Promesse

[Dall'abolizione della tassa sulle tv al salario minimo, dal reddito di cittadinanza all'aumento delle pensioni minime: sono alcune delle promesse fatte in questo scamppolo di campagna elettorale, e forse non abbiamo ancora visto nulla ]

C'è ancora qualcuno che ci crede alle promesse elettorali dei politici ? Beato lui!

 

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3 messaggi in questa discussione

33 minuti fa, borneo39 ha scritto:

[Dall'abolizione della tassa sulle tv al salario minimo, dal reddito di cittadinanza all'aumento delle pensioni minime: sono alcune delle promesse fatte in questo scamppolo di campagna elettorale, e forse non abbiamo ancora visto nulla ]

C'è ancora qualcuno che ci crede alle promesse elettorali dei politici ? Beato lui!

 

Ciao, dipende da chi fa le promesse, se le fa la dx abbiamo già visto cosa vuol dire berlusconismo, se le fa m5silvio è fantascenza, il csx promette quello che può, dipende anche dagli evasori.

O da chi porta lavoro all'estero... Dobbiamo combattere gli imprenditori fasulli, se ci riusciamo sarà un bene per tutti, ....se governerà ancora il PD... 

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A mio modesto avviso perfino la flat tax (o fake tax) di Berlusconi e Salvini è meno clamorosa e campata in aria della promessa di quel tappetaro che cercò di far passare una illeggibile e irricevibile riformaccia della Costituzione promettendo per circa un anno, in tutte le sedi e in tutte le salse, che avrebbe lasciato la politica in caso di sconfitta. Era già un fatto gravissimo e inaccettabile, dal punto di vista democratico, il solo fare una promessa del genere essendo a capo del governo. Ma poi il pinocchio se la rimangiò senza nemmeno chiedere  scusa al popolo sovrano. Il bugiardo aveva provato a ricattare gli italiani, a condizionare la loro libera scelta sulla Costituzione legandola alla sopravvivenza del governo e forse della legislatura stessa. Sono convinto che milioni di moderati e di elettori del Pd avrebbero votato NO senza quel ricatto. Inoltre provò a far credere di essere così profondamente convinto della bontà e della necessità di quella riforma da legare ad essa anche la sua stessa carriera politica. Un tentativo anche questo altamente azzardato, demagogico, scorretto. Nessun vero democratico si sognerebbe mai di personalizzare un referendum sulla Costituzione. Se uno ritiene di doversi dimettere e abbandonare la politica dopo un esito negativo, è liberissimo di farlo DOPO il voto senza annunciarlo o minacciarlo PRIMA. Il tappetaro fece l'esatto contrario. Annunciò prima, poi perse e non lasciò la politica. E niente scuse agli italiani, solo una ridicola scusa: con il voto alle primarie la base del Pd mi ha chiesto di restare. Roba da matti! Uno che ha promesso agli italiani, a tutti gli italiani non solo alla base del suo partito, di lasciare la politica, alle primarie di partito non si candida nemmeno. Se è un uomo serio ovviamente. Naturalmente quell'azzardo si è trasformato in un boomerang. Nel suo eccellente Dizionario della stupidità il prof. Odifreddi definisce lo "stupido" come colui che  procura danni a sé e agli altri, mentre il "furbo" o lo "sfruttatore" procura vantaggi a sé e danni agli altri. Ma chi si crede furbo spesso all'atto pratico si rivela uno stupido. Infatti, dopo quella promessa qualche milione di potenziali astenuti andò a votare attratto dalla ghiotta possibilità di mandare a casa un incapace che pretendeva di manomettere la Costituzione. Dopodiché il partito si è spaccato, il bugiardo ha perso la faccia e tutta la sua residua credibilità, e perderà le elezioni domenica prossima pur avendo la gran parte dei media asservibili tuttora al suo servizio. 

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