Aiutatemi a riflettere

 

La slavina sulla Marmolada era prevedibile? Si era prevedibile.

 

La frana del monte Toc sopra Longarone era prevedibile? Si era prevedibile. 

 

La frana a Forno di Zoldo che invase un bacino sbarrato da una diga Enel era prevedibile? Si era prevedibile. 

 

Sono solo tre casi tra innumerevoli altri il cui disastro era preannunciato. 

 

Napoli è costruita ai piedi di un vulcano e già una volta è stata distrutta dall'esplosione del Vesuvio ne 79 D. C., eppure hanno continuato a costruire non solo a Napoli città, ma pure sulle falde del Vesuvio. È prevedibile un futuro nuovo disastro? Si è prevedibile ma non è detto che succeda visto che per 2000 anni osserva benevolo la città. 

 

Ad Ischia hanno costruito molte  case ai piedi e sulle falde del monte Epomeo, un monte definito vulcano tettonico che si sbriciola in caso di forti piogge e proprio a causa delle forti piogge da pochi giorni è avvenuta una tragedia. Era prevedibile tutto ciò? Si, era prevedibile eppure hanno continuato a costruire nonostante sia stata demolita qualche casa per intervento della magistratura. 

 

La domanda che sorge spontanea è questa:

"Se Giuseppi non firmava il condono delle opere, il monte Epomeo non franava? 

Se la risposta è: “ sarebbe franato comunque" allora  sorge spontanea un'altra domanda:

" vale la pena di starnazzare contro Giuseppi e il suo condono non condono? "





 

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26 messaggi in questa discussione

Si chiama  condono  e  c'è pure  scritto ma  vabbè  i grulli hanno fatto  tutto  il giusto  per  smentire  se  stessi

Ci sono foto del 1935 recuperate dall'ambientalista Umberto Mercurio che mostrano la regimentazione delle acque sul monte Epomeo a Casamicciola. Servivano per non fare succedere allagamenti.

 

Nessuna descrizione della foto disponibile.Potrebbe essere un'immagine raffigurante una o più persone e il seguente testo "Pugna ugna Forse anche la natura sta cercando di dirci che non è il ponte sullo stretto, la vera priorità. gianluca cotza"

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53 minuti fa, ahaha.ha ha scritto:

 

La slavina sulla Marmolada era prevedibile? Si era prevedibile.

 

La frana del monte Toc sopra Longarone era prevedibile? Si era prevedibile. 

 

La frana a Forno di Zoldo che invase un bacino sbarrato da una diga Enel era prevedibile? Si era prevedibile. 

 

Sono solo tre casi tra innumerevoli altri il cui disastro era preannunciato. 

 

Napoli è costruita ai piedi di un vulcano e già una volta è stata distrutta dall'esplosione del Vesuvio ne 79 D. C., eppure hanno continuato a costruire non solo a Napoli città, ma pure sulle falde del Vesuvio. È prevedibile un futuro nuovo disastro? Si è prevedibile ma non è detto che succeda visto che per 2000 anni osserva benevolo la città. 

 

Ad Ischia hanno costruito molte  case ai piedi e sulle falde del monte Epomeo, un monte definito vulcano tettonico che si sbriciola in caso di forti piogge e proprio a causa delle forti piogge da pochi giorni è avvenuta una tragedia. Era prevedibile tutto ciò? Si, era prevedibile eppure hanno continuato a costruire nonostante sia stata demolita qualche casa per intervento della magistratura. 

 

La domanda che sorge spontanea è questa:

"Se Giuseppi non firmava il condono delle opere, il monte Epomeo non franava? 

Se la risposta è: “ sarebbe franato comunque" allora  sorge spontanea un'altra domanda:

" vale la pena di starnazzare contro Giuseppi e il suo condono non condono? "





 

Di tutte le cose la più inquietante sono paesi interi costruiti sulle falde del Vesuvio, senza viabilità adeguata in caso di emergenze 

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41 minuti fa, ribelliamoci2 ha scritto:

Di tutte le cose la più inquietante sono paesi interi costruiti sulle falde del Vesuvio, senza viabilità adeguata in caso di emergenze 

Giuseppi ha condonato anche qua?

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13 minuti fa, ahaha.ha ha scritto:

Giuseppi ha condonato anche qua?

Gli abusi in Italia sono endemici, naturalmente sono sempre gli altri a commetterli.

.

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Non dovrebbero esserci abusi si dice, ma se qualcuno vive senza un bagno in casa, non ridete ci sono parecchi casi nelle case rurali riadattate, e fa delle modifiche all'interno oppure aggiunge una appendice esterna al fabbricato ma sul proprio terreno, lo facciamo demolire o gli applichiamo un condono?

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Nessuno risponde alla domanda nel post precedente? 

Se mai ci devono essere condoni sugli abusi edilizi, allora lasciamo che la gente si lavi nella tinozza  e vada ad espletare i bisogni fisiologici in mezzo ai prati? 

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8 ore fa, ahaha.ha ha scritto:

 

La slavina sulla Marmolada era prevedibile? Si era prevedibile.

La frana del monte Toc sopra Longarone era prevedibile? Si era prevedibile. 

La frana a Forno di Zoldo che invase un bacino sbarrato da una diga Enel era prevedibile? Si era prevedibile. 

Sono solo tre casi tra innumerevoli altri il cui disastro era preannunciato. 

Napoli è costruita ai piedi di un vulcano e già una volta è stata distrutta dall'esplosione del Vesuvio ne 79 D. C., eppure hanno continuato a costruire non solo a Napoli città, ma pure sulle falde del Vesuvio. È prevedibile un futuro nuovo disastro? Si è prevedibile ma non è detto che succeda visto che per 2000 anni osserva benevolo la città. 

Ad Ischia hanno costruito molte  case ai piedi e sulle falde del monte Epomeo, un monte definito vulcano tettonico che si sbriciola in caso di forti piogge e proprio a causa delle forti piogge da pochi giorni è avvenuta una tragedia. Era prevedibile tutto ciò? Si, era prevedibile eppure hanno continuato a costruire nonostante sia stata demolita qualche casa per intervento della magistratura. 

La domanda che sorge spontanea è questa:

"Se Giuseppi non firmava il condono delle opere, il monte Epomeo non franava? 

Se la risposta è: “ sarebbe franato comunque" allora  sorge spontanea un'altra domanda:

" vale la pena di starnazzare contro Giuseppi e il suo condono non condono? "

Sono d'accordo, contro Conte l'ennesima vangata di fango.

Ti *** solo che, al contrario di quanto molti pensano, Napoli non è mai stata distrutta dal Vesuvio. Nemmeno dall'eruzione pliniana del 79, in cui la città fu coperta ma non seppellita dalla cenere vulcanica. Il pericolo maggiore per il capoluogo oggi è dato dalla caldera dei Campi Flegrei. Per quanto riguarda i comuni vesuviani, è previsto un piano di evacuazione che dovrebbe scattare - il condizionale è d'obbligo - dopo un certo numero di segnali premonitori dell'eruzione e dovrebbe consentire di mettere in salvo la popolazione (circa 700.000 persone) in 72 ore. In quei comuni ci sono molte case abusive, e non sono solo quelle pericolosamente vicine al cratere. Ma temo che di fronte al probabile cataclisma che ci attende (il Vesuvio accumula energia ormai da quasi 80 anni) il problema dell'abusivismo passerà in secondo piano. Un analogo piano è previsto anche per i Campi Flegrei la cui eruzione potrebbe essere perfino più distruttiva. In questo caso però la zona rossa, cioè la zona da evacuare, divide Napoli in due: una parte da evacuare e l'altra no. Un mio parente, che abita proprio al confine, si troverebbe di fronte al dilemma: evacuo o non evacuo? 

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Nel dubbio meglio evacuare.  In tutti i sensi😊

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11 ore fa, ahaha.ha ha scritto:

"Se Giuseppi non firmava il condono delle opere, il monte Epomeo non franava? 

come dici poi "sicuramente" franava lo stesso, visto che anche allora mi sembra ci fossero già gli abusi...ma almeno non sarebbe stato co-partecipe legale su questi abusi, e non solo lui, poichè al gov, c'era anche qualcun altro...ma si sà i voti sono quelli che poi ti permettono di avere uno stipendio esagerato...e anche in questo conte è bravo, mica per niente da qualche parte ha avuto un enormità di voti ancora adesso con il reddito....

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8 ore fa, ahaha.ha ha scritto:

Nessuno risponde alla domanda nel post precedente? 

Se mai ci devono essere condoni sugli abusi edilizi, allora lasciamo che la gente si lavi nella tinozza  e vada ad espletare i bisogni fisiologici in mezzo ai prati? 

La risposta sta nella parola (abuso)bisognerebbe avere i dovuti permessi, ma gli illeciti variano a 360 gradi,dalla veranda fino a tagliare i pilastri (come è successo anni fa sulla Portuense)la soluzione esiste nelle regole ,parola indigesta all italico popolo 

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Anche Seveso era prevedibile ed anzi prevista. Come numerose aziende ad alto rischio. Anche il settore trasporti (autostrade, ferrovie, funivie, ecc.) era pevedibile ed alle volte previsto. - informarsi per prevenire, per non trovarsi con il q.lo a terra.      

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1 ora fa, dune-buggi ha scritto:

Anche Seveso era prevedibile ed anzi prevista. Come numerose aziende ad alto rischio. Anche il settore trasporti (autostrade, ferrovie, funivie, ecc.) era pevedibile ed alle volte previsto. - informarsi per prevenire, per non trovarsi con il q.lo a terra.      

Il Vajont su tutto, gli interessi prima della vita,poi ci si stupisce?

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1 minuto fa, ribelliamoci2 ha scritto:

Il Vajont su tutto, gli interessi prima della vita,poi ci si stupisce?   

ma anche le funivie fatte funzionare senza i freni di sicurezza, gli alberghi costruiti in zona "nevosa", le fabbriche che esplodono, e molto altro ........

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9 ore fa, fosforo311 ha scritto:

In quei comuni ci sono molte case abusive, e non sono solo quelle pericolosamente vicine al cratere. Ma temo che di fronte al probabile cataclisma che ci attende (il Vesuvio accumula energia ormai da quasi 80 anni) il problema dell'abusivismo passerà in secondo piano.

con il senno di poi sono tutti profeti, tutti sapevano e sanno i problemi di Ischia ma nessun politico ha il coraggio e la forza di ordinare gli abbattimenti pena la perdita di voti e di consensi, a Ischia c'erano e ci sono migliaia di richieste di condono edilizio e lo stato può anche condonare, ma la natura no, la natura non condona e se una casa è nel posto sbagliato   rimane nel posto sbagliato anche se legalmente condonata; a Napoli ci sono interi quartieri costruiti lungo i canaloni di scorrimento della lava,  chi è quel politico che ha o avrà  il coraggio di dire che Napoli va evacuata?

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1 ora fa, etrusco1900 ha scritto:

con il senno di poi sono tutti profeti, tutti sapevano e sanno i problemi di Ischia ma nessun politico ha il coraggio e la forza di ordinare gli abbattimenti pena la perdita di voti e di consensi, a Ischia c'erano e ci sono migliaia di richieste di condono edilizio e lo stato può anche condonare, ma la natura no, la natura non condona e se una casa è nel posto sbagliato   rimane nel posto sbagliato anche se legalmente condonata; a Napoli ci sono interi quartieri costruiti lungo i canaloni di scorrimento della lava,  chi è quel politico che ha o avrà  il coraggio di dire che Napoli va evacuata?

Magari  il problema forse solo Napoli, il lassismo legale adottato per anni si ripresenta puntualmente in tragedia, tra un po' sarà tutto dimenticato fino alla prossima catastrofe. 

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2 ore fa, ribelliamoci2 ha scritto:

Magari  il problema forse solo Napoli, il lassismo legale adottato per anni si ripresenta puntualmente in tragedia, tra un po' sarà tutto dimenticato fino alla prossima catastrofe. 

diciamo che molti politici dovendo risolvere problemi la cui risoluzione sarebbe costosissima e fonte di perdita di consensi elettorali valutano il tempo di ritorno di un dato evento catastrofico, se cioè statisticamente parlando un certo eventi avviene ogni cento anni allora è inutile perdere tempo e soldi per risolverlo, ci penseranno i posteri, quindi se il Vesuvio va in eruzione, statisticamente parlando ogni 500 anni (dico un numero ipotetico)  allora è inutile preoccuparsene, se l'Arno , il fiume che attraversa Firenze,  crea problemi ogni cento anni allora è inutile fare costose opere di contenimento e infatti a Firenze a distanza di decenni dall'alluvione non è stato fatto quasi niente a parte la diga di bilancino e se in Toscana piovesse nuovamente come quella volta Firenze andrebbe di nuovo sott'acqua, interessante leggere questo articolo trovato in rete https://left.it/2016/11/02/il-filo-dellacqua-il-racconto-dellalluvione-solo-nel-2026-larno-sara-in-sicurezza/

 

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1 ora fa, etrusco1900 ha scritto:

diciamo che molti politici dovendo risolvere problemi la cui risoluzione sarebbe costosissima e fonte di perdita di consensi elettorali valutano il tempo di ritorno di un dato evento catastrofico, se cioè statisticamente parlando un certo eventi avviene ogni cento anni allora è inutile perdere tempo e soldi per risolverlo, ci penseranno i posteri, quindi se il Vesuvio va in eruzione, statisticamente parlando ogni 500 anni (dico un numero ipotetico)  allora è inutile preoccuparsene, se l'Arno , il fiume che attraversa Firenze,  crea problemi ogni cento anni allora è inutile fare costose opere di contenimento e infatti a Firenze a distanza di decenni dall'alluvione non è stato fatto quasi niente a parte la diga di bilancino e se in Toscana piovesse nuovamente come quella volta Firenze andrebbe di nuovo sott'acqua, interessante leggere questo articolo trovato in rete https://left.it/2016/11/02/il-filo-dellacqua-il-racconto-dellalluvione-solo-nel-2026-larno-sara-in-sicurezza/

 

Il discorso è che per preservare il territorio servono risorse ma è anche vero che i fondi stanziati, spesso e volentieri ci sono solo che non vengono spesi. E questo perché, quando succede una disgrazia, l'eco mediatica si sente alta e forte ma non ci mette molto neanche a spegnersi subito. E soprattutto perché, se la manutenzione del territorio diventa di routine, non fa notizia, non crea clamore e non crea consenso immediato.

Il fatto che venga pulito il letto di un fiume, il più delle volte, passa quasi inosservato, il fatto che venga messo in sicurezza un costone, non crea notizia. 

Da un punto di vista elettorale invece è molto più redditizio consentire il permessivismo e anche l'abusivismo perché si dà l'idea che consentire la costruzione di una abitazione anche dove crea problemi, sia quasi un fatto di equità sociale perché consente a una famiglia di avere una abitazione. Tanto il territorio è grande, cosa sarà mai una abitazione in più....

E questo sarebbe anche il minimo perché, ben più impattante rispetto a questo discorso è quello che riguarda la grande speculazione.

Se vogliamo parlare di Ischia, pur non essendono particolarmente a conoscenza del fenomeno se non sulla base degli ultimi avvenimenti, sembrerebbe evidente che stiamo parlando di abusivismo atavico che si è stratificato e reso organico da decenni e non certo da oggi.

Se poi andiamo a vedere cosa succede, per esempio, in certe spiagge della Sicilia, dove non si riesce neanche a orientarsi perché ci manca poco che costruiscano anche dentro il mare, il quadro si fa ancora più chiaro.

Il discorso è che in troppi casi i buoi sono ormai scappati e che, più che condonare, si dovrebbe pensare a far demolire ma qui entrano in gioco altre variabili.

Soprattutto a livello locale ma anche a livello più ampio, paga molto di più fare finta di niente (o...di venire incontro) che arrivare a queste soluzioni perché, qualora lo si facesse davvero, allora si che il consenso scenderebbe e anche in maniera sensibile. Molto meglio invece dire "visto che ti ho accontentato e ho chiuso un occhio per te".

In sintesi, a Ischia e non solo, il discorso non è tanto quello di consentire o meno ma è soprattutto quello di aver consentito.

E, in questo senso, secondo me, con la situazione di fattobesistente, la mia convinzione è che il disastro si sarebbe verificato in ogni caso. Condono o non condono perché non è tanto una questione di schiaffo al paesaggio (anche) ma di costruzioni in realtà consentite in aree a forte rischio idrogeologico.

E, in tal senso, alla natura poco gliene importa delle leggi scritte dagli uomini. Bisogna mettersi bene in testa che la natura le sue leggi le ha ben precise e rigide e non ci sono decreti, leggi o condoni che riescano a cambiarle.

E questo vale sempre. Per cui, magari (anche) veri i discorsi su burocrazia e impedimenti spesso esagerati però attenzione anche al fatto che, abusando  del concetto  "del fare" sempre, in ogni situazione e in ogni contesto non si arrivi poi al discorso  finale di "fare si ma di fare danni" evitando, in pratica, o facendo in modo di evitare i necessari controlli. Si chiama anarchia e non certo nel concetto più nobile del termine.

In tal senso, i controlli (compresi ambiente e pedaggio che non possono e non devono essere considerati affatto marginali) saranno pure "scoccianti" ma non possono assolutamente essere eliminati e messi in secondo piano.

Altrimenti torniamo a bomba. La natura spesso, quando viene offesa, i controlli se li fa da sola e poi presenta il conto.

Un po' come il discorso del codice degli appalti e delle rigidezze che, in parte, sono anche vere. Questo però non deve portare a dimenticare i motivi che hanno portato a queste rigidezze.

Sicuramente ci sono degli eccessi ma, prima che ci fossero quelle norme, capitava di vedere progetti di strade di montagna fatti sulle cartografie 1:10.000, all'unico scopo di bloccare i finanziamenti (e ovviamente le parcelle e i "risarcimenti" per non dire "i mangiucchi" delle imprese), senza alcun tipo di rilievo dal in loco e pertanto irrealizzabili o realizzabili ma a costi decuplicati quando andava bene e con soluzioni ovviamente non studiate e pertanto rabberciate e più spesso legate alla improvvisazione e al "dato di fatto" piuttosto che alla preventiva razionalità. E questo spesso rappresentava quasi la norma anche perché, altrettanto spesso e altrettanto volentieri, si trattava quasi sempre degli amici degli amici. Per cui, attenzione agli eccessi però non in maniera unidirezionale ma piuttosto sia in un verso che nell'altro.... Tralasciando, se possibile, o comunque non esagerando, col tornaconto elettorale.

 

 

 

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Il 29/11/2022 in 18:16 , ahaha.ha ha scritto:

Non dovrebbero esserci abusi si dice, ma se qualcuno vive senza un bagno in casa, non ridete ci sono parecchi casi nelle case rurali riadattate, e fa delle modifiche all'interno oppure aggiunge una appendice esterna al fabbricato ma sul proprio terreno, lo facciamo demolire o gli applichiamo un condono?

Sono  abusi , c'era  e  c'è la  possibilità  di  chiedere  il permesso in comune  ma  purtroppo  è più veloce e  sicuramente  impunito e  impunibile   fare   l'abuso. Tutte  le  scuse  che adduce valgono meno  di nulla.

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17 ore fa, etrusco1900 ha scritto:

con il senno di poi sono tutti profeti, tutti sapevano e sanno i problemi di Ischia ma nessun politico ha il coraggio e la forza di ordinare gli abbattimenti pena la perdita di voti e di consensi, a Ischia c'erano e ci sono migliaia di richieste di condono edilizio e lo stato può anche condonare, ma la natura no, la natura non condona e se una casa è nel posto sbagliato   rimane nel posto sbagliato anche se legalmente condonata; a Napoli ci sono interi quartieri costruiti lungo i canaloni di scorrimento della lava,  chi è quel politico che ha o avrà  il coraggio di dire che Napoli va evacuata?

Anche a te ribadisco che in epoca storica Napoli non ha mai subito grossi danni da eruzioni vulcaniche. A parte forse i quartieri di Barra e Ponticelli alla periferia est, che confinano con San Giorgio a Cremano, la città di Massimo Troisi, distrutta dall'eruzione del 1631. L'iconografia associa Napoli al Vesuvio ma in realtà il cratere è piuttosto distante. Probabilmente, oltre alla distanza e alla protezione di San Gennaro, il capoluogo ha beneficiato anche della direzione dei venti e dei percorsi di lava. Io non ho mai visto lava vulcanica solidificata nella mia città, ho visto edifici del centro storico di Torre del Greco, incluso il campanile della basilica pontificia, che sembrano letteralmente costruiti sulla lava. In realtà di quel campanile oggi si vede la parte che non fu sommersa dal magma dell'eruzione del 1794. La lava l'ho vista anche a Torre Annunziata e nelle zone alte di Portici ed Ercolano. Forse tu ti riferivi al famoso tufo giallo napoletano, la roccia vulcanica caratteristica del sottosuolo di Napoli e usata per millenni come eccellente materiale da costruzione. Ma è molto più antica e più leggera delle lave vesuviane di cui sopra, essendo il risultato della sedimentazione di ceneri e lapilli della grande eruzione flegrea di 39.000 anni fa (di esplosività stimata VEI 7 cioè 100 volte più potente di quella del Vesuvio nel 79 d.C.). Come dicevo nel precedente post, Napoli è completamente al di fuori della zona rossa (o zona di evacuazione) del Vesuvio, non avendo mai subito danni rilevanti da questo vulcano in epoca storica, mentre tutta la parte ovest della città è inclusa nella zona rossa dei Campi Flegrei. Questi attualmente si mostrano più attivi del Vesuvio (livello verde) e sono al livello di allerta gialla o livello di attenzione. Dal 2005 è in atto e costantemente monitorato un fenomeno di bradisismo positivo, cioè di sollevamento del suolo, che in 17 anni ha raggiunto a Pozzuoli il metro tondo ed è in accelerazione negli ultimi 6 anni (66 cm). Ovviamente stiamo parlando di rischi di ben altra natura e portata rispetto al dissesto idrogeologico di Ischia e di tanti altri posti. Grazie al cielo la risalita del magma è un fenomeno molto più lento dell'arrivo di una bomba d'acqua che può causare una frana, e i grandi progressi nella sensoristica e nell'interferemotria satellitare ci lasciano buone speranze di riuscire a prevedere un'eruzione in tempo utile per evacuare la popolazione. Naturalmente non ci sono certezze assolute ed è da considerare anche il rischio del falso allarme per il fattore aleatorio o per eccesso di prudenza. Evacuare in modo ordinato 700mila persone in 72 ore è un'impresa in cui la nostra Protezione Civile non si è mai cimentata. La popolazione non è preparata. Un allarme eruzione non è irragionevole paragonarlo a un allarme atomico. Il panico potrebbe indurre molti a fuggire con mezzi propri in modo precipitoso intasando le vie di fuga. Qualche anziano fatalista e qualche cocciuto potrebbero ostinarsi a restare, altri potrebbero sentirsi male (svenimenti, infarti, attacchi isterici) e ci sarebbero il serio problema degli sciacalli e probabili scosse sismiche a rendere ancora più drammatico il quadro. È semplicemente scandaloso che tutte le simulazioni ed esercitazioni finora effettuate abbiano coinvolto numeri irrisori di cittadini. Poi magari l'eruzione non si verifica o il vulcano fa, con decenza parlando, solo una scorreggia, dopodiché divampa il fuoco delle polemiche. Dopo qualche mese si abbassa il livello di allerta e bisogna organizzare il rientro di 700mila persone imbufalite. Ma personalmente io firmerei perché le cose andassero proprio così. 

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8 ore fa, barbablu16 ha scritto:

Sono  abusi , c'era  e  c'è la  possibilità  di  chiedere  il permesso in comune  ma  purtroppo  è più veloce e  sicuramente  impunito e  impunibile   fare   l'abuso. Tutte  le  scuse  che adduce valgono meno  di nulla.

Mi par di capire che senza condono, lei continuerebbe ad obbligare la famiglia a lavarsi nella tinozza e a kagare nei prati, sig pm. 

Io invece pensavo che ci sono cose che devono essere assolutamente condonate e altre no

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1 ora fa, ahaha.ha ha scritto:

Mi par di capire che senza condono, lei continuerebbe ad obbligare la famiglia a lavarsi nella tinozza e a kagare nei prati, sig pm. 

Io invece pensavo che ci sono cose che devono essere assolutamente condonate e altre no

Dalla tinozza a punta perotti il passo è breve. La soluzione sarebbe fare le cose in regola, ma non ci piacciono le regole 

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Voglio aggiungere un paio di cose a completamento e a parziale correzione del post precedente. 

Ho misurato su Google Maps la distanza in linea d'aria tra il cratere del Vesuvio e gli Scavi archeologici di Pompei: 9,5 km. Tra il cratere e l'Ospedale del Mare, situato sul confine est del comune di Napoli nel quartiere Ponticelli, ci sono appena 7,5 km. Mentre il centro storico, che possiamo convenzionalmente collocare tra Piazza Garibaldi (stazione centrale) e Piazza Plebiscito, dista tra i 12 e i 16 km, sempre in linea d'aria. Detto che i quartieri di Ponticelli, Barra e San Giovanni a Teduccio erano comuni autonomi aggregati al capoluogo solo in epoca fascista, bisogna precisare che il motivo per cui Napoli è stata sostanzialmente immune nei secoli dallo sterminator Vesevo non risiede tanto nella distanza quanto nella barriera naturale costituita dal Monte Somma. Questo monte, situato a nord e a ovest del cono vulcanico, è in realtà ciò che resta del bordo dell'antico grande cratere crollato nel corso delle eruzioni pliniane dalla preistoria fino all'evento del 79 d.C. Tra il Somma e l'attuale cratere c'è un grande avvallamento, la Valle del Gigante (dall'aspetto davvero pauroso e infernale), che funge da collettore delle colate laviche dirette a nord e a ovest. 

C'è poi da segnalare questa confortante notizia arrivata a inizio anno:

https://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/terra_poli/2022/01/21/vesuvio-ricerca-esclude-nuova-eruzione-violenta-fra-dubbi-_e74f99e1-223f-42b0-aefa-6f604b917c89.html

Una ricerca condotta dal Politecnico di Zurigo e vulcanologi italiani ha studiato le 4 eruzioni più violente (pliniane e subpliniane) degli ultimi 10.000 anni, pervenendo a una stima abbastanza accurata dei tempi di permanenza del magma nella camera magmatica prima di dare luogo a queste eruzioni esplosive. I valori risultano compresi tra circa 1000 e 5000 anni. Ora il Vesuvio è in stato di quiescenza apparente dal 1944, quindi secondo i ricercatori è molto improbabile un'eruzione esplosiva prima che saranno passati diversi secoli. La direttrice dell'Osservatorio Vesuviano non è del tutto d'accordo, anche se attribuisce valore scientifico ai risultati dello studio. 

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1 ora fa, ribelliamoci2 ha scritto:

Dalla tinozza a punta perotti il passo è breve. La soluzione sarebbe fare le cose in regola, ma non ci piacciono le regole 

Anche a me piaciono le regole, ma se dovessi scegliere tra la regola che mi obbliga ad andare a kagare nei prati e l'abuso, mi ribello e scelgo l'abuso, sig ribelliamoci. Lei no? 

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14 minuti fa, ahaha.ha ha scritto:

Anche a me piaciono le regole, ma se dovessi scegliere tra la regola che mi obbliga ad andare a kagare nei prati e l'abuso, mi ribello e scelgo l'abuso, sig ribelliamoci. Lei no? 

Il linea di principio condivido, però sarai d'accordo che se non si interviene non si va da nessuna parte,certo è che uno scempio pluridecennale non si risolve dall'oggi al domani.

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