Razzi amari per Elon Musk

Il multimiliardario Elon Musk gioca con i satelliti e con i missili spaziali come noi da bambini, nel periodo natalizio, ci divertivamo con i fischiabotti. Erano piccoli razzi colorati che emettevano un fischio acuto durante il volo, che si concludeva dopo una trentina di metri con un secco botto finale. Però io già pensavo in termini scientifici e ciò che mi impressionava era la brusca accelerazione iniziale. Il costo di un fischiabotto a fine anni '60 era 150-200 lire. Giovedì scorso il razzo Starship di Musk ha fatto molte fiamme e moltissimo fumo in partenza, niente fischio durante l'ascensione ma un bel botto finale, sebbene imprevisto. I fischi (e i pernacchi) avrebbe dovuto emetterli il pubblico, che invece si è sciolto in un applauso beota per salutare il flop. Il missile più grosso e più  potente mai costruito (la spinta è oltre il doppio di quella del Saturno V delle missioni Apollo e del mitico von Braun) è stato fatto esplodere in volo dopo circa 4 minuti dal lancio. Bella roba per un missile strombazzato dalla propaganda muskiana come vettore recuperabile e riutilizzabile per varie missioni. Tutto era filato liscio, almeno in apparenza, per i primi 2 minuti e mezzo, con il missile che superava agevolmente  i 30 km di quota e i 2100 km/h di velocità. Senonché all'improvviso il giocattolone prendeva ad avvitarsi in strane e invero alquanto goffe piroette, perdendo quota e velocità. Finché qualcuno da terra ha premuto un pulsante per porre fine al penoso spettacolo ed evitare seri rischi.

https://youtu.be/bl7IqyEyqhY

100 milioni di dollari andati in fumo più alcune migliaia di tonnellate di gas serra rilasciate in atmosfera. Secondo un mio rapido calcolo sono più o meno le emissioni di 100 potenti Ferrari Portofino (biturbo a benzina da 4 litri e 620 cavalli) dopo avere coperto 100.000 km ciascuna.

I nostri tg si sono prontamente allineati ai tweet del proprietario di Twitter e ci hanno raccontato che è stato comunque un successo, che il miliardario ci riproverà presto e che nella mentalità americana il solo provarci a fare qualcosa di notevole è considerato meritevole di applausi. Balle: un analogo fiasco da parte di un razzo vettore russo sarebbe stato commentato e bollato come una colossale figuradimerda di Putin. Ma gli alleati USA dobbiamo elogiarli pure quando fanno cilecche mostruose. Musk e i media asserviti dicono che va tutto bene e che il programma continua. Ma lui (e la NASA) intendono riportare uomini sulla Luna entro il 2025. Su quel razzo da opera buffa io francamente non ci metterei nemmeno il mio peggior nemico. Dopo la Luna il mitomane arricchito vuole colonizzare Marte e sul lungo periodo gettare le basi di una "civiltà multiplanetaria" (sic). Il mitomane è anche furbo. Prende soldi dalla NASA e guadagna pubblicità gratuita per le sue berlinone  elettriche (che sono la negazione della green economy) speculando su una delle fobie degli americani: la paura che la Terra diventi troppo stretta per la popolazione umana e per sostenere il mito della crescita infinita. Dunque andiamo sfruttare e a inquinare altri pianeti. Ma questi sono solo residui insensati delle insensate teorie malthusiane e neomalthusiane: le nazioni e l'intero pianeta che si impoveriscono al crescere della popolazione. In realtà la popolazione e le nascite sono una enorme potenziale ricchezza. Verso il 2100 la popolazione mondiale si stabilizzerà sui 10-11 miliardi con una densità sotto gli 80 abitanti per kmq (oggi siamo a 62, Antartide esclusa, ma paesi ricchissimi come Olanda e Corea del Sud superano i 500 abitanti per kmq). E non avremo nessuna necessità di trasferirci su altri pianeti (a fare nella migliore delle ipotesi una vita dimerda sotto una cappa di vetro pressurizzata) se useremo rispetto e modera.zione verso la nostra Madre Terra. 

Modificato da fosforo311

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10 messaggi in questa discussione

Ma che stai a di , Cazzaro ??  E’ proorio vero : tutte le persone che hanno ottenuto grandissime posizioni nella vita , ti stanno sulle pal le !!  Soffri il complesso degli idio ti !! Ieri si è scritta una pagina di storia. Stare con la testa all’insù per ammirare un razzo alto 40 piani, dotato di 33 motori e capace di trasportare fino a 100 passeggeri, è qualcosa che non si era mai visto prima.  Da enorme idio ta , parli di fiasco senza capire che in realtà si è trattato di uno straordinario successo. Questa è solo una parte della storia, l’unica possibile per chi abbia la tendenza a vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto. E in questo, noi italiani , spiace dirlo, siamo maestri. Ma chi, per una volta, avesse voglia di soffermarsi sul contenitore pieno, capirebbe senza fatica che quanto accaduto ieri non rappresenta un fallimento. Tutto è andato come doveva andare. Il cammino di Musk, un domani, di arrivare su Marte sarà irto di nuovi ostacoli. Serviranno altri test e altrettanti incidenti di percorso.  Alcune grandi conquiste dell’uomo spesso sono nate da errori o dal caso; molte altre sono nate dalla testardaggine di quegli uomini che non si sono arresi alla prima difficoltà. La stessa conquista della Luna non è arrivata da un giorno all’altro. Numerose furono le missioni non andate a buon fine. Pensiamo cosa sarebbe accaduto se, dopo l’incendio che uccise tre astronauti a bordo dell’Apollo 1, avessimo deciso di mollare il colpo.  Il mondo, oggi, sarebbe un luogo diverso.  Capire che dietro a qualcosa che va storto ci sia sempre qualcosa da imparare è il primo passo per l’evoluzione personale e dell’umanità intera. Se nella cultura anglosassone il concetto di “fallimento come arricchimento” (e come  passaggio inevitabile al successo) sembra ormai assodato, in Italia facciamo ancora molta fatica: il fallimento resta un’onta da tenere nascosta, quasi una vergogna.  Elon Musk e il suo team di ingegneri sapevano perfettamente che qualcosa poteva non funzionare ieri. Gli applausi al momento dell’esplosione lo confermano. “Congratulazioni al team di SpaceX per l’emozionante lancio di prova Starship! , ha detto ieri Elon Musk.? Abbiamo imparato molto per il prossimo decollo tra pochi mesi”. Una sferzata di positivismo e cocente entusiasmo arrivata in una giornata non proprio come le altre dato che solo ieri ha perso qualcosa come 10 miliardi di dollari dopo il tonfo di Tesla in Borsa.

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Insomma: uno straordinario fiasco di successo, come quelli di Leopoldino con Italia viva. 

Sig. Fosforo il progresso è pieno di fallimenti, ma quando si cade bisogna rialzarsi e tornare a camminare.

Per fare grandi cose bisogna pensare in grande, altrimenti saremmo ancora all'età della pietra. 

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1 ora fa, ahaha.ha ha scritto:

Insomma: uno straordinario fiasco di successo, come quelli di Leopoldino con Italia viva. 

Sig. Fosforo il progresso è pieno di fallimenti, ma quando si cade bisogna rialzarsi e tornare a camminare.

Per fare grandi cose bisogna pensare in grande, altrimenti saremmo ancora all'età della pietra. 

Egregio, non sono certissimo che oggi viviamo in modo più felice o più sereno dei nostri antenati dell'età della pietra. Certo mangiamo di più e stiamo più comodi. Poi ritornare sulla Luna non mi sembra esattamente una "grande cosa". Sulla Luna ci hanno già messo piede a suo tempo 12 astronauti in 6 missioni. Secondo me bastavano e avanzavano i primi due e la prima missione. Quelli che sbarcarono nelle Americhe dopo Colombo (che peraltro fu preceduto dai vichinghi) sono tuttora famosi: Vespucci, da Verrazzano, Caboto, etc. Approdarono in punti diversi e c'era un immenso continente da esplorare e da colonizzare. Ma sulla Luna cosa c'è di nuovo da vedere o da fare? Un astro che visto da lontano suscita romanticismo, passione, fantasia  (Beethoven, Leopardi, Verne, etc.) appare a chi ne calpesta il suolo come un deserto di un'aridità e di una monotonia deprimenti. Gli americani ci arrivarono nel 1969, sicuramente in anticipo rispetto alle ragionevoli previsioni poggiate sulla tecnologia dell'epoca, ma c'erano motivazioni filosofiche e geopolitiche. Per la prima volta si metteva il naso fuori dal pianeta natio e c'erano la guerra fredda e la corsa allo spazio tra USA e URSS. Senza le quali il primo allunaggio sarebbe arrivato, secondo me, almeno 20 anni dopo. La conquista precoce della Luna ebbe un unico grande merito concreto: le notevoli ricadute tecnologiche. Solo per fare due esempi, la TAC e il pacemaker, che da decenni salvano milioni di vite, derivarono direttamente dagli apparecchi progettati dalla NASA per monitorare a distanza i parametri vitali degli astronauti. Ma oggi è molto diverso: una missione lunare umana sarebbe indietro rispetto alla tecnologia, le ricadute sarebbero nulle o modeste, e tutto quello che potrebbero fare degli astronauti su Selene potrebbero farlo a costi ridotti delle sonde e dei robot. Invece mandare un equipaggio su Marte (e poi riportarlo a casa) è una sfida tecnologica molto probabilmente prematura. Il salto tecnologico dalle missioni lunari a quelle marziane possiamo paragonarlo a quello tra un ponte di legno su un torrente e il ponte a campata unica sullo Stretto di Messina. Non escludo che tra 10 o 20 anni sarebbe fattibile un viaggio su Marte, ma ne varrebbe la pena (e il costo)? Per quel poco che so o che posso intuire direi proprio di no. Le stime del costo sono molto incerte, grosso modo vanno dai 100 ai 1000 miliardi di dollari. Quello che è certo è che ci sono molte e molto più utili cose che si possono fare con questi soldi. 

 

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I nostri antenati dell'età dellapietra vivevano benissimo  per quell'epoca, poi qualcuno pensò che per la caccia ci voleva qualcosa di meglio e inventò una lancia, qualcuno penso' che si poteva fare di meglio e inventò l'arco, ecc ecc.

Magari anche a quel tempo qualcuno avrà pensato a che scopo costruire attrezzi così sofisticati se abbiamo sempre mangiato anche quando avevamo solo le mani. 

I soldi: ognuno spende i suoi come meglio crede. Chi ne ha pochi deve accontentarsi, chi ne ha troppi ha solo l'imbarazzo di come spenderli, e Mask non li spende in una sola direzione. 

 

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4 ore fa, ahaha.ha ha scritto:

Insomma: uno straordinario fiasco di successo, come quelli di Leopoldino con Italia viva….,

 

Ma sei sicura idio ta nonché Asinella veneta ??  Renzi Matteo , anni 48, e’ già stato Sindaco di Firenze , Presidente della Provincia di Firenze , Segretario (2 volte ) del PD , Primo Ministro del Consigkio italiano , da  2 Legislature e’ stato eletto Senatore della Repubblica Italiana ed ha fondato un Partito Politico . Bene , cosa voglio dire ??  Voglio dire che solo una idio ta può affermare che un soggetto simile ha collezionato un fiasco dietro l’altro . Ripeto solo un’idio ta . Ma , oh,  un idio ta di puro lignaggio , eh !!  Ahahahahah 

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Insomma: uno straordinario fiasco di successo, come quelli di Leopoldino con Italia viva. 

Xxxxxccc

Ma perché non impara a leggere e capire quello che legge, stupida gallina pisana kagasotto? 

Vede che rimedia figure di mierda continue tutte da sola? 

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Io ho letto e capito bene , miserabile Asinella !! E te hai fatto la solita figura di chi lo ha preso nel fiocco !! 

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40 minuti fa, mark222220 ha scritto:

Io ho letto e capito bene , miserabile Asinella !! E te hai fatto la solita figura di chi lo ha preso nel fiocco !! 

Lei non ha capito un caxzo, perché è una stupida gallina pisana kagasotto che non comprende l'italiano e per di più è in preda ai fumi di vini. 

 

Ore 21,35 (virgi 23,35)

Modificato da ahaha.ha

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6 ore fa, ahaha.ha ha scritto:

I nostri antenati dell'età dellapietra vivevano benissimo  per quell'epoca, poi qualcuno pensò che per la caccia ci voleva qualcosa di meglio e inventò una lancia, qualcuno penso' che si poteva fare di meglio e inventò l'arco, ecc ecc.

Magari anche a quel tempo qualcuno avrà pensato a che scopo costruire attrezzi così sofisticati se abbiamo sempre mangiato anche quando avevamo solo le mani. 

I soldi: ognuno spende i suoi come meglio crede. Chi ne ha pochi deve accontentarsi, chi ne ha troppi ha solo l'imbarazzo di come spenderli, e Mask non li spende in una sola direzione. 

A mio modesto avviso è una questione di equilibrio e di misura, egregio. La lancia fu inventata circa mezzo milione di anni fa. Passarono oltre 400.000 anni prima dell'invenzione dell'arco (tra 60.000 e 70.000 anni fa). L'uomo primitivo non aveva fretta, viveva in equilibrio con l'ambiente, in pace con se stesso e non era assetato di potere e di conquista. Non aveva non dico la percezione ma nemmeno la più pallida idea del progresso. Le antiche civiltà anzi erano nostalgiche del passato (i miti dell'Età dell'Oro). L'idea del progresso umano nasce solo con l'Illuminismo, ai primi del '700.  Il primo razzo moderno (con l'ugello di Laval e propellente liquido) risale al 1926, dopo appena 43 anni, nel 1969, andammo sulla Luna. Ora Marte dista da noi tra 140 e 1000 volte la distanza della Luna, ma la NASA prevede di raggiungere il pianeta rosso appena 70 anni dopo, sul finire degli anni '30. Qualche anno fa il mitomane Musk prevedeva di arrivarci prima, addirittura nel 2024. Perché tutta questa fretta? Per giunta per due conquiste di gran lunga meno importanti e meno utili all'uomo delle invenzioni della lancia e dell'arco. Perché noi non viviamo in equilibrio con l'ambiente e nemmeno con noi stessi, e siamo costretti a correre. Crescita zero la chiamiamo stagnazione, decrescere al livello di pochi anni fa, quando magari stavamo benissimo, la chiamiamo recessione, una parola che terrorizza i politici e per contagio mediatico terrorizza pure noi.

Abbiamo perduto il senso della misura. L'uomo primitivo non aveva niente, per molti millenni nemmeno la parola, e nel contempo aveva tutto. Era autosufficiente. E poteva salire su una collina, guardare il panorama e se non vedeva nessuno decidere che quel territorio era suo. Noi abbiamo tutto e nel contempo non abbiamo niente. Tokyo è una ricca e immensa metropoli tecnologica: schiacci un tasto e ordini il pranzo, la cena, e prenoti l'aereo o il taxi e un posto al teatro. Però devi farti il mazzo per comprarti un monolocale di 18 mq (a 25.000 euro al mq). E se c'è un blackout sulle linee elettriche, sono kazzi amari. Diventi come un prigioniero in una cella di 18 mq. Peggio ancora un blackout delle linee digitali. Avendo tutto, inseguiamo il superfluo, anche a costi altissimi, es. la conquista di Marte. Non avendo in realtà niente, anche la conquista di un pezzo di roccia remoto, invivibile e inutilizzabile, ci sembra o ci viene dipinto come un risultato epocale. Perché un privato come Elon Musk vorrebbe giocarsi il patrimonio per andare su Marte? Per il ritorno di immagine e pubblicitario. Il vigente sistema economico riesce, entro certi limiti, ovvero fin quando c'è la crescita, a monetizzare anche il nulla. È stato stimato che un viaggio su Marte (circa 3 anni tra andata e ritorno) potrebbe ammortizzare una buona parte dei costi (500 miliardi di dollari) trasformando la missione in uno show permanente in mondovisione. Una sorta di Grande Fratello all'interno dell'astronave. Per inciso, questo è il vero motivo per cui si prevede un equipaggio misto: un equipaggio di soli uomini dopo tre anni diventerebbe un mortorio per il pubblico. Chi lo sa, magari a bordo o meglio ancora sul pianeta rosso, potrebbe nascere un bambino. Sarebbe il primo marziano. Titoloni dei giornali, ascolti e gradimento alle stelle! Cosa non si inventano questi pubblicitari! Elon Musk è un mitomane furbo. Non a caso tre quarti delle nazioni del pianeta hanno un PIL inferiore al suo patrimonio. Nella preistoria una squilibrio smisurato del genere era inconcepibile e impossibile. Ma quel patrimonio potrebbe presto azzerarsi o quasi. Scherzi dell'economia basata sul nulla. Per certi versi lo è anche l'attuale civiltà. Poco fa in tv il grande fisico Carlo Rovelli ha detto che

"è alle porte una catastrofe ecologica".

Si riferiva ovviamente ai potenziali effetti irreversibili e catastrofici del riscaldamento globale. Se arriveranno, ma speriamo di no, perfino i mitomani avranno ben altro cui pensare che i viaggi su Marte. 

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Torno un attimo sul calcoletto grossolano che avevo svolto per stimare nel post iniziale le emissioni di CO2 dell'ipertrofico missile di Elon Musk nel fallimentare test del 20 aprile. Avevo stimato, procedendo quasi a lume di naso, che queste emissioni erano paragonabili a quelle di 100 supercar Ferrari Portofino dopo avere percorso 100.000 km ciascuna. Ebbene, oggi scopro che era una stima piuttosto realistica. Gli unici dati che avevo considerato erano le emissioni medie della Ferrari nel ciclo standard di omologazione pari a 255 g di CO2 per km (dato reperibile su qualsiasi rivista di automobili), e le masse del propellente nel primo e secondo stadio del razzo SpaceX Starship, pari a 3.400 t e 1.200 t rispettivamente di una miscela di ossigeno liquido e metano liquido (da Wikipedia). Per svolgere un calcolo esatto bisognerebbe separare le due componenti (comburente e combustibile) o presupporre che siano miscelate nel rapporto stechiometrico, ma questo non è necessariamente vero. Poco fa ho letto che la versione Super Heavy del razzo (quella del test in oggetto) è di gran lunga la più climalterante tra tutti i razzi, missili e jet conosciuti, emettendo ben 2.683 t di CO2. Che corrispondono alle emissioni di 105 Ferrari Portofino su 100.000 km ciascuna.

https://www.autoevolution.com/news/starship-super-heavy-to-cough-out-2700-tons-of-co2-this-thing-here-only-shoots-out-water-188793.html

Sicuramente il test non ha bruciato tutto il propellente (ma di sicuro quasi tutto quello del primo stadio). Vi è però da considerare che il razzo emette anche 1,7 t di protossido di azoto (N2O), il cui global warming potential su un arco temporale di 100 anni è 310 volte quello della CO2, dunque l'effetto serra equivalente risulta pari a quello di 527 t di CO2, che sommate alle 2.683  fanno 3.210 t. Corrispondenti, in caso di combustione completa del propellente, alle emissioni di 126 Ferrari Portofino (o Ferrari Roma) su 100.000 km ciascuna.

Faccio notare che in rete si trovano articoli in cui si sostiene che il razzo di Elon Musk sia addirittura carbon neutral  cioè a emissioni nette di gas serra pari a zero. Questo presuppone che il metano sia ricavato combinando idrogeno verde e CO2 sottratta all'atmosfera (es. con un sistema CCS di cattura e stoccaggio del carbonio). Si chiama processo di Sabatier ma è energeticamente molto dispendioso, nonché economicamente. Inoltre andrebbero sempre considerate le citate emissioni di N20, potentissimo gas serra. Quindi in sostanza si tratta di una bufala. In realtà l'applicazione del processo di Sabatier viene ipotizzata in relazione ai viaggi umani su Marte, per l'esattezza nel viaggio di ritorno. L'atmosfera marziana è quasi tutta CO2 (95% contro 0,04% dell'atmosfera terrestre) quindi facendo combinare l'aria marziana con idrogeno portato dalla Terra si otterrebbero metano e acqua. Il metano servirà come combustibile della navetta (lander) atterrata sul suolo marziano e che riporterà gli astronauti sulla nave principale che li attende in orbita. L'acqua fornirà per elettrolisi l'ossigeno che servirà come comburente per bruciare il metano, e sarà utilizzata dagli astronauti stessi per bere. Infatti su Marte non c'è acqua liquida (se non sotto le calotte polari) e gli astronauti dovranno restarvi da 1 a 18 mesi a seconda degli scenari (che dipendono essenzialmente dal consumo energetico della missione in relazione alla distanza fortemente variabile nel tempo tra i due pianeti). Ma cosa respireranno in questi mesi gli astronauti visto che l'atmosfera marziana è ricca di CO2 ma poverissima di ossigeno (0,13%)? In realtà le reazioni di Sabatier e di elettrolisi sono insufficienti per produrre ossigeno in rapporto stechiometrico o quasi col metano, ma la NASA ha già sperimentato (con il rover Perseverance) l'estrazione in situ di ossigeno dall'atmosfera marziana (cioè dalla CO2) con un processo chiamato MOXIE.

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