piatti tipici

la cucinaitaliana è unìinsieme di cucine diverse, influenzate dalle varie "colonizzaioni" e occupazioni, per cui ogni regione ha i suoi piatti tipici, diversissimi dagli altri, a me piace assaggiarli un po' tutti, adoro i bolliti e fgli arrosti con la pearà del veronese, oltre al "musso",  i culurgiones sardi, i canederli trentii e ogni tanto mi diverto a preparare piatti di regioni diverse dalla mia. a voi piae la cucina regionale? quali sono i vostri piatti preferti? sapete prepararli?

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11 messaggi in questa discussione

la cassoeula ... provere per credere :D

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20 minuti fa, refusi ha scritto:

la cassoeula ... provere per credere :D

buona, e mi manca, non la so fare. se ti va metti la ricetta!

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59 minuti fa, ameliadespell ha scritto:

buona, e mi manca, non la so fare. se ti va metti la ricetta!

ok va bene ci provo, calma e gesso. Ecco la cosa non è semplice, e la ricetta non è vangelo in quanto esistono delle differenze fra le varie zone sugli ingredienti. Alcuni utilizzano diverse parti del maiale incluso il codino, altri fanno la cazzuola con l'oca, dalle nostre parti si usa il maiale e precisamente del maiale le costine e la cotica.

Oltre alle costine e la cotica l'altro ingrediente base della cazzuola sono le verze.

Il primo suggerimento per ottenere una buona cazzuola naturalmente è quella di farla nei mesi invernali le verze devono essere raccolte dal terreno gelato, per evitare che siano troppo acquose e con la  conseguenza perdere in sapore ed annacquare la cazzuola, alcuni suggeriscono, se non è ancora abbastanza freddo di mettere le verze in freezer per qualche giorno ma decisamente non è la stessa cosa, l'acqua all'interno rimane.

Dunque allora per fare la cazzuola occorrono, verze, costine di maiale nelle robuste, nel senso in carne, e cotiche di maiale ben pulita lavate e raschiate, (codino se interessati)

Altri ingredienti, burro e olio suggerirei al 50 e 50 la ricetta originale prevedeva solo il burro ma per alleggerire un po' i grassi (:ph34r: si fa per dire) ed evitare che il burro annerisca durante il soffritto e consigliabile miscelare con l'olio.  Carote sedano e cipolla tritati per il soffritto (io la cipolla non la metto)  e un bicchierino di grappa, di quella buona. Sale quanto basta.

A questo punto occorre armarsi di santa pazienza e cominciare, calcolando non meno di 3 ore per il completamento dell'opera.

(ps, non ho indicato i quantitativi sono sempre in rapporto al numero di persone e comunque consiglierei sempre di abbondare con tutto perché la cazzuola risulta essere decisamente molto buona anche riscaldata)

Prendete una casseruola a bordo alto abbastanza grande direi 25/30 cm. se ce l'avete di rame o di alluminio è preferibile e un coperchio di in centimetro circa inferiore al diametro della  casseruola, poi vi spiego perché.

Iniziate col porre la casseruola sul fuoco con burro olio sedano cipolla e carote tritati, scaldate fate arrivare a fusione il butto lasciate che schiumi senza farlo dorare, aggiungete le costine e le cotiche e scottate il tutto a fiamma alta per alcuni minuti avendo l'accortezza di rigirare le costine e le cotiche su tutti i lati, versate il bicchierino di grappa lasciate sfumare per un paio di minuti e poi abbassate la fiamma. Prendete le verze che avrete nel frattempo lavato e sfogliato e cominciate a coprire con le prime foglie le costine in cottura (partite con le foglie esterne per arrivare man mano a quelle del cuore più tenere) sino a che non siete attivati quasi al bordo, a questo punto entra in gioco il coperchio ponetelo sopra la casseruola e visto che è di misura inferiore entrerà all'interno e comprimete le verze verso il basso, li coperchio deve essere mantenuto un pressione e al fine di evitare scottature dovute al vapore di cottura si consiglia l'utilizzo di un cucchiaio di legno lungo da cucina o un peso, mia nonna usava uno di quei vecchi ferro da stiro in ghisa piena, aspettare circa 20/25 minuti controllando che il coperchio nel frattempo si sia abbassato verso il fondo, toglierlo, rimestare il tutto e ripetere l'operazione sino ad esaurimento scorte verze, ps.  consiglio di salare di volta in volte in fase di cotture assaggiando ogni volte prima di una nuova immissione di verze. Quando avrete portato a termine l'ultimo inserimento delle foglie di verza cuocete per l'ultima mezz'ora  rimestate per l'ultima volta e poi servite a tavola.

Come fate a capire che la cazzuola è pronta, semplice di alcune costine saranno rimaste solo le ossa le carne si sarà amalgamata alle verze.

Alcuni (come quasi tutti i ristoranti d'altronde) cuociono costine e a parte fanno bollire le verze in un altra casseruole le scolano e poi miscelano il tutto a fine cotture, vi garantisco che decisamente non è la stessa cosa.

 

Buon appetito

 

è stato laborioso scrivere tutta la ricetta immaginatevi quanto lo debba essere la preparazione delle cazzuola.

 

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me la segno, ma credo che ci proverò solo quando arriverà la pensione e avrò molto tempo libero da dedicare alla cucina. Però se passo prima dalle tue parti una prova la devo fare... anche se non sarà la stessa cosa :-)

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3 minuti fa, wade.harper ha scritto:

me la segno, ma credo che ci proverò solo quando arriverà la pensione e avrò molto tempo libero da dedicare alla cucina. Però se passo prima dalle tue parti una prova la devo fare... anche se non sarà la stessa cosa :-)

beh esiste qualche trattoria dove le si *** in base alla ricetta, ma la si deve ordinare la preparano solo su ordinazione per un massimo do 8 commensali

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"p.repara" o "c.ucina"? e in ogni caso, perchè è una parola censurabile?

Comunque, ordinare prima mi sembra che non possa creare nessun problema, basta saperlo! :-)

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si infatti :D

 beh le censure del virgilio come sempre somo molto opinabili

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agnolotti al plin, mi ha insegnato una signora torinese a farli e mi vengono davvero bene!

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12 minuti fa, aljadida5 ha scritto:

agnolotti al plin, mi ha insegnato una signora torinese a farli e mi vengono davvero bene!

buoniiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!

 

sai che gli agnolotti si fanno anche a roma?

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vi lascio una ricetta facile facile di una "minestra" contadina che si fa nel lazio, in umbria e nelle marche. si chiamano FRASCARELLI

per la pasta

farina q.b1 uovo o mezzo bicchiere d'acqua

 

per il brodo

olio

passata di pomodoro

erbe aromatiche per soffritto

aglio

alloro

bacche di ginepro

acqua

dado di carne

peperoncino e pepe a piacere

mettere la farina in una ciotola, unire l'uovo  oppure l'acqua e lavorarla con la punta delle dita fino ad ottenere dei pezzettini di pasta molto morbidi simili a delle briciole. nel frattempo preparare un soffritto con le erbe aromatiche e l'aglio. quando l'aglio sarà ben dorato eliminarlo, aggiungere il pomodoro e le altre spezie, l'acqua (fino ad ottenere un brodo piuttosto liquido), il dad e portare ad ebolizione. lasciar cuocere circa 10 minuti, quindi aggiugere la pasta mescolando vigorosamente e cuocere per altri 5 minuti. servire ben caldo conuna spolverata di parmigiano. e buon appetito!!!

questo dovrebbe essere il risultato, più o meno lbrodoso a seconda dei gusti:

images?q=tbn:ANd9GcTCaC4hVjOV5IG-nD9XOGu

è una ricetta popolare, quindi va preparata "ad occhio".

 

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2 ore fa, aljadida5 ha scritto:

agnolotti al plin, mi ha insegnato una signora torinese a farli e mi vengono davvero bene!

si decisamente buoni, a patto che si usi il vino giusto :)

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