per il 50% circa risulta essere chirurgico, è espressione di un potenziale tasso di inappropriatezza organizzativa — è sottolineato — ed in particolare di interventi che potrebbero potenzialmente essere erogati in regime ambulatoriale».

 

Ospedali in sicurezza

Ma andiamo per ordine, partendo da Napoli e dalla sua provincia. L’attuale dotazione di posti letto è di 9.427 unità, pari a 3,22 per 1000 abitanti. Il Piano ne programma 10.272 pari a 3,33 per 1000 abitanti che devono essere 101 considerati sulla popolazione relativa a 3 Asl provinciali (Na1, Na2, Na3), oltre che per una quota a valenza regionale (Pascale, Santobono e Azienda dei Colli –Monaldi, Cotugno, CTO). Molte strutture necessitano di interventi di edilizia sanitaria. L’Accordo di programma prevede interventi per la messa a norma del San Paolo, del San Giovanni Bosco, del Loreto Nuovo, del Pellegrini, degli Incurabili, del San Gennaro, del Capilupi, degli Ospedali dei Colli, del Santobono-Pausilipon, del Pascale, del Policlinico Federico II e del Cardarelli. Inoltre, il potenziamento dell’offerta territoriale, con la riconversione e l’adeguamento del SS. Annunziata nell’area pediatrica. L’Ospedale del Mare, una volta a regime, viene proiettato «nasce in prima battuta come presidio della Asl Napoli 1 per diventare successivamente una Azienda ospedaliera di rilievo nazionale e un punto di riferimento per la gestione dell’emergenza-urgenza». L’apertura a pieno regime dell’Ospedale del Mare è prevista a gennaio 2018 con l’attivazione di 415 posti letto complessivi. Il Loreto Mare diventa, comunque, il punto di riferimento per l’*** materno infantile. Viene assegnata ad esso, inoltre, Psichiatria dall’ex San Gennaro. Quest’ultimo diviene una struttura ad indirizzo territoriale riabilitativo. Infine, per gli Incurabili viene programmata «una importante struttura territoriale di accoglienza e monitoraggio per le gravidanze fisiologiche assieme ad un potenziamento della funzione consultoriale (“Punto Mamma”)». Inoltre, «tenuto conto dell’attuale stato di eccellente funzionalità delle 4 sale operatorie in esso esistenti, è programmata una struttura dedicata alla Day Surgery, alla Week Surgery e alla Chirurgia Ambulatoriale». Ma per la ricostituzione della rete della emergenza-urgenza non si potrà prescindere dai policlinici universitari: «Entro 6 mesi dalla approvazione del Piano — viene, infatti, ricordato — parteciperanno alle attività di *** in emergenza-urgenza, mediante inclusione nelle reti di specialità, in particolare per patologie tempo dipendenti: l’Azienda Ospedaliero-Universitaria della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Federico II e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Vanvitelli». 

 

Procida con 9 posti

Nell’ambito della Napoli 2 la novità di maggior rilievo è quella che riguarda l’ospedale di Procida, dotato di 9 posti letto, che diventa stabilimento del presidio di Ischia. A regime la ASL Na2 Nord riceve un incremento di 215 posti letto. Cambia quasi nulla, invece, nell’assetto della rete della Asl Na 3 Sud che, tuttavia, viene incrementata di 388 posti letto.

 

Rinasce Agropoli

Nella provincia di Salerno sono previsti 3.722 posti letto pari a 3,37 posti letto per mille abitanti, in leggero incremento rispetto a quelli esistenti che sono pari a 3.665. Qui la novità più significativa è quella dell’ospedale di Agropoli, già Centro ambulatoriale ad indirizzo oncologico, che diventa ospedale con pronto soccorso e con 20 posti letto. Esso viene aggregato come stabilimento a Vallo della Lucania. Anche a Roccadaspide è previsto un ospedale con pronto soccorso e con 20 posti letto aggregato al presidio Eboli/Battipaglia. Così a Castiglione di Ravello si prevede un ospedale con pronto soccorso e con 20 posti letto.

 

Saannio e Irpinia

La macro area di Benevento-Avellino presenta «un eccesso di offerta di posti letto rispetto al fabbisogno che il piano tende, pertanto, a riequilibrare». Il Piano prevede complessivamente una programmazione di 2.790 posti letto, con la riconversione della CdC Neuropsichiatrica Villa dei Pini, la rimodulazione del Fatebenefratelli di Benevento, degli ospedali di Solofra e Sant’Agata dei Goti.

 

Caserta e il Policlinico

La macro area di Caserta, a fronte di un attuale disponibilità di 2.263 posti letto (2,61/1000 abitanti) ne vengono programmati 2.766 permettendo di raggiungere la quota 3,19/1000 abitanti. Ma occorre dire che il futuro di Terra di Lavoro resta appeso alla realizzazione del Policlinico in costruzione da quasi venti anni: per ora quasi una chimera (sebbene di recente si sia impresso una nuova accelerazione ai lavori) più che una realtà in fieri. L’incremento netto, comunque, risulta di 503 posti letto. Inoltre, il presidio di «Marcianise non subirà più la confluenza con quello dii Maddaloni, come nella precedente programmazione, ma resta identificato come presidio con pronto soccorso, riceve la disciplina di oculistica e di terapia intensiva. Incrementa la dotazione di posti letto per gastroenterologia». Mentre San Felice a Cancello «viene riconfigurato quale stabilimento annesso al P.S. di Maddaloni. È spoke I nella rete di terapia del dolore. Lo stabilimento — viene spiegato — è collocato nella “Terra dei fuochi” e in adiacenza al Termovalorizzatore, territorio in cui è prevista la necessità di soddisfare un crescente bisogno sanitario in ambito oncologico».

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