Cacciaballe , Cazzari napoletani e non , panzanari ed economisti da Facebook unitevi …!!

Che basterebbero oggi le rinnovabili a garantire energia è una bufala, un imbroglio. Sono gli operatori del settore i primi a dirlo. Per almeno altri 40 anni serviranno combustibili fossili, il meno inquinante dei quali è il metano, e serviranno poi le centrali nucleari.
Soprattutto se i consumi elettrici aumenteranno per l'arrivo delle auto elettriche. Questa è la linea scelta dalla Unione Europea, cari i miei "ambientalisti" de noaltri e "europeisti". E chi vuole l'immediata messa al bando del metano sappia che tutte le famiglie sarebbero costrette a convertire il sistema di riscaldamento e comprare fornelli elettrici, con una spesa molto alta che colpirebbe i  più poveri ed aumenterebbe in maniera enorme la domanda di energia elettrica ed i costi delle bollette. Cazzari napoletani e non ,  Economisti da facebook e cacciaballe di tutto il mondo .... unitevi !!

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3 messaggi in questa discussione

24 minuti fa, mark222220 ha scritto:

Che basterebbero oggi le rinnovabili a garantire energia è una bufala, un imbroglio

Imbroglio ovviamente propagandato su queste pagine dal cialtronissimo peracottaro psicolabile fosforo31.

Qualche settimana fa il noto coppoladiminchia panzanaro delirava, basandosi sulla Francia che nel 2022 è diventato Stato importatore netto di energia elettrica, a proposito della convenienza dell'energia prodotta da fonti rinnovabili.

La verità sulla Francia:

https://euractiv.it/section/energia/news/dopo-42-anni-anche-la-francia-nel-2022-ha-dovuto-importare-lenergia/

https://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/focus_energia/2023/01/09/elettricita-francia-nel-2022-nucleare-ai-minimi-dal-2001_8b7ea43f-b0b7-4cd7-a612-186a82e0224c.html

il 2022 è stato un anno del tutto anomalo per il sistema elettrico francese, divenuto importatore a causa di un crollo record della generazione nucleare non compensata dal picco storico della produzione delle centrali a gas e dal calo dei consumi indotto dalla crisi.

In base ai dati preliminari dell’operatore Rte, a seguito delle manutenzioni e dei problemi di corrosione i reattori hanno generato l’anno scorso 278,3 TWh, il 23% in meno del 2021 e il livello più basso dal 1989.

Sul dato ha pesato anche il calo del 21% della produzione idroelettrica (a 49,6 TWh) dovuto alla siccità, che non è stato compensato da una crescita del 30% della generazione a gas al record di 42,9 TWh.

E per quanto riguarda il Grande Paese Serio:

https://euractiv.it/section/capitali/news/il-calo-della-produzione-salva-la-germania-sugli-obiettivi-climatici/

https://www.veritaeaffari.it/in-evidenza/germania-dice-addio-nucleare/

Gli effetti della riduzione dei reattori attivi e della guerra in Ucraina sono evidenti nei dati sulle fonti utilizzate dalla Germania per produrre energia elettrica nel terzo trimestre del 2022, l’ultimo per il quale i dati sono disponibili.

Il 31,9% di energia elettrica è derivato dalle centrali a carbone, con un aumento del 13% rispetto all’anno precedente.

L’energia elettrica da nucleare è passata dal 14,1% del 2021 al 7,4% del 2022, mentre il gas naturale è passato da 8,8 a 9,2%. Nel complesso la Germania ha prodotto il 55,6% della propria energia elettrica da fonti tradizionali, mentre il 44,4% dalle rinnovabili, soprattutto eolico (16,8%) e solare (16%).

Che Grande Paese Serio!

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10 ore fa, mark222220 ha scritto:

Che basterebbero oggi le rinnovabili a garantire energia è una bufala, un imbroglio. Sono gli operatori del settore i primi a dirlo. Per almeno altri 40 anni serviranno combustibili fossili, il meno inquinante dei quali è il metano, e serviranno poi le centrali nucleari.
Soprattutto se i consumi elettrici aumenteranno per l'arrivo delle auto elettriche. Questa è la linea scelta dalla Unione Europea, cari i miei "ambientalisti" de noaltri e "europeisti". E chi vuole l'immediata messa al bando del metano sappia che tutte le famiglie sarebbero costrette a convertire il sistema di riscaldamento e comprare fornelli elettrici, con una spesa molto alta che colpirebbe i  più poveri ed aumenterebbe in maniera enorme la domanda di energia elettrica ed i costi delle bollette. Cazzari napoletani e non ,  Economisti da facebook e cacciaballe di tutto il mondo .... unitevi !!

Sfido l'allocco pisano a mostrare un mio post in cui si legga che potremmo coprire OGGI (o entro qualche anno) l'intero fabbisogno energetico con le sole fonti rinnovabili. Sono oltre 10 anni che invece scrivo una cosa diversa: e cioè che la conversione energetica totale e globale alle rinnovabili, ovvero l'abbandono delle fonti fossili e del nucleare, è un obbiettivo non solo plausibile, non solo raggiungibile in tempi relativamente brevi (circa 20 anni), ma assolutamente irrinunciabile. Nel 2009 Scientific American pubblicò uno storico articolo di Jacobson e Delucchi, da me più volte citato, i quali sostenevano la fattibilità tecnica (con la tecnologia del 2009) ed economica della suddetta conversione entro il 2030, e individuavano la condizione necessaria più problematica nella volontà politica e nella coesione dei leader mondiali, purtroppo condizionati da interessi nazionali (es. i paesi Opec) e dalle potenti multinazionali dei combustibili fossili e del nucleare. Seguirono ulteriori articoli, più tecnici e dettagliati, sulla medesima tesi. Ma ormai siamo nel 2023 e la conversione auspicata è ancora in alto mare. Dal 2009 al 2021 la produzione mondiale di energie rinnovabili è raddoppiata, quasi quintuplicata se escludiamo l'idroelettrico, ma nel 2021 le rinnovabili hanno coperto appena il 13,5% del consumo globale di energia primaria e il 28% dei consumi elettrici. Va detto però che quasi tutte le fonti rinnovabili generano direttamente elettricità quindi non è necessario dissipare energia termica per generarla, inoltre l'elettrificazione dei consumi finali comporta un ulteriore miglioramento dell'efficienza energetica (es. un motore elettrico è molto più efficiente di uno termico), quindi in un pianeta interamente convertito alle rinnovabili la domanda di energia dovrebbe calare in modo molto significativo. Al contrario di quanto vorrebbe indurre a credere l'allocco pisano in un passaggio del suo post demenziale, l'uso intensivo e generalizzato delle fonti rinnovabili farà abbassare notevolmente e non alzare la domanda di energia. Questa cosa, già segnalata nell'articolo di Jacobson e Delucchi e più volte sottolineata dal sottoscritto, è un forte motivo in più per auspicare l'abbandono totale dei combustibili fossili climalteranti. Per es. l'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA) prevede per il 2050, nel suo scenario di emissioni nette zero, un calo del 21% della domanda energetica rispetto al 2019 prepandemico, a fronte di consumi elettrici quasi triplicati, 2 miliardi in più di popolazione globale e un PIL pro capite quasi raddoppiato! Personalmente giudico molto ottimistiche queste stime, se non proprio da libro dei sogni. L'IEA in sostanza è la sezione energia dell'OCSE e ovviamente, come tutti i governi dei paesi membri, continua a sognare e a vendere il mito della crescita economica senza fine. Tuttavia mi preme qui evidenziare un concetto importante, e sostanzialmente corretto, che si cela sotto queste stime ottimistiche. Molti ignoranti (a tutti i livelli: politici, industriali, lobbisti, giornalisti faziosi, forumisti a basso Q.I. e perfino gretti sindacalisti preoccupati per l'occupazione) temono che l'abbandono rapido e pressoché totale delle fonti fossili  (pianificato dalla UE entro il 2050), prima di salvare il clima affosserà l'economia. E spargono allarmismo: che fine faranno i benzinai con le auto elettriche? E che bollette salate pagheremo usando i fornelli elettrici in cucina? Le cose stanno ben diversamente. Una transizione ecologica, rapida, coraggiosa, radicale, non è solo l'ultima speranza per il clima, ovvero per la sopravvivenza della nostra specie in un pianeta ancora ragionevolmente ospitale, ma è il più forte e il più razionale impulso all'economia globale ipotizzabile e capace di conciliare la sostenibilità ambientale con la (legittima) voglia di crescita dei paesi poveri (di capitali, non di sole e vento) e con la fame di lavoro stabile e di uguaglianza che assalirà i paesi ormai prossimi a finire vittime di quel liberismo e di quelle tecnologie che li avevano arricchiti. Sentiamo ancora cosa dice l'IEA:

To reach net zero emissions by 2050, annual clean energy investment worldwide will need to more than triple by 2030 to around $4 trillion. This will create millions of new jobs, significantly lift global economic growth, and achieve universal access to electricity and clean cooking worldwide by the end of the decade.

https://www.iea.org/reports/net-zero-by-2050

Insomma, l'IEA e l'OCSE fanno il loro mestiere (stimolare gli investimenti) e peccano di ottimismo. La transizione ecologica è una grande occasione per i paesi poveri e richiederà sacrifici ai ricchi ("Uno sforzo mostruoso" dice il Nobel Parisi).  Ma l'incompetente ministro Cingolani non aveva capito niente: "La transizione ecologica potrebbe essere un bagno di sangue". Il bagno di sangue lo avremo se non la faremo o se non la completeremo presto e bene. Insomma, non solo i climatologi, anche gli economisti seri dovrebbero convincere i governi ad accelerare su questa irrinunciabile svolta epocale. 

Sul nucleare, appena abbandonato dalla Germania (non da una repubblica delle banane) e fresco di record negativo con la sua quota più bassa nel mix elettrico mondiale degli ultimi 40 anni, mi sono già ampiamente espresso. Troppo problematico, ma soprattutto troppo costoso e troppo lento da implementare per potere dare un contributo effettivo alla svolta ecologica nei tempi previsti dalla UE e raccomandati dall'IPCC per scongiurare la catastrofe climatica. Ogni progetto di nuove centrali atomiche, reale o futuribile che sia (3ª gen., 4ª gen. SMR, etc.) sottrae tempo e denaro alla svolta. Lo stesso Mark Z. Jacobson, coautore dell'articolo di cui parlavo all'inizio, ha stimato con la sua Stanford University gli opportunity cost emissions due to delays del nucleare. Sono tra 64 e 102 g di CO2eq emessi in atmosfera per ogni kWh prodotto da una centrale atomica preferita a equivalenti impianti solari o eolici per sostituire una vecchia centrale termoelettrica a combustibili fossili. E sono dovuti semplicemente ai (molto) più lunghi tempi di costruzione. Per il costo economico diamo ancora la parola all'IEA. Agenzia nuclearista fino al midollo (caldeggia la crescita del nucleare e un suo significativo ruolo nello scenario Net Zero) ma per il 2050 stima un costo livellato del nucleare in Europa pari a 115 dollari per MWh contro i 25 dollari di fotovoltaico ed eolico off-shore. Interessante anche questo articolo per la CNN:

https://www.worldnuclearreport.org/Opinion-No-nuclear-power-isn-t-the-big-bazooka-climate-fix-you-might-think.html

Modificato da fosforo311

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13 ore fa, fosforo311 ha scritto:

l'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA) prevede per il 2050, nel suo scenario di emissioni nette zero, un calo del 21% della domanda energetica rispetto al 2019 prepandemico, a fronte di consumi elettrici quasi triplicati, 2 miliardi in più di popolazione globale e un PIL pro capite quasi raddoppiato!

Il cialtronissimo peracottaro psicolabile fosforo31 continua a delirare e tira in ballo l'Agenzia Internazionale dell'Energia.

Il suo scenario di emissioni nette zero è

https://iea.blob.core.windows.net/assets/deebef5d-0c34-4539-9d0c-10b13d840027/NetZeroby2050-ARoadmapfortheGlobalEnergySector_CORR.pdf

A pagina 57 della pubblicazione troviamo la figura 2.5

intitolata Total Energy Supply in the NZE.

Perfino il fratello storto dell'Asinella euganea è in grado di evincere agevolmente che nel 2050 il mix di offerta energetica sarà caratterizzato da

UNA QUOTA DI ENERGIA PRODOTTA DA IMPIANTI NUCLEARI MAGGIORE RISPETTO A QUANTO ACCADE OGGI

Perfino il fratello storto dell'Asinella euganea è in grado di evincere agevolmente cosa contraddistingue Cingolani dal cialtronissimo peracottaro psicolabile fosforo31:

Cingolani argomenta su basi razionali mentre il cialtronissimo peracottaro psicolabile fosforo31 argomenta sulla base del suo Mein Kampf dettato dalle gravissime turbe psichiche che lo affliggono.

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